Elettrosmog - Comitati Antenne Lombardia
Coordinamento
regionale di quattordici Comitati di cittadini
Osservazioni
al Progetto di Legge regionale
licenziato
dalle Commissioni III Sanità e VI Ambiente
del
Consiglio Regionale
Milano, Circolo
della Stampa, 16 aprile 1999
Il PdL sui campi elettromagnetici non elimina
antenna selvaggia
Anzi, renderà più facile linstallazione
degli impianti cellulari Gsm
Forte delusione dei Comitati Antenne Lombardia
per il PdL messo a punto dalla Regione sulla tutela della popolazione e
dei lavoratori dai campi elettromagnetici ad alta frequenza (antenne).
I Comitati Antenne Lombardia, lo ricordiamo, sono un’associazione che raggruppa
dodici comitati in rappresentanza di oltre 12mila cittadini lombardi.
Il PdL non affronta adeguatamente, anzi
di fatto elude, il problema per il quale migliaia di cittadini protestano:
le stazioni radio base per la telefonia cellulare, troppo vicino alle case
e, in special modo, troppo vicino alle scuole.
Queste le carenze più
macroscopiche del PdL:
1. All’articolo 2, comma 3a, il
PdL esenta dalle procedure di autorizzazione e verifica preventiva quegli
impianti che hanno potenze più piccole di 20 Watt e che sono utilizzati
“per fini di pubblico servizio e protezione civile”. Va ricordato che lo
Stato considera la telefonia mobile un “pubblico servizio in concessione”.
Nel caso di Gsm.900 e Gsm.1800, si usano appunto potenze inferiori ai 20
Watt. Quindi, se il PdL sarà approvato così, la telefonia
Gsm avrà vita ancora più facile di prima.
2. All’articolo 4, comma 2b, il PdL vieta
l’installazione di impianti di potenza superiore ai 20 Watt a meno di 100 metri
da asili, scuole e ospedali. Le antenne GSM, che usano potenze inferiori ai 20
Watt, continuerebbero quindi a poter essere messe sopra scuole e ospedali e nelle
vicinanze di essi, senza alcun limite.
3. All’articolo 8, comma 2, il
PdL stabilisce che i Comuni elaborino norme urbanistiche per le antenne
sopra i 1.000 Watt (radio e tv), tra l’altro senza indicare un termine
temporale. Le antenne per la telefonia cellulare, comunque, sono decisamente
escluse da specifici indirizzi di tipo urbanistico.
Per un vero sviluppo sostenibile
delle antenne
ecco cosa chiediamo al
Consiglio regionale
A. Eliminare il gravissimo equivoco presente
allart.2, paragrafo 3a, del PdL lombardo, laddove è scritto che sono
esentati da qualsiasi adempimento gli impianti di radiocomunicazione con potenza
inferiore a 20 Watt “utilizzati per fini di pubblico servizio”. Le stazioni radio
base per la telefonia cellulare, infatti, rientrerebbero quasi tutte in questa
esenzione.
B. Prevedere adempimenti semplificati,
ma solo per le “microcelle” da 1-5 Watt (sistema di rete a bassissimo inquinamento
elettromagnetico già in uso in diverse aree metropolitane all’estero,
con vantaggi anche per la qualità delle comunicazioni radiotelefoniche).
C. Vietare qualsiasi impianto di
telecomunicazione nelle aree di asili, scuole, ospedali e case di cura
-pubblici e privati-, e per una fascia di rispetto di 50 metri da essi.
D. Favorire l’evoluzione delle
reti telefoniche a “microcelle”, riducendo da 20 a 5 Watt la potenza massima
degli impianti consentiti tra i 50 e i 100 metri di distanza da scuole
e ospedali (limitarsi ad estendere la distanza a 150 metri, come alcuni
propongono, senza ridurre i Watt di potenza, lascerebbe praticamente franche
le stazioni radio base della telefonia cellulare).
E. Introdurre nella legge precisi
indirizzi urbanistici per i Comuni, stabilendo il termine entro il quale
essi devono varare la norma, ed anche un periodo di non oltre 12 mesi entro
i quali siano convocate Conferenze di servizio comunali per programmare
la rilocalizzazione degli impianti eventualmente da spostare.
F. Rafforzare il nulla-osta sanitario
sugli impianti, con maggiori garanzie ai fini della prevenzione, stabilendo
che il parere preventivo rilasciato dalle Asl debba essere accompagnato
da una valutazione dell’Ispesl (Istituto Superiore per la Prevenzione e
la Sicurezza), che ha dipartimenti anche in Lombardia.
I Comitati Antenne Lombardia, attraverso una commissione
di tecnici, medici e biofisici, hanno elaborato una proposta di Linee
guida per una norma regionale sugli impianti di telecomunicazione in una logica
di Sviluppo sostenibile.
La proposta, fondata sulle esperienze
compiute in altri paesi occidentali e sulle soluzioni adottate in città
come Parigi, Barcellona, Tokyo, Seul, è stata illustrata alle Commissioni
ed ai capigruppo consiliari, ma di essa il PdL ha tenuto conto in modo
superficiale ed in misura del tutto inadeguata.
Vedansi anche i pareri espressi,
su nostra richiesta, da:
©1996-2000 Portavoce:
Comitato San Fruttuoso 2000 - Via Tazzoli 37, 20052 Monza, Italia
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