INTRODUZIONE

IL SOCIALISMO COME FENOMENO STORICO MONDIALE
di lgor' Rostislavovic Safarevic - La Casa di Matriona

Notizia. lgor' Rostislavovic Safarevic è nato nel 1923. Matematíco di fama mondiale, è membro corrispondente dell'Accademia delle Scíenze dell'URSS. Ha scritto il libro "La legislazione religiosa nell'URSS" tradotto anche in Itafia e numerosi saggi.

Prefazione
di Aleksandr Solzenicyn


Vi sono al mondo cose che, evidentemente, non possono essere scoperte senza averne una vasta esperienza, propria o del proprio ambiente. Così quest'opera, pur utilizzando un'abbondante letteratura già nota agli specialisti, abbraccia con sguardo nuovo e penetrante il corso plurimillenario del socialismo mondiale e vede la luce, come è logico, in un paese che ha vissuto (e vive) l'esperienza socialista più brutale e duratura dell'Era moderna.
E, altrettanto logicamente alla luce della situazione di questo paese, il libro si deve non alla penna di un uomo di formazione umanistica (da noi, dopo l'Ottobre, proprio le discipline umanistiche sono state le più colpite nei loro maggiori esponenti) ma alla penna di un matematico di fama mondiale: nel mondo comunista gli esponenti delle scienze esatte sono costretti a sostituirsi ai loro decimati fratelli umanisti.

In compenso questa circostanza ci offre la rara possibilità di avere un'analisi coerente della teoria e della pratica del socialismo mondiale ad opera di un eminente intelletto matematico, da sempre abituato alla rigorosa metodologia che comporta la sua scienza. Chi, se non lui, ha autorità per proferire un giudizio come questo: "Nel marxismo manca perfino il clima per un'analisi di tipo scientifico"?

Il socialismo mondiale, tutti i suoi esponenti, sono avvolti in una nebbia di fole e leggende, le sue contraddizioni sono dimenticate e nascoste, esso non replica alle argomentazioni, ma le ignora sistematicamente, per quell'istintiva ripugnanza che nutre nei confronti dell'analisi scientifica, per quell'aura di irrazionalità in cui è immerso e che l'accademico Safarevic nel suo libro ci fa notare più volte e sotto molti riguardi.
Le dottrine socialiste pullulano di contraddizioni, le teorie si discostano invariabilmente dalla loro attuazione pratica, ma grazie al possente istinto che le anima - anche questo messo in luce dall'autore - queste contraddizioni non ostacolano l'ulteriore propaganda del socialismo. E non esiste neanche un socialismo ben definito, ma solo un roseo, vago concetto di alcunché di bello e nobile, di una eguaglianza, universalità e giustizia non meglio precisate: purché sopraggiungano e tutti staranno bene e la società non avrà più alcun difetto!

Nel XX secolo il socialismo ha conosciuto uno dei suoi momenti culminanti e una vasta diffusione e ciò ha immediatamente comportato le rivoltanti realizzazioni concrete che tutti conosciamo. Ma per l'ottenebrante irrazionalità che si diceva, esse - che già sfuggono per se stesse un'analisi - o non vengono prese in considerazione oppure vengono riferite ad artificiose categorie di comodo: si tratterebbe ora di una deformazione " asiatica ", ora di un travisamento " russo ", ora della personalità di un dittatore, ora delle malefatte di un " capitalismo di Stato ".
Ora, col suo libro - che percorre largamente il tempo e lo spazio, dispiegandoci instancabilmente dinanzi, e analizzandole, diecine di dottrine socialiste e diecine di organizzazioni statuali fondate sui principi del socialismo - Safarevic non lascia scappatoia alcuna a chi è solito argomentare che questo o quel " socialismo " è un'eccezione che non prova nulla e nulla ha a che vedere, manco a dirlo, col radioso futuro che ci si prepara. Si tratti della centralizzazione del potere politico in Cina mille anni prima di Cristo, o dei sanguinosi esperimenti europei del tempo della Riforma, o ancora delle utopie dei pensatori europei, utopie che fanno venire i brividi (ma che s'usa ovunque trattare con bel garbo e deferenza), o della esperta cucina di Marx-Engels o delle misure comuniste radicali degli anni di Lenin, non meno spietate nei confronti dell'uomo del successivo greve corso staliniano, Safarevic, con questi e decine di altri esempi di cui il libro è ricco, ci dimostra l'inesorabile coerenza del fenomeno mondiale analizzato.

L'autore rileva le costanti del socialismo - i suoi elementi fondamentali e immutabili che non dipendono né dall'epoca né dal dato paese - e che, purtroppo, incombono inesorabilmente anche sul vacillante mondo contemporaneo.
Riferito all'intera storia dell'umanità, il socialismo può già vantare, rispetto all'attuale civiltà occidentale, una maggiore durata e una più grande resistenza nel tempo, come pure una più vasta diffusione di massa e una maggiore espansione nello spazio - sì che è difficile allontanare il cupo presentimento di ciò che già alla fine del XX secolo potrebbe inghiottirci senza scampo: quella " formazione asiatica " che Marx si è premurato di eludere nelle sue classificazioni, e davanti alla quale si è smarrito il pensiero marxista contemporaneo, poiché vi ha visto, come in uno specchio millenario, il proprio volto deforme.
Al socialismo può essere con buona ragione riferita, nella lunga storia dell'umanità, la maggior parte delle formazioni statuali e non si è davvero trattato per l'uomo di luoghi e periodi di felicità e fioritura.

Safarevic ci indica con grande precisione sia la causa che il momento della comparsa delle prime dottrine socialiste, individuate nella loro sostanza reazionaria: reazione di Platone nei confronti della cultura greca, degli gnostici nei confronti del cristianesimo; una reazione che vuole soverchiare lo slancio dello spirito dell'uomo per ricondurlo al gramo esistere materiale degli Stati più primitivi dell'antichità.
L'autore mette anche in luce in modo convincente l'assoluta contrapposizione che v'è, sempre, fra la concezione dell'uomo propria di tutte le religioni e quella che caratterizza ogni socialismo. Il socialismo si sforza di ridurre la persona umana alle sue componenti più primitive, a distruggere completamente la parte più elevata e complessa dell'individualità umana, quella che fa l'uomo " simile a Dio ".
E la stessa uguag1íanza, così ardentemente promessa dai socialisti di ogni tempo, non è un'uguaglianza di diritti, di possibilità o di condizioni esteriori per il singolo, ma è l'uguaglianza come identicità, l'uguaglianza come riduzione all'uniformità di ciò che nella vita interiore degli uomini ha il carattere della molteplicità.

E il socialismo che, come anche qui si dimostra, ha invariabilmente e con successo eluso ogni disamina autenticamente scientifica della propria essenza oggi è chiamato, da Safarevic con questo suo libro, a una sfida: sfoderino i teorici socialisti contemporanei, in un pubblico confronto, gli arsenali dei loro argomenti.

ALEKSANDR SOLZENICYN