Tragedie romantiche
TRAGEDIE ROMANTICHE

(7) EARL BRAND Earl Brand

Almeno la trama di Earl Brand risale al tempo in cui gli uomini rapivano le loro spose, d'altronde tutt'altro che restie a farsi rapire, scegliendole tra le fanciulle dei clan ostili. Nessun testo in lingua inglese arrivato fino ai nostri giorni sviluppa completamente la narrazione, ma collazionando le varie versioni inglesi e scozzesi con quelle scandinave si possono ricostruire alcuni dettagli molto antichi. Gli amanti fuggono dal castello del padre della sposa, di solito su un solo cavallo (e questo inconveniente spiega perché sono raggiunti tanto facilmente). Mentre cavalcano per la brughiera, sono fermati e riconosciuti da uno scagnozzo della famiglia della sposa; la donna spinge il suo amante ad uccidere il cavaliere, ma egli preferisce metterlo a tacere con una ricompensa. Non appena la coppia ha ripreso il viaggio, il cavaliere torna a casa del padre di lei per tradirla. Il nostro testo, un'antica versione scozzese (Child IV, 443-444) segue questo schema; altre versioni, forse migliori dal punto di vista poetico, cominciano proprio da questo punto. Ribold og Guldborg, una ballata danese che rispecchia molto da vicino la storia di Earl Brand, descrive un evento chiave, nella scena del combattimento, che non è conservato in nessuna versione angloscozzese. Mentre Ribold si prepara per il massacro, ammonisce Guldborg a non pronunciare mai il suo nome, in nessun caso. Ma Guldborg, vedendo tutta la sua famiglia sterminata e l'unico sopravvissuto, il suo fratellino, sul punto di essere ucciso, grida Ribold, Ribold, posa la spada! Nello stesso momento Ribold viene ferito a morte. Tale fatto rispecchia una forma di credenza nei tabù onomastici: Ribold sta combattendo in preda al furore soprannaturale dei berserk, e gridare il suo nome equivale a ridurre la sua forza a quella di un semplice essere umano. Inoltre, l'avversario di Ribold viene ad esercitare un potere magico su di lui, avendo appreso il suo nome. L' Earl Brand (o Childe Ell) della nostra ballata potrebbe essere l'ultima flebile eco popolare dell'antichissimo eroe germanico Hildebrand (si tenga presente che lo Hildebrandslied, il "Carme di Ildebrando", in alto tedesco antico, è l'unico frammento originale di epica germanica pervenutoci, se si escludono ovviamente i carmi Eddici), così come qualcuno ha voluto vedere in Carl Hood, il vecchio delatore, il relitto di una divinità nordica, forse Odino stesso (per una più ampia trattazione di questo fatto si veda p.219 e le connessioni con la figura di Robin Hood e del silly auld man di Johnie Cock). Nelle versioni scozzesi, spesso, l'eroe è un rampollo del clan dei Douglas, e la ballata porta di conseguenza il titolo "La tragedia dei Douglas" (The Douglas Tragedy).

EARL BRAND

Did ye ever hear o guid Earl o Bran 1 An the queen's daughter o the south-lan? She was na fifteen years o age 2 Till she came to the Earl's bed-side. "O guid Earl o Bran, I fain wad see 3 My grey hounds run over the lea." "O kind lady, I have no steeds bit one, 4 Bit ye shall ride, an I shall run." "O guid Earl o Bran, bit I have tua, 5 An ye shall hae yere wael o those." They're over moss an they're over muir 6 An they saw neither rich nor puir. Till they came to ald Carl Hood, 7 He's ay for ill, bit he's never for good. "O guid Earl o Bran, if ye loe me, 8 Kill Carl Hood an gar him die." "O kind ladie, we had better spare; 9 I nevir killd ane that wore grey hair." "We'll gie him a penny-fie an let him gae, 10 An then he'll carry nae tidings away." "Where hae been ridin this lang simmer-day? 11 Or where hae stolen this lady away?" "For she is my sick sister, 12 I got at the Wamshester." "If she were sick an like to die, 14 She wadna be wearin the goud sae hich." Ald Carl Hood is over the know, 15 Where they rode one mile, he ran four. Till he came to her mither's yetts, 16 An I wat he rapped rudely at. "Whare is the lady o this ha?" 17 "She's out wi'r maidens playin at the ba." "O na! Fy na! 18 For I met her fifteen miles awa." "She's over moss, an she's over the muir, 19 An a to be the Earl o Bran whuir." Some rode wi sticks, an some wi rungs, 20 An a to get the Earl o Bran slain. This lady lookd over her left shoudderbane: 21 "O guid Earl o Bran, we'll a be taen! For yond'r a my father's men. "Bit gin ye'll tae my claiths, I'll tae thine, 22 An I'll fight a my father's men." "It no the custom in our lan 23 For ladies to fight an knichtes to stand." "Gin they come on me ane by ane, 24 I'll smash thame a doun bane by bane." "Gin they come on me ane an a, 25 Ye soon will se my body fa." He has luppen frae his steed, 26 An he has gien her that to had. An bad her nevir change her cheer 27 Untill she saw her body bleed. They came on him ane by ane, 28 An he's smashed them doun a bane by bane. He sat him doun on the green grass, 29 For I wat a waerit man he was. Bit ald Carl Hood came him behind 30 An I wat he gae hime a deadly wound. He's awa to his lady then, 31 He kiste her, an set her on her steed again. He rode whistlin out the way, 32 An a to hearten his lady gay. Till he came to the water-fluid: 33 "O guid Earl o Bran, I see bluid!" "O it is bit my scarlet huid, 34 That shines upon the water-fluid." They came on till his mither's yett, 35 An I wat he rappit poorly at. His mither she's come to the duir: 36 "O son ye've gotten yere deid wie an English whuir!" "She was nevir a whuire to me; 37 Sae let my brither her husbonde bee." Sae ald Carl Hood was not the deid o ane, 38 Bit he was the deid o hale seventeen.

EARL BRAND

Avete mai udito del bell'Earl Brand 1 E della principessa delle Terre del Sud? Ella non aveva che quindici anni 2 Quando si giacque nel letto col Conte. "O bell'Earl Brand, come vedrei volentieri 3 I miei levrieri correr per la piana." "Diletta signora, io non ho che un cavallo, 4 Ma tu cavalcherai, ed io correrò." "O bell'Earl Brand, ma io ne ho due, 5 E tu ti servirai di quelli." E vanno per paludi e brughiere 6 Non vedendo nè ricchi, nè poveri. Finché non giunsero dal vecchio Carl Hood, 7 Sempre disposto al male, e mai al bene. "O bell'Earl Brand, se tu mi vuoi bene, 8 Uccidi Carl Hood e fallo morire." "Diletta signora, meglio è risparmiarlo, 9 Nessuno ho mai ucciso coi capelli grigi. Gli daremo dei soldi e lo lasceremo andare, 10 E non andrà certo a portare notizie." "Dove sei stato a cavallo in questo dì d'estate? 11 E dove hai rapito questa bella signora?" "Non sono stato a cavallo in questo dì d'estate, 12 E non ho rapito questa bella signora. Perché ella è la mia sorella malata 13 Che ho ripreso a Wamshester." "Se lei fosse malata e vicina a morire 14 Non avrebbe i capelli adornati d'oro." Il vecchio Carl Hood è andato a far la spia: 15 Se loro facevano un miglio, lui ne faceva quattro; Finché non giumse alla porta della madre di lei 16 E certamente vi bussò molto forte: "Dov'è la signora di questo castello?" 17 "E' fuori con le ancelle a giocare a palla." "Oh, no! Maledizione, no! 18 Perché l'ho trovata cinque miglia più in là. Va per le paludi, va per le brughiere 19 E è diventata la puttana di Earl Brand." Alcuni corsero coi bastoni, altri con le pertiche, 20 E tutti per ammazzare Earl Brand. La signora si guardò dietro alla spalla sinistra: 21 "O bell'Earl Brand, ci prenderanno, Perché ci son tutti gli uomini di mio padre. Ma se tu prenderai i miei vestiti e io i tuoi 22 Io affronterò tutti gli uomini di mio padre." "Non è certo uso nel nostro paese 23 Che le donne combattano e gli uomini stiano fermi." "Se mi vengono contro ad uno ad uno 24 Li stritolerò tutti, osso dopo osso. Ma se mi vengono contro tutti insieme 25 Allora mi vedrai cadere presto." E' saltato giù dal cavallo 26 E glielo ha dato a tener per la testa. E l'ha pregata di non cambiar colore 27 Prima di veder sanguinare il suo corpo. Gli vennero contro ad uno ad uno 28 E li ha stritolati tutti, osso dopo osso. Si è seduto sull'erba verde 29 Perché era stanco morto davvero. Ma il vecchio Carl Hood gli è andato dietro 30 E certo gli ha dato un colpo mortale. E' andato dalla sua donna, 31 L'ha baciata e l'ha rimessa a cavallo. Fischiettando ha fatto tutto il cammino 32 Per rincuorare la sua bella signora. Finché sono arrivati a quel fiume: 33 "Bell'Earl Brand, io vedo del sangue!" "Non è che il mio cappuccio rosso 34 Che scintilla nello specchio dell'acqua." Andarono fino alla porta della madre di lui, 35 E certamente non vi bussò forte. Sua madre si è fatta alla porta: 36 "Oh, tu stai morendo per una puttana inglese!" "Lei non è mai stata una puttana per me, 37 E datela in sposa a mio fratello." Così Carl Hood non ne fece morire uno solo, 38 Ma diciassette addirittura.

(13) EDWARD Edward

Il nostro testo, la versione di Edward pubblicata nelle Reliques of Ancient English Poetry del vescovo Percy (1765, I, 53) è indubbiamente la ballata tradizionale preferita dai lettori più raffinati. Una copia della ballata venne consegnata al grande antiquario da un magistrato scozzese, Sir David Darlymple, e fu probabilmente lo stesso Percy ad introdurre le grafie anticheggianti quhy (per why), ze (per ye), ecc., che abbiamo qui mantenuto per rispetto della tradizione. Questa magistrale ballata interamente in forma di dialogo si serve d’ogni artificio per amplificare la tensione drammatica, dalla ripetizione progressiva alle domande retoriche che fanno gradualmente presagire la catastrofe tenendola però continuamente in sospeso; la êëé%ìáî giunge al culmine quando viene rivelata la colpa della madre, nelle ultime righe della ballata; tale espediente, decisamente contrario agli schemi ballatistici (di solito, i colpevoli vengono rivelati all'inizio), è di grande efficacia letteraria, ed alcuni studiosi sospettano non senza motivo che la copia di Edward giunta in posseso del Percy fosse stata modificata da qualche "addetto ai lavori", se non addirittura dal Percy stesso. Ai lettori più attenti non sfuggirà, tra le altre cose, il quasi perfetto parallelismo tra la storia di Edward ed il mito greco dell'uccisione di Agamennone (il padre) da parte di Oreste (il figlio), su consiglio della madre (Clitennestra). La storia di Edward si è rivelata decisamente troppo "forte" per i puritani lettori americani: non il padre, ma un fratello od un cognato dell' å|áõôoíôéìùñoýìåíoò sono le vittime nelle versioni d'oltreoceano, e la madre non prende assolutamente parte al crimine. Ma secondo lo studio dettagliato di Archer Taylor, Edward and Sven i Rosengard (1931), le ballate americane sono forse più vicine all'originale di quanto non lo siano quelle inglesi o scozzesi, da cui discesero le versioni scandinave. Nel nostro testo, Edward intende andare in esilio. Un'altra versione scozzese (Ms. Motherwell, p. 139; Child, I, 169) ce lo presenta invece mentre mette piede in una "barca senza fondo", il che fa venire in mente che, in un'antica forma della storia, Edward subiva un'antica punizione adottata per il fratricidio: quella di essere abbandonato al largo in una barca cui era stato tolto il tappo.

EDWARD

Quhy dois zour brand sae drap wi’ bluid, 1 Edward, Edward? Quhy dois zour brand sae drap wi’ bluid And quhy sae sad gang zee, o? O, I hae killed my hauke sae guid, Mither, mither: O, I hae killed my hauke sae guid And I had nae mair bot hee, o. Zour haukis bluid was nevir sae reid; 2 Edward, Edward; Zour haukis bluid was nevir sae reid, My deir son I tell thee, o. O, I hae killed my reid-roan steid, Mither, mither: O, I hae killed my reid-roan steid, That erst was sae fair and frie, o. Zour steid was auld, and ze hae gat mair, 3 Edward, Edward; Zour steid was auld, and ze hae gat mair, Sum other dule ze drie, o; O, I hae killed my fadir deir, Mither, mither: O, I hae killed my fadir deir, Alas! And wae is mee, o. And quhatten penance will ze drie for that? 4 Edward, Edward; And quhatten penance will ze drie for that? My deir son, now tell me, o; Ile set my feit in zonder boat, Mither, mither: Ile set my feit in zonder boat, And Ile fare ovir the sea, o. And quhat wul ze doe wi zour towirs and zour ha’, 5 Edward, Edward? And quhat wul ze doe wi zour towirs and zour ha’ That were sae fair to see, o? Ile let thame stand tul they doun fa, Mither, mither: Ile let thame stand tul they doun fa, For here nevir mair maun I bee, o. And quhat wul ze leive to zour bairns and zour wife, 6 Edward, Edward? And quhat wul ze leive to zour bairns and zour wife, Quhan zou gang ovir the sea, o? The warldis room, late them beg thrae life, Mither, mither, The warldis room, late them beg thrae life, For thame nevir mair wul I see, o. And quhat wul ze leive to zour ain mither deir, 7 Edward, Edward? And quhat wul ze leive to zour ain mither deir, My deir son, now tell mee, o? The curse of hell frae me sall ze beir, Mither, mither, The curse of hell frae me sall ze beir, Sic counseils ze gave to me, o.

EDWARD

Perché la tua spada gocciola così di sangue, 1 Edward, Edward? Perché la tua spada gocciola così di sangue E perché te ne vai tanto triste? Oh, ho ucciso il mio falco valente, Madre, madre: Oh, ho ucciso il mio falco valente, Ed io non avevo che quello. Il sangue d'un falco non fu mai tanto rosso, 2 Edward, Edward: Il sangue d'un falco non fu mai tanto rosso, Questo ti dico, figlio mio; Oh, ho ucciso il mio cavallo roano, Madre, madre, Oh, ho ucciso il mio cavallo roano Prima così bello e vivace. Il tuo cavallo era vecchio, ne hai altri, 3 Edward, Edward; Il tuo cavallo era vecchio, ne hai altri, Qualche altra pena t'affligge. Oh, ho ucciso il mio amato padre, Madre, madre; Oh, ho ucciso il mio amato padre, Ahimè, ed il male mi colga! E quale pena ne vuoi portare, 4 Edward, Edward? Quale pena ne vuoi portare, Dimmelo adesso, caro figliolo; Salirò su quella barca, Madre, madre; Salirò su quella barca E me ne andrò per il mare. E che ne farai delle tue torri e castelli, 5 Edward, Edward? E che ne farai delle tue torri e castelli, Un tempo, alla vista, così tanto belli? Li lascerò stare in piedi finché giù non cadranno, Madre, madre; Li lascerò stare in piedi finché giù non cadranno, Ché tanto mai più vi potrò ritornare. E che lascerai ai tuoi figli e a tua moglie, 6 Edward, Edward? Che lascerai ai tuoi figli e a tua moglie Quando tu te ne andrai per il mare? Il vasto mondo per mendicarsi la vita, Madre, madre; Il vasto mondo per mendicarsi la vita, Ché tanto non li rivedrò mai più. E che lascerai alla tua cara madre, 7 Edward, Edward? Che lascerai alla tua cara madre? Dimmelo adesso, caro figliolo; Per me porterai la maledizione infernale, Madre, madre; Per me porterai la maledizione infernale, Tu, che m'hai dato siffatti consigli.

(84) BARBARA ALLEN Barbara Allen

Racconta Samuel Pepys che, quando sentiva la sua amica Mrs. Knipps cantare la "canzoncina scozzese di Barbary Allen" (Diary, 2 gennaio 1666), provava "sincero piacere". Certo, a giudicare da questa antica testimonianza e dalle centinaia di varianti registrate da una parte e dall'altra dell'Atlantico, il fascino di questa "canzoncina" non è mai venuto meno, dato che essa è senza ombra di dubbio la ballata tradizionale in lingua inglese più nota e cantata in tutto il mondo, e detiene il singolare primato di essere stata, trecentocinque anni dopo la testimonianza del Pepys, per settimane nelle hit parades di mezzo mondo con la versione cantata nel 1971 Joan Baez (in The Joan Baez Ballad Book, II). Un pioniere del Far West, in una lettera a J.Frank Dobie, scriveva che Barbara Allen era "la canzone preferita dai cowboys del Texas già prima che gli Indiani si accorgessero che i visi pallidi erano diventati così tanti da dover prendere in considerazione l'idea di massacrarli"; e la ballata, forse veramente l’unica della quale si possa dire che non è mai scomparsa dalla tradizione viva e che non ne scomparirà mai, è parte oramai integrante della cultura musicale popolare degli Stati Uniti d’America. Il testo qui riprodotto proviene invece dalla Scozia ed è forse la versione più completa della ballata mai registrata, priva del consueto finale rose-briar (da Tea-Table Miscellany del Ramsay, ed. 1750, p. 343); la stagione in cui ha luogo la tragedia è l'autunno, lo sfortunato amante viene identificato come Sir John Graeme ed il motivo della crudeltà di Barbara viene indicato nell'indifferenza con la quale John la aveva trattata durante una serie di bevute nelle osterie assieme agli amici. Il rimorso sopraggiunge quando Barbara sente la campana a morto. Una versione proveniente da Aberdeen, scoperta recentemente, ha aggiunto nuove strofe alla nostra versione (che qui accogliamo); esse presentano delle interessanti novità. Nella strofa 6, ad esempio, l'amante chiede un bacio a "Bawbie Allan", che gli viene negato; nondimeno (strr. 8-9), egli fa alla donna dei doni stupendi e simbolici. Le due strofe sono probabilmente fuori posto e rappresentano una sorta di legato testamentario (quindi dovrebbero venire prima che Barbara lasci la stanza). Qualche versione americana mostra tracce di tali strofe "testamentarie". Uniche (e fondamentali) nel nostro testo sono le strofe 12-14, nelle quali i membri della famiglia di Barbara la pregano a turno di "prendere" (cioe di sposare) il giovane morente, non sapendo che egli è già spirato; la ragazza li rimprovera tutti di essersi decisi solo allora a dire questo, quando era troppo tardi (evidentemente, questo fa supporre che nella decisione di lasciare il giovane vi dovevano essere stati dei pesanti condizionamenti familiari). Nessun altro testo riesce a riprodurre più fedelmente e con maggior partecipazione il passaggio di Barbara dalla cinica indifferenza al rimorso ed al pentimento.

BARBARA ALLEN

It fell about a Martinmas time, 1 When the green leaves were a-fallin, That Sir John Graeme from the West country Fell in love wi Bawbie Allen. He sent his men down through the town 2 To the place where she was dwallin, "O haste an’ come to my master dear, Gin ye be Bawbie Allan." O hooly, hooly rase she up 3 Till she cam where he was lyin, An’ when she drew the curtains roun Said, "Young man, I think ye’re dyin." "I am sick an’ very very sick, 4 An it’s a’ for Bawbie Allan." "But the better for me ye never shall be Though your heart's blood were a-spillin. "O don't you mind, young man", she said, 5 "When in the tavern callin, Ye made the toasts gang roun an’ roun, But ye slighted Bawbie Allan." "A kiss o you would do me good, 6 My bonnie Bawbie Allan." "But o kiss o me ye sanna get, Though your heart's blood were a-spillin". He's turned his face untae the wa’, 7 For death was wi him dealin, Said, "Fare ye weel, my kind friends a', But be kind to Bawbie Allan. "Put in your han’ at my bedside, 8 An’ there ye’ll find a warran’, A napkin full o my heart's blood, Gie that to Bawbie Allan." Slowly, slowly, rase she up 9 An slowly, slowly, left him, An’ sighin said she could not stay Since death o life had reft him. She hadna gane a mile but ane, 10 When she heard the dead bell knellin, An’ ilka toll that the dead bell gae Said, Woe to Bawbie Allan. In them cam her father dear, 11 Said, "Bonie Bawbie, tak him." "It's time to bid me tak him noo When ye know his coffin's makin. " In then cam her brother dear, 12 Said, "Bonie Bawbie, tak him." "It's time to bid tak him noo, When his grave-claes is a-makin." Then in cam her sisters dear, 13 Said, "Bonie Bawbie, tak him." "It's time to bid me tak him noo, Whan my heart it is a-brakin. " "O mother dear, o mak my bed, 14 An’ mak it saft an’’ narrow; My love has died for me to-day, I’ll die for him to-morrow. O father deir, o mak my bed, 15 An' mak it saft an narrow; My luve has dyed for me to-day, An I will dye o' sorrow." [Barb’ry Allen was buried in the old church-yard, Sweet William was buried beside her, Out of Sweet William’s heart there grew a rose, Out of Barb’ry Allen’s, a briar. They grew an grew in the old church-yard, Till they could grew no higher; At the end they form’d a true-lover’s knot And the rose grew ’round the briar.]

BARBARA ALLEN

Accadde nell'Estate di San Martino, 1 Quando cadevan le verdi foglie, Che Sir John Graeme delle terre dell'ovest S'innamorò di Barbara Allen. Mandò i suoi uomini in città 2 Nel luogo dove lei abitava, "Sbrigati e vieni dal mio caro padrone, Se tu sei Barbara Allen." E piano piano lei s'alzò 3 E giunse al letto dove lui giaceva, E quando tirò le tende, disse: "Giovane, mi sembra che tu stia morendo." "Sono malato, tanto malato, 4 E lo devo a Barbara Allen." "Fosse per me, non staresti meglio Neanche se il sangue ti sgorgasse dal cuore. Non ti ricordi, giovanotto", disse, 5 "Quando ti cercavo nelle osterie, Giocavi sempre alla passatella E non ti curavi di Barbara Allen." "Un tuo bacio mi farebbe bene, 6 Mia bella Barbara Allen." "Ma un bacio da me tu non lo avrai, Neanche se il sangue ti sgorgasse dal cuore." Voltò la testa verso la parete 7 Perché la morte lo stava prendendo, Disse, "Addio, miei amici cari, Siate gentili con Barbara Allen. Mettete la mano sul fianco del letto, 8 E vi troverete un pegno d'amore, Un fazzoletto intriso di sangue del mio cuore, Datelo a Barbara Allen." E piano piano lei s'alzò 9 E lentamente lo lasciò, Piangendo disse di non poter stare, Ché la morte gli aveva carpito la vita. Non aveva camminato che un miglio, 10 Quando sentì la campana a morto Ed ogni rintocco della campana Diceva, "Sventurata Barbara Allen". Allora entrò suo padre e disse: 11 "Prendilo, bella Barbara Allen." "Proprio adesso mi dici di prenderlo, Che già gli preparan la bara." Allora entrò suo fratello e disse: 12 "Prendilo, bella Barbara Allen." "Proprio adesso mi dici di prenderlo, Che già gli metton le vesti da morto." Allora entrarono le sorelle dicendo: 13 "Prendilo, bella Barbara Allen". "Proprio adesso mi dite di prenderlo, Che già il cuore mi si sta spezzando. Oh, cara madre, fammi il letto, 14 Fammelo morbido e stretto; Il mio amore oggi è morto per me, Io per lui morirò domani. Oh, caro padre, fammi il letto, 15 Fammelo morbido e stretto; Il mio amore oggi è morto per me, Io morirò di pena." [Barbara Allen fu sepolta nel vecchio cimitero, Il dolce William fu sepolto al suo fianco; Dal cuore di William crebbe una rosa, Da quello di Barbara Allen, un rovo. Crebbero e crebbero nel vecchio cimitero Finché non poterono crescer più alti; Alla fine formarono un nodo d'amore E la rosa avvolse il rovo.]


(65) LADY MAISRY Lady Maisry

Il rogo o l’impiccagione erano le pene previste dalle leggi medievali scozzesi per una donna che avesse avuto rapporti sessuali prima del matrimonio, a meno che la famiglia non si assumesse la responsabilità del fatto, la proteggesse e si impegnasse, se possibile, ad un matrimonio riparatore (anche, in caso di gravidanza, non con il padre del bambino). Lady Maisry è scomparsa presto dalla tradizione viva, senz’altro per la crudeltà innaturale del fratello; nonostante ciò, come buona parte delle ballate di argomento tragico, la narrazione è notevolissima. Il nostro testo proviene dal Brown Manuscript del Jamieson, p. 24.

LADY MAISRY

The young lords o’ the North country 1 Have all a wooing gone, To win the love of Lady Maisry, But o’ them she would hae none. O they hae courted Lady Maisry 2 Wi’ a’ kind of things, An’ they hae sought her Lady Maisry Wi’ brotches an’ wi’ rings. An’ they ha sought her Lady Maisry 3 Frae father an’ frae mother; An’ they ha sought her Lady Maisry Frae sister an’ frae brother. An’ they ha followd her Lady Maisry 4 Thro chamber an’ thro ha’; But a’ that they could say to her, Her answer still was Na. O had your tongues, young men, she says, 5 An’ think nae mair o’ me; For I’ve gien my love to an English lord, An’ think nae mair o’ me. Here father’s kitchy-boy heard that, 6 An ill deith may he dee! An’ he is on to her brother As fast as gang coud he. O is my father an’ my mother well, 7 But an’ my brothers three? Gin my sister Lady Maisry be well, There’s naething can ail me. Your father an’ your mother is well, 8 But an’ your brothers three; Your sister Lady Maisry’s well So big wi’ bairn gangs she. Gin this be true you tell to me, 9 My malison light on thee! But gin it be a lie you tell You sal be hangit hie. He’s done him to his sister’s bowr, 10 Wi’ meikle doole an’ care; An’ there he saw her Lady Maisry Kembing her yallow hair. O wha is aught that bairn, he says, 11 That ye sae big are wi’? An’ gin ye winna own the truth This moment ye sall dee. She turnd her right an roun about, 12 An’ the kem fell frae her han’: A trembling seizd her fair body, An her rosy cheeks grew wan. O pardon me, my brother dear, 13 An the truth I’ll tell to thee; My bairn it is to Lord William, An he is betrothd to me. O coud na ye gotten dukes, or lords, 14 Intill your ain country, That ye draw up wi’ an English dog, To bring this shame on me? But ye maun gi’ up the English lord, 15 Whan youre young babe is born; For, gin you keep by him an hour langer, Your life sall be forlorn. I will gi’ up this English blood, 16 Till my young babe be born; But the never a day nor hour langer, Tho my life should be forlorn. O whare is a’ my merry young men, 17 Whom I gi’ meat an fee, To pu’ the thistle an the thorn To burn this wile whore wi’? O whare will I get a bonny boy, 18 To help me in my need, To rin wi’ hast to Lord William And bid him come wi’ speed? O out it spake a bonny boy, 19 Stood by her brother’s side: O I would rin your errand, lady, O’er a’ the world wide. Aft have I run your errands, lady, 20 Whan blawn baith win’ and weet; But now I’ll rin your errand, lady, Wi’ sa’t tears on my cheek. O whan he came to broken briggs, 21 He bent his bow and swam, An whan he came to the green grass growin, He slackd his shoone and ran. O whan he came to Lord William’s gates, 22 He baed na to chap or ca’ But set his bent bow till his breast An lightly lap the wa’; An, or the porter was at the gates, The boy was i’ the ha’. O is my biggins broken, boy, 23 Or is my towers won? Or is my lady lighter yet, Of a dear daughter or son? Your biggin is na broken, sir, 24 Nor is your towers won; But the fairest lady in a’ the lan For you this day maun burn. O saddle me the black, the black, 25 Or saddle me the brown; O saddle me the swiftest steed That ever rade frae a town. Or he was near a mile awa, 26 She heard his wilde horse sneeze: Mend up the fire, my false brother, It’s na come to my knees. O whan he lighted at the gate 27 She heard his bridle ring: Mend up the fire, my false brother, It’s far yet frae my chin. Mend up the fire to me, brother, 28 Mend up the fire to me; For I see him comin hard an fast Will soon men’t up to thee. O gin my hands had been loose, Willy, 29 Sae hard as they are boun, I would have turnd me frae the gleed, And castin out your young son. O I’ll gar burn for you, Maisry, 30 Your father an your mother; An’ I’ll gar burn for you, Maisry, Your sister an your brother. An’ I’ll gar burn for you, Maisry, 31 The chief of a’ your kin; An’ the last bonfire that I come to, Mysel I will cast in.

LADY MAISRY

I giovani lord delle terre del Nord 1 Son tutti andati a corteggiarla, Per vincer l’amore di Lady Maisry; Ma lei non voleva nessuno. Han fatto la corte a Lady Maisry 2 Con ogni sorta di belle cose; Hanno cercato d’avere Lady Maisry Con spille e con coltelli. Han cercato d’avere Lady Maisry 3 Da sua padre e da sua madre; Han cercato d’avere Lady Maisry Da sua sorella e da suo fratello. Hanno seguito Lady Maisry 4 Per le camere e per la sala; Ma qualunque cosa le dicessero, La risposta era sempre no. "A freno la lingua, giovani, 5 E a me non pensate più; Ho dato il mio amore ad un giovane lord E a me non pensate più." Fu sentita dal cuciniere di suo padre, 6 Che possa morire di mala morte! E questo è andato da suo fratello Il più veloce che poteva. "Mio padre e mia madre stanno bene? 7 E stanno bene i miei tre fratelli? Se anche Lady Maisry sta bene Non c’è niente di cui preoccuparmi." "I vostri genitori stanno bene, 8 Ed anche i vostri tre fratelli; Tua sorella Lady Maisry sta bene, A parte il fatto che è incinta." "Se quel che mi dici è vero, 9 Ti colga la mia maledizione! Ma se quel che mi dici è falso Sarai senz’altro impiccato." Andò nelle stanze di sua sorella 10 Con dolore e preoccupazione; Là vi scorse Lady Maisry A pettinarsi i biondi capelli. "Di chi è il bambino," dice, 11 "Che ti gonfia così il ventre? Se non dirai la verità In questo momento morirai." Lei si voltò avanti e indietro, 12 Le cadde il pettine dalle mani; Un tremito scosse il suo bel corpo, Le impallidiron le guance rosse. "Perdonami, fratello caro, 13 E ti dirò la verità; Mio figlio è di Lord Williams Ed egli s’è promesso a me." "Non potevi prendere duchi, 14 E signori del tuo Paese, Invece d’andare con un cane d’inglese E gettarmi nella vergogna? "Lascerai il tuo signore inglese 15 Quando tuo figlio sarà nato; Se starai con lui un’ora di più La tua vita sarà perduta." "Lascerò quel nobile inglese 16 Finché mio figlio non sarà nato; Poi non lo lascerò né un’ora, né un giorno Anche se la mia vità sarà perduta:" "Dove sono tutti i miei uomini, 17 Cui do da mangiare e una paga, Per coglier spine e rami di cardo E bruciare questa bagascia?" "Dove sarà un bravo ragazzo 18 Che m’aiuti in questa cosa, Che corra veloce da Lord William A dirgli di venire subito?" Allora parlò un bravo ragazzo 19 Che stava a fianco del fratello: "Io porterò il tuo messaggio, lady, Anche fosse per tutto il mondo. "Spesso ho portato tuoi messaggi 20 Col vento forte e la pioggia battente; Ma ora lo porterò, lady, Con le lacrime sulle guance." Quando giungeva a dei ponti rotti 21 Piegava l’arco e si metteva a nuotare; Quando giungeva su distese erbose Si slacciava le scarpe e correva. Giunse alla porta di Lord William, 22 Non bussò e non chiamò, Ma si mise l’arco sul petto Saltò le mura con agilità; La sentinella era ancora alla porta, Che il ragazzo era già nella sala. "Son crollate le mie case, ragazzo? 23 Son crollate le mie torri? La mia signora ha partorito Un bel bambino o una bambina?" "Non son crollate le Vostre case, 24 Non son crollate le Vostre torri; Ma la più bella dama del Paese Oggi per Voi sarà arsa sul rogo." "Sellatemi quello nero, quello nero, 25 Sellatemi quello bruno; Sellatemi il più veloce destriero Che sia mai uscito dalla città." Non era che un miglio lontano, 26 Che sentì starnutire il cavallo; "Ravviva il fuoco, fratello traditore, Non è ancora alle mie ginocchia." Quando scese davanti alla porta, 27 Sentì le redini tintinnare: "Ravviva il fuoco, fratello traditore, Mi è ancora lontano dal collo. "Ravviva il fuoco, fratello, 28 Ravviva il fuoco che mi avvolge; Che lo sento venire di corsa E presto te la farà pagare. "Se avessi le mani libere, Willy, 29 E son legate tanto strette, Sarei uscita dalle fiamme E avrei partorito tuo figlio." "Oh, per te io metterò al rogo, 30 Maisry, tuo padre e tua madre; Per te io metterò al rogo, Tuo fratello e tua sorella. "Per te metterò al rogo, Maisry, 31 Il capo di tutto il tuo clan; E l’ultimo rogo che accenderò Io stesso mi ci getterò."

(67) GLASGERION (Jack Orion) Glasgerion (Jack Orion)

Le antiche ballate anglosassoni non devono essere state indifferenti agli echi della mitologia greca, almeno a giudicare dal presente testo, dove il protagonista è Glasgerion, ovvero Y Bardd Glas Keraint ("Geraint il Bardo Azzurro", ove "azzurro" significa "più importante, principale") dei Mabinogion, il bardo gallese che la leggenda vuole come uno dei mitici arpisti che Orfeo aveva fatto venire dalla Cambria e dalla Caledonia per suonare assieme ai musici greci. Il nome del musico delle versioni inglesi, Jack Orion, sembra piuttosto una corruzione di Glasgerion (da pronunciare glaskèrrion) e non ha niente a che vedere con un'altra figura della mitologia greca, Orione (come da taluni era stato supposto). L'effetto che Glasgerion provocava quando suonava è espresso in modo molto efficace, anche se iperbolico, da un poeta popolare gallese:

Avrebbe fatto uscire i pesci dall'acqua Ed acqua da una pietra, O latte dal petto di una fanciulla Che non aveva mai avuto bambini.

(Si notino le solite iperboli o "compiti impossibili" che sono un luogo comune delle ballate, da The Unquiet Grave a The Elfin Knight). La storia del terribile inganno ordito nei confronti di Glasgerion e della figlia del re sembra essere un'invenzione della ballata, o forse un avvenimento al quale è stata adattata la figura del bardo. Il testo, molto antico e lacunoso, fa parte dell’ in-folio del Percy (I, 248-252), ma fu bandito dalla maggior parte delle raccolte successive per la sua estrema crudezza (specialmente, caso veramente unico nelle ballate, per la realistica scena dell'amplesso tra il giovane scudiero traditore e la principessa, quasi un vero e proprio stupro). Nel testo, tra l'altro, è presente anche una bestemmia che doveva suonare veramente terrificante agli orecchi degli ascoltatori. Una versione inglese, con il fiddler Jack Orion come protagonista, è stata incisa dai Pentangle di John Rembourne e Jacquie Mc Shee nel 1975.

GLASGERION

Glasgerion was a kings owne sonne, 1 And a harper he was good, He harped in the kings chamber Where cappe and candle yoode, And soe did hee in the Queens chamber Till ladies waxed wood. And then bespake the Kings daughter, 2 And these words thus sayd shee [...] Saide, Strike on, strike on, Glasgerrion, 3 Of thy striking doe not blinne, Theres neuer a stroke comes ouer this harpe But it glads my hart within. Faire might you fall, Lady, quoth hee; 4 Who taught you now to speake? I haue loued you, Lady, seuen yeere, My hart I durst neere breake. But come to my bower, my Glasgerryon, 5 When all men are att rest; As I am a ladie true of my promise, Thou shalt bee a welcome guest. But hom then came Glasgerryon, 6 A glad man, Lord, was hee; And come thou hither, Jacke, my boy, Come hither vnto mee. For the kings daughter of Normandye 7 Her loue is granted mee, And before the cocke haue crowen Att her chamber must I bee. But come you hither, Master, quoth hee, 8 Lay your head downe on this stone, For I will waken you, Master deere, Afore it be time to gone. But vpp then rose that lither ladd, 9 And did on hose and shoone; A coller he cast vpon his necke, He seemed a gentleman. And when he came to that Ladies chamber 10 He thrild vpon a pinn, The Lady was true of her promise, Rose vp and lett him in. He did not take the lady gay 11 To boulster nor noe bedd, But downe vpon her chamber flore Full soone he hath her layd. He did not kisse that Lady gay 12 When he came nor when he youd; And sore mistrusted that Lady gay He was of some churles blood. But home then came that lither ladd, 13 And did of his hose and shoone, And cast that coller from about his necke, He was but a churles sonne. Awaken, quoth hee, my Master deere, 14 I hold it time to be gone, [...] For I haue sadled your horsse, Master, 15 Well bridled I haue your steed; Haue not I served a good breakfast When times comes I haue need. But vp then rose good Glasgerryon, 16 And did on both hose and shoone, And cast a coller about his necke, He was a Kinges sonne. And when he came to that Ladies chamber 17 He thrild vpon a pinn; The Lady was more then true of promise, Rose vp and let him in: Saies, Whether haue you left with me 18 Your braclett or your gloue, Or are you returned backe againe To know more of my loue? Glasgerryon swore a full great othe 19 By oake and ashe and thorne: Lady!, I was neuer in your chamber Sith the time that I was borne. O then it was your litle ffoote-page 20 Falsly hath beguiled me; And then she pulld forth a litle pen-kniffe That hanged by her knee, Says, There shall never noe churles blood Spring within my body. But home then went Glasgerryon, 21 A woe man, good Lord, was hee, Saies, Come hither, thou Iacke my boy, Come thou hither to me. For if I had killed a man to-night, 22 Iacke, I wold tell it thee; But if I haue not killed a man to-night, Iacke, thou hast killed three! And he puld out his bright browne sword, 23 And dryed it on his sleeue, And he smote off that lither ladds head, And asked noe man noe leaue. He sett the sword's poynt till his brest, 24 The pumill till a stone: Thorrow that falsenese of that lither ladd These three liues werne alle gone.

GLASGERION

Glasgerion era l'unico figlio d'un re, 1 Era un buon suonatore d'arpa; Suonava l'arpa alla corte del re dove passavan calici e candelabri, E così fece nelle stanze della regina Facendo impazzire le dame. Parlò allora la figlia del re 2 Dicendo queste parole [...] Disse, "Batti, batti le corde, Glasgerion, 3 Non smettere di batter le corde; Ogni colpo che quest’arpa vibra Mi rende più allegra nel cuore." "Che il cielo ti perda, signora", lui disse, 4 "Chi t'ha ordinato di parlare? Io t'ho amata per sette anni E non vorrei spezzarmi il cuore." "Vieni nella mia camera, Glasgerion, 5 Quando tutti saranno a dormire; Sono una donna di parola E sarai un ospite gradito." Glasgerion, allora, tornò a casa 6 Ed era un uomo felice davvero! "Vieni qua, Jack, ragazzo mio, Su, vieni qui da me: La figlia del re di Normandia 7 Mi ha concesso il suo amore, Nella sua camera dovrò stare Prima che il gallo abbia cantato." "Vieni qui, padrone mio", disse, 8 "Poggia la testa su questa pietra; Ti sveglierò, padrone caro Prima che sia tempo d'andare." Ma quel giovinastro si svegliò prima, 9 Si mise le calze e le scarpe di lui; Al collo si mise la sua collana, Davvero sembrava un gentiluomo. Quando giunse alla camera della dama 10 Prese il battente e bussò; La donna mantenne la promessa, Si alzò e lo fece entrare. Lui non portò quella bella signora 11 Nè a letto, nè su un cuscino Ma la distese sul pavimento, Tutta quanta ve la sdraiò. Non baciò quella dolce signora 12 Nè quando entrò, nè quando andò via; La bella dama ebbe il sospetto Che fosse di sangue plebeo. Quando il giovinastro giunse a casa 13 E si tolse le calze e le scarpe, Quando si tolse la collana dal collo Sembrava solo il figlio d'un villano. "Svegliati", disse, "caro padrone, 14 Credo sia ora che tu vada." [...] "Ben ti ho sellato il cavallo, padrone, 15 Il tuo destriero ho imbrigliato bene; Se non t'ho servito una buona colazione È solo perché non ne ho avuto tempo." Quando il buon Glasgerion si svegliò 16 S'infilò le calze e le scarpe, Si mise una collana al collo, Era proprio il figlio d'un re. E quando giunse alla camera della dama 17 Prese il battente e bussò: La donna fu ancor più di parola, Si alzò e lo fece entrare. Disse, "Forse hai lasciato da me 18 Il tuo bracciale od i guanti? Oppure sei ritornato Per conoscere ancora il mio amore?" Glasgerion tirò una bestemmia orrenda 19 Sulla quercia, le ceneri e le spine : "Signora, non son mai stato da Lei Dal giorno in cui sono nato." "Allora è stato il tuo paggio 20 Che crudelmente mi ha ingannata!" E tirò fuori uno stiletto Che teneva appeso al ginocchio, Dicendo, "Mai sangue d'un villano Scorrerà dentro al mio corpo!" Quando Glasgerion tornò a casa 21 Era un uomo davvero triste! Dice, "Vieni qua tu, Jack, ragazzo mio, Su, vieni qua da me! Se io avessi ucciso un uomo, stanotte, 22 Jack, te lo avrei certo detto; Ma non ho ucciso nessuno, stanotte, E tu, Jack, ne hai uccisi tre!" Sguainò la spada scura e lucente 23 E l'asciugò alla sua maica; Mozzò la testa al malvagio giovane Senza l'aiuto e il permesso d'alcuno. Si mise la punta della spada sul petto, 24 L'impugnatura appoggiò a una pietra: Per l'inganno di quel giovinastro Quelle tre vite se n'erano andate!

(73) LORD THOMAS AND FAIR ANNET Lord Thomas e la bella Annet

Il testo che qui presentiamo fu consegnato al Percy per le sue Reliques (ed. Schroër, I. 461-464) da Sir David Darlymple, lo stesso magistrato al quale si deve la copia di Edward. Il Percy ammise stavolta onestamente di avere emendato e "tagliato" il testo in qualche punto. Ballate come questa si trovano abbastanza di frequente nella ballad area angloscandinava ed anche nei paesi di lingua neolatina, ma le versioni angloscozzesi, raccolte tra la fine del XVIII secolo e la prima metà del XIX, formano un gruppo abbastanza omogeneo, senza troppe divergenze e, d’altra parte, con una sua precisa individualità rispetto alle ballate delle altre due aree. Molte varianti presenti nella tradizione britannica sono tra l’altro derivate da un’antica broadside del XVII secolo, intitolata Lord Thomas and Fair Ellinor, dal Child riportata come versione D e reperibile anche nelle raccolte di Roxburghe, del Pepys e di altri; ma il foglio volante sembra chiaramente derivato dalla tradizione orale. Le confessate correzioni del Percy non devono comunque aver alterato troppo il nostro testo, e questo anche a detta del Child (II, 180); Lord Thomas and Fair Annet rimane così quella che è, ovvero una delle più belle e celebrate ballate tradizionali angloscozzesi. La ballata comincia con un rilievo psicologico inusuale in una composizione del genere (lo scherzo tra innamorati che si trasforma in ripicca, e la ripicca che viene per stupido orgoglio spinta alle estreme conseguenze: quante storie d’amore sono davvero finite così...); poi l’eterna intromissione della famiglia, che invariabilmente consiglia al giovane Lord di prendere la ragazza di migliore condizione economica oppure, come tuttora dicono alcuni, dello stesso "ceto sociale" (ad eccezione, ovviamente, della sensibile sorella). Ma a giustificare l’affermazione di prima basterebbero anche solo le strofe 14-20, quelle contenenti la descrizione del corteo "pseudo-nuziale" della bella Annet. La balladry angloscozzese è ricchissima di questi cortei, ma qui la fantasia popolare ha veramente sciolto le briglie: nessun corteo è così bello, e nessun altro come questo riesce, come afferma Sergio Baldi, "a trascendere dalla sua rappresentazione oggettiva per diventare l’immagine stessa della bellezza di una donna" . Nell’onore tributato alla protagonista, in tutti questi ori e sete preziose di cui è rivestita, nelle dame e nei cavalieri di cui è circondata si sente un ingenuo eppur poetico atto d’adorazione del Volksdichter; ed il fatto che tale sontuoso corteo sia in palese contrasto con le strofe 5-7, dove si afferma invece l’estrema povertà della bella Annet, libera tale descrizione da ogni fedeltà narrativa innalzandola ad un puro slancio lirico. Certo, forse, la nostra sensibilità moderna potrebbe riservare un po’ di simpatia e di solidarietà anche alla povera ed incolpevole nut-browne bride, forse nient’altro che una robusta contadina con qualche mucca e pecora in più del solito, bollata prima di fat fadge (che abbiamo tradotto "grassona", ma che corrisponderebbe meglio a "sacco di lardo") e poi ignorata ed abbandonata all’altare dal suo sposo abbagliato da Annet; e la superba (si legga: antipatica) risposta che costei dà alla sposa tradita riguardo al candore della sua pelle (strofa 24) risulta francamente la goccia che fa traboccare il vaso. Siamo all’inevitabile catastrofe finale.

LORD THOMAS AND FAIR ANNET

Lord Thomas and fair Annet 1 Sate a' day on a hill; Whan nicht was cum, an sin was sett They haed not talkt their fill. Lord Thomas said a word in jest, 2 Fair Annet took it ill: "A, I wull nevir wed a wife Against my ain friends' will." "Gif ye wull nevir wed a wife, 3 A wife wull neir wed yee." Sae he is hame to tell his mither An knelt upon his knee. "O rede, o rede, mither", he says, 4 "A guide rede gie to mee; O sall I tak the nut-browne bride, An let fair Annet bee?" "The nut-browne bride has gowd an gear, 5 Fair Annet she has gat nane; An the little beauty fair Annet haes O it wull soon be gane." And he haes till his brither gane: 6 "Now, brither, rede ye mee; A, sall I marrie the nut-browne bride, An let fair Annet bee?" "The nut-browne bride haes oxen, brither, 7 The nut-browne bride haes kye; I wad ye marrie the nut-browne bride An cast fair Annet bye." "Her oxen may dye i' th'huis, billie, 8 And her kye into the byre, An I sall hae naething to mysell Bot a fat fadge by the fyre." And he haes till his sister gane: 9 "Now, sister, rede ye mee: O sall I marrie the nut-browne bride, An set fair Annet free?" "Ise rede ye tak fair Annet, Thomas, 10 An let the browne bride alane; Lest ye suld sigh an say, Alace! What is this we brocht hame?" "No, I wull tak my mither's counsel, 11 An marrie me owt o han; And I wull tak the nut-browne bride, Fair Annet may leive the lan." Up then rose fair Annet's father, 12 Twa hours or it were day, And he is gane into the bower Wherein fair Annet lay. "Rise up, rise up, fair Annet", he says, 13 "Pit on your silken sheene; Let us gae to St.Marie's kirke An see that rich weddeen." "My maides, gae to my dressin-ruim 14 An dress to me my hair; Whaireir yee laid a plait before See yee lay ten times mair. My maides, gae to my dressin-ruim 15 An dress to me my smock The ane half is o the holland fine, The other o neidle-work." The horse fair Annet rade upon 16 He amblit like the wind; Wi siller he was shod before, Wi burnin gowd behind. Four and twanty siller bells 17 Wer a tyed till his mane; And yae tift o the norland winde, They tinkled ane by ane. Four and twanty gay gude knichtes 18 Rade by fair Annet's side, An four an twanty fair ladies, An gin she had bin a bride. An whan she cam to Marie's kirke 19 Shee sate on Marie's stean: The cleadin that fair Annet haed on It skinkled in their een. An whan she cam into the kirke, 20 Shee shimmerd like the sin; The belt that was about her waist Was a wi peirles bedone. She sate her by the nut-browne bride 21 And her een they were sae cleir, Lord Thomas he clein forgat the bride Whan fair Annet drew neir. He haed a rose into his hande, 22 He gae it kisses three An reachin by the nut-browne bride Layd it on fair Annet's kne. Up than spak the nut-browne bride, 23 Shee spak wi meikle spite: "An whair gat ye that rose-water That does mak yee sae white?" "O I did get the rose-water 24 Whair ye wull neir get nane, For I did get that vera rose-water Into my mither's wame." The bride she drew a lang bodkin 25 Frae out her gay head gear, An strake fair Annet unto the hart That word spak nevir mair. Lord Thomas he saw fair Annet wex pale 26 An marvelit what mote bee; Bit whan he saw her deir hart's bluid A wood-wroth wexed hee. He drew his daggar, that was sae sharp, 27 That was sae sharp an meet, An drave it into the nut-browne bride That fell deid at his feit. "Now stay for me, deir Annet", he sed, 28 "Now stay, my deir", he cry'd; Then strake the daggar untill his hart An fell deid by her side. Lord Thomas was buryd withour kirkwa, 29 Fair Annet within the quiere An o the tane thair grew a birk, The other a bonny briere. And ay they grew, and ay they threw. 30 As they was faine by neire; An by this ye may ken richt well They were twa luvers deire.

LORD THOMAS E LA BELLA ANNET

Lord Thomas e la bella Annet 1 Eran da tutto il giorno su un colle; La sera non era ancora scesa, Ma non avevan parlato abbastanza. Lord Thomas disse una cosa per scherzo, 2 La bella Annet la prese sul serio: "Ah, io non sposerò mai una donna Contro il volere dei miei amici." "Se tu non sposerai mai questa donna, 3 Questa donna non sposerà mai te." È tornato a casa per dirlo a sua madre, Davanti a lei s'è inginocchiato. Dice: "Madre, ti prego, consigliami, 4 Un buon consiglio mi devi dare: Devo sposare la ragazza bruna E lasciar perdere la bella Annet?" "La ragazza bruna ha oro e bestiame, 5 La bella Annet non ne possiede; E quel po' di bellezza che ha Molto presto sarà svanita." E lui se n'è andato da suo fratello: 6 "Ora, fratello, tu dammi un consiglio; Devo sposare la ragazza bruna E lasciar perdere la bella Annet?" "La ragazza bruna ha dei buoi, fratello, 7 La ragazza bruna ha delle mucche; Vorrei tu sposassi la ragazza bruna E mandassi via la bella Annet." "I buoi posson morire in casa, fratello, 8 E le mucche dentro la stalla; E non mi resterebbe tra le mani Che una grassona accanto al focolare." E allora è andato da sua sorella: 9 "Ora, sorella, tu dammi un consiglio: Devo sposare la ragazza bruna E lasciar libera la bella Annet?" "Ti dico di prender la bella Annet 10 E lasciar perdere la ragazza bruna; Altrimenti, assai te ne dorresti! Chi è questa che ho portato in casa?" "No, seguirò il consiglio di mia madre, 11 E mi sposerò in un posto lontano; Prenderò la ragazza bruna, E la bella Annet vada pure in esilio." S'alzò il padre della bella Annet 12 Due ore prima che facesse giorno; È entrato nella camera Ove dormiva la bella Annet: "Alzati, alzati, bella Annet", dice, 13 "Mettiti le scarpette di raso; Andiamo alla chiesa di Santa Maria Per veder quel ricco matrimonio." "Mie ancelle, andiamo nel vestibolo, 14 E là mi acconcerete i capelli; Dove prima facevate una treccia Ora fatene dieci in più. Mie ancelle, andiamo nel vestibolo, 15 E mettetemi la mia camicetta; La metà è di fine olandina, L'altra metà è bordata in ricamo." Il cavallo che Annet cavalcava 16 Andava all'ambio come il vento; Aveva zoccoli d'argento davanti E dietro erano d'oro lucente. Ventiquattro sonagli d'argento 17 Eran legati alla criniera, Ad ogni soffio del vento del nord Tintinnavano ad uno ad uno. Ventiquattro bei cavalieri 18 Facevan ala alla bella Annet, Ventiquattro belle dame Come se lei fosse stata la sposa. Giunta alla chiesa di Santa Maria 19 Sedette sulla pietra della Madonna ; Il vestito della bella Annet Si specchiava nei suoi occhi. Quando entrò dentro la chiesa 20 Era splendente come il sole; La cintura che aveva alla vita Era tutta intarsiata di perle, Sedette accanto alla ragazza bruna 21 Ed i suoi occhi stavan brillando; Lord Thomas si scordò della sposa Quando la bella Annet entrò. Teneva una rosa tra le mani 22 E le diede tre baci, E, non badando alla ragazza bruna, La posò in grembo alla bella Annet. Allora parlò la ragazza bruna, 23 E lo fece con grande rabbia: "Dove hai preso quest'acqua di rose Che ti rende così candida?" "Oh, ho preso quest'acqua di rose 24 Dove tu non potrai prenderla mai, Perché ho preso quest'acqua di rose Nel ventre di mia madre." La sposa tirò fuori un lungo spillone 25 Dall'acconciatura dei suoi capelli E colpì al cuore la bella Annet, E lei non disse più una parola. Lord Thomas la vide impallidire 26 E si chiese che fosse accaduto; Ma quando vide sgorgarle il sangue Dal cuore, impazzì d'ira. Sguainò la sua spada affilata. 27 Così affilata e appuntita E trafisse la ragazza bruna Che cadde morta ai suoi piedi. "Ora aspettami, cara Annet", disse, 28 "Ora aspettami, cara", gridò


Si trafisse il cuore con la spada E cadde morto al suo fianco. Lord Thomas fu sepolto fuori dal cimitero , 29 La bella Annet vicino al coro; Dal cuore di lei crebbe una betulla, Dal cuore di lui un bel rovo. Ed essi crebbero, e crebbero ancora, 30 Come se volessero stare vicini; Da questo si può ben vedere Che eran due amanti innamorati.

(214) THE BRAES O’ YARROW Le rive dello Yarrow

Come abbiamo visto nell’introduzione, le ballate cominciano a volte nel bel mezzo della storia che raccontano; gli ascoltatori devono quindi immaginare quel che è successo prima basandosi sugli accenni sparsi qua e là per il testo. In questa ballata, ad esempio, apprendiamo per vie traverse che il marito ha accettato una sfida con i suoi cognati. Questi, sembra durante una bevuta all’osteria, lo avevano insultato dicendogli di non appartenere alla stessa classe sociale. Il nostro testo (1770, proveniente dalle carte del Percy conservate presso l’università di Harvard) è in alcune strofe di lettura incerta; l’ambientazione (le rive del fiume Yarrow) ne potrebbe fare anche una Scottish Border Ballad.

THE BRAES O’ YARROW

"I dreamed a dreary dream this night, 1 That fills my heart wi sorrow; I dreamed I was pouing the heather green Upon the braes of Yarrow." "O true-luve mine, stay still and dine, 2 As ye ha done before, O;" "O, I’ll be hame by hours nine, And frae the braes of Yarrow." "I dreamed a dreary dream this night, 3 That fills my heart wi sorrow; I dreamed my luve came headless hame, O frae the braes of Yarrow!" "O true-luve mine, stay still and dine, 4 As ye hae done before, O;" "O I’ll be hame by hours nine, And frae the braes of Yarrow." "O are ye going to hawke," she says, 5 "As ye ha done before, O? Or are ye going to weild your brand, Upon the braes of Yarrow?" "O I am not going to hawke", he says, 6 "As I have done before, O, But for to meet your brother John Upon the braes of Yarrow." As he gade down yon dowy den 7 Sorrow went him before, O; Nine well-wight men lay waiting him Upon the braes of Yarrow. "I have your sister to my wife, 8 Ye think me an unmeet marrow; But yet one foot will I never flee Nor frae the braes of Yarrow." Than four he killd and five did wound, 9 That was an unmeet marrow! And he had weel nigh wan the day Upon the braes of Yarrow. Bot a cowardly loon came him behind, 10 Our Lady lend him sorrow! And wi a rappier pierced his heart And laid him low on Yarrow. Now Douglas to his sister’s gane, 11 Wi meikle dule and sorrow: "Gae to your luve, sister", he says, "He’s sleeping sound on Yarrow." As she went down yon dowy den, 12 Sorrow went her before, O; She saw her true-love lying slain Upon the braes of Yarrow. She swoond thrice upon his breist 13 That was her dearest marrow; Said, "Ever alace and wae the day Thou wentst frae me to Yarrow!" She kist his mouth, she kaimed his haur 14 As she had done before, O: She wiped the blood that trickled doun Upon the braes of Yarrow. Her hair it was three quarters lang, 15 It hang baith side and yellow; She tied it about her white hause-bane And tint her life on Yarrow.

LE RIVE DELLO YARROW

"Ho avuto un incubo questa notte, 1 Che mi riempie il cuore di pena; Che stavo disteso sull’erica verde Sulle rive dello Yarrow" "Amore mio, sta’ tranquillo e mangia 2 Come hai fatto finora;" "Entro nove ore sarò di ritorno Dalle rive dello Yarrow". "Ho avuto un incubo questa notte 3 Che mi riempie il cuore di pena; Che il mio amore tornava senza testa Dalle rive dello Yarrow." "Amore mio, sta’ tranquillo e mangia 4 Come hai fatto finora;" "Entro nove ore sarò di ritorno Dalle rive dello Yarrow." "Vai a caccia col falco", lei dice, 5 "Come hai sempre fatto? Oppure vai a aggiustare la spada Sulle rive dello Yarrow?" "Non vado a caccia col falco," rispose, 6 "Come ho fatto sempre; Vado a incontrare tuo fratello John Sulle rive dello Yarrow." Quando arrivò a quella triste landa 7 La pena lo accompagnava; Nove uomini forti lo aspettavano Sulle rive dello Yarrow. "Vostra sorella è mia moglie, 8 Eppure mi dite un compagno inadatto; Ma ora non fuggirò d’un passo Dalle rive dello Yarrow." Quattro ne ha uccisi, e cinque feriti, 9 Ed era un compagno inadatto! E stava per tramontare il sole Sulle rive dello Yarrow. Ma un vile furfante gli venne alle spalle, 10 Sia maledetto dalla Madonna! E con un pugnale gli trafisse il cuore E lo abbattè sullo Yarrow. Douglas è andato da sua sorella 11 Con gran pena, grande dolore: "Vai dal tuo amore, sorella, Che giace disteso sullo Yarrow." Lei è andata a quella triste landa, 12 La pena la accompagnava; Vide il suo amore che giaceva ucciso Sulle rive dello Yarrow. Svenne tre volte sul suo petto, 13 Sul petto del suo compagno; Disse, "Ohimè, maledetto il giorno Che sei andato sullo Yarrow!" Gli baciò la bocca, gli pettinò i capelli, 14 Come aveva fatto sempre; Gli asciugò il sangue che gocciolava Sulle rive dello Yarrow. Aveva i capelli lunghi un metro, 15 Biondi, sciolti su entrambi i lati; Se li è legati stretti al suo bianco collo E s’è uccisa sullo Yarrow.

(204-204f) JAMIE DOUGLAS and O, WALY, WALY, BUT LOVE BE BONNY Jamie Douglas e Oh, Guai, oh, Guai, L’amore è bello

Nel 1681, dopo undici anni di matrimonio, James, marchese dei Douglas e capo supremo della grande casata scozzese (nella ballata però indicato come earl, cioè conte) ripudiò formalmente sua moglie, Lady Barbara Erskine. La ballata ispirata a tale vicenda, Jamie Douglas, testimonia la rabbia della marchesa nei confronti di James Lockhart di Blackwood (in realtà William Lawrie, soprannominato Blackwood), da lei accusato di essere stato la causa della sua separazione dal marito. Il drammatico stile della ballata (specialmente l'artifico stilistico, raro nelle ballate, della narrazione interamente condotta in prima persona) meriterebbe di essere analizzato più dettagliatamente, ma un interesse ben più grande suscitano i curiosi contatti tra Jamie Douglas ed il lamento lirico Oh, Waly, Waly; but Love be Bonny. Ben quattro strofe della lirica si sono infiltrate in diverse versioni della ballata storica. Poiché la lirica è assai più stilizzata ed integrata della ballata, se ne può dedurre che il commovente lamento della ragazza abbandonata in procinto di partorire sia molto più antico. Apparentemente, la situazione della ragazza era talmente simile a quella della marchesa ripudiata, che dei prestiti divennero come inevitabili. Testi: per la ballata, Kinloch MS., I, 93 (Child IV, 93B); per la lirica, Ramsay, Tea-Table Miscellany, ed. 1750, p. 170.

JAMIE DOUGLAS

I was a lady of high renown 1 As lived in the north countrie; I was a lady of high renown Whan Earl Douglas loved me. Whan we cam through Glasgow toun 2 We war a comely sight to see; My gude lord in velvet green, And I myself in cramasie. Whan we cam to Douglas toun 3 We war a fine sight to behold; My gude lord in cramasie And I myself in shining gold. Whan that my auld son was born 4 And set upon the nurse's knee I was happy a woman as eer was born And my gude lord he loved me. But oh, an my young son was born 5 And set upon the nurse's knee, And I mysel war dead and gane, For a maid again I'll never be! There cam a man into this house, 6 And Jamie Lockhart was his name And it was told to my gude lord That I was in the bed wi him. There cam anither to this house, 7 And a bad friend he was to me; He put Jamie's shoon below my bed-stock And bade my gude lord come and see. O wae be unto thee, Blackwood, 8 And ae an ill death may ye dee! For ye was the first and the foremost man That parted my gude lord and me. Whan my gude lord cam in my room 9 This grit falsehood for to see, He turnd about, and, wi a gloom He straucht did tak farewell o me. "O fare thee well, my once lovely maid! 10 O fare thee well, once dear to me! O fare thee well, my once lovely maid! For wi me again ye sall never be." "Sit doun, sit doun, Jamie Douglas, 11 Sit thee doun and dine wi me, And I'll set thee on a chair of gold And a silver towel on thy knee." "Whan cockie-shells turn silver bells 12 And mussels they bud on a tree, Whan frost and snaw turns fire to burn Then I'll sit down and dine wi thee." O wae be unto thee, Blackwood, 13 And ae an ill death may ye dee! Ye war the first and foremost man That parted my gude lord and me. Whan my father he heard word 14 That my gude lord had forsaken me, He sent fifty o his brisk dragoons To fesh me hame to my ain countrie. That morning before I did go 15 My bonny place for to leave, I went into my gude lord's room But, alas! He wad na speak to me. "Fare thee well, Jamie Douglas! 16 Fare thee well, my ever dear to me! Fare thee well, Jamie Douglas! Be kind to the three babes I've born to thee."

JAMIE DOUGLAS

Ero una dama di grande fama 1 Quando vivevo nelle terre del nord; Ero una dama di grande fama Quando il conte Douglas mi amava. Quando attraversammo Glasgow 2 Eravamo belli da vedere; Il mio signore in velluto verde Ed io con un vestito cremisi. Quando giungemmo al castello dei Douglas 3 Eravamo splendidi da vedere; Il mio signore vestito di cremisi Ed io d'oro lucente. Quando partorii il primo figlio 4 E l'ebbi affidato alla balia Ero la donna più felice del mondo Ed il mio signore mi amava. Magari mio figlio appena nato 5 Fosse stato affidato alla balia, E poi io, invece, fossi morta, Ché non sarò mai più vergine! Venne un uomo in quella dimora 6 E il suo nome era Jamie Lockhart, E fu detto al mio signore Che ero stata a letto con lui. Venne un'altro in quella dimora 7 E per me non fu certo un amico: Mise le scarpe di Jamie sotto il letto E disse al mio signore d'andare a vedere. La sventura ti colga, Blackwood, 8 Tu possa morire di mala morte! Sei stato quello che più ha fatto Per separarmi dal mio signore! Quando il mio signore venne in camera 9 Per vedere questa malvagia menzogna, Si girò intorno, e con un sospiro Senza dir altro, mi disse addio. "Addio, mia fanciulla un giorno amata! 10 Addio, mia amata di un tempo! Addio, mia fanciulla un giorno amata! Tu non starai mai più con me." "Siediti, siediti, Jamie Douglas, 11 Siediti e pranza qui con me; Ti metterò su una sedia d'oro, E sulle ginocchia un tovagliolo d'argento." "Quando le conchiglie diventeran sonagli d'argento 12 Ed i molluschi cresceranno sugli alberi, Quando il gelo e la neve diventeran fuoco ardente, Allora mi siederò a pranzare con te." La sventura mi colga, Blackwood! 13 Tu possa morire di mala morte! Sei stato quello che più ha fatto Per separarmi dal mio signore! Quando mio padre venne a sapere 14 Che il mio signore m'aveva lasciata, Mandò cinquanta dei suoi forti dragoni A riportarmi nel mio paese. La mattina prima che io partissi 15 Per lasciare il mio bel palazzo, Andai nella stanza del mio signore, Ma, ahimè! Non volle parlarmi. "Addio, addio, Jamie Douglas! 16 Addio, addio, mio eterno amore! Addio, addio, Jamie Douglas, Abbi cura dei tre figli che t'ho dato."

OH, WALY, WALY, BUT LOVE BE BONNY

Oh, waly, waly up the bank! 1 And waly, waly, down the brae! And waly, waly yon burn-side, Where I and my love wont to gae! I lean'd my back unto an aik, 2 I thought it was a trusty tree; But first it bow'd, and syne it brak Sae my true-love did lightly me. O waly, waly! But love be bonny 3 A little time, while it is new; But when 'tis auld, it waxeth cauld And fades away like morning dew. O wherefore shou'd I busk my head? 4 Or wherefore shou'd I kame my hair? For my true-love has me forsook, And says he'll never love me mair. Now Arthur-Seat shall be my bed, 5 The sheets shall neer be fyl'd by me; Saint Anton's well shall be my drink Since my true-love has forsaken me. Martinmas wind, when wilt thou blaw 6 And shake the green leaves of the tree? O gentle death, when wilt thou come? For of my life I am weary. ' tis not the frost that freezes fell, 7 Nor blawing smaw's inclemency; ' tis not sic cauld that makes me cry But my love's heart grown cauld to me. When we came in by Glasgow town, 8 We were a comely sight to see; My love was cled in the black velvet, And I my sell in cramasie. But had I wist, before I kiss'd, 9 That love had been sae ill to win, I'd lock'd my heart in a case of gold And pin'd it with a silver pin. Oh, oh, if my young babes were born 10 And set upon the nurse's knee, And I my sell were dead and gane! For a maid again I'll never be.

OH GUAI, OH GUAI, L’AMORE È BELLO

Oh, guai, oh, guai, là sulla riva! 1 E guai, oh, guai, sulla collina! Oh, guai, oh, guai nella brughiera Dove andavo col mio innamorato! Appoggiai la schiena a una quercia, 2 Lo credevo un albero forte e sicuro: Ma si piegò, poi si spezzò; Così fece il mio innamorato. Oh, guai, oh, guai! L'amore è bello 3 Per poco, quando è sbocciato appena; Ma quando invecchia, diventa freddo E svanisce come rugiada al mattino. E perché dovrei ornarmi la testa, 4 Perché pettinarmi i capelli? Il mio amore mi ha abbandonata E dice che mai più mi amerà. La Collina d'Arturo sarà il mio letto, 5 Non tesserò mai più le lenzuola; Mi disseterò al pozzo di Sant'Antonio Perché il mio amore mi ha abbandonata. Vento d'autunno, quando soffierai 6 E scuoterai le verdi foglie dall'albero? Morte gentile, quando verrai, Ché della vita io sono stanca? Non è il freddo che mi gela la pelle, 7 Nè l'inclemenza della neve che fiocca, Non è il gelo che mi fa piangere, Ma il cuore freddo del mio amore. Quando venimmo a Glasgow 8 Eravamo belli allo sguardo: Il mio amore vestito in velluto nero, Ed io con un vestito cremisi. Se avessi saputo, prima di baciarlo, 9 Ch’è sì arduo raggiunger l’amore Avrei chiuso il mio cuore in uno scrigno d'oro, L'avrei serrato con un lucchetto d'argento. Oh, se avessi affidato alla balia, 10 I miei figli, non appena nati, E se fossi poi morta e sepolta! Ché non sarò mai più pura.

(69) CLERK SAUNDERS Clerk Saunders

Quasi tutti i sette fratelli dell’amante di Lord Saunders (ma nella ballata ne appaiono solo cinque: o gli altri due sono troppo giovani, o si tratta di una delle tipiche incongruenze delle ballate) non hanno il coraggio di fare del male ad un uomo il cui valore è noto in tutta la Scozia, sebbene egli abbia convinto la loro (per altro ben disposta ed innamorata) sorella a giacersi con lui. Solo l’ultimo, vilmente, uccide il nobiluomo mentre dorme, nascondendosi sotto il letto e trafiggendolo attraverso il materasso. Non si può fare a meno di notare che, nelle ballate più tragiche, gli atti più vili e obbrobriosi vengono commessi spesso da fratelli nei confronti delle sorelle (si veda ad esempio Lady Maisry e The Cruel Brother); e, certo, questo è un tema presente in tutto il medioevo europeo, a partire dal Decamerone, opera pesantemente influenzata dalle narrazioni popolari. Le motivazioni incestuose sono spesso presenti, come abbiamo già visto; ed è certo che la gelosia dei fratelli verso le sorelle è un fatto facilmente constatabile ancora oggi. Le ballate popolari, d’altro canto, riflettono un mondo arcaico (ma quanto arcaico, visto gli attualissimi fatti di cronaca?) fatto di padri e fratelli padroni, dove la condizione della donna era terribile. Va dato comunque atto alla maggior parte delle ballate di schierarsi emozionalmente dalla parte delle vittime, segno che tali episodi venivano comunque stigmatizzati ed erano anche allora considerati al di fuori degli elementari princìpi umani. Quel che rimane davanti agli occhi è comunque un ambiente tragico, dove l’ingiustizia, la sopraffazione, la viltà è un falso senso dell’onore e del "gruppo" (che si chiami "clan", "branco" o "mafia" è la stessa cosa) sono la regola; praticamente il mondo d’oggi, definito da alcuni (a nostro parere a ragione) "medioevo tecnologico". Ma il discorso ci spingerebbe troppo oltre, e torniamo alla ballata. A differenza della maggior parte delle protagoniste di ballate tragiche, l’amante di Clerk Saunders (Clark Sanders, Lord Saunders) sceglie il lutto continuo e rigoroso invece del suicidio. Le due strofe iniziali, mancanti nella Minstrelsy (p. 196) e nelle carte del Motherwell, donde proviene il nostro testo, sono state interpolate da un’altra versione (Child II, 160, da Herd) e non numerate.

CLERK SAUNDERS

[ Clerk Saunders and a lady gay Was walking in yonder green, And heavy, heavy was the love That fell this twa lovers between. "A bed, a bed", Clerk Saunders said, And ay a bed for you and me;" "Never a ane," said the lady gay, "Till ance we twa married be." ] "O I have seven bold brethren, 1 And they are all valiant men, If they knew a man that would tread my bower His life should not along wi’ him." "Then take me up into your arms, 2 And lay me low down on your bed, That ye may swear, and keep your oath clear, That your bower-room I didna tread." "Tie a handkerchief round your face, 3 And you must tye it wondrous keen, That you may swear, and keep your oath clear Ye saw na me since late yestreen." But they were scarsley gone to bed, 4 Nor scarse fa’n owre asleep, Till up and started her seven brethren, Just at Lord Saunders’ feet. Out bespoke the first brither, 5 "Oh but love be wondrous keen!" Out bespoke the second brither, "It’s ill done to kill a sleeping man." Out bespoke the third brither, 6 "We had better gae and let him be;" Out bespoke the fourth brither, "He’ll no be killed this night for me:" Out bespoke the fifth brither, 7 "This night Lord Saunders he shall die; Tho there were not a man in all Scotland, This night Lord Saunders he shall die." He took out a rusty rapier, 8 And he drew it three times thro the strae; Between Lord Saunders’ short rib and his side He gard the rusty rapier gae. "Awake, awake, Lord Saunders," she said, 9 "Awake, awake, for sin and shame! For the day is light, and the sun shines bricht, And I am afraid we will be taen. "Awake, awake, Lord Saunders," she said, 10 "Awake, awake, for sin and shame! For the sheets they are asweat," she said, "And I am afraid we will be taen. "I dreamed a dreary dream last night, 11 I wish it may be for our good, That I was cutting my yellow hair, And dipping it in the wells o blood." Aye she waukened at this dead man, 12 Aye she put on him to and fro; Oh aye she waukened at this dead man, But of his death she did not know. "It’s I will do for my love’s sake 13 What many ladies would think lang; Seven years shall come and go Before a glove go on my hand. "And I will do for my love’s sake 14 What many ladies would not do; Seven years shall come and go Before I wear stocking or shoe. "There’ll neer a shirt go on my back, 15 There’ll neer a kame go in my hair, There’ll neer coal nor candle-light Shine in my bower nae mair."

CLERK SAUNDERS

[ Clerk Saunders e un’allegra dama Passeggiavano su quel prato, E grande, grande era l’amore Che c’era tra quei due amanti. "Un letto, un letto", disse Clerk Saunders "Un letto per me e per te;" "No, certamente," disse l’allegra dama, "Finché non saremo sposati. ] "Io ho sette valorosi fratelli, 1 Son tutti uomini coraggiosi; Se sanno che un uomo è entrato da me Davvero non vivrebbe a lungo." "Prendimi allora tra le mie braccia, 2 E sdraiami sul tuo letto; Che potrai giurare, e tener fede al voto Che nella tua stanza non ho mai messo piede." "Lega un fazzoletto attorno al viso, 3 E legatelo ben stretto, Che potrai giurare, e tener fede al voto Che non mi hai visto da ieri sera." Ma erano appena andati a letto 4 E s’erano appena addormentati Che giunsero i suoi sette fratelli Proprio ai piedi di Lord Saunders. Allora parlò il primo fratello: 5 "Oh, stretto è l’amore che li lega!" Poi parlò il secondo fratello: "È vile uccidere un uomo che dorme." Allora parlò il terzo fratello: 6 "È meglio andare e lasciarlo stare;" Poi parlò il quarto fratello: "Non sarò io che lo ucciderò." Allora parlò il quinto fratello: 7 "Stanotte Lord Saunders morirà; Anche se nessuno in Scozia è come lui, Stanotte Lord Saunder morirà." Afferrò una spada rugginosa, 8 E la spinse tre volte nella paglia: Tra le costole e il fianco di Lord Saunders Fece passare la spada rugginosa. "Sveglia, sveglia, Lord Saunders," lei disse, 9 "Sveglia, sveglia, per l’amor di Dio! Il giorno è alto, il sole splende Ed ho paura che saremo presi. "Sveglia, sveglia, Lord Saunders," lei disse, 10 "Sveglia, sveglia, per l’amor di Dio! I lenzuoli son pieni di sudore Ed ho paura che saremo presi." "Ho fatto un sogno questa notte, 11 E vorrei che ci portasse bene, Che mi tagliavo i capelli biondi E li bagnavo in fontane di sangue. Voleva svegliare quell’uomo morto, 12 E lo scuoteva di qua e di là; Voleva svegliare quell’uomo morto Ma non sapeva della sua morte. "Io farò, per il mio amore, 13 Quel che non farebbero molte donne: Dovranno passare sette anni Prima che io mi rimetta un guanto; "Io farò, per il mio amore, 14 Quel che non farebbero molte donne: Dovranno passare sette anni Prima che mi metta una calza o una scarpa. "Mai più mi metterò una camicia, 15 Mai più un pettine solcherà i miei capelli, E mai più un camino o un lampadario Illuminerà la mia stanza."


(51) LIZIE WAN Lizie Wan

In Lizie Wan sono evidenti i prestiti da Edward, compreso il poetico modo di dire "mai"dell’ultima strofa, presente in molte versioni americane della celeberrima ballata, e la punizione che Geordy Wan si impone, quella di lasciarsi annegare in una barca sfondata. Analoghe versioni scandinave utilizzano anch’esse un’ingegnosa serie di circonlocuzioni per dire "mai". Ancora una ballata con un incesto ed un fratello snaturato e sanguinario (strofa 6, una delle più splatter dell’intera balladry britannica), tanto per ribadire la predilezione delle ballate tragiche per questo argomento. Il nostro testo proviene dalle carte dello Herd (I, 151; II, 78).

LIZIE WAN

Lizie Wan sits at her father’s door, 1 Weeping and making a mane. And by there came her father dear: What ails thee, Lizie Wan? I ail, and I ail, dear father, she said, 2 And I’ll tell you a reason for why; There is a child between my twa sides, Between my dear billy and I. Now Lizie Wan sits at her father’s bower door 3 Sighing and making a mane, And by there came her brother dear: What ails thee, Lizie Wan? I ail, and I ail, dear brither, she said, 4 And I’ll tell you a reason for why; There is a child between my twa sides, Between you, dear billy, and I. And hast thou tald father and mother o’ that? 5 And hast thou tald sae o’ me? And he has drawn his gude braid sword That hang down by his knee. And he has cutted aff Lizie Wan’s head, 6 And her fair body in three, And he’s awa’ to his mother’s bower And sair aghast was he. What ails thee, what ails thee, Geordy Wan? 7 What ails thee sae fast to rin? For I see by thy ill colour Some fallow’s deed thou hast done. Some fallow’s deed I have done, mother, 8 And I pray you pardon me; For I’ve cutted aff my greyhound’s head; He wadna rin for me. Thy greyhound’s bluid was never sae red, 9 O my son Geordy Wan! For I see by thy ill colour Some fallow’s deed thou hast done. Some fallows deed I hae done, mother, 10 And I pray you pardon me; For I hae cutted Lizie Wan’s head And her fair body in three. O what wilt thou do when thy father comes hame, 11 O my son Geordy Wan? I’ll set my foot in a bottomless boat And swim to the sea-ground. And when will thou come home again, 12 O my son Geordy Wan? The sun and the moon shall dance on the green That night when I come hame.

LIZIE WAN

Lizie Wan sta alla porta di suo padre 1 In lacrime, e si pettina i capelli; Venne da lei il suo caro padre, "Che ti tormenta, Lizie Wan?" "Ho pena e tormento, padre," disse, 2 "E te ne dirò il motivo: Nel mio ventre ho un bambino Concepito con mio fratello." Ora Lizie Wan sta alla porta di suo padre, 3 E si pettina con grandi lamenti; Venne da lei il suo caro fratello, "Che ti tormenta, Lizie Wan?" "Ho pena e tormento, fratello," disse, 4 E te ne dirò il motivo: Nel mio ventre ho un bambino E sei tu che m’hai messa incinta. "E questo l’hai detto a tuo padre e a tua madre? 5 E perché non l’hai detto a me?" Ha preso la sua bella spada Che gli pendeva al ginocchio; La testa a Lizie Wan ha tagliato, 6 Ed il suo bel corpo in tre pezzi; È andato nelle stanze di sua madre Ed era assai rattristato. "Che ti tormenta, Geordy Wan? 7 Che ti fa correr tanto forte? Vedo dalla tua brutta cera Che devi aver fatto qualcosa di male." "Qualcosa di male, madre, 8 Ti prego di perdonarmi; Ho tagliato la testa al mio levriero, Non voleva correr per me." "Il suo sangue non è tanto rosso, 9 Figlio mio, Geordy Wan! Vedo dalla tua brutta cera Che devi aver fatto qualcosa di male." "Qualcosa di male, madre, 10 Ti prego di perdonarmi; Ho tagliato la testa a Lizie Wan Ed il suo bel corpo in tre pezzi." "Che cosa farai quando torna tuo padre, 11 Figlio mio, Geordy Wan?" "Metterò i piedi in una barca sfondata E nuoterò giù fino al fondo del mare." "Quando tornerai a casa, 12 Figlio mio, Geordy Wan?" "Il sole e la luna danzeranno sul prato La sera che tornerò a casa.

(200) JOHNNY FAA or THE GYPSY LADDIE Johnny Faa o Il Ragazzo Zingaro

Nel 1624 un capotribù gitano chiamato Johnny Faa (un nome assai comune fra gli zingari stanziati nelle isole Britanniche) fu giustiziato da alcuni ufficiali scozzesi per dei motivi rimasti oscuri; in ogni caso, non è mai stata stabilita alcuna relazione tra lo sventurato gitano -e tra nessun altro gitano- e la moglie di un conte di Cassilis. Nella ballata che qui presentiamo (da Scots Magazine, 80:309) il marito riesce a salvare la moglie dai suoi rapitori e fa impiccare Johnny Faa e i suoi complici; questa è la trama usuale delle versioni scozzesi, dove, fra l’altro, all’inizio la giovane (e, si presume, annoiata) sposa si fa "rapire" ben volentieri (malgrado sia vittima di un incantesimo), salvo poi pentirsi poco dopo, quando si accorge che la vita libera e vagabonda è in realta assai scomoda. Come è lecito attendersi, le versioni americane, pur mantenendo l’intreccio di fondo, differiscono in diversi punti; ad esempio, il lord scozzese diviene un landlord (proprietario terriero, latifondista), l’unico tipo di lord conosciuto dagli americani. La differenza principale è però il finale: in nessuna versione americana, infatti, gli zingari vengono puniti per il loro misfatto, ed anzi, in diverse versioni, la moglie addirittura si prende gioco del marito e si rifiuta di tornare con lui.

JOHNNY FAA, or THE GYPSY LADDIE

The gypsies they came to my Lord Cassilis’ yett 1 And O but they sang bonnie! They sang sae sweet and sae complete That down came our fair ladie. She came tripping down the stairs 2 And all her maids before her; As soon as they saw her weel-far’d face, They coost their glamourie owre her. She gave to them the good wheat bread 3 And they gave her the ginger; But she gave them a far better thing, The gold ring off her finger. "Will ye go with me, my hinny and my heart? 4 Will ye go with me, my dearie? And I will swear, by the staff of my spear, That your lord shall nae mair come near thee." "Gar take from me my silk manteel, 5 And bring to me a plaidie, For I will travel the world owre Along with the gypsie laddie. "I could sail the seas with my Jockie Faa, 6 I could sail the seas with my dearie; I could sail the seas with my Jockie Faa, And with pleasure could drown with my dearie." They wandred high, they wandred low, 7 They wandred late and early, Until they came to an old tenant’s barn And by this time she was weary. "Last night I lay in a weel-made bed, 8 And my noble lord beside me, And now I must ly in an old tenant’s barn And the black crew glowring owre me." "O hold your tongue, my hinny and my heart, 9 O hold your tongue, my dearie, For I will swear, by the moon and the stars, That thy lord shall nae mair come near thee." They wandred high, they wandred low, 10 They wandred late and early, Until they came to that wan water, And by this time she was wearie. "Aften have I rode that wan water, 11 And my lord Cassilis beside me, And now I must set in my white feet and wade, And carry the gypsie laddie." By and by came home this noble lord, 12 And asking for his ladie, The onie did cry, the other did reply, "She is gone with the gypsie laddie." "Go saddle to me the black", he says, 13 "The brown rides never so speedie, And I will neither eat nor drink Till I bring home my ladie." He wandred high, he wandred low, 14 He wandred late and early, Until he came to that wan water, And there he spied his ladie. "O wilt thou go home, my hinny and my heart, 15 O wilt thou go home, my dearie? And I’ll close thee in a close room, Where no man shall come near thee." "I will not go home, my hinny and my heart, 16 I will not go home, my dearie; If I have brewn good beer, I will drink of the same, And my lord shall nae mair come near me. "But I will swear, by the moon and the stars, 17 And the sun that shines so clearly, That I am as free of the gypsie gang As the hour my mother did bear me." They were fifteen valiant men, 18 Black, but very bonny, And they lost all their lives for one, The Earl of Cassilis’ ladie.

JOHNNY FAA, o IL RAGAZZO ZINGARO

Vennero gli zingari al castello di Lord Cassilis 1 E come cantavano bene! Cantavano in modo così armonioso The la bella Lady scese a sentirli. Scese giù per le scale 2 Preceduta da tutte le ancelle; Non appena videro il suo bel viso Le fecero un incantesimo. Lei diede loro del buon pane bianco, 3 E loro le diedero il ginger; Ma lei diede loro una cosa assai migliore, L’anello d’oro che portava al dito. "Verrai con me, mio dolcissimo amore? 4 Verrai con me, mia diletta? Ti giuro sull’elsa della mia spada Che tuo marito non verrà mai più da te." "Toglietemi il mio manto di seta, 5 E portatemi una semplice coperta, Ché io me ne andrò per il mondo Assieme al ragazzo zingaro. "Navigherei per il mare con il mio Johnny Faa, 6 Navigherei per il mare con il mio diletto; Navigherei per il mare con il mio Johnny Faa, E annegherei volentieri con il mio diletto." Vagarono per ogni dove, 7 Vagarono in ogni momento, Finché non giunsero ad una vecchia stalla E a quel punto lei era stanca. "Ieri notte dormivo in un letto ben fatto 8 Assieme al mio nobile marito, E ora devo dormire in una vecchia stalla Con le cornacchie che gracchiano sopra di me," "Stai zitta, mio dolcissimo amore, 9 Stai zitta, ti prego, mia diletta; Ti giuro sulla luna e le stelle Che tuo marito non verrà mai più da te." Vagarono per ogni dove, 10 Vagarono in ogni momento, Finché non giunsero a uno scuro fiume E a quel punto lei era stanca. "Ieri ho traversato a cavallo questo fiume scuro 11 Con il mio Lord Cassilis accanto a me, E ora devo entrarci dentro e guadarlo, Portandomi appresso il ragazzo zingaro." Il nobile Lord arrivò a casa 12 E chiese della sua Signora; Qualcuno piangeva, qualcun altro rispose: "Se nè andata via con il ragazzo zingaro." "Sellatemi quello nero", lui dice, 13 "Quello baio non galoppa così forte; Non toccherò ne cibo nè bevanda Finché non riporterò a casa la mia sposa." Vagò per ogni dove, 14 Vagò in ogni momento Finché non giunse a quel limpido fiume E là vide la sua sposa. "Vuoi tornare a casa, mio dolcissimo amore, 15 Vuoi tornare a casa, mia diletta? Ti chiuderò in una stanza serrata Dove nessun uomo ti verrà mai vicino." "Non tornerò a casa, mio dolcissimo amore, 16 Non tornerò a casa, mio diletto; Se ho fatto buona birra, ne voglio bere anch’io, Ed il mio Signore non verrà mai più vicino a me. "Ma ti giuro sulla luna e le stelle 17 E sul sole che splende sì chiaro, Che ora son libera dalla banda di zingari Come quando mia madre mi partorì." Eran quindici valenti uomini 18 Scuri di pelle, ma assai belli; Tutti persero la loro vita per una sola donna, La moglie del Conte di Cassilis.

(75) LORD LOVEL Lord Lovel

Il motivo monotono e ripetitivo che accompagna il testo della ballata ed il ritornello di tono assai poco drammatico sono non molto adatti ad una storia che vorrebbe essere tragica (e, forse, in origine lo era veramente). Lord Lovel, in effetti, non appartiene certamente al novero delle Child Ballads più belle, e l’abbiamo inserita nella nostra antologia solo come tipico esempio di come una composizione possa erodersi nel tempo fino ad assumere l’aspetto quasi di una farsa; certo, poche ballate appaiono un simile concentrato di luoghi comuni fatti apposta per essere presi in giro. Molti folksingers americani considerano in effetti Lord Lovel come una parodia del genere, e calcano la mano riempiendola di esagerazioni che ne fanno quasi una lying song comica. Esistono inoltre molte vere parodie della ballata; la più interessante è forse una versione nata nella Confederazione durante la prima fase della Guerra di Secessione, dove si deride Abramo Lincoln per i suoi iniziali insuccessi militari.

LORD LOVEL

Lord Lovel he stood at his castle gate, 1 Combing his milk-white steed: When up came lady Nancy Bell To wish her lovier good speed, speed, speed, Wishing her lovier good speed. "Where are you going, Lord Lovel?", she said, 2 "Oh, where are you going?", said she, "I’m going, my lady Nancy Bell, Strange countries for to see, see, see, Strange countries for to see." "When will you be back, Lord Lovel", she said, 3 "Oh, when will you be back?", said she; "In a year or two, or three at most, I’ll return to my fair Nancy, cy, cy, I’ll return to my fair Nancy." But he had not been gone a year and a day, 4 Strange countries for to see, When languishing thoughts came into his head, Lady Nancy Bell he would go see, see, see, Lady Nancy Bell he would go see. So he rode and rode on his milk-white horse, 5 Till he came to London town, And there he heard St. Pancras’s bells And the people all mourning round, round, round, And the people all mourning round. "O what is the matter?", Lord Lovel he said, 6 "O what is the matter?", said he; "A Lord’s lady is dead", whe woman replied, "And some call her lady Nancy, cy, cy, And some call her lady Nancy." So he ordered the grave to be open’d wide, 7 And the shroud to be turned down; And there he kiss’d her clay cold lips, Till the tears came trickling down, down, down, Till the tears came trickling down. Lady Nancy she died as it might to be day, 8 Lord Lovel he died on the morrow; Lady Nancy she died out of pure, pure grief, Lord Lovel he died out of sorrow, row, row, Lord Lovel he died out of sorrow. Lady Nancy was laid in St. Pancras’s church, 9 Lord Lovel was laid in the choir; And out of her bosom there grew a red rose, And out of her lovier’s a briar, riar, riar, And out of her lovier a briar. It grew, and it grew, to the church steeple top, 10 And then it could grow no higher; So there entwined in a true lovier’s knot For all true loviers to admire, ire, ire, For all true loviers to admire.

LORD LOVEL

Lord Lovel stava alle porte del castello 1 A strigliare il suo bianco cavallo, Quando arrivò Lady Nancy Bell Ad augurargli buona cavalcata, ata, ata, Ad augurargli buona cavalcata. "Dove state andando, Lord Lovel?", lei chiese, 2 "Oh, dove stai andando?", lei disse; "Sto andando, mia signora Nancy Bell A visitar paesi lontani, ani, ani, A visitar paesi lontani." "Quando tornerete, Lord Lovel?", chiese, 3 "Oh, quando tornerete?", lei disse; "Fra un anno o due, al massimo tre, Tornerò dalla mia bella Nancy, ancy, ancy, Tornerò dalla mia bella Nancy." Non eran passati che un anno e un giorno 4 Da quand’era in paesi lontani Che lo assaliron dei pensieri struggenti E da Lady Nancy lui volle tornare, are, are, Da Lady Nancy lui volle tornare. Cavalca e cavalca sul bianco destriero 5 E giunge infine alla città di Londra; Sentì le campane di San Pancrazio E tutta la gente che piangeva attorno, orno, orno, Tutta la gente che piangeva attorno. "Che cosa è successo?", chiedeva Lord Lovel, 6 "Che cosa è successo?", lui disse; "La donna d’un Lord è morta", disse una tizia, "Si chiama Lady Nancy, ancy, ancy, Si chiama Lady Nancy." Ordinò che la tomba fosse riaperta 7 E che fosse aperto il sudario; Baciò le sue labbra ch’eran ghiacce marmate E le lagrime gli scorsero giù, giù, giù, Le lagrime gli scorsero giù. Lady Nancy morì il giorno prima 8 E Lord Lovel la mattina dopo; Lady Nancy morì veramente di pena, Lord Lovel morì di dolore, ore, ore, Lord Lovel morì di dolore. Lady Nancy fu sepolta nella chiesa di S.Pancrazio, 9 Lord Lovel fu sepolto nel coro; Dal seno di lei crebbe una rosa rossa, Dal petto del suo amante un rovo, ovo, ovo, Dal petto del suo amante un rovo. E crebbe, crebbe fino al tetto della chiesa 10 Poi non poté crescere oltre; Allora s’unirono in un nodo d’amore Per l’ammirazione di tutti gli amanti, anti, anti, Per l’ammirazione di tutti gli amanti.


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