Francis James Child
FRANCIS JAMES CHILD (1825-1896) E LA SUA OPERA


L’opera in cinque volumi di Francis James Child, The English and Scottish Popular Ballads (1882-1898) è generalmente considerata il "canone" della balladry in lingua inglese. Ogni singola ballata è usualmente accompagnata dal numero progressivo datole dal Child, ad esempio: Child 2 = The Elfin Knight, Child 12 = Lord Randal ecc. Anche noi abbiamo ovviamente seguito tale consuetudine nella nostra antologia. La raccolta consiste in ricerche esaurienti su 305 ballate: diversamente dagli studiosi che lo avevano preceduto, il Child si basò principalmente sulle versioni manoscritte piuttosto che su quelle a stampa, e condusse delle ricerche approfondite anche su canzoni e storie in lingue diverse, che avessero comunque qualche relazione con le ballate inglesi e scozzesi; il carattere dell’opera del Child raggiunse quindi una dimensione planetaria, arrivando a coprire ben trentasette ballad areas. La ricerca del Child era incentrata più sulla storia dei testi e dei temi che sulla musica; nell’opera sono riportate solo una cinquantina di melodie, la maggior parte consistenti di una sola riga. I criteri di inclusione ed esclusione sono materia di dibattito fra gli studiosi, ma appare sempre più chiara l’inconsistenza di tale scelta. Il Child era interessato alla ballata come forma di poesia popolare, e non dava troppo peso alla musica. Per la sua opera, il Child, che parlava e scriveva correntemente sei lingue, si servì di una serie notevolissima di fonti ed ebbe contatti con un gran numero di studiosi in tutto il mondo (principalmente con il danese Svend Grundtvig, che gli fornì gli analoghi scandinavi, importantissimi per ricostruire la storia di alcune fra le più antiche ballate britanniche). In Italia ebbe un fitto scambio di corrispondenza con Alessandro D’Ancona, autore di uno dei testi fondamentali ottocenteschi sulle ballate nei dialetti italiani (si veda Lord Randal, p.)

Francis James Child nacque il 1º febbraio 1825 a Boston. La sua famiglia era di condizioni assai modeste (suo padre era un fabbricante di vele). Frequentò la Boston Grammar School e la English High School, entrambe scuole pubbliche, per iscriversi poi alla Boston Latin School. Fu proprio il preside di tale scuola, Epes Sargent Dixwell, che si accorse dell’autentico genio del giovane e si adoperò per farlo ammettere a Harvard. Child fu uno studente brillantissimo e fu eletto class orator. Nel 1846 si laureò risultando il primo del suo corso; gli fu quindi offerta una cattedra di matematica e, successivamente, di storia e economia politica. Ma i reali interessi del Child erano altrove, ovvero nel campo della filologia e della critica. Nel 1849 un prestito da parte di Jonathan I. Bowditch (al quale poi dedicò la sua opera capitale) gli permise di congedarsi momentaneamente da Harvard. Si recò quindi in Europa (1849-1851) per studiare drammaturgia inglese e filologia germanica a Berlino e Gottinga. Nel 1851, al suo ritorno in patria, fu nominato docente di retorica a Harvard, cattedra che mantenne per 25 anni. Per tutto il periodo della sua docenza raccolse collezioni di ballate in molte lingue e tenne, come detto, una fitta corrispondenza con studiosi di tutto il mondo. Grazie ai suoi sforzi, la biblioteca di Harvard ospita adesso una delle più grandi raccolte mondiali di testi dedicati alla cultura popolare. Francis James Child ricevette durante la sua vita tre lauree honoris causa: la prima gli fu concessa dall’Università di Gottinga quando aveva solo 29 anni, la seconda da Harvard nel 1884 e la terza dalla Columbia University nel 1887.

Il Child pubblicò molte opere. Oltre alla sua canonica raccolta di ballate, sono considerate di grande importanza la sua edizione della poesia spenseriana (The Poetical Works of Edmund Spenser, 1855, 5 voll.) ed il suo studio Observations on the Language of Chaucer and Gower (1863). Fu inoltre coordinatore generale di una collana dedicata alla poesia in lingua inglese di tutte le epoche, iniziata nel 1853 e che arrivò a comprendere 150 volumi. Nel 1860 sposò Elizabeth Ellery Sedgwick, dalla quale ebbe tre figlie ed un figlio. Era descritto come una persona dotata di fascino e senso dell’umorismo, e veniva scherzosamente chiamato Stubby Child (giocando con il suo cognome; letteralmente significa qualcosa come "bambino tarchiato") a causa della sua bassa statura e delle spalle un po’ curve. Era un patriota ardente; non potendo arruolarsi per motivi di salute, raccolse delle collette e scrisse articoli, fogli volanti e persino ballate in favore dell’Unione. Nel 1893 la carrozza dove viaggiava ebbe un grave incidente ed il Child rimase seriamente ferito. La sua salute, già minata dalla gotta e dai reumatismi, declinò ulteriormente. Morì l’11 settembre 1896 poco prima di terminare l’ultimo volume della sua raccolta di ballate; la sua tomba si trova nel cimitero di Stockbridge.

Come detto, il Child morì poco prima di portare a termine la sua opera. L’introduzione e la bibliografia non erano ancora state completate. La bibliografia era in fase avanzata di stesura, ma le note che aveva redatto per l’introduzione risultarono insufficienti e nessuno si sentì in grado di assolvere al compito. Nonostante ciò, l’opera del Child rimane la pietra di paragone per tutte le altre raccolte del genere, e le ballate tradizionali in lingua inglese sono da allora semplicemente le Child Ballads.


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