Ballate umoristiche
BALLATE UMORISTICHE


(275) GET UP AND BAR THE DOOR Alzati e chiudi la porta

Parafrasando il titolo della rubrica di barzellette di una nota rivista enigmistica, chiudiamo la nostra antologia con alcune ballate umoristiche, "per ritemprar lo spirito fra una tragedia e l’altra". L’umorismo delle ballate, come abbiamo detto nell’Introduzione, è quasi del tutto incentrato su buffe ed assurde vicende coniugali, dove è comunque spesso la donna ad avere la meglio e l’uomo fa la figura del cretino: è il caso di questa antica storia, basata quasi sicuramente su un fabliau o comunque su un racconto popolare medievale (se ne hanno degli echi anche nella tradizione popolare toscana). Anche la tradizione delle nostre campagne abbonda infatti di storie di sciocchi che, per una banale fissazione, si fanno gabbare da tutti, e davanti agli occhi; sono i classici "scemi del villaggio" (mi viene a mente una figura realmente vissuta qualche decennio fa nel paese della mia famiglia, all’Isola d’Elba: la gente del posto lo mandava a comprare un "cesto di corrente elettrica" oppure un "vitello sott’olio", e costui affermò una volta di averlo comprato "il 32 di agosto"). Sono figure d’un mondo oramai scomparso, purtroppo o per fortuna; finora abbiamo visto come piangeva, ed è giusto adesso vedere come rideva. La traduzione di tutte le ballate che seguono è stata condotta in linguaggio volutamente più popolaresco, visti gli argomenti. Qua e là abbiamo "interpretato" un po’ liberamente: nel testo originale di questa ballata, ad esempio, uno dei due "signori" afferma di voler "baciare" la moglie, ma crediamo ragionevolmente che non si volesse limitare ad un semplice bacio, ed abbiamo tradotto di conseguenza (d’altronde, altre versioni della ballata sono più esplicite al riguardo). È comunque da notare che l’inizio della ballata sembra parodiare l’attacco di molte ballate "serie", con tanto di Martinmas time e con un irresistibile effetto comico (anzi, eroicomico). Malgrado l’argomento, i procedimenti stilistici sono infatti quelli di tutte le ballate: si veda ad esempio l’iperbole della strofa 3. Il nostro testo proviene dalle Ancient and Modern Scottish Songs di David Herd (1769); altre versioni scozzesi hanno spesso come titolo John Blunt (blunt "sciocco, stupido").

GET UP AND BAR THE DOOR

It fell about the Martinmas time, 1 And a gay time it was then, When our goodwife got puddings to make, And she’s boild them in the pan. The wind sae cauld blew south and north, 2 And blew into the floor; Quoth our goodman to our goodwife, "Gae out and bar the door." "My hand is in my hussyfskap, 3 Goodman, as ye may see; An it should nae be barrd this hundred year, It’s no be barrd for me." They made a paction tween them twa, 4 They made it firm and sure, That the first word whaeer shoud speak, Shoud rise and bar the door. Then by there came two gentlemen, 5 At twelve o clock at night, And they could neither see house nor hall, Nor coal nor candle-light. "Now whether is this a rich man’s house, 6 Or whether is it a poor?" But neer a word wad ane o them speak, For barring of the door. And first they ate the white puddings, 7 And then they ate the black; Tho muckle thought the goodwife to hersel, Yet neer a word she spake. Then said the one unto the other, 8 "Here, man, tak ye my knife; Do ye tak aff the auld man’s beard, And I’ll kiss the goodwife." "But there’s nae water in the house, 9 And what shall we do than?" "What ails ye at the pudding-broo, That boils into the pan?" O up then started our goodman, 10 An angry man was he: "Will ye kiss my wife before my een, And scad me wi pudding-bree?" Then up and started our goodwife, 11 Gied three skips on the floor: "Goodman, you’ve spoken the foremost word, Get up and bar the door."

ALZATI E CHIUDI LA PORTA

Accadde nell’Estate di San Martino, 1 È proprio un bel tempo dell’anno; Una massaia si mise a fare i pudding E in pentola li cuoceva. Da nord, da sud soffiava freddo il vento, 2 E soffiava proprio dentro casa; Il marito disse a sua moglie, "Vai fuori e chiudi la porta." "Sto facendo le faccende di casa, 3 Marito mio, come puoi vedere; Se in questo secolo qualcuno la chiuderà, Quella non sarò di certo io." Fecero un patto tra loro due 4 E giurarono di rispettarlo: Chi avesse detto la prima parola Sarebbe andato a chiuder la porta. Ed arrivarono due signori 5 A mezzanotte che suonava; Non si vedeva né casa, né castello, Né brace accesa, né lume di candela. "Questa é la casa d’un ricco 6 Oppure é la casa d’un povero?" Ma non dissero neanche una parola Per non andare a chiuder la porta. Prima mangiarono i pudding di bacche, 7 Poi si mangiarono quelli al latte; La massaia si mordeva la lingua Ma non disse neanche una parola. Allora uno disse a quell’altro: 8 "Ehi, tu, prendi il mio coltello; Mentre tu tagli la barba al vecchio, Io mi faccio sua moglie." "Ma non c’è punta acqua in casa, 9 Come facciamo a tagliargli la barba?" "Che ne dici della broda del pudding Che nella pentola bolle ancora?" Allora s’alzò quel brav’uomo, 10 Ed era incazzato sul serio: "Volete farvi mia moglie davanti a me E farmi la barba con la broda del pudding?" S’alzò allora quella brava donna, 11 E diede tre bei colpi in terra: "Marito, sei tu che hai parlato per primo: Alzati, forza, e chiudi la porta."


(274) OUR GOODMAN Quel brav’uomo

Our Goodman è un classico dell’umorismo popolare. La nostra versione (fatta stampare da David Herd nel 1776) fu ripresa poco tempo dopo in una broadside londinese, che fu in seguito tradotta in tedesco e fatta circolare in Germania, da dove si diffuse in altre balladries europee. Anche qui siamo all’interno di uno squinternato ménage familiare: la furba moglie (presumibilmente assai più giovane del marito) ha nascosto l’amante in casa e, ovviamente, nega persino l’evidenza al marito che pure ha notato di qualcosa di decisamente "strano". La comicità scaturisce proprio dalle assurde giustificazioni della moglie e dalla seraficità con in quale il marito mostra quasi di accettarle, pur certamente poco convinto e rispondendo con una logica poco più che rassegnata. La spudorata moglie, non contenta, arriva ad offendere il consorte dandogli di "pezzo di cornuto" (cosa che effettivamente è...); ma da parte di lui non c’è nessuna reazione (e qui s’innesta una sorta di parodia delle ballate tragiche, dove un fatto del genere avrebbe provocato sangue a cisterne). Il tutto è sottolineato dalla tecnica della ripetizione progressiva, usata qui non per creare la suspence in vista della catastrofe finale, come nelle ballate "serie", ma per suscitare ancora di più il riso (il culmine della comicità è appunto la gag finale). Our Goodman è diffusa anche in America: molte versioni seguono lo schema tradizionale scozzese, ma la razionalità d’Oltreoceano si insinua anche in una storia buffa. Una persona, infatti, non può essere tanto stupida da farsi gabbare sotto il naso quasi senza colpo ferire, e così il "brav’uomo" diventa un ubriacone. Va da sé che, dato il facile ed invitante schema metrico, nella ballata s’inseriscono verso il culmine delle strofe pas pour toutes les oreilles. Il nostro testo proviene dalle carte manoscritte di David Herd, I, 140 (in Child V, 91). Si noti che Our Goodman è tradizionalmente cantata da due uomini, dei quali uno, in falsetto o comunque imitando o storpiando una voce femminile, fa la parte della goodwife.

OUR GOODMAN

Home came our goodman, and hame came he, 1 And then he saw a saddle-horse, where nae horse should be. "What’s this now, goodwife? What’s this I see? 2 How came this horse here, without the leave o’ me?" [Recitative] "A horse?" quo she. "Ay, a horse," quo he. "Shame fa’ your cuckold face, ill mat ye see! 3 ’Tis nothing but a broad sow, my minnie sent to me." "A broad sow?" quo he. "Ay, a sow," quo shee- "Far hae I ridden, and farer hae I gane, 4 But a saddle on a sow’s back I never saw nane." Home came our goodman, and hame came he, 5 He spy’d a pair of jackboots, where nae boots should be. "What’s this now, goodwife? What’s this I see? 6 How came these boots here, without the leave o’ me?" "Boots?" quo she. "Ay, boots," quo he. "Shame fa’ your cuckold face, and ill mat ye see! 7 It’s but a pair of water-stoups, my minnie sent to me." "Water-stoups?" quo he. "Ay, water-stoups," quo she. "Far hae I ridden, and farer hae I gane, 8 But siller spurs on water-stoups I saw never nane. Hame came our goodman, and hame came he, 9 And he saw a sword, where a sword should na be. "What’s this now, goodwife? What’s this I see? 10 How came this sword here, without the leave o’ me?" "A sword?" quo she. "Ay, a sword," quo he. "Shame fa’ your cuckold face, ill mat ye see! 11 It’s but a porridge-spurtle, my minnie sent to me." "A spurtle?" quo he. "Ay, a spurtle," quo she. "Far hae I ridden, and farer hae I gane, 12 But siller-handled spurtles I saw never nane." Hame came our goodman, and hame came he; 13 There he spy’d a powder’d wig, where nae wig should be. "What’s this now, goodwife? What’s this I see? 14 How came this wig here, without the leave o’ me?" "A wig?" quo she. "Ay, a wig," quo he. "Shame fa’ your cuckold face, and ill mat you see! 15 ’Tis naething but a clocken-hen, my minnie sent to me." "Clocken-hen?" quo he. "Ay, clocken-hen," quo she. "Far hae I ridden, and farer hae I gane, 16 But powder on a clocken-hen I saw never nane." Hame came our goodman, and hame came he; 17 And there he saw a muckle coat, where nae coat should be. "What’s this now, goodwife? What’s this I see? 18 How came this coat here, without the leave o’ me?" "A coat?" quo she. "Ay, a coat," quo he. "Shame fa’ your cuckold face, ill mat ye see! 19 It’s but a pair o’ blankets, my minnie sent to me." "Blankets?" quo he. "Ay, blankets," quo she. "Far hae I ridden, and farer hae I gane, 20 But buttons upon blankets I saw never nane." Ben went our goodman, and ben went he, 21 And there he spy’d a sturdy man, where nae man should be. "What’s this now, goodwife? What’s this I see? 22 How came this man here, without the leave o’ me?" "A man?" quo she. "Ay, a man," quo he. "Poor blind boy, and blinder mat ye be! 23 It’s a new milking maid, my mither sent to me." "A maid?" quo he. "Ay, a maid," quo she. "Far hae I ridden, and farer hae I gane, 24 But lang-bearded maidens I saw never nane."

QUEL BRAV’UOMO

Quel brav’uomo tornò a casa, ed a casa ritornò, 1 Vide un cavallo sellato, e proprio non gli tornava. "Che è questo, moglie? Che è ‘sta roba che vedo? 2 Che ci fa ‘sto cavallo qui, senza il mio permesso?" [Recitativo] "Un cavallo?" disse lei. "Eh, un cavallo," disse lui. "Pezzo di cornuto, ci vedi proprio male! 3 Non è che una scrofa che m’ha mandato la mamma." "Una scrofa?" disse lui. "Eh, una scrofa," disse lei. "A piedi ed a cavallo per tante terre ho viaggiato, 4 Ma una scrofa con la sella, non m’era mai capitato." Quel brav’uomo tornò a casa, ed a casa ritornò, 5 Vide un paio di stivali, e proprio non gli tornava. "Che sono questi, moglie? Che è ‘sta roba che vedo? 6 Che ci fanno qui ‘sti stivali, senza il mio permesso?" "Stivali?" disse lei. "Eh, stivali," disse lui. "Pezzo di cornuto, ci vedi proprio male! 7 "Non è che un paio di brocche che m’ha mandato la mamma." "Brocche?" disse lui. "Eh, brocche," disse lei. "A piedi ed a cavallo per tante terre ho viaggiato, 8 Ma brocche con speroni d’argento, non m’era mai capitato." Quel brav’uomo tornò a casa, ed a casa ritornò, 9 Vide una spada, e questo proprio non gli tornava. "Che è questa, moglie? Che è ‘sta roba che vedo? 10 Che ci fa qui questa spada, senza il mio permesso?" "Una spada?" disse lei. "Eh, una spada," disse lui. "Pezzo di cornuto, ci vedi proprio male! 11 Non è che un mestolone che m’ha mandato la mamma." "Un mestolone?" disse lui. "Eh, un mestolone," disse lei. "A piedi ed a cavallo per tante terre ho viaggiato, 12 Ma un mestolo col manico d’argento, non m’era mai capitato." Quel brav’uomo tornò a casa, ed a casa ritornò, 13 Vide una parrucca incipriata, e non gli tornava. "Che è questa, moglie? Che è ‘sta roba che vedo? 14 Che ci fa qui ‘sta parrucca, senza il mio permesso?" "Una parrucca?" disse lei. "Eh, una parrucca," disse lui. "Pezzo di cornuto, ci vedi proprio male! 15 Non è che una chioccia che m’ha mandato la mamma." "Una chioccia?", disse lui. "Eh, una chioccia," disse lei. "A piedi ed a cavallo per tante terre ho viaggiato, 16 Ma una gallina incipriata, non m’era mai capitato." Quel brav’uomo tornò a casa, ed a casa ritornò, 17 Vide una giubba, e questo proprio non gli tornava. "Ché è questa, moglie? Che è ‘sta roba che vedo? 18 Che ci fa qui questa giubba, senza il mio permesso?" "Una giubba?" disse lei. "Eh, una giubba," disse lui. "Pezzo di cornuto, ci vedi proprio male! 19 Non sono che due coperte che m’ha mandato la mamma." "Coperte?" disse lui. "Eh, coperte," disse lei. "A piedi ed a cavallo per tante terre ho viaggiato, 20 Ma coperte coi bottoni, non m’era mai capitato." Quel brav’uomo è entrato in casa, ed in casa proprio entrò, 21 Ci vide un bell’omone, e questo proprio non gli tornava. "Chi è questo, moglie? Chi è ‘sto tizio che vedo? 22 Che ci fa un uomo qui, senza il mio permesso?" "Un uomo?" disse lei. "Eh, un uomo," disse lui. "Ma sei davvero cieco, più cieco che non si può! 23 È la nuova mungitrice che m’ha mandato la mamma." "Mungitrice?" disse lui. "Eh, mungitrice," disse lei. "A piedi ed a cavallo per tante terre ho viaggiato, 24 Ma una mungitrice barbuta, non m’era mai capitato."

(276) THE FRIAR IN THE WELL IL FRATE NEL POZZO

As I lay musing all alone, 1 fa, la, la, la, la A pretty jeast I thought upon; fa, la, la, la, la Then listen a while, and I will you tell Of a fryer that loved a bonny lass well. fa, la, la, la, la fa, la, la, lang-tre-down-dilly He came to the maid when she went to bed, 2 Desiring to have her maidenhead, But she denyed his desire, And told him that she feard hell-fire. "Tush," quoth the fryer, "thou needst not doubt 3 If thou wert in hell I could sing thee out:" "Then," quoth the maid, "thou shalt have thy request." The fryer was glad as a fox in his nest. "But one thing," quoth she, "I do desire, 4 Before you have what you require; Before that you shall do the thing, An angel of mony thou shalt me bring." "Tush," quoth the fryer, "we shall agree, 5 No mony shall part my love and me; Before that I will see thee lack, I'll pawn the grey gown from my back." The maid bethought her of a while 6 How she the fryer might beguile; While he was gone, the truth to tell, She hung a cloth before the well. Thee fryer came, as his covenant was, 7 With money to his bonny lass; "Good morrow, fair maid!" "Good morrow!" quoth she. "Here is the mony I promised thee." She thankt the man, and she took his mony: 8 "Now let us go to 't," quoth he, "sweet hony:" "O stay," quoth she, "some respite make, My father comes, he will me take." "Alas!" quoth the fryer, "where shall I run, 9 To hide me till that he be gone?" "Behinde the cloath run thou," quoth she, "And there my father cannot thee see." Behind the cloath the fryer crept, 10 And into the well on the sudden he leapt; "Alas," quoth he, "I am in the well!" "No matter," quoth she, "if thou wert in hell. "Thou sayst thou couldst sing me out of hell, 11 Now prithee sing thy self out of the well:" The fryer sung with a pittiful sound, Oh help me out, or I shall be dround! "I trow," quoth she, "your courage is coold." 12 Quoth the fryer, "I was never so foold, I never was served so before. "Then take heed," quoth she, "thou comst there no more." Quoth he, "For sweet Saint Francis sake 13 On his disciple some pitty take:" Quoth she, Saint Francis never taught His scholars to tempt young maids to naught." The fryer did entreat her still 14 That she should help him out of the well; She heard him make such pittious moan She helped him out, and bid him be gone. Quoth he, "Shall I have my mony again, 15 Which thou from me hast beforehand tane?" "Good sir," said she, "there's no such matter; I'll make you pay for fouling my water." The fryer went all along the street, 16 Droping wet, like a new-washed sheep; Both old and young commended the maid That such a witty prank had plaid.

IL FRATE NEL POZZO

Mentre me la spassavo da solo, 1 fa, la, la, la, la Mi venne in mente un bello scherzo, fa, la, la, la, la Ascoltate un po’ che vi racconto D’un frate innamorato d’una bella ragazza. Fa, la, la, la, la Fa, la, la, lang-tre-down-dilly. Andò dalla ragazza mentre lei andava a letto, 2 Voleva avere la sua verginità; Ma lei si negò al suo desiderio E gli disse che temeva il fuoco dell’inferno. "Zitta", disse il frate, "non hai a dubitare; 3 Se tu andassi all’inferno, ti ci tirerei fuori:" "Allora", disse la ragazza, "la tua richiesta sarà esaudita." E il frate era contento come una volpe nella tana. "Solo una cosa", lei disse, "vorrei 4 Prima che tu abbia quel che chiedi: Prima che tu faccia questa cosa Mi devi portare un secchio di soldi." "Zitta", disse il frate, "siamo d’accordo, 5 I soldi non mi divideranno da te; Prima di vedere che non sei venuta Darei in pegno il saio che ho addosso." La ragazza ci pensò su un pochetto 6 Su come potesse imbrogliare il frate; E, quando lui era via, a dire il vero Lei stese un panno davanti al pozzo. Il frate arrivò al convegno amoroso 7 Con il soldi per la sua bella ragazza; "Buongiorno, bellezza!", "Buongiorno!", lei disse. "Ecco il denaro che ti avevo promesso." Lei lo ringraziò e prese i suoi soldi: 8 "Ora, su, andiamo, dolcezza", lui disse; "Aspetta un po’, fai con calma", lei disse, "Ché arriva mio padre e mi vuole con sé." "Accidenti!", disse il frate, "dove devo andare 9 A nascondermi finché non se ne sarà andato?" "Vai dietro a quel panno", lei disse, "Lì dietro mio padre non ti può vedere." Il frate corse dietro a quel panno 10 E cascò immediatamente nel pozzo; "Accidenti", disse, "son cascato nel pozzo!" "E che importa?", lei disse; "Se eri all’inferno, Hai detto che mi ci avresti tirato fuori; 11 Ora guarda di tirarti fuori dal pozzo!" Il frate si lamentava da far pena, "Aiutami a venir fuori, o morrò affogato!" "Credo", lei disse, "che tu non abbia coraggio." 12 Disse il frate: "Non sono mai stato così scemo, Mai prima sono stato così ben servito," "Allora guarda", lei disse, "di non tornar mai più qui." Lui disse: "Per il buon San Francesco, 13 Abbi pietà di un suo discepolo!" Lei disse, "San Francesco non ha mai insegnato Ai suoi discepoli a tentare le ragazze." Il frate continuava a implorarla 14 Di aiutarlo ad uscir fuori dal pozzo; Lei lo sentì lamentarsi con tanta pena Che lo aiutò, e gli disse d’andarsene. Lui disse, "Posso riavere il denaro 15 Che hai preso da me prima di tutto questo?" "Signore," lei disse, "proprio non c’è verso; Mi devi pagare per avermi sporcato l’acqua." Il frate se ne andò via per la strada 16 Gocciolante e bagnato come un pulcino; Giovani e vecchi lodarono la ragazza Che aveva giocato una beffa tanto ingegnosa.


(277) THE WIFE WRAPT IN WETHER’S SKIN La moglie avvolta nella pelle di montone

Quando le mogli non hanno la meglio sul marito stupido, non ci si può certo aspettare in una ballata tradizionale, seppure umoristica, una gran dose di femminismo. Nella società contadina una moglie aveva il ruolo ben definito che tutti noi conosciamo: occuparsi delle cose di casa ed accudire il marito ed i figli. D’altronde, non è certo una cosa ignota anche al mondo d’oggi, così come non sono purtroppo ignote percosse ed altre più gravi violenze in ambito familiare. Ma la punizione riservata dal piccolo bottaio di Fife alla moglie "fannullona" (e si noti come nella ballata s’insista sulla provenienza della donna da una buona famiglia, quasi a far risaltare il contrasto tra il marito lavoratore e la moglie evidentemente abituata a vivere nella bambagia) doveva sicuramente suscitare il riso negli ascoltatori (uomini), diversi dei quali, ne siamo certi, a casa propria facevano lo stesso servizio alla consorte anche se lavorava come un ciuco e senza che avesse addosso nessuna pelle di montone. Il nostro testo proviene dal Book of Scottish Song di A.Whitelaw, 1855, p.333.

THE WIFE WRAPT IN WETHER’S SKIN

There was a wee cooper who lived in Fife, 1 Nickity, nackity, noo, noo, noo And he has gotten a gentle wife. Hey Willie Wallacky, how John Dougall, Alane, quo Rushety, roue, roue, roue She wadna bake, nor she wadna brew, 2 For the spoiling o her comely hue. She wadna card, nor she wadna spin, 3 For the shaming o her gentle kin. She wadna wash, nor she wadna wring, 4 For the spoiling o her gouden ring. The cooper’s awa to his woo’-pack 5 And has laid a sheep-skin on his wife’s back. "It’s I’ll no thrash ye, for your proud kin, 6 But I will thrash my ain sheep-skin." "Oh, I will bake, and I will brew, 7 And never mair think on my comely hue. "Oh, I will card, and I will spin, 8 And never mair think on my gentle kin. "Oh I will wash, and I will wring, 9 And never mair think on my gouden ring." A’ ye who hae gotten a gentle wife, 10 Send ye for the wee cooper o Fife.

LA MOGLIE AVVOLTA NELLA PELLE DI MONTONE

C’era un piccolo bottaio che stava a Fife, 1 Trìcchete, tràcchete, tru tru tru E ha sposato una gentil fanciulla. Ehi Willie Wallacky, ehi John Dougall, Da solo, disse Rushety, ru ru ru Non voleva fare il pane e neanche la birra, 2 Per paura di rovinarsi la sua bella pelle. Non voleva cardare e neanche tessere, 3 Che vergogna per la sua buona famiglia! Non voleva lavare e neanche strizzare 4 Per non rovinare il suo anello d’oro. Il bottaio andò al magazzino della lana 5 E mise una pelle di montone addosso a sua moglie: "Non batto te, che sei di buona famiglia, 6 Batto solo la mia pelle di montone." "Oh, farò il pane ed anche la birra, 7 E non penserò più alla mia bella pelle. "Oh, mi metterò a tessere e a cardare, 8 E non penserò mai più alla mia buona famiglia. "Oh, mi metterò a lavare ed anche a strizzare 9 E non penserò più al mio anello d’oro." Tutti voi che avete una gentil moglie Mandate a chiamare il bottaio di Fife.

(278) THE FARMER’S CURST WIFE La maledetta moglie del contadino

La moglie-megera è una delle figure preferite nelle storielle popolari; in questa storia, neanche Satana in persona riesce a "domarla", dopo averla portata via al marito che, manco a dirlo, ne era rimasto oltremodo felice (dalla scena della strofa 4 s’immagina che quasi volesse abbracciare e baciare il Demonio...). Portata all’Inferno, la vecchia fa veramente... il diavolo a quattro, prendendo prima a calci dei poveri diavoletti e, poi, mettendo alle corde Satana in persona, che decide sconsolato di rispedirla al mittente. La storia è molto buffa e divertente, ma il fatto che Satana nomini un "figlio maggiore" (strofa 3) fa intendere che la ballata avesse un tempo una trama più seria; il contadino, forse, aveva stretto un patto con il Diavolo per liberarsi una volta per tutte dell’impossibile moglie e tenere invece con sè il figlio. Si potrebbe quindi trattare di una ballata molto antica, con una storia soprannaturale trasformatasi col tempo in scenetta farsesca. Il nostro testo (da J.H. Dixon, Ancient Poems of the Peasantry of England, 1846, p. 210) fu trascritto nel 1834 durante una festa contadina nel Sussex; la melodia era quella di Lilliburlero, la famosissima canzone antipapista seicentesca , ed il cantore solista era accompagnato da un coro fischiato.

THE FARMER’S CURST WIFE

There was an old farmer in Sussex did dwell, 1 [Chorus of whistlers] There was an old farmer in Sussex did dwell, And he had a bad wife, as many knew well. [Chorus of whistlers] Then Satan came to the old man at the plough: 2 "One of your family I must have now. "It is not your eldest son that I crave, 3 But it is your old wife, and she I will have." "O, welcome, good Satan, with all my heart! 4 I hope you and she will never more part." Now Satan has got the old wife on his back, 5 And he lugged her along, like a pedlar’s pack. He trudged away till they came to his hall-gate; 6 Says he, "Here, take in an old Sussex chap’s mate!" O! then she did kick the young imps about; 7 Says one to the other, "Let’s try turn her out." She spied thirteen imps all dancing in chains, 8 She up with her patterns and beat out their brains. She knocked the old Satan, against the wall - 9 "Let’s turn her out, or she’ll murder us all." Now he’s bundled her up on his back amain, 10 And to her old husband he took her again. "I have been a tormentor the whole of my life, 11 But I ne’er was tormented so as with your wife."

LA MALEDETTA MOGLIE DEL CONTADINO

C’era nel Sussex un vecchio contadino, 1 [coro fischiato] C’era nel Sussex un vecchio contadino, Come molti sanno, sua moglie era una megera. [coro fischiato] Un giorno venne Satana mentre il vecchio arava: 2 "Ora mi devo prendere uno della tua famiglia. "Non è tuo figlio maggiore che voglio, 3 Ma la tua vecchia sposa, e me la prenderò." "Sii il benvenuto, caro Satana, con tutto il mio cuore! 4 Spero che tu e lei mai vi separerete." Satana s’è messo la vecchia sulle spalle 5 E l’ha trascinata via come un pacco postale. Arrivò arrancando alla porta del suo palazzo, 6 E disse, "Eccovi la moglie d’un vecchio del Sussex!" Lei allora si mise a scalciare i diavoletti intorno, 7 Uno diceva all’altro, "Cerchiamo di buttarla fuori." Vide tredici diavoletti che ballavano in catene, 8 E lei li buttò fuori a pedate in testa; Poi si mise a battere il vecchio Satana contro al muro - 9 "Buttiamola fuori, o ci ammazzerà tutti!" Se la rimise immediatamente in spalla 10 E la riportò dal suo vecchio sposo. "Son stato un torturatore per tutta la vita, 11 Ma come tua moglie, non m’ha mai torturato nessuno." .

(299) TROOPER AND MAID IL SOLDATO E LA FANCIULLA

A soldier lad came here last night 1 With riding he was weary A soldier lad came here last night And the moon was shining clearly Bonnie lassie, I'll lie near ye yet 2 Bonnie lassie, I'll lie near ye And I'll gar all your ribbons reel In the morning eer I leave ye She's taken his good horse by the head 3 And led him to the stable She's given him corn and hay to eat As muckle as he was able She's taken the trooper by the hand 4 And led him to her chamber She's given him a stoop of the wine to drink And his love it flared like tinder She's made her bed both broad and long 5 She's made it like a lady She's taken her nitegown over her head Saying soldier are you ready He's taken off his belted coat 6 Likewise his hat and feather He's leaned his sword against the door And now he's down aside her They had not been in bed an hour 7 An hour but scarce a quarter When the drums came sounding up the street And ilka beat was shorter Its up, up, up, our colonel cried 8 It's up, up, up and away, then It's up, up, up, our colonel cried The morn's our battle day then She's taken her coatie over her head 9 She's followed him up to Stirling She grew so full that she couldn't bow And he left her in Dunferline It's when will you come back again 10 My own dear soldier laddie When will you come back again And be your bairnie's daddy Oh, hold your tongue my bonnie wee lass 11 Never let this parting grieve thee When heather cows grow oxen bows Bonnie lassie I'll come and see ye.

IL SOLDATO E LA FANCIULLA

Un giovane soldato è venuto qui stanotte 1 Ed era stanco di cavalcare; Un giovane soldato è venuto qui stanotte E la luna splendeva chiara. Bella ragazza, eppure starò con te 2 Bella ragazza, starò con te; E farò fremere tutte le tue trine Prima di lasciarti, al mattino. Lei gli ha preso il bel cavallo per la cavezza 3 E l’ha portato alla scuderia; Gli ha dato da mangiare granaglie E avena, più che poteva. Lei ha preso il soldato per la mano 4 E l’ha portato in camera sua; Gli ha dato da bere un bicchiere di vino E il suo amore ardeva come stoppa. Ha rifatto il letto largo e lungo, 5 L’ha rifatto come fosse una sposa; Si è sfilata dalla testa la camicia da notte Dicendo, Soldato, sei pronto? Lui s’è sfilato la giacca e la cintura 6 Ed anche il cappello piumato; Ha appoggiato la spada alla porta E s’è disteso accanto a lei. Non erano a letto che da un’ora, 7 Al massimo un’ora e un quarto Quando si sentirono i tamburi per strada Ed ogni rullo era più breve; Su, Forza!, urlò il nostro Colonnello, 8 Su, Forza, è ora d’andar via! Su, Forza!, urlò il nostro Colonnello, Ché domani è giorno di battaglia! Lei si rimise il vestito dalla testa 9 E lo seguì fino a Stirling; Era tanto grossa che non si poteva piegare E lui la lasciò a Dunferlin. Quando ritornerai, 10 Mio bel giovane soldato, Quando ritornerai qui E farai da padre al tuo bambino? Sta’ zitta, mia bella fanciulla, 11 Non separiamoci con pena; Quando le mucche della brughiera diventeranno buoi, Bella fanciulla, verrò a vederti!


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