Al pari di Sir Patrick Spens e Bessy Bell and Mary Gray, è di solito difficile aprire un’antologia della letteratura inglese alla sezione "Ballate" senza trovarvi il Lord Randal. Questa ballata può avere avuto origine molto lontano dalle brughiere e dai lochs, e molto vicino a casa nostra. Il veleno, infatti, è un'arma assai strana nelle fiere ballate britanniche, dove ci si ammazza a colpi di spada; è un mezzo subdolo, "femminile" di uccidere e non a caso è stato sempre considerato, a livello popolare, proprio degli italiani. Oltre trecento anni fa venne trascritta per la prima volta una ballata popolare dell'Italia centrale, intitolata L'Avvelenato (o Il Testamento dell'Avvelenato), e confrontando la nostra versione del Randal con il testo dato da Alessandro d'Ancona, proveniente dalla zona di Castelluccio di Norcia, sui Monti Sibillini, al confine tra le provincie di Perugia e Ascoli Piceno ( in La Poesia Popolare Italiana, Livorno, 1906, vol. II, p. 126) non si può veramente fare a meno di pensare che la ballata scozzese non ne sia praticamente che una traduzione. Si confrontino, a mo' di esempio, le prime due strofe del Randal con il testo umbro-marchigiano:
Dôve si’ stâ jersira, figliuol mio caro, fiorito e gentil? Dôve si’ stâ jersira? Sô’ stâ dalla mia dama, signôra mama, mio core sta mal! Sô’ stâ dalla mia dama, Ohimè, ch'io moro, ohimè!
Inoltre, sia nella ballata scozzese che in quella italiana, viene servito lo stesso cibo avvelenato (eels fried in a pan nel Randal, quasi perfettamente corrispondenti alle anguillette arrosto delle versioni italiane). Saremmo dunque di fronte ad un esempio di come una ballata possa avere traversato tutta l'Europa, e certo può fare una certa impressione pensare che una canzone popolare concepita da qualche parte dei nostri Appennini centrali possa essere diventata, nel Settecento, una delle ballate preferite dai montanari scozzesi. Così è: il testo che qui presentiamo (da un manoscritto del 1710) risale a pochissimo tempo dopo il reperimento della ballata italiana, e mantiene il dialogo perfettamente inalterato, malgrado la massa di varianti esistenti. Esiste comunque un’altra ipotesi sull’origine della ballata, che la vorrebbe far risalire alle vicende di Ranulf, conte di Chester (menzionate dal contadino Sloth nel Piers Plowman di William Langland assieme alle rhymes of Robin Hood). Alcune versioni mancano del testamento del cacciatore moribondo, ma i lasciti sono dei più svariati. Lord Randal, essendo tra le ballate più note, seguì nel Nuovo Mondo i primi colonizzatori scozzesi che vi si stabilirono (verrebbe voglia di dire: dagli Appennini agli Appalachi...): qui, alla perfida avvelenatrice spettano di solito il "fuoco infernale" e lo "zolfo... per bruciar le sue ossa fino a carbonizzarle" (Cox, p. 26), ma si ha anche il caso di un Lord Randal della Carolina del Sud (Smith, p. 102) che sbotta appassionatamente (in modo tipicamente yankee, diremmo):
Le lascio un barile di polvere Per farla saltare in aria!
La vittima ha comunque molti nomi differenti: Laird (= Lord) Rowland (Scozia), Reynolds, Tyranty (New England), Diranty, Duranty, per arrivare ad un Durango dell'Oklahoma, che ci ricorda certo più il Messico che le montagne scozzesi. In Virginia diventa Johnny Randolph (con un cognome abbastanza simile all'originale; ma la sequenza r-n o -ran- è presente in tutte le varianti del nome), mentre nella Carolina del Sud, persosi il nome, è rimasta comunque una sorta di coscienza dell'origine ed il protagonista diventa McDonald. Come è ovvio, in America il titolo nobiliare è di solito omesso.
LORD RANDAL
"O where ha you been, Lord Randal, my son? 1 An where ha you been, my handsome young man?" "I ha been at the greenwood; mother, mak my bed soon For I'm wearied wi' hunting, an fain wad lie down." "An wha met ye there, Lord Randal, my son? 2 An wha met you there, my handsome young man?" "O I met wi my true-love; mother, mak my bed soon, For I'm wearied wi' hunting, an fain wad lie down." "An what did she give you, Lord Randal, my son? 3 An what did she give you, my handsome young man?" "Eels fried in a pan; mother, mak my bed soon, For I'm wearied wi' hunting, an fain wad lie down." "An wha gat your leavins, Lord Randal, my son? 4 An wha gat your leavins, my handsome young man?" "My hawkes and my hounds; mother, mak my bed soon, For I'm wearied wi' hunting an fain wad lie down." "An what becam of them, Lord Randal, my son? 5 An what becam of them, my handsome young man?" "They stretched their legs and dy'd; mother, mak my bed soon, For I'm wearied wi' hunting, an fain wad lie down." "O I fear you are poison'd, Lord Randal, my son! 6 O, I fear you are poison'd, my handsome young man!" "O yes, I am poison'd; mother, mak my bed soon, For I am sick at the heart, and I fain wad lie down." "What d'ye leive to your mother, Lord Randal, my son? 7 What d'you leive to your mother, my handsome young man?" "Four and twenty milk kye; mother, mak my bed soon, For I am sick at the heart, and I fain wad lie down." "What d'ye leive to your sister, Lord Randal, my son? 8 What d'ye leive to your sister, my handsome young man?" "My gowd and my siller; mother, mak my bed soon, For I am sick at the heart, and I fain wad lie down." "What d'ye leive to your brother, Lord Randal, my son? 9 What d'ye leive to your brother, my handsome young man?" "My houses and my lans; mother, mak my bed soon, For I'm sick at the heart, and I fain wad lie down." "What d'ye leive to your true-love, Lord Randal, my son? 10 What d'ye leive to your true-love, my handsome young man?" "I leive her hell and fire; mother, mak my bed soon, For I'm sick at the heart, and I fain wad lie down."
LORD RANDAL
"Dove sei stato, Lord Randal, figlio mio? 1 Dove sei stato, mio bel giovanotto?" "Nella foresta, mamma; presto, fammi il letto, Ché son stanco della caccia e mi voglio sdraiare." "E chi ci hai incontrato, Lord Randal, figlio mio? 2 Chi ci hai incontrato, mio bel giovanotto?" "La mia innamorata, mamma; presto, fammi il letto, Ché son stanco della caccia e mi voglio sdraiare." "E cosa ti ha dato, Lord Randal, figlio mio? 3 E cosa ti ha dato, mio bel giovanotto?" "Anguille fritte in padella, mamma; presto, fammi il letto, Ché son stanco della caccia e mi voglio sdraiare." "E a chi hai dato gli avanzi, Lord Randal, figlio mio? 4 A chi hai dato gli avanzi, mio bel giovanotto?" "Ai falconi ed ai cani, mamma; presto, fammi il letto, Ché son stanco della caccia e mi voglio sdraiare." "E che cosa ne è stato, Lord Randal, figlio mio? 5 Che cosa nè è stato, mio bel giovanotto?" "Han stirato le zampe e son morti; presto, fammi il letto, Ché son stanco della caccia e mi voglio sdraiare." "Ho paura che tu sia avvelenato, Lord Randal, figlio mio! 6 Oh, che tu sia avvelenato, mio bel giovanotto!" "Sì che m'hanno avvelenato, mamma; presto, fammi il letto, Ché il mio cuore è malato e mi voglio sdraiare." "E che lasci a tua madre, Lord Randal, figlio mio? 7 Che lasci a tua madre, mio bel giovanotto?" "Ventiquattro mucche, mamma; presto, fammi il letto, Ché il mio cuore è malato e mi voglio sdraiare." "E che lasci a tua sorella, Lord Randal, figlio mio? 8 Che lasci a tua sorella, mio bel giovanotto?" "Il mio oro e l'argento, mamma; presto, fammi il letto, Ché il mio cuore è malato e mi voglio sdraiare." "E che lasci a tuo fratello, Lord Randal, figlio mio? 9 Che lasci a tuo fratello, mio bel giovanotto?" "Le mie case e la terra, mamma; presto, fammi il letto, Ché il mio cuore è malato e mi voglio sdraiare." "E che lascia alla tua innamorata, Lord Randal, figlio mio? 10 Che lasci alla tua innamorata, mio bel giovanotto?" "Il fuoco infernale, mamma; presto, fammi il letto, Ché il mio cuore è malato e mi voglio sdraiare."
(81) LITTLE MUSGRAVE AND THE LADY BARNARD or MATTY GROVES Il Piccolo Musgrave e Lady Barnard o Matty Groves
Come è ovvio, l'adulterio è uno degli argomenti preferiti dai cantori di ballate (non solo britanniche), e quindi siamo spesso di fronte a mogli infedeli, delatori (quasi sempre dei perfidi paggi) e mariti che tornano a casa troppo presto. Ne risultano naturalmente delle spaventose tragedie da rotocalco, e la nostra Little Musgrave ne è uno dei migliori -e più antichi- esempi. Una strofa della ballata è citata nel Knight of the Burning Pestle di Beaumont e Fletcher (1611), ma la prima copia intera pervenutaci è del 1658 (il nostro testo). Le numerose versioni posteriori, inglesi e scozzesi, ne differiscono solo per dettagli, anche se importanti. Nella nostra versione, il piccolo Musgrave è destato dal sonno dal corno di Lord Barnard; in un foglio pepysiano è invece un suo amico, che milita tra gli uomini di Barnard, che dà l'inascoltato segnale:
But one of the men, that Mousgrove did love, And respected his friendship most deare, To give him knowledge Lord Barnet was neere Did winde his bugle most cleere.
Sebbene usualmente il piccolo Musgrave affronti Lord Barnard con coraggio, quasi irridendolo, alcune versioni ce lo presentano invece inaspettatamente vigliacco: scoperto sul fatto, egli arriva a maledire la sua disperata amante. Il massacro di Lady Barnard è di solito meno crudele che nella nostra ballata (spesso addirittura assente), ma in alcuni testi scozzesi è addirittura incinta (di Barnard), e si ha quindi una scena decisamente splatter:
I'm not sae wae for my lady, For she lies cauld and dead; But I'm richt wae for my young son Lies sprawling in her blood.
Sebbene la ballata fosse nota ai recenti immigrati scozzesi in Canada, in questo secolo essa è virtualmente scomparsa dalle Isole Britanniche. Restano invece vive le versioni americane, rigorosamente ancora ambientate in Scozia o in Inghilterra e di solito molto dettagliate riguardo al motivo dell'assenza di Lord Barnard (è andato a Londra per visitare od assistere all'incoronazione del Re). Il piccolo Musgrave del Nuovo Mondo si chiama Matty Groves, nome chiaramente ripreso dall'originale, mentre il Lord e la Lady mutano il loro casato in vari modi (Arlen, Arnold, Banner, Daniel). Una bella versione di Matty Groves è stata incisa da Joan Baez (The Joan Baez Ballad Book, II), ed è giustamente nota per il suo andamento ricco di pathos, sottolineato dall'accompagnamento musicale (per la discussione sulla tradizione americana, sia per il testo che per la musica, v. Barry, pp. 150-194). Testo: Wit Restor'd, 1658, p. 174.
LITTLE MUSGRAVE AND THE LADY BARNARD
As it fell one holy-day - 1 Hay downe As many be in the yeare When young men and maids together did goe Their mattins and masses to heare, Little Musgrave came to the church-dore, 2 The priest was at private masse; But he had more minde of the faire women Then he had of our lady's grace. The one of them was clad in greene, 3 Another was clad in pall; And then came in Lord Barnard's wife, The fairest amonst them all. She cast an eye on Little Musgrave, 4 As bright as the summer sun; And then bethought this Little Musgrave, This lady's heart have I woonn. Quoth she, "I have loved thee, Little Musgrave, 5 Full long and many a day;" "So have I loved you, fair Lady, Yet never a word durste I say." "I have a bower at Buckelsfordbery, 6 Full daintyly it is deight; If thou wilt wend thither, thou Little Musgrave, Thous lig in mine armes all night." Quoth he, "I thank thee, faire Lady, 7 This kindenesse thou showest to mee; But whether it be to my veal or woe, This night I will lig with thee." With that he herde, a little tynë page, 8 By his ladye's coach as he ran: "All though I am my ladye's foot-page, Yet I am Lord Barnard's man. "My Lord Barnard shall knowe of this, 9 Whether I sink or swime;" And ever where the bridges were broake He laid him downe to swimme. "A sleepe or wake, thou Lord Barnard, 10 As thou art a man of life, For Little Musgrave is at Bucklesfordbery A bed with thy own wedded wife." "If this be true, thou little tinny page, 11 This thing thou tellest to me, Then all the land in Bucklesfordbery I freely will give to thee. "But if it be a ly, thou little tinny page, 12 This thing thou tellest to me, On the hyest tree in Bucklesfordbery Then hanged shalt thou be." He called up his merry men all: 13 "Come saddle me my steed; This night I must to Bucklesfordbery, For I never had greater need." And some of them whistld, and some of them sung, 14 And some these words did say, And ever when my Lord Barnard's horn blew, "Away, Musgrave, away!" "Methinks I hear the thresel-cock, 15 Methinks I hear the jaye; Methinks I hear my Lord Barnard And I would I were away." "Lye still, lye still, thou Little Musgrave, 16 And huggell me from the cold; 'tis nothing but a shephard's boy A driving his sheep to the fold. "Is not thy hawke upon a perch? 17 Thy steed eats oats and hay; And thou a fair lady in thine arms, And wouldst thou bee away?" With that my Lord Barnard came to the dore, 18 And lit a stone upon; He plucked out three silver keys, And he opened the dores each one. He lifted up the coverlett, 19 He lifted up the sheet: "How now, how now, thou Littell Musgrave, Doest thou find my lady sweet?" "I find her sweet", quoth Little Musgrave, 20 "The more 'tis to my paine; I would gladly give three hundred pounds That I were on yonder plaine." "Arise, arise, thou Littell Musgrave, 21 And put they clothës on; It shall nere be said in my country I have killed a naked man. "I have two swords in one scabberd, 22 Full deere the coste my purse; And thou shalt have the best of them, And I will have the worse." The first stroke that Little Musgrave stroke, 23 He hurt Lord Barnard sore; The next stroke that Lord Barnard stroke, Little Musgrave nere struck more. With that bespake this faire lady. 24 In bed whereas she lay: "Although thou'rt dead, thou Little Musgrave, Yet I for thee will pray. "And wish well to thy soule will I, 25 So long as I have life; So will I not for thee, Barnard, Although I am thy wedded wife." Het cut her paps from off her brest; 26 Great pitty it was to see That some drops of this ladie's heart blood Ran trickling down her knee. "Woe worth you, woe worth, my mery men all, 27 You were not borne for my good; Why did you not offer to stay my hand, When you see me wax so wood? "For I have slaine the bravest sir knight 28 That ever rode on a steed; So have I done the fairest lady That ever did woman's deed. "A grave, a grave", Lord Barnard cryd, 29 "To put these lovers in; But lay my lady on the upper hand, For she came of the better kin."
IL PICCOLO MUSGRAVE E LADY BARNARD
Accadde in un giorno di festa - 1 Giù il fieno Come ce ne son tanti in un anno, Quando giovani e ragazze vanno insieme A sentir messe e mattutini. Il piccolo Musgrave arrivò alla chiesa, 2 Il prete diceva una messa privata; Ma aveva più testa per le belle ragazze Che per la grazia della Madonna. Una di loro aveva un vestito verde, 3 Un'altra un vestito bianco; Poi giunse la moglie di Lord Barnard, Di tutte certo la più bella. Lanciò uno sguardo al piccolo Musgrave 4 Splendente come il sole d'estate, E pensò allora il piccolo Musgrave D'averle conquistato il cuore. Lei disse, "Ti amo, piccolo Musgrave, 5 Oramai da tanti giorni;" "Anch'io ti amo, signora, Ma non ho mai osato dirti nulla." "Ho un castello a Bucklesfordbery, 6 Che è pieno di belle cose; Se ci vuoi venire, piccolo Musgrave, Starai tutta la notte fra le mie braccia." Lui disse, "Ti ringrazio, bella signora, 7 Per la cortesia che mi stai usando; Anche se ne avrò danno e rovina Questa notte giacerò con te." Ma quando un paggetto udì queste cose 8 Saltò sulla carrozza della signora: "Sebbene io sia il paggio della lady Sono anche un uomo di Lord Barnard. "Il mio Lord Barnard lo deve sapere 9 Anche se dovrò nuotare o annegare;" Ed anche dove i ponti eran rotti Lui si gettò in acqua e nuotò. "Dormi o sei sveglio, Lord Barnard? 10 Svegliati, se sei un uomo ardito, Ché il piccolo Musgrave è a Bucklesfordbery A letto con la tua sposa." "Se questo è vero, mio piccolo paggio, 11 Se è vera la cosa che mi stai dicendo Allora ti darò volentieri Tutte le terre di Bucklesfordbery. "Ma se dici il falso, mio piccolo paggio, 12 Se è falsa la cosa che mi stai dicendo, Allorà ti farò impiccare Al più alto albero di Bucklesfordbery." Lui chiamò tutti i suoi uomini: 13 "Sellatemi, presto, il cavallo! Stanotte devo andare a Bucklesfordbery, Mai ne ho avuto bisogno più grande." Alcuni fischiavano ed altri cantavano, 14 E qualcuno disse queste parole Anche quando suonò il corno di Lord Barnard: "Scappa, Musgrave, scappa!" "Credo d'avere sentito il tordo, 15 Credo d'aver sentito la ghiandaia; Credo d'aver sentito Lord Barnard E me ne vorrei andare via." "Stai calmo, stai calmo, piccolo Musgrave, 16 E proteggimi dal freddo; È solamente un pastorello Che guida le pecore al pascolo. "Non hai il falcone sulla staffa, 17 E il cavallo a mangiare fieno e avena? Non ha una bella donna tra le braccia, Dunque, vorresti andare via?" Ma Lord Barnard arrivò alla porta 18 E vi gettò davanti un sasso; Prese tre chiavi d'argento Ed aprì tutte e tre le porte. Tirò via il copriletto, 19 Tirò via le lenzuola: "Allora, allora, mio piccolo Musgrave, Trovi bella la mia signora?" "La trovo bella", disse il piccolo Musgrave, 20 "Ed è per questo che sono ancor più triste; Darei volentieri trecento ghinee Per essere giù in quei campi." "Alzati, alzati, piccolo Musgrave, 21 Su, rimettiti i vestiti; Nel mio paese non sarà mai detto Che ho ucciso un uomo nudo. "Ho tre spade nel fodero, 22 Che tanto mi sono costate; E tu avrai la migliore, Mentre io prenderò la peggiore." Il primo colpo dato dal piccolo Musgrave 23 Ferì seriamente Lord Barnard; Ma il secondo colpo lo diede Lord Barnard E il piccolo Musgrave non colpì più. Allora parlò la bella signora, 24 Nel letto dove giaceva: "Anche se sei morto, piccolo Musgrave, Io voglio pregare per te. "Ed alla tua anima auguro ogni bene 25 Per tutto il tempio che io vivrò; Ma alla tua, no, non l'auguro, Lord Barnard, Anche se sono la tua legittima sposa." Lui con un colpo le tagliò le mammelle 26 E fu veramente una grande sventura Veder gocce di sangue di quella dama Colarle giù fino alle ginocchia. "Disgraziati voi tutti, miei uomini, 27 Non siete nati per il mio bene; Perché non avete fermato la mia mano Quando m'avete visto impazzire? "Ho ucciso il più valente cavaliere 28 Che mai sia salito a cavallo; Ed anche la più bella donna Che mai sia stata partorita. "Una tomba, una tomba", gridò Lord Barnard, 29 "Per seppellire questi due amanti; Ma stendete sopra la mia sposa Perché era nata da miglior casato."
(93) LAMKIN Lambertuccio
Il nome, o soprannome, dello spietato muratore può un tempo avere avuto grande importanza nella ballata, dato che è chiaro (strofe 8-11) che il protagonista ne è assai infastidito fin dal momento del suo arrivo al castello di Lord Wearie. Era dunque, fino alla sua collera finale, un "agnellino" (ingl. lambkin), un ometto timido di cui tutti si prendevano gioco? Se fosse così, l'uso continuo del termine aggiungerebbe un pizzico di tragica ironia a tutta la storia. Ma, purtroppo per tale teoria, in parecchie delle migliori versioni Lord Wearie mette in guardia sua moglie dalla malvagità del muratore. Assai più verosimile è l'ipotesi che Lamkin sia il diminutivo fiammingo di Lambert (nederlandese Lamkijn, Lambkijn), cioè "Lambertuccio", il nome con cui veniva deriso (evidentemente per la sua bassa statura) uno dei numerosi lavoratori provenienti dalle Fiandre che, nel Medioevo, arrivavano in Scozia e in Inghilterra per costruire castelli ed altri edifici (v. JFDS, 1:7). La grande cura di Lambertuccio nel raccogliere il sangue di Lady Wearie in una bacinella d'argento ci ricorda Sir Hugh; qui, però, non si tratta di usare il sangue come rimedio o come filtro per riti magici, bensì di evitare che del sangue aristocratico coli per il pavimento, un'indegnità punita con l'anima trasportata all'inferno in un fiume di sangue. Il recipiente per tale sangue è tradizionalmente d'argento, cfr. Cock Robin:
"Who caught his blood?", "I", said the fish, "In my little silver dish I caught his blood".
La ballata è stata udita sporadicamente, anche in tempi piuttosto recenti, in Scozia, in Inghilterra, sull'isola di Terranova, nel New England, negli Stati del Sud e nel Middle West. Il motivo del terribile delitto resta sempre lo stesso, tranne che in una corrotta versione della Virginia (Davis, p. 357) nella quale si accenna ad un'oramai conclusa relazione amorosa tra Lambertuccio e Lady Wearie. Testo: Jamieson, I, 176. Lamkin è cantata tradizionalmente da un uomo (che interpreta il narratore, Lamkin e Lord Wearie) e da una donna (che interpreta la balia e Lady Wearie) su di un'aria molto grave e suggestiva drammatizzata in alcune strofe da un fiddle, sicuramente una delle più belle dell'intero corpus Childiano.
LAMKIN
It's Lamkin was a mason good as ere built wi’ stane; 1 He built Lord Wearie's castle, but payment got he nane. "O pay me, Lord Wearie, come, pay me my fee", 2 "I canna pay you, Lamkin, for I maun gang o'er the sea." "O pay me now, Lord Wearie, come, pay me out o’ hand", 3 "I canna pay you, Lamkin, unless I sell my land." "O gin ye winna pay me, I here sall mak a vow, 4 Before that ye come hame again, ye sall ha’e cause to rue." Lord Wearie's got a bonny ship to sail the saut sea faem; 5 Bade his ladie weel the castle keep, ay till he should come hame. But the nourice was a fause limmer as e’er hung on a tree; 6 She laid a plot wi' Lamkin, whan her lord was o’er the sea. She laid a plot wi' Lamkin, whan the servants were awa', 7 Loot him in at a little shot-window an brought him to the ha'. "O where's a' the men o' this house, that ca' me Lamkin?" 8 "They're at the barn-well thrashing; 'twill be lang ere they come in." "O whare's the women o' this house, that ca' me Lamkin?" 9 "They're at the far well washing; 'twill be night or they come hame." "An whare's the bairns o' this house, that ca' me Lamkin?" 10 "They're at the school reading; 'twill be night or they come hame." "O whare's the lady o' this house, that ca’s me Lamkin?" 11 "Shee's up in her bower sewing, but we soon can bring her down." Then Lamkin's tane a sharp knife that hang down by his gaire, 12 An he has gi’en the bonny babe a deep wound and a sair. Then Lamkin he rocked, and the fause nourice sang, 13 Till frae ilka bore o' the cradle the red blood outsprang. Then out it spak the lady, as she stood on the stair: 14 "What ails my bairn, nourice, that he's greeting sae sair?" "O still my bairn, nourice, o still him wi' the pap!" 15 "He winna still, lady, for this nor for that." "O still my bairn, nourice, o still him wi' the wand!" 16 "He winna still, lady, for a' his father's land." "O still my bairn, nourice, o still him wi' the bell!" 17 "He winna still, lady, till ye come down yoursel." O, the firsten step she steppit, shee steppit on a stane; 18 Bit the neisten step she steppit, she met him Lamkin. "O mercy, mercy, Lamkin, hae mercy upon me! 19 Tho you've ta’en my young son's life, ye may let mysel be." "O sall I kill her, nourice, or sall I let her be?" 20 "O kill her, kill her, Lamkin, for shee's ne’er was good to me." "O scour the bason, nourice, an mak it fair an clean, 21 For to keep this lady's heart's blood, for she's come o' noble kin." "There need nae bason, Lamkin, lat it run through the floor; 22 What better is the hart's blood o' the rich than o' the poor?" But ere three months were at an end, Lord Wearie came again; 23 But dowie, dowie was his heart when first he came hame. "O wha's blood is this?", he says, "that lies in my chamer?" 24 "It is your lady's heart's bluid; 'tis as clear as the lamer." "An wha's blood is this", he says, "that lies in my ha'?" 25 "It is your young son's heart's blood; 'tis the cleirest ava. " O sweetly sang the blackbird that sat upon the tree; 26 But sairer grat Lamkin, whan he was condemned to die. An bonie sang the mavis, out o' the thorny brake; 27 Bit sairer grat the nourice, when she was tied to the stake.
LAMBERTUCCIO
Lambertuccio era un bravo muratore, come nessuno sapeva lavorare; 1 Costruì il castello di Lord Wearie, ma lui non lo pagò. "Pagami, Lord Wearie, pagami ciò che mi è dovuto", 2 "Non posso pagarti, Lambertuccio, che devo andar per mare." "Pagami ora, Lord Wearie, pagami della tua mano", 3 "Non posso pagarti, Lambertuccio, se non vendo le mie terre." "Se tu non vuoi pagarmi, qui, adesso, faccio un voto: 4 Prima del tuo ritorno, io sarò la tua rovina." Lord Wearie ha una bella nave per solcar la spuma del mare; 5 Disse alla sua signora di badare al castello fino al suo ritorno. Ma la balia era una strega come mai avevan penduto da un albero; 6 Fece una tresca con Lambertuccio quando il padrone era per mare. Fece una tresca con Lambertuccio quando la servitù non c'era, 7 Lo fece entrare da una postierla e lo portò nel castello. "Dove sono gli uomini di casa, che mi chiamano Lambertuccio?" 8 "Sono a sarchiare il grano, e non torneranno presto." "E dove sono le donne di casa, che mi chiamano Lambertuccio?" 9 "Sono lontano a lavare, e prima di sera non torneranno." "E dove sono i bambini di casa, che mi chiamano Lambertuccio?" 10 "Sono a scuola a studiare, e prima di sera non torneranno." "E dov'è la padrona di casa, che mi chiama Lambertuccio?" 11 "È a cucire nella sua stanza, presto la faremo scender giù." Lambertuccio prese un coltello affilato che teneva al ginocchio, 12 Ha tirato una coltellata a quel bel bambino e l'ha ferito. Lambertuccio lo cullava, la falsa balia cantava, 13 Finché il rosso sangue non sgorgò da ogni fessura della culla. Allora esclamò la signora, mentre stava sulle scale. 14 "Cos'ha mio figlio, balia, che piange così forte? "Calma il bamnino, balia, calmalo con la poppa!" 15 "Non si calmerà, signora, per nessuna cosa al mondo." "Calma il bambino, balia, calmalo con la bacchetta!" 16 "Non si calmerà, signora, per tutte le terre di suo padre." "Calma il bambino, balia, calmalo col campanellino!" 17 "Non si calmerà, signora, finché tu non verrai giù." Il primo passo che fece, lo fece sul pavimento; 18 Il secondo passo che fece, s'imbattè in Lambertuccio. "Pietà, pietà, Lambertuccio! Abbi pietà di me! 19 Anche se hai ucciso mio figlio, lascia vivere me." "La devo uccidere, balia, o la devo risparmiare?" 20 "Uccidila, Lambertuccio, non mi ha mai trattato bene." "Lava il bacile, balia, puliscilo e fallo lucido, 21 Per tenerci il sangue della bella signora, che è di nobile casato." "Non ce n'è bisogno, Lambertuccio, fallo colare per terra; 22 C'è forse differenza tra il sangue dei ricchi e dei poveri?" E dopo tre mesi infine Lord Wearie tornò a casa; 23 Triste, triste era il suo cuore quando a casa ritornò. "Di chi è questo sangue", chiede, "che c'è nella sua camera?" 24 "È il sangue di tua moglie, che è chiaro come l'ambra." "E di chi è questo sangue", chiede, "che c'è nella mia sala?" 25 "È il sangue di tuo figlio, ed è il più chiaro di tutti." E dolce cantava il merlo che se ne stava sull'albero; 26 Ma amaro piangeva Lambertuccio, quando fu messo alla forca. E dolce cantava il tordo fuori dal cespuglio di spine; 27 Ma amaro piangeva la balia quando fu messa al rogo.
La ricerca della Mary Hamilton storica si è rivelata appassionante, ma non ha portato ad alcun risultato concreto. Esisteva in effetti un gruppo di ancelle di Maria Stuarda, chiamato popolarmente "Le quattro Marie", ma non ne faceva parte alcuna Mary Hamilton. Il suo delitto ed il suo castigo, tuttavia, sembrano ricalcare uno scandalo avvenuto durante il regno di Maria Stuarda, che coinvolse una servitrice francese giustiziata per aver ucciso suo figlio appena nato. Non fu Darnley, il principe consorte (ovvero "il più nobile di tutti gli Stuart"), bensì il farmacista di corte (ovvero il capo della servitù) ad essere complice della francese, sia nell'amore che nel crimine. Il fatto accadde nel 1563. Nel 1719 una bella damigella d'onore alla corte di Pietro il Grande, scozzese di nascita e chiamata appunto Mary Hamilton, fu decapitata per infanticidio. Altre circostanze di questo fatto, oltre al nome, si rispecchiano nella ballata: ad esempio, la ragazza si rifiutò di salire sul patibolo vestita in modo sobrio. Il suo amante, poi, era anch'egli un nobile cortigiano. Saremmo tentati di considerare la ballata nient'altro che una rielaborazione degli avvenimenti russi del 1719, se non fosse per il non trascurabile fatto che essa era già stata udita in Scozia ben prima di quell'anno. Tale versione attribuiva probabilmente il delitto alla servitrice francese ad una delle "quattro Marie"; forse qui può aver giocato anche il fatto che, in Scozia, il termine mary indica genericamente una servitrice o una dama di compagnia. In effetti, esiste una versione di Mary Hamilton (Child, IV, 509) in cui la ragazza è chiamata semplicemente Marie ed il suo amante è un "erborista", ovvero il farmacista di corte degli annali criminali. Verosimilmente, le notizie provenienti da San Pietroburgo e l'intrepido comportamento dell'autentica Mary Hamilton sul patibolo della lontana Russia "catturarono" talmente l'immaginazione degli scozzesi, che l'antica ballata fu rimessa in auge ed adattata alla nuova eroina. Il Ballad Book di Cecil K. Sharpe (1823, p. 18) contiene il testo che qui presentiamo. Una versione più tarda della ballata, consistente nel solo "ultimo discorso" sul patibolo, è una delle più note Last Goodnight Ballads. L'aria autentica è stata conservata da Greig, p. 109, ed è stata naturalmente utilizzata da Joan Baez per la sua versione (in The Joan Baez Ballad Book, II) nonché ripresa da Angelo Branduardi per il suo adattamento italiano (intitolato "Ninna Nanna"), nella quale però il nome della protagonista non è menzionato.
MARY HAMILTON
Word's gane to the kitchen, 1 And word's gane to the ha’ That Mary Hamilton gangs wi bairn To the hichest Stewart of a’. He's courted her in the kitchen, 2 He's courted her in the ha’, He's courted her in the laigh cellar And that was warst of a’! She's tyed it in her apron 3 And she's thrown it in the sea; Says, "Sink ye, swim ye, bonny wee babe! You’l ne’er get mair o’ me." Down then cam the auld queen, 4 Goud tassels tying her hair: "O Marie, where's the bonny wee babe That I heard greet sae sair?" "There was never a babe intill my room, 5 As little designs to be; It was but a touch o my sair side Come o'er my fair bodie." "O Marie, put on your robes o’ black, 6 Or else your robes o’ brown, For ye maun gang wi’ me the night To see fair Edinbro’ town." "I winna put on my robes o’ black, 7 Nor yet my robes o’ brown, But I’ll put on my robes o’ white To shine through Edinbro’ town." When she gaed up the Cannogate, 8 She laugh'd loud laughters three; But whan she cam down the Cannogate The tear blinded her ee. When she gaed up the Parliament stair, 9 The heel cam aff her shee; And lang or she cam down again She was condemned to dee. Whan she cam down the Cannogate, 10 The Cannogate sae free, Many a ladie look'd o'er her window Weeping for this ladie. "Ye need nae weep for me", she says, 11 "Ye need nae weep for me; For had I not slain mine own sweet babe, This death I wadna dee. "Bring me a bottle of wine", she says, 12 "The best that e'er ye hae, That I may drink to my weil-wishers, An they may drink to me. "Here's a health to the jolly sailors, 13 That sail upon the main; Let them never let on to my father and mother, But what I'm coming hame. "Here's a health to the jolly sailors, 14 That sail upon the sea; Let them never let on to my father an mother That I cam here to dee. "O little did my mother think 15 The day she cradled me, What lans I was to travel through, What death I was to dee. "O little did my father think, 16 The day he held up me, What lands I was to travel through, What death I was to dee. "Last night I wash'd the queen's feet, 17 An gently laid her down; And a’ the thanks I’ve gotten the night, To be hang’d in Edinbro’ town. "Last nicht there was four Maries, 18 The nicht there'l bee bit three; There was Marie Seton, an Marie Beton, And Marie Carmichael, and me."
MARY HAMILTON
La voce è passata in cucina, 1 La voce è passata in sale Che Mary Hamilton aspetta un figlio Dal più nobile degli Stuart. L'ha corteggiata in cucina, 2 L'ha corteggiata in sala; Ma poi l'ha corteggiata in cantina Ed è la peggior cosa di tutte! L'ha avvolto nel suo grembiule 3 E poi l'ha gettato in mare Dicendo, "Nuota o annega, bel bambino! Di me non saprai più niente." Allora scese la Regina madre 4 Con l'oro intrecciato nei capelli: "Mary, dov'è il bel bambino Che ho udito pianger così forte?" "Non c'era nessun bimbo nella stanza, 5 E non ce ne saranno mai; Era solo un dolore al fianco Che ha colpito il mio bel corpo." "Mary, mettiti il vestito nero 6 Oppure il vestito marrone; Stasera dobbiamo andare A visitar la bella Edimburgo." "Non mi metterò il vestito nero 7 E neanche quello marrone; Mi metterò il vestito bianco Per esser splendida a Edimburgo." Quando salì sul Cannogate 8 Rise forte tre volte, Ma quando scese dal Cannogate Le si empiron gli occhi di pianto. Quando salì lo scalone del Parlamento 9 La scarpa le uscì dal calcagno; E quando ne ridiscese Fu condannata a morte. Quando scese del Cannogate, 10 Il Cannogate così vivace, Molte dame guardavano alla sua finestra In lacrime per quella signora. "Non piangete per me", disse, 11 "Non dovete piangere per me; Se non avessi ucciso il mio bel bambino Non sarei dovuta morire così. "Portatemi una bottiglia di vino", disse, 12 "La migliore bottiglia che avete, Per bere alla salute dei miei carnefici E perché loro possan bere alla mia. "Un brindisi per i bravi marinai 13 Che navigano per l'oceano; Non dite a mio padre e a mia madre Che a casa io non tornerò. "Un brindisi per i bravi marinai 14 Che navigano per l'oceano; Non dite a mio padre e a mia madre Che qua son venuta a morire. "Certo non pensava mia madre 15 Quando mi dondolava nella culla Alle terre che avrei attraversato Ed alla morte che mi sarebbe toccata. "E certo non pensava mio padre 16 Quando mi prendeva in collo Alle terre che avrei attraversato Ed alla morte che mi sarebbe toccata. "Ieri sera lavavo i piedi alla Regina, 17 E dolcemente la mettevo a letto; E la ricompensa che ne ho avuto stasera È d'essere impiccata a Edimburgo! "Ieri sera c'erano quattro Mary, 18 Stasera non ce ne saranno che tre; C'era Mary Seton e Mary Beton, E Mary Carmichael, ed io."
(16) SHEATH AND KNIFE Fodero e Coltello
L’incesto, un tema ballatistico non infrequente e generalmente considerato antichissimo (a partire da Edipo e Giocasta), è visto dalla gente come un crimine talmente ignominioso ed orrendo da dover essere punito in modo altrettanto atroce; nonostante ciò, coloro che lo commettono accidentalmente (ad esempio, per non saper affatto che la persona con la quale si giacciono è in realtà dello stesso sangue) sono trattati con simpatia e grande comprensione. Persino il terrificante peccatore di una ballata (Child,II,16), che confessa di avere avuto due bambini da sua madre e cinque da sua sorella, è salvato miracolosamente dalla Madonna. In tutto questo ci dev’essere stato un fondo di (terribile) realtà, dato che tali fatti non sono purtroppo infrequenti neanche nel mondo moderno, e non solo nelle comunità più arretrate. Il "fodero e il coltello" della nostra ballata (da Motherwell, Minstrelsy, p. 286) sembrano avere solo la funzione esoterica di simboleggiare una madre che ha partorito un bambino morto, ma alcuni vi hanno visto degli (ovvi) riferimenti sessuali. Nonostante il tema assai ostico, perché in questa ballata l’incesto non è affatto accidentale e, anzi, viene brutalmente dichiarato fin dal secondo verso, Sheath and Knife, assieme forse a Corpus Christi e a Bessy Bell and Mary Gray una delle migliori ballate brevi del corpus Childiano, con la sua atmosfera cupa e magica sottolineata anche dal ritornello, che ci riporta alle nebbiose brughiere d’epoche remote.
SHEATH AND KNIFE
It is talked the warld all over, 1 The brume blooms bonnie an says it is fair That the king's dochter gaes wi' child to her brither, An' we'll never gang doun to the brume onie mair He's taen his sister doun to her father's deer park, 2 Wi' his yew-tree bow and arrows fast slung to his back. "Now whan that ye hear me gie a loud cry, 3 Shoot frae thy bow an arrow an there let me lye. "An whan that ye see I am lyin deid, 4 Then ye'll pit me in a grave, wi' a turf at my heid." Now whan he heard her gie a loud cry, 5 His siller arrow frae his bow he suddenly let fly. Now they'll never gang doun to the brume onie mair He has made a grave that was lang an' was deip, 6 An' he has buried his sister, wi' her babie at her feit. An' they'll never gang doun to the brume onie mair An' whan he came to his father's court ha' 7 There was music an' minstrels and dancin' ana'. Bit they'll never gang doun to the brume onie mair "O Willie, o Willie, what makes thee in pain?" 8 "I hae lost a sheath an' knife that I'll never see again." For we'll never gang doun to the brune onie mair "There is ships o' your father's sailing on the sea 9 That will bring as guid a sheath and a knife unto thee." "There is ships o' my father sailing on the sea, 10 Bit sic a sheath and a knife they can never bring to me." Now we'll never gang doun to the brume onie mair.
FODERO E COLTELLO
Lo sanno tutti nel mondo intero 1 Fiorisce la bella brughiera e si dice che è bella Che la figlia del re aspetta un figlio da suo fratello. Ma non andremo mai più nella bella brughiera Ha portato sua sorella alla riserva di caccia di suo padre, 2 Col suo arco di legno di tasso e una freccia ben appesa dietro. "E quando mi sentirai lanciare un grido acuto, 3 Scocca una freccia dall'arco e lasciami giacere a terra. "E quando vedrai che sono a terra morta 4 Mettimi in una tomba, con una zolla d'erba alla testa." E quando la sentì lanciare un grido acuto 5 Scoccò dall'arco all'istante la sua freccia d'argento. Ma ora non andranno mai più nella bella brughiera Ha scavato una fossa, era lunga e profonda, 6 E l'ha seppellita col bambino ai suoi piedi. Ma non andranno mai più nella bella brughiera E quando è arrivato alla corte di suo padre 7 C'eran musica e balli, menestrelli e ogni cosa. Ma non andranno mai più nella bella brughiera "O Willie, o Willie, che cos'è che ti dà tanta pena?" 8 "Ho perso un fodero e un coltello, e non li riavrò mai più." "Le navi di tuo padre navigano sul mare, 9 Ti porteranno un fodero e un coltello altrettanto belli." "Le navi di mio padre navigano sul mare, 10 Ma un fodero e un coltello del genere non li avrò mai più." Ma ora non andranno mai più nella bella brughiera
(50) THE BONNY HEYN La Bella Cerbiatta
L’incesto accidentale, con la catastrofe che ne consegue, è un tema che suscita per natura grande emozione, tanto da essere ripreso da più di un grande poeta, in tutte le epoche. Nell’introduzione a Sheath and Knife abbiamo fatto un ovvio riferimento al caso letterariamente più famoso, quello di Edipo e della madre Giocasta; ma, fatte le debite proporzioni, questa straordinaria ed assai remota ballata, la cui unica versione lo Herd trascrisse "dalla viva voce di una lattaia scozzese" nel 1771, farebbe senz’altro la sua brava figura, particolarmente le ultime sei strofe contenenti una delle più belle scene dialogate che si ricordino in tutte le balladries del mondo. Sebbene The Bonny Heyn sia un unicum nella tradizione britannica, si hanno delle analoghe ballate islandesi e finlandesi nelle quali la vicenda viene trattata con maggiori particolari; dal confronto appare infatti chiaro che il disperato fratello chiama la sorella "bella cerbiatta" non solo per la sua bellezza, usando quindi un appellativo simbolico e affettuoso che aggiunge ulteriore pathos ad una narrazione che già ne ha molto, ma anche perché crede che l’anima della sorella trasmigrerà in quella di una cerva, vale a dire una vera e propria reincarnazione di un essere umano in un animale tradizionalmente sacro e totemico presso i popoli del Nord. Si avrebbe qui un elemento antichissimo, del tutto pre-cristiano, che porrebbe The Bonny Heyn a fianco di Johnie Cock, di King Orfeo, di Hind Etin e pochissime altre ballate tradizionali. Da notare che il giovane protagonista ha un nome ed un titolo ben noti nelle ballate scozzesi: si chiama infatti Lord Randal. Nota: per la valenza poetica del testo ci siamo permessi qualche licenza nella traduzione italiana, senza comunque mai travisare il testo originale. Abbiamo comunque dato conto delle principali divergenze in alcune note a piè di pagina.
THE BONNY HEYN
O May she comes and May she goes 1 Down by yon gardens green, And there she spied a gallant squire An squire had ever been. And May she comes, and May she goes, 2 Down by yon hollen tree, And there she spied a brisk young squire, And a brisk young squire was he. "Give me your green manteel, fair maid, 3 Give me your maidenhead; Gif ye winna gie me your green manteel, Gi’ me your maidenhead." He has taen her by the milk-white hand, 4 And softly laid her down, And when he’s lifted her up again Given her a silver kaim. "Perhaps there may be bairns, kind sir, 5 Perhaps there may be nane; But if you be a courtier, You’ll tell to me your name." "I am nae courtier, fair maid, 6 But new come frae the sea; I am nae courtier, fair maid, But when I courteth thee. "They call me Jack when I’m abroad, 7 Sometimes they call me John; But when I’m in my father’s bower Jock Randal is my name." "Ye lee, ye lee, ye bonny lad, 8 Sae loud’s I hear ye lee! Ffor I’m Lord Randal’s yae daughter, He has nae mair nor me." "Ye lee, ye lee, ye bonny may, 9 Sae loud I hear ye lee! For I’m Lord Randal’s yae yae son, Just now come oer the sea." She’s putten her hand down by her spare, 10 And out she’s taen a knife, And she has putn ‘t in her heart’s bluid, And taen away her life, And he’s taen up his bonny sister, 11 With the big tear in his een, And he has buried his bonny sister Amang the hollins green. And syne he’s hyed him oer the dale, 12 His father dear to see: "Sing O and O for my bonny hind Beneath yon hollin tree!" "What needs you care for your bonny hyn? 13 For it you needna care; There’s aught score hyns in yonder park, And five score hyns to spare. "Four score of them are siller-shod, 14 Of thae ye may get three;" "But O and O for my bonny hyn Beneath yon hollin tree!" "What needs you care for your bonny hyn? 15 For it you need na care; Take you the best, gi’ me the warst, Since plenty is to spare." "I care na for your hyns, my lord, 16 I care na for your fee; But O and O for my bonny hyn, Beneath the hollin tree!" "O were ye at your sister’s bower, 17 Your sister fair to see, Ye’ll think na mair o’ your bonny hyn Beneath the hollin tree."
LA BELLA CERBIATTA
Maggio viene, maggio va via 1 Nel verde dei giardini, Là ella vide un bel cavaliere Se mai cavaliere ci fosse; E maggio viene, maggio va via 2 Pei cespi d’agrifoglio, Là ella vide un giovane cavaliere Forte come nessuno, e bello. "Dammi il tuo verde mantello, 3 Dammelo, bella fanciulla; Dammi il tuo verde mantello E la tua verginità." L’ha presa per la bianca mano 4 E piano l’ha distesa giù; Quando l’ha fatta rialzare Le ha dato una spilla d’argento. "Signore, potrei essere incinta, 5 Come potrei non esserlo affatto; Se siete un uomo di Corte Ditemi come vi chiamate." "Non sono un cortigiano, 6 Ho appena traversato il mare; Non sono un uomo di Corte, Tranne quando corteggio te. "Mi chiaman Jack in terre straniere, 7 Talvolta mi chiamano John; Ma al castello di mio padre Jock Randal è il mio nome:" "Tu menti, tu menti, bel ragazzo, 8 Tu menti e lo fai ad alta voce! Sono l’unica figlia di Lord Randal, Non ha altri figli che me." "Tu menti, tu menti, bella ragazza, 9 Tu menti e lo fai ad alta voce! Sono l’unico figlio di Lord Randal Appena arrivato dal mare!" Ha portato la mano alla gonna 10 E ha tirato fuori un coltello, Se l’è immerso nel cuore Privandosi della vita. Lui ha preso la bella sorella 11 Gli occhi pieni di lacrime; La bella sorella ha sepolto Tra gli agrifogli verdi. Poi se n’è andato su nella valle 12 Per vedere il suo caro padre: "Piango per la bella cerbiatta Che dorme fra gli agrifogli." "Perché piangi per una cerva? 13 Non te ne devi crucciar tanto! Quasi duecento ne abbiamo nel parco E cento te ne puoi prendere. "Ottanta di loro son ferrati d’argento, 14 Te ne puoi prender sessanta;" "Io piango per la bella cerbiatta Che dorme fra gli agrifogli!" "Perché piangi per una cerva? 15 Non te ne devi crucciare tanto! Prendi la meglio, io mi tengo la peggio, Ché ne abbiamo in abbondanza!" "Tenetevi i vostri cervi, signore, 16 Tenetevi i vostri averi; Io piango per la bella cerbiatta Che dorme fra gli agrifogli!" "Se tu vedessi tua sorella, 17 La tua bellissima sorella, Non penseresti più alla tua bella cerbiatta Che dorme fra gli agrifogli."
(14) BABYLON Babylon
L’incesto accidentale stavolta non avviene, anche se la tragedia è ugualmente grande. Tre giovani sorelle escono dal castello per raccogliere fiori e s’imbattono in un bandito che, minacciandole con un coltello, chiede alle tre chi voglia "diventare sua moglie" (ovvero soggiacere alle sue voglie). Le prime due rifiutano e vengono uccise; la minore, invece, si dimostra molto coraggiosa e resiste al bandito dicendogli che, anche se lui la ucciderà, sarà comunque vendicata da un misterioso fratello che vive alla macchia. La conclusione può apparire quasi scontata: il bandito chiede infatti alla ragazza chi sia il suo "collega", e viene a sapere che è lui stesso. In pratica, "Baby Lon" stava per stuprare una sua sorella e ne ha uccise due. Alla terribile rivelazione, il bandito rivolge il coltello contro se stesso. La trama, insomma, è abbastanza "classica". Il titolo tradizionale della ballata ed il nome del bandito fanno sorgere un’interessante questione. Nel testo, infatti, viene presentato come "Baby Lon" (Lon è un nome realmente esistente, ad esempio quello dell’attore Lon Chaney); si tratterebbe dunque del "piccolo Lon", l’appellativo affettuoso con cui le sorelle parlavano del fratello datosi alla macchia tanti anni prima e che, probabilmente, era stato visto per l’ultima volta quando ancora era un ragazzino. Il fatto, poi, che la rivelazione sia fatta dalla sorella minore, cioè da quella che probabilmente ne aveva solo sentito parlare, fa quasi intendere che ella lo considera come una sorta di "angelo custode" che la deve proteggere e, eventualmente, vendicare. Ma il titolo della ballata è Babylon, tutto attaccato; il nome del bandito viene quindi a coincidere con quello di Babilonia, la biblica città della grande meretrice e dei mille peccati. L’incesto appena evitato e comunque l’altrettando terribile fratricidio dell’ignaro bandito possono aver contribuito a confondere il suo nome con quello di Babilonia, quasi a sottolineare la serie di peccati mortali commessi. Il nostro testo è quello tradizionale del Perthshire, raccolto dal Motherwell per la sua Minstrelsy.
BABYLON
There were three ladies lived in a bower, 1 Eh vow bonnie, And they went out to pull a flower, On the bonnie banks o’ Fordie They hadna pu’ed a flower but ane, 2 When up started to them a banisht man. He’s ta’en the first sister by her hand, 3 And he’s turned her round and made her stand. Its whether will ye be a rank robber’s wife, 4 Or will ye die by my wee pen knife? Its I’ll not be a rank robber’s wife, 5 But I’ll rather die by your wee pen knife. He’s killed this may and he’s laid her by, 6 For to bear the red rose company. He’s ta’en the second ane by the hand, 7 And he’s turned her round and made her stand. Its whether will ye be a rank robber’s wife, 8 Or will ye die by my wee pen knife? Its I’ll not be a rank robber’s wife, 9 But I’ll rather die by your wee pen knife. He’s killed this may and he’s laid her by, 10 For to bear the red rose company. He’s ta’en the youngest ane by the hand, 11 And he’s turned her round and made her stand. Its whether will ye be a rank robber’s wife, 12 Or will ye die by my wee pen knife? Its I’ll not be a rank robber’s wife, 13 Nor will I die by your wee pen knife. For I hae a brother in this wood, 14 And gin ye kill me, it’s he’ll kill thee. What’s thy brother’s name, come tell to me? 15 My brother’s name is Baby Lon. O sister, sister, what have I done, 16 Oh have I done this ill to thee? O since I’ve done this evil deed, 17 Good sall never be seen o’ me. He’s taken out his wee pen knife, 18 Eh vow bonnie, And he’s twyned himsel o’ his ain sweet life, On the bonnie banks o’ Fordie.
BABYLON
Tre donne vivevano in un castello, 1 Belle, ve lo giuro, Usciron fuori per cogliere un fiore Sulle belle rive del Fordie. Non avevan colto che un solo fiore 2 Quando s’avvicinò loro un bandito. Ha preso la prima sorella per mano, 3 L’ha rigirata e l’ha fatta alzare. "Vuoi esser la moglie d’un bandito di rango 4 O vuoi morire con il mio coltellino?" "Non voglio esser moglie d’un bandito di rango, 5 Preferisco morire col tuo coltellino." Ha ucciso la ragazza e l’ha lasciata lì 6 A tener compagnia alla rosa rossa. Ha preso la seconda sorella per mano, 7 L’ha rigirata e l’ha fatta alzare. "Vuoi esser la moglie d’un bandito di rango 8 O vuoi morire con il mio coltellino?" "Non voglio esser moglie d’un bandito di rango, 9 Preferisco morire col tuo coltellino." Ha ucciso la ragazza e l’ha lasciata lì 10 A tener compagnia alla rosa rossa. Ha preso la più giovane per mano, 11 L’ha rigirata e l’ha fatta alzare. "Vuoi esser la moglie d’un bandito di rango 12 O vuoi morire con il mio coltellino?" "Non voglio esser moglie d’un bandito di rango, 13 Ma non morirò con il tuo coltellino. "Perché ho un fratello qui nella foresta, 14 E se mi uccidi, lui ti ucciderà." "Come si chiama tuo fratello? Su, dimmelo!" 15 "Mio fratello si chiama Baby Lon." "Sorella, sorella, che cosa ho fatto! 16 Perché t’ho fatto questa disgrazia? "Ho commesso questo atto infame, 17 E Dio non mi perdonerà mai." Ha tirato fuori il suo coltellino Era bello, lo giuro E s’è tolto la vita che gli era sì cara Sulle belle rive del Fordie.
(49) THE TWA BROTHERS I due Fratelli
Di solito, nelle ballate, le tragedie avvengono per motivi ben precisi e le disgrazie accidentali sono molto rare. È questo, invece, il caso di The Twa Brothers, dove i due fratelli, al ritorno da scuola, si mettono a fare la lotta per gioco ed uno dei due si ferisce a morte con il coltello che l’altro tiene nella bisaccia. Il fratello morente fa all’altro una serie di ultime richieste e, in particolare, gli chiede di non svelare il vero motivo della morte alla famiglia, e di rivelarlo invece soltanto alla fidanzatina. Molte versioni scozzesi tarde incorporano nella ballata dei versi o addirittura dei brani interi ripresi da Edward. The Twa Brothers è completamente scomparsa dalla tradizione britannica; in America è ancora relativamente nota. Nelle versioni del Nuovo Mondo, però, la disgrazia non è affatto accidentale, e, stavolta, la "razionalizzazione" può essere solo apparente e rispecchiare invece uno stato di cose molto più antico di quanto non lo sia nella nostra versione scozzese. I due fratelli "made in USA", anzi, si odiano a morte perché sono innamorati della stessa ragazza e, durante una lotta nient’affatto giocosa, l’uno uccide l’altro volontariamente. Dato che, come abbiamo appena visto per Sheath and Knife, The Bonny Heyn e Babylon, i motivi incestuosi sono ben presenti nelle ballate più antiche, alcuni lo hanno (forse a ragione) voluto vedere anche qui, supponendo che la ragazza contesa fosse addirittura la sorella dei due. Questo sarebbe naturalmente stato inaccettabile per il puritanesimo americano, ma, per il resto, la tradizione americana sembra essere più vicina all’origine di quanto non lo sia quella britannica. Si può anche dedurre che i due fratelli non fossero affatto due adolescenti, ma due adulti; in effetti appare strano che un fanciullo in età scolare possa avere già una relazione amorosa. L’età dei fratelli dev’essere stata via via ridotta per far apparire l’attaccamento verso la sorella libero da ogni elemento morboso, finché costei non è scomparsa del tutto, sostituita da una più rassicurante fidanzata; ed ecco comparire anche l’elemento "accidentale", il tragico gioco di due ragazzini che tornano da scuola. In America, dove il vero motivo più o meno rimane, la giusta età dei fratelli avrebbe dovuto essere stata ripristinata, ma ciò non è avvenuto ed eccoci quindi all’apparentemente misteriosa incongruenza della ballata. Il nostro testo proviene dal Ballad Book di Cecil Kirstensen Sharpe (1823; p.56).
THE TWA BROTHERS
There were twa brethren in the north, 1 They went to the school thegither; The one unto the other said, "Will you try a warsle afore?" They warsled up, they warsled down, 2 Till Sir John fell to the ground, And there was a knife in Sir Willie’s pouch, Gied him a deadlie wound. "Oh brither dear, take me on your back, 3 Carry me to yon burn clear, And wash the blood from off my wound, And it will bleed nae mair." He took him up upon his back, 4 Carried him to yon burn clear, And wash’d the blood from off his wound, But aye it bled the mair. "Oh brither dear, take me on your back, 5 Carry me to yon kirkyard, And dig a grave baith wide and deep, And lay my body there." He’s ta’en him up upon his back, 6 Carried him to yon kirkyard, And dug a grave baith deep and wide, And laid his body there. "But what will I say to my father dear, 7 Gin he chance to say, Willie, whar’s John?" "O say that he’s to England gone, To buy him a cask of wine." "And what will I say to my mother dear, 8 Gin she chance to say, Willie, whar’s John?" "Oh say that he’s to England gone To buy her a new silk gown." "And what will I say to my sister dear, 9 Gin she chance to say, Willie, whar’s John?" "Oh say that he’s to England gone To buy her a wedding ring" "But what will I say to her your lo’e dear, 10 Gin she cry, Why tarries my John?" "Oh tell her I lie in Kirk-land fair, And home again will never come."
I DUE FRATELLI
C’eran due fratelli nelle terre del Nord, 1 Andavano a scuola insieme; Una volta uno disse all’altro, "Facciamo un poco alla lotta?" Fecero e fecero alla lotta 2 Finché Sir John non cadde a terra; Sir Willie aveva un coltello in bisaccia E lo ferì mortalmente. "Fratello caro, prendimi in spalla 3 E portami a quella fonte chiara, Lava il sangue dalla mia ferita E smetterà di sanguinare." Allora l’ha preso sulle spalle 4 E l’ha portato alla fonte chiara, Ha lavato il sangue dalla sua ferita Ma sanguinava sempre di più. "Fratello caro, prendimi in spalla 5 E portami a quel cimitero; Scava una fossa larga e profonda E mettici dentro il mio corpo." Allora l’ha preso sulle spalle 6 E l’ha portato a quel cimitero; Ha scavato una fossa larga e profonda E ci ha messo dentro il suo corpo. "Che cosà dirò al mio amato padre 7 Se chiedesse, Willie, dov’è John?" "Digli che è andato in Inghilterra A comprargli una cassetta di vini." "Che cosa dirò alla mia amata madre 8 Se chiedesse, Willie, dov’è John?" "Dille che è andato in Inghilterra A comprarle una gonna nuova di seta." "Che cosa dirò alla mia amata sorella 9 Se chiedesse, Willie, dov’è John?" "Dille che è andato in Inghilterra A comprarle la fede nuziale." "E che cosa dirò alla tua innamorata 10 Se gridasse, Perché il mio John non torna?" "Dille che giaccio qui al cimitero E che non tornerò mai più."
Forse anche questa ballata sottintende un motivo incestuoso: il fratello crudele non può essere infatti tanto attaccato alle proprie prerogative familiari da uccidere per questo sua sorella. Egli è semplicemente geloso. Ma qualunque ne sia il tema, la ballata è notevole per alcuni suoi brani ricchi di suspence, caratterizzati dall’uso della "ripetizione progressiva" (v. Introduzione), per le stoiche sofferenze della sposa e per il suo espressivo testamento. Dato che il crimine del fratello appare del tutto immotivato, la ballata sopravvive a stento nella tradizione angloscozzese e americana. Il testo è tratto dal Brown Manuscript di A.F. Tytler, p. 31, con aggiunte da Jamieson, I, 66 (Child I, 145).
THE CRUEL BROTHER
There was three ladies play’d at the ba’, 1 With a hey ho and a lillie gay There came a knicht and play’d oer them a’. As the primrose spreads so sweetly The eldest was baith tall and fair, 2 Bit the youngest was beyond compare. The midmost had a graceful mien, 3 Bit the youngest look’d like beautie’s queen. The knight bow’d low to a’ the three 4 Bit to the youngest he bent his knee. The ladie turned her head aside, 5 The knicht he woo’d her to be his bride. The ladie blush’d a rosy red, 6 An’ sayd, Sir knicht, I’m too young to wed. O ladie fair, gie me your han, 7 An’ I’le make you ladie of a’ my lan. Sir knicht, ere ye my favor win, 8 You maun get consent fra a’ my kin. He’s got consent frae her parents deir, 9 An’ likewise frae her sisters fair. He’s got consent frae her kin eelkain, 10 Bit forgot to spiek to her brither John. Now, whan the weddin’ day was come, 11 The knicht would take his bonny bride hame. An’ monie a lord an’ mony a knichte 12 Came to behold that ladie brichte. An’ there was nae man that did her see, 13 Bit wishit himsell bridegroom to be. Her father deir led her doun the stair, 14 An’ her sisters twain they kissit her there. Her mither deir led her thro’ the closs, 15 An’ her brither John set her on her horse. She lean’d her o’er the saddle-bow, 16 To gie him a kiss ere she did go. He has taen a knife, baith lang an’ sharp 17 An stabbit that bonny bride to the hart. She had noo ridden half thro’ the town, 18 Until her hart’s bluid stain’d her gown. Ride saftly on, says the best young man, 19 For methinks our bonny bride looks pale and wan. O lead me gently up yon hill, 20 An’ I’le there sit down an’ make my will. O what will ye leive to your father deir? 21 The siller-shod steed that brocht me here. O what will ye leive to your mither deir? 22 My velvet pall an’ my silken geir. O what will ye leive to your sister Anne? 23 My silken scarf an’ my gowden fan. O what will ye leive to your sister Grace? 24 My bluidie cloathe to wash an’ dress An’ what will ye leive to your brither John? 25 The gallows-tree to hang him on. What will ye leive to your brither John’s wife? 26 The wilderness to end her life. This ladie fair in her grave was laid, 27 An’ mony a mass was o’er her said. Bit it would hae made your hart richt sair 28 To see the bridegroom rive his hair.
IL FRATELLO CRUDELE
C’eran tre dame che suonavano ad un ballo, 1 Hey, ho, con un gaio giglio Venne un cavaliere, il migliore a suonare Quando la primula sboccia dolcemente La maggiore era alta e bellissima, 2 Ma la minore non aveva l’eguale. La mediana aveva un aspetto grazioso, 3 Ma la minore pareva la regina delle belle. Il cavaliere s’inchinò davanti a tutte e tre, 4 Ma s’inginocchiò davanti alla minore. La donna voltò da una parte la testa, 5 Il cavaliere voleva che fosse la sua sposa. La donna diventò d’un rosso rosato, 6 E disse, "Signore, son troppo giovane per sposarmi:" "Bella signora, dammi la tua mano 7 E ti farò signora delle mie terre." "Signore, prima di avere la mia mano 8 Dovete aver l’assenso di tutta la mia famiglia." Ha avuto l’assenso dai suoi genitori cari, 9 L’ha avuto anche dalle belle sorelle. Ha avuto l’assenso di ogni parente, 10 Ma s’è scordata di chiederlo a suo fratello John. Ora, quando il giorno delle nozze fu giunto, 11 Il cavaliere voleva portarsela a casa. E molti signori, molti cavalieri, 12 Vennero per vedere quella splendida dama. Non c’era uomo che la guardasse 13 Che non dicesse, "Vorrei esser lo sposo." Il suo caro padre scese con lei la scala, 14 Le sue due sorelle le diedero un bacio; La sua cara madre traversò con lei il giardino 15 E suo fratello John la fece montare a cavallo. Lei si sporse giù dalla sella montata 16 Per dargli un bacio prima di partire. Lui ha preso un coltello lungo e tagliente 17 E ha trafitto il cuore della bella sposa. Non era che a mezza strada, in città, 18 Che il sangue del cuore le macchiò la gonna. "Cavalca piano", dice lo splendido giovane, 19 "Credo che la mia sposa sia pallida e smorta." "Portami piano su quella collina, 20 Mi stenderò giù e farò testamento." "Che cosa lasci al tuo caro padre? 21 Il cavallo ferrato d’argento che qui m’ha portato." "E che cosa lasci alla tua cara madre?" 22 "La mia veste di velluto e le robe di seta." "E che cosa lasci a tua sorella Anne?" 23 "La mia sciarpa di seta e il ventaglio d’oro." "E che cosa lasci a tua sorella Grace?" 24 "Le mie vesti insanguinate, le lavi e le indossi." "E che cosa lasci a tuo fratello John?" 25 "La forca, perché ci rimanga appeso." "E che cosa lasci alla moglie di tuo fratello?" 26 "Le oscure foreste, perché ci vada a morire." La bella dama fu deposta nella tomba 27 E per lei furon dette tante e tante messe. Ma avrebbe proprio fatto male al cuore 28 Veder lo sposo come si strappava i capelli.
(21) THE MAID AND THE PALMER (A GENTLEMAN WAS PASSING BY) La ragazza e il pellegrino (Un signore si trovò a passare)
Oh, the maid went down to the well for to wash, 1 And the dew fell down from her snow-white flesh, The dew fell down from her snow-white flesh, As the sun shone down so early And as she washed, as she wrung, 2 She hung them out on the hazel wand, She hung them out on the hazel wand, And by there came a palmer man Oh, God speed you, Old Man, she cries, 3 God speed you, you pretty fair maid God speed you, you pretty fair maid As the sun shines down so early Have you got a cup, have you got a can? 4 Can you give a drink to a palmer-man? Can you give a drink to a palmer-man? As the sun shines down so early Oh, I've no cup and I've no can, 5 And I cannot give a drink to a palmer-man, And I cannot give a drink to a palmer-man As the sun shone down so early You lie, you lie, you are forsworn, 6 For if your truelove came from Rome, Then a cup, a can you'd find for him, As the sun shines down so early Now, she swore by God and the good St. John. 7 Truelover she had never a one, Truelover she had never a one, As the sun shone down so early You lie, you lie, you are forsworn, 8 For nine children you have born, For nine children you have born As the sun shines down so early Oh, there's three of them lying under your bed-head, 9 Three of them under the hearth are laid, Three of them under the hearth are laid, As the sun shines down so early Three more laying on yonder green, 10 Count, fair maid, for that makes nine, Count, fair maid, for that makes nine As the sun shines down so early Palmer, oh, Palmer, do tell me, 11 Penance that you will give to me, Penance that you will give to me As the sun shines down so early Penance I will give thee none, 12 But seven years as a stepping stone, But seven years as a stepping stone As the sun shines down so early Seven more as a clapper to ring in the bell, 13 Seven to run from the apes of hell, Seven to run from the apes of hell As the sun shines down so early Welcome, welcome stepping stone, 14 Welcome clapper in the bell to ring, Welcome clapper in the bell to ring As the sun shines down so early Welcome stone, welcome bell, 15 God, keep me from the apes of hell, God, keep me from the apes of hell As the sun shines down so early.
LA RAGAZZA E IL PELLEGRINO
La ragazza andò a lavare giù al pozzo, 1 E la rugiada le cadeva dalla sua bianca carne, La rugiada le cadeva dalla sua bianca carne Mentre il sole splendeva al mattino Lavava i panni e li asciugava 2 E li stendeva a un ramo di nocciòlo, Li stendeva a un ramo di nocciòlo Quando arrivò un pellegrino Dio vi accompagni, vecchio, lei grida; 3 Dio ti accompagni, bella ragazza, Dio ti accompagni, bella ragazza Mentre il sole splende al mattino Hai un bicchiere, hai un barattolo? 4 Puoi dar da bere a un pellegrino? Puoi dar da bere a un pellegrino? Mentre il sole splende al mattino Non ho bicchieri né barattoli, 5 E non posso dar da bere a un pellegrino, Non posso dar da bere a un pellegrino, Mentre il sole splendeva al mattino Tu menti, tu menti, tu sei una bugiarda, 6 Ché se il tuo fidanzato tornasse da Roma Lo troveresti un bicchiere, per lui Mentre il sole splende al mattino Lei giurò su Dio e su San Giovanni 7 Che non aveva mai avuto un fidanzato, Che non aveva mai avuto un fidanzato Mentre il sole splendeva al mattino Tu menti, tu menti, tu sei una bugiarda 8 Ché già nove figli tu hai partorito, Ché già nove figli tu hai partorito Mentre il sole splende al mattino Ce ne son tre sepolti sotto il letto, 9 Ed altri tre sotto il focolare, Ed altri tre sotto il focolare Mentre il sole splende al mattino Ed altri tre son sepolti in quel prato, 10 Conta, ragazza, che fanno nove, Conta, ragazza, che fanno nove Mentre il sole splende al mattino Dimmi, dimmi, pellegrino, 11 La pena che tu m’imporrai, La pena che tu m’imporrai Mentre il sole splende al mattino Non t’imporrò alcuna pena 12 Tranne sett’anni su di un masso errante, Trane sett’anni su di un masso errante Mentre il sole splende al mattino E sette ancora a suonare il campanello, 13 Sette a scappare dalle scimmie dell’inferno, Sette a scappare dalle scimmie dell’inferno Mentre il sole splende al mattino Va bene, va bene il masso errante 14 E va bene suonare il campanello, Va bene suonare il campanello Mentre il sole splende al mattino Va bene il masso, va bene il campanello, 15 Ma, Dio, proteggimi dalle scimmie dell’inferno, Dio, proteggimi dalle scimmie dell’inferno Mentre il sole splende al mattino.
(201) BESSY BELL AND MARY GRAY Bessy Bell e Mary Gray
Pensando di sfuggire alla pestilenza che aveva colpito la regione di Perth nel 1645, Bessy Bell e Mary Gray, due giovani donne ammirate per la loro bellezza, si costruirono una capanna in un luogo appartato a circa otto miglia dalla città. Tutto fu inutile: la peste arrivò anche lì e ghermì le due povere ragazze. Nella sua inusuale e folgorante brevità, Bessy Bell and Mary Gray è comunque un capolavoro, una delle "pietre miliari" della balladry britannica: gioventù, bellezza, nobiltà non possono niente davanti alla Nera Signora che colpisce indiscriminatamente poveri e ricchi, brutti e belli. Alle nobildonne non è risparmiato neanche l’ultimo oltraggio: invece di riposare con tutti gli onori in un cimitero, accanto ai membri delle loro famiglie, i due cadaveri restano abbadonati a disfarsi sulle rive di un fiume. Il senso della ballata sembra dunque essere quello di un ammonimento. Il nostro testo proviene dal Ballad Book di Cecil Kirstensen Sharpe (1823), p. 62; anche una ninna-nanna inglese menziona le due gentildonne scozzesi,ma senza alcuna traccia della pestilenza.
BESSY BELL AND MARY GRAY
O Bessie Bell and Mary Gray 1 They war twa bonnie lasses; They bigget a bower on yon burn brae An' theekit it o'er wi' rashes. They theekit it o'er wi' rashes green, They theekit it o'er wi' heather; But the pest cam frae the burrows-town And slew them baith thegither. They thought to lye in Methven kirk yard 2 Amang their noble kin; But they maun lye in Stronach haugh, To biek forenent the sin. And Bessy Bell and Mary Gray, They war twa bonnie lasses; They bigget a bower on yon burn brae, An' theekit it o'er wi' rashes.
BESSY BELL E MARY GRAY
Bessy Bell e Mary Gray 1 Eran due belle ragazze, Si fecero una capanna sul colle E la copriron di frasche. La copriron di frasche verdi, La ricoprirono d’erica; Ma venne la peste dalla città E le uccise tutte e due. Pensavan di riposare al cimitero di Methuen 2 Tra i loro nobili parenti; Ma ora giacciono sulle rive dello Stronach In preda ai raggi del sole. Bessy Bell e Mary Gray Eran due belle ragazze, Si fecero una capanna sul colle E la copriron di frasche.
(83) CHILDE MAURICE Il Nobile Maurice
La versione più antica di Childe Maurice (anche qui Childe significa "(giovane) nobile"), che qui riproduciamo, pervenne in modo ignoto al Percy, che la inserì nelle sue Reliques; il testo è mutilo in alcune parti e dovrebbe risalire alla prima metà del XVII secolo. Childe Maurice è fondamentalmente una green forest ballad, che sembra avere origine in una tradizione ancora fiorente nella prima metà del seicento ed ancora flebilmente viva agli inizi del XIX secolo (ma probabilmente per tramite di una broadside del 1755 contenente una versione della ballata). La ballata deve comunque aver goduto di un momento di grande popolarità: ne è testimonianza anche il fatto che il letterato e uomo politico scozzese John Home ne abbia tratto il suo capolavoro, la tragedia Douglas (ambientata nello Stirlingshire e rappresentata per la prima volta a Edimburgo nel 1756). La tragedia ebbe un tale successo, che gli scozzesi (ma solo loro) la considerano superiore a qualsiasi cosa scritta da Shakespeare. In effetti, la trama di Childe Maurice è di andamento veramente classico, anche nell'ordine degli eventi: il grande poeta Gray la considerava "un dramma completo, nel quale si osservano le migliori regole di Aristotele". La ballata è praticamente scomparsa dalla tradizione viva, anche se fino a non molto tempo fa sopravvivevano qua e là delle varianti molto corrotte (usualmente con il titolo di Gil Morrice o Bob Norice).
CHILDE MAURICE
Childe Maurice hunted ithe siluer wood, 1 He hunted itt round about, And noebodye that he ffound therin Nor none there was with-out. .......................................................... 2 .......................................................... And he tooke his siluer combe in his hand, To kembe his yellow lockes. He sayes, Come hither, thou little ffoot-page, 3 That runneth lowlye by my knee; Ffor thou shalt goe to Iohn Stewardes wiffe And pray her speake with mee. .......................................................... 4 .......................................................... "I, and greete thou doe that ladye well, Euer soe well ffroe mee. "And, as itt ffalls, as many times, 5 As knotts beene knitt on a kell, Or marchant men gone to leeue London, Either to buy ware or sell. "And, as itt ffalles, as many times, 6 As any hart can thinke, Or schoole-masters in any schoole-house Write itt with pen and inke: Ffor if I might, as well as shee may, This night I wold with her speake. "And heere I send her a mantle of greene, 7 As greene as any grasse, An bidd her come to the siluer wood Lett ffor no kind of man. "And there I send her a ring of gold. 8 A ring of precyous stone, An bidd her come to the siluer wood To hunt with Childe Maurice." One while this litle boy he yode, 9 Another while he ran, Vntill he came to Iohn Stewards hall Ywis he neuer blan. And of nurture the child had good, 10 He ran vp hall and bower ffree, And when he came to this lady ffaire Sayes, God you saue and see! "I am come ffrom Childe Maurice 11 A message vnto thee; And Childe Maurice, he greetes you well, And euer soe well ffrom mee. "And as itt falls, as oftentimes, 12 As knotts beene knitt on a kell, Or marchant-men gone to leeue London Either ffor to buy ware or sell. "And as oftentimes he greetes you well 13 As any hart can thinke, Or schoolemasters in any schoolehouse Write it with pen and inke. "And hhere he sends a mantle of greene, 14 As greene as any grasse, And he bidds you come to the siluer wood, To hunt with Childe Maurice. "And heere he sends you a ring of gold, 15 A ring of the precyous stone; And prays you to come to the siluer wood, Lett ffor no kind of man." "Now peace, now peace, my little ffoot-page, 16 Ffor Christes sake, I pray thee! Ffor if my lord heare one of these words Thou must be hanged hye!" Iohn Steward stood vnder the castle-wall, 17 And he wrote the words euerye one, ............................................................... ............................................................... And he called vnto his hors-keeper, 18 "Make readye you my steede! I, and soe he did to his chamberlaine, "Make readye thoy my weede!" And he cast a lease vpon his backe, 19 And he rode to the siluer wood, And there he sought all about, About the siluer wood. And there he ffound him Childe Maurice 20 Sittynge vpon a blocke, With a siluer combe in his hand, Kembynge his yellow lockes. But then stood vp him Childe Maurice, 21 And sayd these wordes trulye: "I doe not know your ladye", he sayd, "If that I doe her see." He sayes, "How now, how now, Childe Maurice, 22 Alacke, how may this bee? Ffor thou hast sent her loue-tokens, More now then two or three. "Ffor thou hast sent her a mantle of greene, 23 As greene as any grasse, And bade her come to the siluer woode, To hunt with Childe Maurice. "And thou hast sent her a ring of gold, 24 A ring of precyous stone, And bade her come to the siluer wood Lett ffor no kind of man, "And by my ffaith, now, Childe Maurice, 25 The tone of vs shall dye!" "Now be my troth," sayd Childe Maurice, "And that shall not be I." But he pulled forth a bright browne sword, 26 And dryed itt on the grasse, And soe ffasy he smote att Iohn Steward Ywisse he neuer did rest. Then he pulled fort his bright browne sword, 27 And dryed itt on his sleeue, And the first good stroke Iohn Steward stroke Childe Maurice he did cleaue. And he pricked itt on his swords poynt, 28 Went singing there beside, And he rode till he came to that ladye ffaire Wheras this ladye lyed. And sayes, "Dost thou know Childe Maurice head, 29 If that thou dost itt see? And lapp itt soft, and kisse itt oft, Ffor thou louedst him better than mee." But when shee looked on Childe Maurice head, 30 Shee neuer spake words but three: "I neuer beare no child but one, And you haue slaine hime trulye." Sayes, Wicked be my merry men all, 31 I gaue meate, drinke and clothe, But cold they not have holden me When I was in all that wrathe! "Ffor I haue slaine one of the curteousest knightes 32 That euer bestrode a steed, Soe haue I done on of the fairest ladyes That euer ware womans weede!"
IL NOBILE MAURICE
Il nobile Maurice cacciava nel bosco argentato 1 E cacciava tutto là intorno; E nessuno che si trovasse dentro, E nessuno che si trovasse fuori, ..................................................................... 2 ..................................................................... E prese in mano il pettine d'argento Per pettinarsi i riccioli biondi. Dice, "Vieni qua, mio bel paggetto, 3 Che mi corri qui, accanto al ginocchio, Ché devi andare dalla moglie di John Stuart Ed invitarla a parlare con me. ..................................................................... 4 ..................................................................... "Sì, e augura a quella bella signora Tanto bene da parte mia." E come si conviene, per tante volte 5 Quanti sono i nodi in una rete per capelli, O quante son le navi giunte alla bella Londra Per comprare o vendere mercanzie. "E come si conviene, per tante volte 6 Quante ne può volere un cuore, Od i maestri in tutte le scuole Scriverne con penna ed inchiostro: Perché, se potessi io, e potesse lei pure, Stanotte, io le vorrei parlare. "Ed io le mando un mantello verde, 7 Proprio verde come l'erba, E la invito a venire nel bosco argentato E a non mancare per niente al mondo." Per un tratto il ragazzo corse, 8 E per un altro camminò Finché non giunse al castello di John Stuart E certamente non perse tempo. Ed il ragazzo fu ben rifocillato 9 E libero andava per tutto il castello, E quando giunse dalla bella dama Disse, "Dio vi salvi e vi protegga! "Mi ha mandato il nobile Maurice 10 Per portarti un messaggio; Il nobile Maurice t'augura ogni bene Ed altrettanto da parte mia. "E come si conviene, per tante volte 11 Quanti sono i nodi in una rete per capelli, O quante son le navi giunte alla bella Londra Per comprare o vendere mercanzie; "E come si conviene, per tante volte 12 Quante ne può volere un cuore, Od i maestri in tutte le scuole Scriverne con penna ed inchiostro. Ed egli Vi manda un mantello verde, 13 Proprio verde come l'erba, E t'invita ad andare al bosco argentato Per cacciare col nobile Maurice. "Ed egli Vi manda un mantello d'oro 14 E un anello con una pietra preziosa; E Vi prega d'andare al bosco argentato E di non mancare per niente al mondo!" "Zitto, zitto, mio piccolo paggio, 15 Stai zitto, per l'amor di Dio! Ché se il mio signore udisse quel che dici Ti farebbe di certo impiccare!" John Stuart era sotto il muro di cinta, 16 E scrisse le parole una ad una, ............................................................... ............................................................... Ed allora chiamò il suo stalliere, 17 "Preparami, svelto, il cavallo!" E così disse anche al ciambellano: "Preparami, svelto, i vestiti!" E si gettò una corda sulle spalle 18 E cavalcò fino al bosco argentato; Là cercò tutto intorno Per tutto il bosco argentato. E qui trovò allora il nobile Maurice 19 Seduto sopra un ceppo, Con un pettine d'argento in mano Che si pettinava i riccioli d'oro. Il nobile Maurice gli si parò innanzi 20 E, certo, disse queste parole: "Non conosco la Vostra signora Nemmeno se la vedessi." Lui disse, "Come, nobile Maurice? 21 Ohimè, come può esser questo? Ché tu le hai mandato dei pegni d'amore, E ben più di due o tre. "Tu le hai mandato un mantello verde 22 Proprio verde come l'erba E l'hai invitata ad andare al bosco argentato Per cacciare col nobile Maurice. "Tu le hai mandato un mantello d'oro 23 E un anello con una pietra preziosa, E l'hai pregata di andare al bosco argentato E di non mancare per niente al mondo! "E, in fede mia, nobile Maurice, 24 Uno di noi, ora, dovrà morire!" "Parola mia", disse il nobile Maurice, "Quello non sarò certo io." E tirò fuori una spada lucente, 25 E l'asciugò sull'erva, E così veloce tirò a John Stuart, Di certo non stette a guardare. Allora lui tirò fuori la spada lucente 26 E se l'asciugò alla manica, Ed il primo colpo che John Stuart tirò Staccò la testa al nobile Maurice. La raccolse con la punta della spada 27 E se ne andò via cantando, E cavalcò fino alla bella dama, Là dove lei se ne stava. E dice, "Conosci la testa del nobile Maurice, 28 E la riconosci, ora che la vedi? Tienila dolcemente in grembo, e baciala spesso, Ché hai amato lui ben più di me." Ma quando lei vide la testa del nobile Maurice, 29 Non disse che poche parole: "Io non ho partorito che un figlio E tu me l'hai ammazzato." Dice lui, "Maledetti tutti i miei uomini 30 Cui diedi da mangiare, da bere e da vivere! Ma perché non mi hanno fermato Quando ero in preda all'ira? "Ché ho ucciso uno dei cavalieri più gentili 31 Che siano mai montati a cavallo, E ho fatto questo a una delle dame più belle Che abbian mai portato una veste da donna!"
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