"Asaru primu e Roma secunnu": detto assorino emblematico della vetustà di questo centro di vita, il cui territorio fu frequentato sicuramente da uomini primitivi, di origine autoctona, i quali trovarono sicuro rifugio nelle grotte di "Vaddilarruni" (Valle dei Ladroni); ad essi vengono attribuiti i segni grafici di prescrittura risalienti a circa 10.000 ani fa ("glittografie", ancora oggi visibili), rinvenuti incisi su una roccia del castello ed esaminati da Paolo Orsi.
I primi popoli che ne colonizzarono il territorio furono sicuramente i Sicani, di cui si hanno poche testimonianze storiche, i popoli protostorici pelasgico-elimi, che hanno lasciato evidenti testimonianze (vedi i Decreti di Entella, due dei quali dedicati ad Assoro e ai suoi villaggi) e, infine, i Siculi. Tanto si apprende dallo storico Apollodoro (III secolo a. C.), secondo il quale la città-stato di Assoro pervenne a giuridica costituzione subito dopo larrivo dei Siculi (tra il 1270 a. C., secondo Ellanico e Filisto, e il 1050 a.C., secondo Tucidide) e risultò costituita da una federazione ("Simmachìa") dei tre popoli suddetti: Sicani, Pelasgico-Elimi, Siculi.
In epoca storica Assoro diventò crocevia di popoli (Greci, Cartaginesi, Mamertini, Romani, ).
Durante la colonizzazione greca, Assoro conservò sempre la propria autonomia, anche dopo aver sostenuto il tentativo di Ducezio di affrancare i Siculi dalla dominazione di Siracusa. Anche quando Siracusani e Cartaginesi si spartirono la Sicilia (405 a. C.), Assoro restò autonoma, poiché fu tra le poche città della Sicilia centrale che costituirono una zona cuscinetto tra le due potenze. Si sa per certo che il fiume Crisa, che scorre in territorio assorino, segnava lestremo confine occidentale dello stato siracusano. Nel 307 a. C. accettò lalleanza proposta da Dionisio I di Siracusa. Scrive il De Burigny: "Certo è che i Greci trovarono la città (Assoro) fiorente e fornita di templi e fortezze Il fatto solo dellessere entrata in lega con Dionisio dimostra la grandezza degli Assorini di allora". In quel periodo Assoro ebbe diritto di battere moneta propria. Successivamente, quando moltissime città siceliote furono governate da tiranni, Assoro fu sempre retta da governi democratici retti da assemblee cittadine.
In epoca romana Assoro fu una delle sessanta città siciliane "decumane" che collaborarono con lUrbe. Il diritto di continuare a battere moneta propria in questo periodo conferma il prestigio di cui la città godeva anche presso i Romani. Non restò immune dalle mire di cupidigia del governatore G. Verre che, dopo aver spoliato molte altre città della Sicilia, tentò di far asportare dal tempio di Crisa, senza però riuscirvi, una marmorea statua rivestita di una patina doro; Cicerone, inviato dal senato in Sicilia per raccogliere prove dei misfatti compiuti da Verre, definì gli "Assorini viri fortes et fideles".
Nel periodo finale della decadenza dellimpero romano lAgro Assorino fu sede di "Villa" patrizia appartente a Tertullo, che successivamente ne fece dono ai Benedettini. Questi vi diffusero il Cristianesimo, già predicato da Filippo il Siriaco (IV secolo d. C.). La nuova religione, dunque, assai per tempo mise radici sul Monte La Stella (V secolo), che ospitò una decina di fiorenti monasteri ed arrivò ad avere fino a settanta chiese e romitori.
Durante lepoca bizantina vi si stabilirono colonie grecaniche, che costituirono propri quartieri, in cui si praticavano riti e culti orientali e si parlava la lingua greca.
Nel periodo arabo, dopo oltre un secolo di tenace resistenza, Assoro fu una delle ultime roccheforti a cadere in mano ai Musulmani, i quali la occuparono il 3 maggio 939, ma non vi posero alcun presidio; pertanto il nucleo urbano continuò a mantenere autonomia e magistrature proprie.
Allarrivo dei Normanni, nel 1061, gli Assorini scacciarono via gli Arabi autonomamente e collaborarono con il conte Ruggero, divenendo città regia ed esente da infeudazione.
Il violento terremoto che nel 1169 sconvolse tutta la Sicilia centro-orientale rase al suolo il centro abitato che sorgeva nella zona Piano della Corte-Aiuto. Ricostruito sul declivio sud-occidentale del Monte La Stella, Guglielmo il Buono e la zia Costanza di Altavilla dotarono il nuovo centro abitato della splendida Basilica Leoniana (1186), costruita con stilemi analoghi a quelli del Duomo di Monreale.
Federico II, nellultimo decennio del suo regno, ne fece uno dei capisaldi della Sicilia centrale e vi fece costruire un poderoso castello sulla sommità del monte.
Nel 1282 partecipò attivamente allinsurrezione popolare dei Vespri siciliani contro gli Angioini e scacciò via il presidio francese il giorno quattro aprile.
Nel gennaio del 1351 la città insorgeva contro il tiranno Scaloro degli Uberti, che rimase vittima dellira popolare.
Nel 1398 re Martino concedeva i feudi Morra e Rassuara ai conti Vitale e Simone Valguarnera, i quali dimorarono nel castello ma non ebbero mai giurisdizione sulla città. I loro eredi, però, riuscirono a usurpare gran parte del territorio comunale.
Durante il breve periodo sabaudo, uomini di cultura assorini seguirono Vittorio Amedeo II in Piemonte dove ricoprirono importanti cariche; tra essi Nicolò Pensabene divenne Ministro di stato.
Nel periodo borbonico Assoro fu una delle poche città che ebbero scuole pubbliche. Fu sede di "vendita" ed esportò "carbone" nei paesi viciniori e nella stessa Catania ad opera del chierico Giuseppe Romano e del cognato Ignazio Riccioli.
Durante le campagne risorgimentali, fornì il proprio contributo di mezzi e di uomini, tra i quali sono da menzionare: Ignazio Riccioli (Catania 1848, Catania 1849); Enrico Pantano (Napoli 1848); i suoi fratelli Guglielmo (Palermo 4/4/1860, spedizione dei Mille 1860), Eugenio (Palermo 4/4/1860) ed Edoardo (Palermo 4/4/1860, Aspromonte 1862, Bezzecca 1866, Mentana 1867, fallito tentativo insurrezionale in Sicilia 1870); il sacerdote Epifanio Aleo (spedizione di Mille 1860, Aspromonte 1862, Bezzecca 1866, Mentana 1867); Giuseppe Riccioli (Catania 1848, Aspromonte 1862, fallito tentativo insurrezionale in Sicilia 1870); suo fratello Pietro (Aspromonte 1862, Bezzecca 1866, Mentana 1867); Glauso F. Paolo (Breccia di Porta Pia 1870).
Il 17 maggio 1860 il Comune inalberava il tricolore; quindi mobilitava i cittadini validi alle armi e ricostituiva la sua Guardia Nazionale.
Assoro ebbe un ruolo di primo piano nelle lotte del movimento dei "Fasci dei lavoratori" siciliani, che culminarono il 24/12/1893 con la rivolta di tutto il paese.
Nel XIX secolo Assoro fu il centro solfifero più importante e lucroso della provincia di Catania, tanto da poter esonerare i propri cittadini dal pagamento dei tributi comunali. Per il trasporto del suo zolfo fu adibito anche un "tram a vapore": il primo della Sicilia.