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Quando Silla si ritirò dalla vita politica, Cesare fece ritorno a Roma.
Ma la città era ancora in mano ai reazionari che lo odiavano in quanto nipote di Mario e genero di Cinna; Cesare ripartì per la Cilicia.
Durante il viaggio la sua imbarcazione su intercettata dai pirati, Cesare venne fatto prigioniero e per la sua vita fu chiesto un riscatto di venti talenti. Non li aveva perciò mandò i suoi servi a cercarli, nel frattempo ingannò l' attesa leggendo ai pirati versi di sua composizione, i pirati non sembrarono apprezzare il talento del giovane, Cesare adirato li chiamò barbari e cretini e promise di impiccarli appena avesse potuto.
Rientrato a Roma nel 68 venne eletto alla carica di Questore, grazie ai voti acquistati con il danaro prestatogli da Crasso. La carica gli fruttò il governatorato e un comando militare in Spagna, dove combattè i ribelli, ritornò poi a Roma con la fama di bravo soldato ed ottimo amministratore. Nel 65 fu eletto edile e ringraziò i suoi sostenitori finanziando spettacoli eccezionali. Fece inoltre trasferire in Campidoglio i trofei di vittoria di Mario che Silla aveva trasferito altrove. Tre anni dopo fu nominato propretore in Spagna, era pieno di debiti e i creditori gli permisero di partire solo dopo che ebbe pagato i debiti (venticinquemilioni di sesterzi), cosa che fece grazie ad un prestito di Crasso. In Spagna sottomise quasi del tutto gli iberici, riportò un bottino enorme, il senato gli concesse il trionfo, a causa del quale Cesare doveva ritardare il ritorno a Roma, dovendosi, per legge celebrare la cerimonia in assenza del trionfatore. In questo modo gli veniva impedito di presentare la sua candidatura al consolato, infatti la candidatura non poteva essere presentata in assenza del candidato. Cesare andò lo stesso a Roma, lasciando l' esercito fuori dalla città.
A Roma, strinse accordi con Crasso e Pompeo, dando luogo così al primo triumvirato. Alle elezioni risultarono eletti Bibulo, sostenuto dall' aristocrazia e lo stesso Cesare, che in rispetto degli accordi presi con gli altri due membri del triumvirato, propose la distribuzione di terre ai veterani di Pompeo, nonché la ratifica delle misure adottate da questi in Oriente. Il senato si oppose, e Cesare, così come avevano fatto i Gracchi rimettendoci la vita, portò le proposte di legge direttamente davanti all' Assemblea. L' unico argomentazione a sfavore, che Bullo riuscì a trovare fu che gli dei si erano dimostrati contrari alla legge, L' Assemblea gli rise in faccia ed uno dei popolari gli rovesciò in testa una vaso da notte. I progetti di legge furono approvati a grande maggioranza. passarono così tutte le proposte di legge che Cesare presentò, proposte che venivano contrastate dal Senato, che mandava regolarmente Bibulo in Assemblea a dichiarare che gli dei disapprovavano, alla fine Bibulo si chiuse in casa rifiutandosi di uscire.
Poiché era uso chiamare |
Statua raffigurante Venere, dea dell' amore
monete raffiguranti Giulio Cesare
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Per l' anno 58, Cesare fece eleggere, come suoi successori Gabinio e Pisone, dell' ultimo sposò la figlia Calpurnia, aveva divorziato infatti dalla terza moglie, Pompea, a seguito di uno scandalo in cui ella era rimasta coinvolta. Pompea stava per essere processata per oltraggio al pudore e alla religione: l' accusavano di aver introdotto il suo amante, Clodio, travestito da donna nel recinto sacro alla dea Bona di cui Pompea era sacerdotessa. Il fatto era vero, quello che non era certo era che Pompea fosse a conoscenza dell' azione di Clodio. Cesare, al processo proclamò l' innocenza della moglie, quando gli chiesero perché avesse allora divorziato, rispose:
"Perché la moglie di Cesare non può essere macchiata neanche dal sospetto."
continua
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