Ettore Bonessio di Terzet

Ettore Bonessio di Terzet

bonessio@jumpy.it
via Trento 12 / 20
Genova, Ge 16145
Italia



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  filosofo
  poeta
° insegna Estetica presso l'Università degli Studi di Genova
° critico d'arte,scrive sulla pagina culturale de "Il Giornale"
° cura la rubrica ARTISTI D'OGGI sulla rivista "Studi Cattolici"

° nel 1981 ha fondato la rivista di estetica e spazi creativi
  iL COBOLD,che dirige con cadenza semestrale
° nel 1999 ha fondato e dirige la collezione POESIA E ARTE,
  semestrale che pubblica testi inediti di poeti ed artisti   
  a livello internazionale 
  Testi editi e in preparazione:
  ERNST MEISTER ( edito, prima antologia italiana )
  CHRISTIAN BOUTHEMY ( primo semestre 2000 )
  BASIL BANTING ( secondo semestre 2000 )
  ASCANIO RENDA ( primo semestre 2001 )

° Tra le opere:
L'esperienza dell'arte,1978
L'arte come forma di sapere,1985
Il principio della parola,1988
Configurazioni,1990
Del Frammento Organico.
Una teoria del discorso,1992
Occasioni di mito,1995
La filosofia della composizione
(trad. ed introd. ad E.A. Poe),1995
La bagnante dorata e altri aforismi,1997
Primo discorso sulla poesia,2000 



La filosofia di ETTORE BONESSIO di TERZET "inizia"
dalla constatazione che il pensiero ri-pensa 
il "dopo Nietzsche" e di conseguenza la relazione
ente / essere / Poesia. 
Il mondo,la realtà,inizialmente "si sente" 
secondo il modo estetico per pervenire poi 
a quello etico. 
Inizialmente il mondo si presenta 
in una formulazione caotica.
L'ente tenta e ricerca un principio legislativo 
ed ordinativo,ricerca che si fonda sulla libertà 
e sul desiderio,non sulla volontà,ovvero sul
desiderio che è "occasione d'amore e di appagamento".
Dopo Nietzsche,necessita ri-costruire la legislazione 
del mondo,ri-fondare i valori,fondati sulla 
pre-condizione di essi: la libertà.
Costituire la grammatica e la sintassi nuove del pensare.
Dall'estetica all'etica per entrare nella dimensione 
poetica(artistica ).
Questo il percorso e il tentativo continuo 
dell'ente per diventare "essere poetico", 
ovvero ri-entrare nella condizione primaria, 
non solo iniziale( la storia ), quando essere ed ente 
vivevano unitariamente nell'Origine (  Poesia ).
L'ente,nella libertà,si muove alla ricerca 
non solo più razionale,ma anche "d'occasione"  
di una Grande Intuizione che è principio di 
rimodellamento e ri-progettazione del mondo, 
attento alla condizione originaria che l'ente 
"sente" esistita ed ancora esistente.
Bellezza è il principio che,storicamente,si svolge 
come bello attraverso la modalità dell'Ordine, 
non ordinamento che è esteriore ed imposto, 
ma quell'Ordine interiore ed interno che 
"si intuisce" nel desiderare un mondo migliore, 
più adeguato alla struttura autentica dell'essere, 
più appagante.
Bellezza è Forma.
L'ente si compie e si completa nel cammino 
verso la Forma,per le difficoltà e le opposizioni 
del mondo che resiste a tale Trasformazione, 
che si oppone alla Trasfigurazione.
L'ente "si decide",liberamente ed autonomamente, 
essere poetico.
Attua tale trasfigurazione per essere 
sempre più adeguato all'Origine.
Questo viaggiare del pensiero non teme e 
non tenta il "mistero",consapevole che 
non tutto sia scioglibile e quindi spiegabile 
con logica razionale,ma che "intuizione" e 
"sentimento del senso" sono capacità ed 
attributi ontologici altrettanto validi.



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vico acitillo 124 ( testi poetici ):
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