Con Johnie Cock siamo di fronte, assieme a pochissime altre ballate come Earl Brand, King Orfeo, Hind Etin, Tam Lin e Sir Aldingar, ad un vero e proprio "fossile"; la ballata, cioè, conserva l'eco di tradizioni, situazioni e modi di vita veramente preistorici e quindi oramai spenti da secoli al momento del suo ritrovamento. La versione scozzese che qui presentiamo fu cantata direttamente al Percy nel 1780 da una certa Miss Fisher di Carlisle, una vecchia di oltre ottant'anni che affermava di averla sentita da alcuni cacciatori quando era bambina (questo significa che la ballata era ancora viva agli inizi del XVIII secolo). Con la sua "densità", le sue scene folgoranti ed i suoi passaggi improvvisi, Johnie Cock riesce come per incanto a tenere stretto il filo degli eventi senza l'aiuto di un tessuto connettivo o di espedienti artificiosi; le credenze primitive (di cui i cantori più recenti certo non riuscivano a cogliere il senso profondo) si sono fuse con elementi moderni; così Johnie beve il sangue del cervo, certo per assorbire la forza ed il valore dell'animale, e ne è reso invincibile; ma il guardacaccia riconosce a prima vista la tela olandese del XVIII secolo, anche se, in un'altra versione, la persona che la porta gli appare, nella sua immaginazione, un lupo; dunque egli attribuisce sensazioni umane agli animali, o forse il lupo viene considerato addirittura un animale totemico (da notare che l'ultimo avvistamento di lupi in Gran Bretagna risale al 1557, e quindi la composizione della ballata è perlomeno anteriore a tale data). Sempre in quest’altra versione, Johnie parla tranquillamente agli archi di legno, importati da Londra, come se fossero degli esseri viventi ed intelligenti; un verso dopo le sue dita pensano ed agiscono da sole. Infine, il braw forester che fa parte della squadra recatasi nella foresta per uccidere Johnie è suo nipote (presso alcuni popoli primitivi la nipotanza è il grado di parentela più stretto). Niente sappiamo della musica su cui veniva cantata Johnie Cock, ma dalla scansione metrica appare chiaramente che si doveva trattare di un reel, l'antica danza scozzese nominata anche in King Orfeo. La nostra versione, dal tono cupo e selvaggio, è forse più povera di elementi soprannaturali di altre, ma da essa la figura di Johnie Cock appare come l'abitatore della selva primordiale, interamente legato alla alla caccia, ai cani e, diremmo noi, al "respiro" della foresta; di grandissimo interesse è anche il personaggio del silly auld man (qui silly doveva essere inteso come "stolto, imbecille", ma il Becker suppose, forse a ragione, che si trattasse dell'antico aggettivo anglosassone sælig "mandato dal fato"). Tale personaggio potrebbe essere addirittura il remoto relitto di una maligna figurazione della mitologia nordica, forse Odino stesso (come l'auld Carl Hood di Earl Brand); ma ne parleremo meglio nella sezione dedicata a Robin Hood.
JOHNIE COCK
Up John raise in a May morning, 1 Calld for water to wash his hands, And he has calld for his gude gray hunds That lay bund in iron bands, bands, That lay bund in iron bands. "Ye'll busk, ye'll busk my noble dogs, 2 Ye'll busk and mak them boun, For I'im going to the Braidscaur hill, To ding the dun deer doun, doun, To ding the dun deer doun." Whan Johnie's mither gat word o' that 3 On the very bed she lay, Says, "Johnie, for my malison, I pray ye at hame to stay, stay, I pray ye at hame to stay." Your meat sall be of the very, very best, 4 Your drink sall be the same, And ye will win your mither's benison Gin ye wad stay at hame, hame, Gin ye wad stay at hame." Bit Johnie has cast aff the black velvet, 5 An put on the Lincoln twine, An he is fast on to gude green wud As fast as he could gang, gang, As fast as he could gang. His mither's counsel he wad na tak, 6 He's aff, an left the toun, He's aff unto the Braidscaur hill To ding the dun deer doun, doun, To ding the dun deer doun. Johnie lookit east, an Johnie lookit west, 7 And he lookit aneath the sun, An there he spied the dun deer sleeping Aneath a buss o' whun, whun, Aneath a buss o' whun. Johnie shot, an the dun deer lap, 8 And he's scaithed him in the side, And atween the water and the wud He laid the dun deer's pride, pride, He laid the dun deer's pride. They ate sae meikle o' the venison, 9 An drank sae meikle o' the blude That Johnie and his twa gray hunds Fell asleep in yonder wud, wud, Fell asleep in yonder wud. By there cam a silly auld man, 10 And a silly auld man was he An he's aff to the proud foresters As fast as he could dree, dree, As fast as he cold dree. "What news, what news, my silly auld man? 11 What news? Come tell to me." "I heard na news, I speird na news, Bit what my een did see, see, Bit whan my een did see. "As I cam in by Braidisbauks, 12 An doun amang the whuns The bonniest youngster eer I saw Lay sleepin amang his hunds, hunds, Lay sleepin amang his hunds. "His cheeks was like the roses red, 13 His neck was like the snaw; His sark was o' the holland fine And his jerkin lac'd fu' braw, braw, And his jerkin lac'd fu' braw." Up bespak the first forester, 14 The first forester of a’: "O this is Johnie o' Cocklesmuir, Come draw, lads, we maun draw, draw, Come draw, lads, we maun draw." Up bespak the niest forester, 15 The niest forester of a’: "An’ this be John o’ Cocklesmuir To him we winna draw, draw, To him we winna draw." The first shot that they did shoot 16 They woundit him on the bree; Up bespak the uncle's son, "The niest will gar him die, die, The niest will gar him die. The second shot that ere they schot, 17 It scaithd him near the heart; "I only wauken", Johnie cried, "Whan first I find the smart, smart, Whan first I finde the smart." "Stand stout, stand stout, my noble dogs, 18 Stand stout an’ dinna flee; Stand fast, stand fast, my gude gray hunds, An we will gar them die, die, An we will gar them die." He has killd six o' the proud foresters, 19 An woundit the seventh sae sair: He laid his leg out owre his steed, Says, "I will kill na mair, mair, Says, "I will kill na mair." "Oh wae befa’ thee, silly auld man, 20 An ill death may thee dee! Upon thy head be a' this blude, For mine, I ween, is free, free, For mine, I ween, is free."
JOHNIE COCK
Johnie Cock s'alzò una mattina di maggio, 1 Chiese dell'acqua per lavarsi le mani; E chiamò i suoi valenti levrieri Che stavan legati in ceppi di ferro, ferro, Che stavan legati in ceppi di ferro. "Su, preparate i miei nobili cani, 2 Preparateli e teneteli pronti Che me ne vo al colle di Braidscaur Per abbattere il cervo bruno, bruno, Per abbattere il cervo bruno." Quando lo seppe la madre di Johnie, 3 Stava proprio nel letto, ammalata, Disse, "Johnie, per la mia maledizione, T'imploro di startene a casa, casa, T'imploro di startene a casa. La tua carne sarà della migliore, 4 Così pure saran le bevande; Ne avrai la benedizione materna Se tu te ne starai a casa, casa, Se tu te ne starai a casa." Ma Johnie s'è tolto il velluto nero 5 E s'è messo il vestito da caccia; E sta correndo alla foresta verde, Il più veloce che può, può, Il più veloce che può. Non ha seguito il consiglio di sua madre 6 E se n'è andato fuori città, E se n'è andato al colle di Braidscaur Per abbattere il cervo bruno, bruno, Per abbattere il cervo bruno. Johnie guardò a oriente e a occidente 7 E guardò sotto il sole; E là vide il cervo addormentato Sotto un cespuglio di scopa, scopa, Sotto un cespuglio di scopa. Johnie colpì e il cervo bruno saltò 8 E l'aveva colpito al fianco; E fra il torrente ed il bosco Tolse la vita al cervo bruno, bruno, Tolse la vita al cervo bruno. Mangiaron tanto di quella caccia 9 E bevvero tanto del suo sangue Che Johnie e i suoi due levrieri S'addormentarono nella foresta, foresta, S'addormentarono nella foresta. Passò lì vicino un vecchio stolto 10 E davvero era un vecchio stolto; E se ne andò dai bravi guardacaccia Il più veloce che gli riuscì, riuscì, Il più veloce che gli riuscì. "Che nuove, che nuove, vecchio stolto? 11 Che nuove? Vieni, su, a dirlo qua." "Nessuna nuova, non ho visto nulla Che non abbiano visto i miei occhi, occhi, Che non abbiano visto i miei occhi. Mentre venivo da Braidisbauks 12 Giù per gli scopeti Il più bel giovane che abbia mai visto Stava dormendo in mezzo ai suoi cani, cani, Stava dormendo in mezzo ai suoi cani. Le sue guance eran come rose rosse, 13 Il suo collo candido come la neve; La sua camicia era di tela d'Olanda E la casacca allacciata ben bene, bene, E la casacca allacciata ben bene." Allora parlò il primo guardacaccia, 14 Ed era davvero il primo a parlare: "Ma questo è John di Cocklesmuir, Venite, ragazzi, andiamo a ammazzarlo, ammazzarlo, Venite, ragazzi, andiamo a ammazzarlo." Allora parlò il secondo guardacaccia, 15 Era davvero il secondo a parlare: "Se questo è John di Cocklesmuir, A lui non vogliamo tirare, tirare, A lui non vogliamo tirare." Il primo colpo che essi scoccarono 16 Lo ferì sul sopracciglio; Ed ecco che disse il nipote: "Il prossimo lo ucciderà, ucciderà, Il prossimo lo ucciderà." Il secondo colpo che essi scoccarono 17 Lo colpì vicino al cuore; "Mi sono appena svegliato", disse Johnie, "Quando ho sentito il primo colpo, colpo, Quando ho sentito il primo colpo. Forza, forza, miei nobili cani, 18 State saldi e non scappate; Forza, forza, miei bravi levrieri, Che noi li togliamo di mezzo, mezzo, Che noi li togliamo di mezzo." E ha ucciso sei dei fieri guardacaccia, 19 Il settimo lo ha ferito a morte; Ed è montato sul suo destriero Dicendo, "Mai più andrò a caccia, caccia, Dicendo, "Mai più andrò a caccia. Oh, guai, guai a te, vecchio stolto! 20 Tu possa morire di mala morte! Sul tuo capo ricada questo sangue Ché il mio è libero, oramai, oramai, Ché il mio è libero, oramai."
Siamo ancora nella foresta verde, e la scena e gli avvenimenti sono simili a quelli di Johnie Cock; alcuni, vedendo il nome di uno dei protagonisti, potrebbero pensare che si tratti di Robin Hood, ma qui il romantico eroe non c'entra affatto e si tratta di una semplice omonimia (Robyn, come si specifica anche nel testo della ballata, è un diminutivo di Robert; ma, certo, il fatto che, ad esempio, il manoscritto di Robyn Hode and þe Munke sia praticamente contemporaneo potrebbe anche far pensare ad un passaggio o una contaminazione tra due tradizioni). La foresta ha occupato un posto importantissimo nella vita inglese fino dai tempi antichi; ancora durante il regno della regina Elisabetta, fitte boscaglie ricoprivano le aree di intere contee, ed il mondo della foresta aveva guardie, leggi e tribunali propri ai quali neanche i nobili ed il clero potevano sottrarsi completamente. Dall'invasione normanna fino a Giorgio III è stata una continua lotta, per lungo tempo assai sanguinosa, tra il popolo da una parte e, dall'altra, le inique leggi che trattavano l'uccisione d'un cervo alla stregua di un assassinio e sottoponevano i cacciatori di frodo, quando non alla morte, all'abbacinamento o alla mutilazione degli arti. La foresta veniva "monopolizzata" dalla nobiltà per l’esclusivo "sport" della caccia, mentre per la gente essa rappresentava uno dei pochi mezzi di sostentamento. Il bracconaggio era dunque un'attività rischiosissima e poteva davvero costare la vita, anche perché i guardacaccia avevano la facoltà di abbattere sul posto chiunque fosse stato scoperto a cacciare di frodo. L'antichissima ballata di Robin e Gandelyn (proveniente da un ms. copiato verso il 1450, Sloane MS. 2593, fo. 14v) riporta fedelmente le tristi vicende di questa lotta, e veramente non ha niente dello spirito avventuroso (e talora giocoso) che pervade altre ballate del genere, specialmente quelle del ciclo di Robin Hood; Robin e Gandelyn cacciano solo per procurarsi da mangiare (he wentyn to wode to getyn hem fleych, 2, III), ed un cupo spirito tragico è presente fin dai primi versi e nell’inquietante ritornello. La ballata è piuttosto interessante anche dal punto di vista linguistico: per l'epoca in cui è stata trascritta, rappresenta infatti un’importante testimonianza del passaggio tra l'inglese medio e la primissima fase di quello moderno, ma ancora sono presenti molte delle caratteristiche medie in seguito scomparse (come nel passato plurale wentyn, fowndyn "essi andarono, trovarono", in grafia normalizzata wenten, founden; gli infiniti ancora muniti della loro antica terminazione come getyn, gon, ed i participi passati con terminazione piena, come bowndyn, o ancora muniti del prefisso i-, come iflawe, corrispondente al tedesco ge-flohen); l'uso del congiuntivo è ancora normale, ed anche nella grafia si hanno spesso incertezze (come nella notazione della fricativa sorda, a volte notata già
ROBYN AND GANDELEYN
I herde a carpyng of a clerk 1 Al at yone wodes ende Of gode Robyn and Gandeleyn; Was þer non oþer þynge. Robynn lyth in grene wode bowndyn Stronge theuys wern þo chylderin non 2 But bowmen gode and hende, He wentyn to wode to getyn hem fleych If God wold it hem sende. Al day wentyn þo chylderin too 3 And fleych fowndyn he non Til it were ageyn euyn; Þe chylderin wold gon hom. Half an honderid of fat falyf der 4 He comyn ayon, And alle he wern fayr and fat inow But markyd was þer non; Be dere God, seyde gode Robyn, Here of we xul haue on. Robyn bent his joly bowe, 5 Þer in he set a flo; Þe fattest der of alle Þe herte he clef a to. He hadde not þe der iflawe 6 Ne half out of þe hyde, Þere cam a schrewde arwe out of þe west Þat felde Robertes pryde. Gandeleyn lokyd hym est and west, 7 Be euery syde: Hoo hat myn mayster slayin? Ho hat don þis dede? Xal I neuer out of grene wode go Til I se his sydis blede. Gandeleyn lokyd hym est and lokyd west 8 And sowt vnder þe sunne; He saw a lytil boy He clepyn Wrennok of Donne. A good bowe in his hond, 9 A brod arwe þer ine, And fowre and twenti goode arwys Trusyd in a þrumme; Be war, war þe, Gandeleyn, Her of þu xalt han summe. Be war, war þe, Gandeleyn, 10 Her of þu gyst plente. Euer on for an oþer, seyde Gandeleyn; Mysaunter haue he xal fle. Qwer at xal our marke be? 11 Seyde Gandeleyn: Eueryche at oþeris herte, Seyde Wrennok ageyn. Ho xal yeue þe ferste schote? 12 Seyde Gandeleyn: And I xal yeue þe on be forn, Seyde Wrennok ageyn. Wrennok schette a ful good schote, 13 And he schet not to hye; Þrow the sanchoþis of his bryk; It towchyd neyþer thye. Now hast þu youyn me on be forn, 14 Al þus to Wrennok seyde he, And þrow þe myght of our lady A bettere I xal yeue þe. Gandeleyn bent his goode bowe 15 And set þer in a flo; He schet þrow his grene certyl, His herte he clef on too. Now xalt þu neuer yelpe, Wrennok, 16 At ale ne at wyn, Þat þu hast slawe goode Robyn And his knaue Gandeleyn. Now xalt þu neuer yelpe, Wrennok, 17 At wyn ne at ale, Þat þu hast slawe goode Robyn And Gandeleyn his knaue. Robyn lyghth in grene wode bowndyn
ROBIN E GANDELYN
Ho sentito cantare da un chierico 1 Ai confini della foresta Del buon Robin e di Gandelyn, E dopo non c'era altro. Robin sta legato nella foresta verde Non eran ladri violenti i due giovani, 2 Ma bravi e capaci arcieri; Andaron nel bosco a cercare del cibo, Se Dio gliene volesse mandare. I due camminarono tutto il giorno 3 E non trovarono da cacciare, Finché non fu di nuovo sera E i due giovani vollero rincasare. Ma cinquanta grassi daini 4 Essi si trovaron davanti: Tutti eran grassi e piuttosto belli, E nessuno aveva il marchio: "Per il buon Dio", disse Robin, "Qui uno ne prenderemo." Robin piegò il suo ottimo arco 5 E v'incoccò una freccia: Al daino più grosso di tutti Il cuore spaccò in due. Ancora non avevan scuoiato il daino, 6 Nemmeno a metà gli avevan tolto la pelle Che un'aguzza freccia arrivò da ovest Togliendo ogni orgoglio a Robert. Gandelyn si guardò attorno, 7 Si guardò attorno da tutte le parti: "Chi ha ucciso il mio padrone? Chi ha osato fare questo? Mai uscirò dalla foresta verde Se non vedrò sanguinargli i fianchi." Gandelyn andò a ponente e a levante, 8 E cercò ancora sotto il sole, Quando vide un giovinetto Che si chiamava Wrennok di Donne. Un buon arco nella mano 9 Con una freccia incoccata, Ventiquattro buone frecce Legate a formare un fascio: "Attento, attento, Gandelyn, Che una non tocchi a te. Attento, attento, Gandelyn, 10 Che non te ne tocchin tante." "Sempre una contro una", disse Gandelyn, "E peste colga chi fugge." "Quale sarà il bersaglio?", 11 Chiese Gandelyn; "Ognuno al cuore dell'altro", Rispose Wrennok di Donne. "Chi tirerà il primo colpo?" 12 Chiese Gandelyn; "Io tirerò il primo colpo", Rispose Wrennok di Donne. Wrennok tirò un bellissimo colpo, 13 Ma non tirò molto in alto; Passò sotto il cavallo dei pantaloni E non toccò neanche la coscia. "Tu adesso hai tirato per primo", 14 Così egli disse a Wrennok, "E, con l'aiuto della Madonna, Te ne tirerò uno migliore." Gandelyn piegò il suo ottimo arco 15 Ed incoccò una freccia; Tirò alla casacca verde E il cuore gli spaccò in due. "Mai più ti vanterai, Wrennok, 16 Bevendo birra o vino D'aver ucciso il bravo Robin E il suo servo Gandelyn. Mai più ti vanterai, Wrennok, Bevendo birra o vino D'aver ucciso il bravo Robin E Gandelyn, il suo servo." Robin sta legato nella foresta verde
Young Hunting è una ballata sicuramente di antichissima origine, dove l’atmosfera della "foresta verde" mantiene le sue caratteristiche cupe, tragicamente primordiali e soprannaturali, paragonabili per certi versi a quelle di Johnie Cock. Una giovane tradita si prende la sua terribile vendetta sull’amante fedifrago dopo averlo fatto ubriacare (solo dopo si viene a sapere che la vittima è il figlio del Re); a questo punto compare un uccello parlante, nel quale si suppone sia trasmigrata l’anima dell’ucciso (una credenza chiaramente precristiana, cfr. The Bonny Heyn), che gli consiglia di non sporcarsi la veste di sangue; la ragazza tenta inutilmente di blandire il volatile, che vola via temendo di fare la stessa fine del Giovane Cacciatore. Il cadavere viene gettato in un fiume con un peso che lo tiene a fondo, ed ogni tentativo dei palombari di ritrovarlo si rivela inutile finché l’uccello non dice che il giovane è stato in realtà ucciso dalla ragazza e consiglia di cercarlo fissando una candela ad un sughero; dove la fiammella si metterà a risplendere, là verrà ritrovato. Si tratta di un’altra antichissima credenza soprannaturale: il soffio vitale del morto alimenta il fuoco (e questa, per inciso, è la spiegazione che viene tradizionalmente data per il fenomeno dei "fuochi fatui" o "fuochi di Sant’Elmo" nei cimiteri) . La ragazza viene arrestata e per lei si prepara il rogo (pena tipicamente medievale, che ci fa quindi intuire che la ballata abbia origini veramente remote); vistasi scoperta, tenta di incolpare l’ancella. La ballata si conclude con una vera e propria ordalia: l’ancella viene messa al rogo, ma il fuoco si rifiuta di attaccarla, dato che è innocente. Quando la vera colpevole viene messa al rogo, brucia inesorabilmente. Con questo, in ben poche Child Ballads si ritrovano tanti elementi che riportano ad un’epoca tanto lontana. La ballata, completamente scomparsa dalla tradizione scozzese e britannica in genere, sopravvive sorprendentemente in America, dove, tuttavia, la maggior parte delle circa quaranta versioni raccolte sono in realtà delle varianti di una sola forma della storia, peraltro assai alterata. La scoperta del cadavere mediante la candela è una credenza totalmente sconosciuta agli americani e, quindi, scompare dalla storia; il cadavere, invece, viene fatto scoprire dall’uccello che stabilisce anche la pena per l’assassina. Il nostro testo (Herd Mss. I, 182), parzialmente incompleto, si conclude con una pena troppo violenta e ‘barbarica’ per le epoche successive, sostituita dall’impiccagione e, a volte, persino dalla fucilazione. In un’altra versione scozzese, la colpevole viene scoperta in questo modo:
as the traitor she came near the body his wounds they gushit out (Child II, 146).
L’unico particolare "gentile" nella versione americana standard è che il giovane cacciatore viene accoltellato proprio mentre si sta sporgendo dalla sella per dare l’ultimo bacio alla sua amante.
YOUNG HUNTING
O lady, rock never your young son young 1 One hour longer for me, For I have a sweetheart in Garlick’s Wells I love thrice better than thee. The very sols of my love’s feet 2 Is whiter than thy face: But nevertheless na, Young Hunting, Ye’l stay wi me all nicht. She has birld in him Young Hunting 3 The good ale and the beer, Till he was as fou drunken As any wild-wood steer. She has birld in him Young Hunting 4 The good ale and the wine, Till he was as fou drunken As any wild-wood swine. Up she has tain him Young Hunting 5 And she has had him to her bed, ..................................................... ..................................................... And she has minded her on a little penknife, 6 That hangs low down by her gare, And she has gin him Young Hunting A deep wound and a sare. Out an’ spake the bonny bird, 7 That flew abon her head: Lady, keep well thy green clothing Fra that good lord’s blood. O better I’le keep my green clothing 8 Fra that good lord’s blood Nor thou can keep thy flattering toung That flatters in thy head. Light down, light down, my bonny bird, 9 Light down upon my hand, ...................................................... ...................................................... O siller, o siller shall be thy hire, 10 An goud shall be thy fee, An every month into the year Thy cage shall changed be. I winna light down, I shanna light down, 11 I winna light on thy hand, For soon, soon wad ye do to me As ye done to Young Hunting. She has booted an spir’d him Young Hunting 12 As he had been gan to ride, A hunting-horn about his neck An the sharp sourd by his side. And she has had him to yon wan water, 13 For a’ man calls it Clyde, .......................................................... .......................................................... The deepest pot intill it all 14 She has puten Young Hunting in; A green turff upon his breast, To hold that good lord down. It fell once upon a day 15 The king was going to ride, And he sent for him Young Hunting To ride on his right side. She has turn’d her right and round about 16 She sware now by the corn, I saw na thy son, Young Hunting, Sen yesterday at morn. She has turn’d her right and round about, 17 She swear now by the moon, I saw na thy son, Young Hunting, Sen yesterday at noon. It fears me sair in Clyde water 18 That he is drownd therein; O thay ha sent for the king’s duckers To duck for young hunting. The ducked in at the tae water-bank, 19 Thay ducked out at the tither; We’ll duck no more for Young Hunting, All tho he wear our brother. Out an spake the bonny bird, 20 That flew abon their heads, .......................................................... .......................................................... O, he’s na drownd in Clyde water, 21 He is slain and put therein; The lady that lives in yon castell Slew him and put him in. Leave aff your ducking on the day 22 And duck upon the night; Whear ever that sakeless knight lys slain, The candels will shine bright. Thay left off their ducking o’ the day, 23 And ducked upon the night, And where that sakeless knight lay slain The candles shone full bright. The deepest pot intill it a’ 24 Thay got Young Hunting in; A green turff upon his breast To hold that good lord down. O thay ha sent aff men to the wood 25 To hew down baith thorn and fern, That they might get a great bonfire To burn that lady in. Put na the wyte on me, she says, It was my may Catheren. Whan thay had tane her may Catheren, 26 In the bonefire set her in; It wad na take upon her cheeks, Nor take upon her chin, Nor yet upon her yallow hair To healle the deadly sin. Ot they hae tain her may Catheren, 27 And they hay put that lady in; O it took upon her cheek, her cheek, An it took upon her chin, An it took on her fair body, She burnt like hoky-gren.
IL GIOVANE CACCIATORE
"Signora, non cullar più il tuo bambino, 1 Un’ora di più per me, Che ho un’amante ai Pozzi dell’Aglio Che amo tre volte più di te. Le suole delle scarpe della mia amante 2 Sono più bianche del tuo viso;" "Eppure son certa, Giovane Cacciatore, Che tutta la notte starai con me." Ha versato al Giovane Cacciatore 3 La buona birra, chiara e scura, Finché lui non cadde ubriaco Veramente come un macigno. Ha versato al Giovane Cacciatore 4 La buona birra ed il vino, Finché lui non cadde ubriaco Veramente come un macigno. Allora prese il Giovane Cacciatore 5 E lo portò nel suo letto, .......................................................... .......................................................... S’è ricordata d’uno stiletto 6 Che pendeva dalla sua gonna, E ha inferto al Giovane Cacciatore Una profonda e dolorosa ferita. Parlò allora il grazioso uccello 7 Che le volava attorno alla testa: "Signora, non sporcar la tua veste verde Del sangue di quel buon signore." "Non sporcherò la mia veste verde 8 Del sangue di quel buon signore, Ma tu ferma la tua lingua agitata Che si dimena nella tua testa. "Scendi giù, mio bell’uccelletto, 9 Scendi giù, qui, nella mia mano, .......................................................... .......................................................... "Argento, argento sarà la tua mercede, 10 Ed oro la tua ricompensa; Ed ogni mese dell’anno La tua gabbia sarà cambiata." "Non scenderò, non scenderò giù, 11 Non scenderò giù, qui, nella tua mano; Ché presto, presto tu faresti a me Quel che hai fatto al Giovane Cacciatore." Lei gli ha messo stivali e speroni 12 Come se fosse andato a cavallo, Un corno da caccia gli ha messo al collo E la spada affilata al fianco. E l’ha portato a quel limpido fiume 13 Che tutti quanti chiamano Clyde, ........................................................... ........................................................... Nella fossa più profonda di tutte 14 Poi l’ha gettato dentro; Una zolla verde legata al petto Per tener a fondo quel buon signore. Accadde un giorno 15 Che il Re era andato a cavallo, Mandò a chiamare il Giovane Cacciatore Perché cavalcasse al suo fianco. Lei si girò da una parte e dall’altra, 16 E l’ha giurato sul grano che cresce, "Non vedo tuo figlio da ieri mattina, Il Giovane Cacciatore." Lei si girò da una parte e dall’altra, 17 E l’ha giurato sulla luna: Non vedo tuo figlio da ieri a mezzogiorno, Il Giovane Cacciatore." "Ho paura che sia annegato 18 Giù nelle acque del Clyde;" Hanno chiamato i palombari del Re Per cercare il Giovane Cacciatore. Cercarono da una parte del fiume, 19 E poi cercarono dall’altra parte; "Ora non c’immergeremmo più Neanche se fosse nostro fratello." Allora parlò il grazioso uccello 20 Che volteggiava sulle loro teste: ............................................................. ............................................................. "Non è annegato nelle acque del Clyde, 21 Ma è stato ucciso e gettato dentro; La dama che abita in quel castello L’ha ucciso e l’ha gettato dentro. "Smettete di cercarlo di giorno, 22 Ma cercatelo durante la notte: Dove giace quell’innocente cavaliere La fiammella arderà con più luce." Smisero di cercarlo di giorno, 23 E lo cercarono durante la notte; Dove giaceva quell’innocente La fiammella arse con più luce. Nella fossa più profonda di tutte 24 Trovarono il Giovane Cacciatore; Una zolla verde legata al petto Per tenere a fondo quel buon signore. Mandaron degli uomini nella foresta 25 Per raccogliere pruni e felci Così da fare un grande rogo Per bruciarci quella signora. "Non sono stata io," lei disse, "E stata Kathrin, la mia ancella." Presero Kathrin, la sua ancella, 26 E la gettarono nel rogo; Ma il fuoco non prese le sue guance E non le prese neanche il mento; Non prese i suoi biondi capelli Per cancellarle il peccato mortale. Allora lasciarono Kathrin, l’ancella, 27 E ci gettarono la signora; Il fuoco prese le guance, le guance, Il fuoco le prese il mento; Il fuoco prese il suo bel corpo Che bruciò come legna verde.
(8) ERLINTON Erlinton
È ancora incerto se questa ballata possa essere separata da Earl Brand; tranne il lieto fine, ci sono molti punti di contatto tra le due ballate e, inoltre, l’episodio della donna sorvegliata a vista sembra costituire un legame con le versioni originali scandinave della ballata (Child, I, 106). I caratteri stilistici di questa quasi indubbia rielaborazione possono essere legittimamente comparati con quelli di alcune versioni di Earl Brand, ma si deve notare che lo spirito è qui del tutto differente: in Earl Brand la tragica fuga per la brughiera deserta, l’inseguimento e la morte degli amanti (ma non del loro amore); in Erlinton la sensazione primaverile della bella avventura per la ‘foresta verde’, e la virile felicità che ne traspare. Testo: dalla tradizione orale (XVIII secolo; Child IV, 445-6).
ERLINTON
Lord Erlinton had ae daughter, 1 I trow he’s weird her a grit sin; For he has bugn a bigly bower An a’ to pit his ae daughter in. An’ he has warn her sister six, 2 Her sister six an’ her brethren seen, They’r either to watch her a th’ night, Or then to gang i’ the morning soon. She hadna been i’ thet bigly bower 3 Not a night but only ane, Untill that Willie, her true-love Chappit at the bower-door, no at the gin. Whae’s this, whae’s this chaps at my bower-door 4 At my bower-door, no at the gin? O it is Willie, thy ain true-love, O wull ye rise an’ lat me in? In my bower, Willie, there is a wane, 5 An’ in the wane there is a wake; Bit I wull come to the green woods The morn, for my ain true-love’s sake. This lady she’s lain down again, 6 An’ she has lain till the cock crew thrice; She said unto her sister baith, Lasses, it’s time we soud rise. She’s putten on her breast a siller tee, 7 An’ on her back a silken gown; She’s taen a sister in ilka han, An’ awa’ to the bonny green wood she’s gane. They hadna gane a mile in that bonny green wood, 8 They hadna gane a mile bit only ane, Till they met wi’ Willie, her ain true-love, An’ thrae her sisters he has her taen. He’s taen her sisters ilk by the han, 9 He’s kissed them baith, an’ he’s sent them hame; He’s muntit his lady him high behind, An’ thro the bonnie green wood they’r gane. They’d ridden a mile i’ that bonnie green wood, 10 They hadna ridden bit only ane, Whan there cam fifteen o’ the baldest knichts That ever bore flesh, bluid an’ bane. Then up bespak the foremost knicht, 11 He woor the gray hair on his chin; Yield me yer life or your fair lady, An’ ye sal walk the green woods within. For to gie my wife to thee, 12 I wad be very laith, said he; For then the folk wad think I was gane mad, Or that the senses were taen frae me. Up then bespak the niest foremost knicht, 13 I trow he spak right boustrouslie; Yield me yer life or your lady fair, An’ ye sall walk the green woods wi’ me. My wife, she is my warld’s meed, 14 My life, it lyes me vera near; Bit gin ye be man o’ your manhead I serve will while my days are near. He’s luppen off his milk-white steed, 15 He’s gien his lady him by the head: See that ye never change yer cheer Till ance ye see my body bleed. An’ he’s killd a’ the fifteen knichtis, 16 He’s killed them a’ bit only ane; A’ bit the auld grey-headed knicht, He bade him carry the tiddins hame. He’s gane to his lady again, 17 I trow he’s kissd her, baith cheek an’ chin; Now ye’r my ain, I have ye win, An’ we wull walk the green woods within.
ERLINTON
Lord Erlinton aveva una figlia, 1 E certo l’ha indotta in grande peccato: Ha costruito un possente castello Solo per chiudercela dentro. Ha messo a guardia le sue sei sorelle, 2 Le sei sorelle ed i sette fratelli, Che la sorveglino tutta la notte, O che da lei vadano la mattina presto. Ma non è stata in quel castello 3 Che una notte, una notte soltanto; Willie, il suo amante, alla porta ha bussato, Alla porta, non al portone ha bussato. "Chi è che bussa alla mia porta, 4 Alla mia porta, e non al portone?" Oh, è Willie, il tuo innamorato! Vuoi alzarti e lasciarmi entrare?" "Nel castello ci son le mie stanze, 5 Nelle mie stanze c’è un guardiano; Ma io verrò nella foresta verde Domani, pel mio innamorato." La dama s’è rimessa a letto, 6 C’è stata fino al canto del gallo; Poi disse alle sue sorelle, "Ragazze, è ora d’alzarsi." Un nastro d’argento s’è messa sul petto 7 E sulle spalle un mantello di seta: Ha preso per mano le due sorelle E se n’è andata per la foresta verde. Non avevan fatto che un miglio, 8 Un miglio non avevan fatto, Che incontraron Willie, il suo innamorato E lui l’ha presa dalle due sorelle. Ha preso le due sorelle per la mano, 9 Le ha baciate e rimandate a casa; Ha fatto montare la sua signora E sono andati per la foresta verde. Non avevan fatto che un miglio, 10 Un miglio non avevan fatto, Che giunsero quindici cavalieri, valenti Come mai ci fossero in carne ed ossa. Allora parlò il primo cavaliere, 11 Sul mento aveva una barba grigia: "Dammi la tua vita, o la tua bella signora, Poi te n’andrai per la foresta verde." "Darti la mia signora?," disse, 12 "Di questo non ho punta voglia; Crederebbero ch’io sia ammattito O che qualcuno m’abbia dissennato." Allora parlò il secondo cavaliere, 13 E davvero parlò fieramente: "Dammi la tua vita, o la tua signora, Poi verrai con me per la foresta verde." "La mia signora è la mia compagna terrena, 14 È la mia vita, e me la tengo ben stretta; Ma se tu sei un uomo sul serio, Prima di cedere ti concio per le feste." Dal suo bianco destriero è sceso, 15 Lo ha dato alla donna a tener per la testa: "Stai attenta a non cambiar di colore Finché non mi vedrai sanguinare dal corpo." Ha ucciso tutti e quindici i cavalieri, 16 Tutti e quindici, meno uno: Quello dai capelli grigi, Cui ha detto di portar la notizia. Se n’è tornato dalla sua signora, 17 L’ha baciata sulle guance e sul mento; "Ora sì che sei mia, io t’ho conquistata, E andremo insieme per la foresta verde."
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