Elettrosmog - Comitati Antenne Lombardia
Coordinamento
regionale di quattordici Comitati di cittadini
Rischi sanitari ed
esposizione
ai campi elettromagnetici
ad alta frequenza
dott. Guido Zattoni, medico
L’estensivo utilizzo di sorgenti di radiofrequenza
e microonde nel settore delle telecomunicazioni comporta una crescente
diffusione dell’esposizione cronica della popolazione.
Molti studi sperimentali sono stati condotti
riguardo l’interazione tra Campi Elettromagnetici (CEM) ad alta frequenza
e organismi frequenti.
Recentemente Lay e Sing, ricercatori dell’Università
di Washington (Usa), hanno dimostrato in cellule nervose di ratti la rottura
del Dna cellulare e l’induzione di mutazioni del Dna dopo esposizione a
CEM ad alta frequenza.
Questi processi biologici sono riconducibili
ad effetti di cancerogenesi o di promozione della cancerogenesi (dr.Merlo
Ist. Tumori di Genova, dr. Johanson Karolinska Institutet Stoccolma, prof.
Frey, Un. New York, prof. Adey R. Academy of Science G.B. ecc...).
Inoltre è stata sottolineata la
possibilità dei CEM di indurre una crescita dei radicali liberi
e degli ossidanti cellulari e di ridurre la melatonina, con un danno indiretto
sul Dna cellulare (Repacholi, Oms, Vershaeve).
Uno studio del 1997 del prof. Repacholi
ed altri ricercatori australiani su 101 topi esposti per due volte al giorno
per 30 minuti per 18 mesi a CEM a 900 Mhz ha mostrato l’insorgenza di linfomi
in modo statisticamente significativo rispetto ai topi non esposti.
Non ci sono naturalmente ricerche di questo
genere sugli uomini, ma studi epidemiologici condotti su popolazioni residenti
vicino a trasmettitori radio-televisivi o su personale addetto ai sistemi
radar.
Szmgielski (Un. di Versavia) ha esaminato
per 15 anni la popolazione militare polacca, riscontrando nella parte esposta
per servizio a radiofrequenze e microonde un incremento significativo di
tumori, sopratutto del tratto alimentare, cervello e sistema emopoietico.
Studi inglesi (Dolk e Col) ed australiani
(Hocking e Col) condotti sulla popolazione residenti vicino a torri televisive
hanno riportato un rischio di leucemia aumentato, con una riduzione del
rischio proporzionale alla distanza dai trasmettitori.
Il prof. John Goldsmith del dipartimento
di epidemiologia dell’Università Ben Gurion del Nejev, riassumendo
tutta la letteratura scientifica riguardante l’esposizione ai CEM ad alta
frequenza dice (1997): “La nozione che la radiazione non ionizzante ed
in particolare la radiazione a radiofrequenza non sia dannosa- la presunzione
di innocenza- non è più sostenibile”.
Ricercatori e medici internazionali e
italiani e recentemente anche l’Istituto Superiore di Sanità (ISS)
e l’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza (ISPESL), in un
loro documento congiunto, invitano ad attuare un principio cautelativo
che tenda a minimizzare l’esposizione cronica della popolazione, ed in
particolare, della popolazione infantile, ai CEM ad alta frequenza.
Una documentazione molto ampia su tutta la
problematica antenne, con spiegazioni tecniche, pareri scientifici qualificati,
riferimenti bibliografici e con una serie di indicazioni utili su come comportarsi
di fronte al problema, è disponibile al sito
web del Comitato San Fruttuoso 2000.
Agg.5.99
Comitato San Fruttuoso
2000, Monza (Mi) - Comitato San Galdino, Milano
Comitato di via Plauto,
Milano - Consorzio della via Ugo Ricci, Cantù (Co)
Gruppo Spontaneo
Antenna, Vedano (Mi) - Comitato di Solaro (Mi)
Comitato Informale
Antitraliccio, Como - Comitato S. Bernardino da Siena, Como
Comitato di
Montano Lucino (Co) - Comitato Qt. Stella, Cologno Monzese (Mi)
Comitato Spontaneo Caravaggio
(Bg) - Italia Nostra Provincia di Sondrio
Comitato Bramante da Urbino, Monza (Mi) - No Elettrosmog, Rovellasca (Co)
©1996-2000 Portavoce:
Comitato San Fruttuoso 2000 -
Via Tazzoli 37, 20052 Monza, Italia
La documentazione è
liberamente riproducibile purchè integrale e citando la fonte