Elettrosmog - Comitati Antenne Lombardia
Coordinamento
regionale di quattordici Comitati di cittadini
Osservazioni
al Progetto di Legge regionale
licenziato
dalle Commissioni III Sanità e VI Ambiente
del
Consiglio Regionale
02.Aspetti
urbanistici
Milano, Circolo
della Stampa, 16 aprile 1999
Arch. Alfredo
Viganò, urbanista
membro del direttivo
INU Arch Lombardia
La Lombardia è caratterizzata da
densità urbane tra le più alte e diffuse d’Europa ed è
di conseguenza di grande importanza prevedere, valutare e normare gli effetti
causati dalla realizzazione di impianti ed apparecchiature che producono
campi elettromagnetici.
Negli anni trascorsi di celere urbanizzazione
troppo spesso si sono sottovalutati eventi poi riconosciuti gravi per la
salute ed estremamente costosi per la bonifica o il risanamento ambientale
ed edilizio. Ciò non può che indurre, anche nel caso di sospetto
di possibili danni alla salute, ad una richiesta pressante di intervento
legislativo, e di regolamentazione che escluda e limiti il più possibile
i rischi per la salute della popolazione.
Questo atteggiamento di prudente prevenzione
è ancora più dovuto in presenza di fenomeni di fatto nascosti
verso cui, la popolazione non informata, è del tutto indifesa e
resa incapace di tutelare la propria salute non solo nei momenti di lavoro
ma anche per tutto l’arco del giorno.
Importante ed opportuno pertanto che la
Regione provveda, come ha in corso, ad apposita legge e regolamentazione
inerente i tetti di radiocomunicazione e radiodiffusione degli impianti
ed apparecchi che producono campi elettromagneti nonchè la loro
localizzazione e tipologia. Legge che, a nostro avviso, dovrebbe anche
affrontare il tema più complessivo di tutte le fonti elettromagnetiche.
In riferimento agli aspetti urbanistici
ed ambientali si ritiene di sottolineare alcuni punti da tenere presente
per le proposte legislative e regolamentari:
a) La prescrizione che in generale nelle
aree urbane gli interventi siano attuati solo con microcelle con
ciò ottenendo una precauzione determinata dal minore campo magnetico
e la possibilità di collocare manufatti di modeste dimensioni e
quindi più facilmente inseribili o mascherabili.
b) Una specifica zonizzazione urbanistica
individuata nei Piani Regolatori o in altro strumento complementare (come
quello del Piano Acustico) con perimetri e segnalazioni inerenti lo stato
di fatto e le previsioni contenute negli strumenti urbanistici atta a costituire
aree libere da cui siano esclusi campi magnetici. Aree connesse ai servizi
pubblici (come scuole, parchi, giardini, impianti sportivi, ospedali) o
di rilevante uso per il tempo libero. Aree che possano costituire un sistema
libero e protetto anche da altri fattori inquinanti (come ad esempio
quelli del traffico e del rumore) e che siano di protezione anche ad altri
fini ambientali (tutela delle acque, piantumazione, rifiuti, etc.) , sia
per le attività umane che per la presenza della fauna e della
flora e che assumano valore paesistico di raccordo tra aree urbane e extraurbane.
c) Disposizioni anche per i Piani Attuativi
e per le Concessioni Edilizie inerente la tipologia, dimensione e eventuale
esclusione di inserimento di impianti ed apparecchi inerenti la produzione
di Campi Magnetici.
d) Una disposizione che coinvolga anche
i livelli di pianificazione territoriale sovra - comunali (come ad esempio
i Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale, Piani Territoriali dei
Parchi) per la individuazione e segnalazione delle aree libere da impianti
o emissioni, in modo da costituire una maglia territoriale di sicurezza
e libero comportamento fisico e psicologico della popolazione.
e) Una procedura per le autorizzazioni
che espliciti anche le modalità di partecipazione, di opposizione
e ricorso da parte della popolazione interessata nel caso di richiesta
di intervento degli operatori del settore, così come avviene per
ogni altro intervento territoriale (pubblicazione dei provvedimenti e modalità
di ricorso o opposizione). Congiuntamente la definizione di una procedura
e modalità di controllo nel tempo della situazione degli impianti
e di rispetto delle disposizioni di legge.
f) Una disposizione per la presenza di
norme inerenti questo problema anche nei Regolamenti Edilizi dei Comuni,
al fine sia di specifica regolamentazione di procedure e modalità
di realizzazione che di dimensioni e caratteristiche formali ed estetiche
di compatibilità degli interventi e inserimento micropaesaggistico.
g) Un chiaro sistema di informazione da
parte dei Comuni, delle Provincie e della Regione sulle disposizioni e
sulla mappa della presenza degli impianti e della intensità
dei campi elettromagnetici, così come per ogni altra presenza di
rischi per la popolazione.
Si dà atto che la Regione ha finalmente
avviato la complessa definizione del Piano Paesistico regionale e che nello
stesso ha posto attenzione anche a problematiche inerenti la presenza e
diffusione (sia per problemi sanitari che paesaggistici), si dà
atto anche che in questi anni la Regione ha puntualmente messo mano a singoli
aspetti legislativi importanti in materia di pianificazione territoriale
inerenti contenuti e procedure. Si sottolinea, in questo contesto l’importanza
che la proposta di legge in essere recepisca gli aspetti sopra descritti
e che meglio definiscono il problema e meglio rispondono alle preoccupazioni
della popolazione.

©1996-2000 Portavoce:
Comitato San Fruttuoso
2000 - Via Tazzoli 37, 20052 Monza, Italia
Per scrivere: E-mail
directory
La documentazione
è liberamente riproducibile purchè integrale e citando la
fonte