
PIANTATELA
Hascisc, marijuana, crack, cocaina, eroina.Droghe illegali!
Ma sono tutte uguali?
Procurano gli stessi effetti e gli stessi danni ?
Per la quasi totalità dei governi mondiali si direbbe di si.
Proviamo ad analizzare meglio il problema nei suoi molteplici aspetti.Innanzitutto distinguiamo le droghe leggere (le prime due) da quelle pesanti (le ultime tre).
L'hascisc e la marijuana sono droghe che non danno dipendenza fisica, non provocano danni irreparabili al fisico e non mettono in pericolo di morte il consumatore.
L'uso di queste droghe è diffusissimo tra i giovani ma anche molte "persone normali " di una certa età non disdegnano uno spinello in qualche occasione particolare.Che poi sia giusto o sbagliato fare uso di queste sostanze è un problema che riguarda ogni singola persona e la sua moralità; è comunque demenziale l'esistenza di leggi come la nostra che punisce questa fetta di popolazione , giudicandola criminale.
Chi sono costoro, per permettersi di intervenire nelle scelte che il singolo fa verso la propria persona? Qui si tratta di difendere i diritti civili di una consistente minoranza di cittadini che indulgono ad un "vizio" che non danneggia terze persone e danneggia , solo relativamente, i consumatori della sostanza.Ma osserviamo la questione da un'altra angolazione.Esistono in commercio altre droghe leggere legalizzate,come gli alcolici(che fanno più morti dell'eroina) le sigarette, il caffè.Vi immaginate se proibissero questi prodotti? Per un bicchierino di grappa mio nonno dovrebbe contattare il suo pusher di fiducia , che gli farebbe pagare la merce almeno il quadruplo di quanto si paga al bar , trattandosi di merce illegale.
Considerando poi che gli effetti di uno spinello non si discostano di molto da quello di un bicchiere di grappa (anzi,l'alcool è accertato che fa più male), non si capisce il motivo per cui il primo è proibito e il secondo è legale. Inoltre,da Eva in poi, si sa che il gusto del proibito attira molto.
Il problema è diverso per le droghe pesanti. Esse procurano assuefazione e mettono in pericolo di morte chi ne fa uso. Inoltre, per procurarsi la dose, il tossicodipendente è sovente obbligato a usare metodi criminali.
Legalizzando la droga e considerando il tossico come un malato da curare si risolverebbero un'enormità di problemi. La persona con problemi di droga dovrebbe essere seguito da apposite strutture che dovrebbero fornire la droga e controllare che questa venga consumata nella stessa struttura, in modo da prevenire il diffondersi dell'AIDS ed eventuali overdosi, oltre naturalmente a lavorare con le persone in questione per la riabilitazione .Così facendo scomparirebbe il tossico che rapina con la siringa, che picchia i genitori, che scippa, che si prostituisce ed infine si darebbe un bel colpo alla criminalità organizzata sul traffico di stupefacenti; perché è chiaro che il commercio di queste sostanze si basa sulla risposta che le organizzazioni criminali danno ad una reale domanda di mercato, costituita dalle esigenze che una parte della collettività, esigenze delle quali lo stato non si fa assolutamente carico.
E' il cittadino consumatore che va a cercare il venditore , il quale risponde ad una sua precisa richiesta. L'immenso mercato di cui dispone la criminalità è quindi determinato dalla proibizione di un vizio diffuso nella popolazione.
Occorre poi ricordare che la repressione dei consumatori prevede un notevole impiego di risorse poliziesche e giudiziarie. In un paese come l'Italia, dove i cittadini sono sempre più allarmati per la criminalità, la repressione di un fenomeno tanto diffuso come le droghe rappresenta un elevato costo per la comunità e sottrae risorse per la prevenzione e la lotta ai reati effettivamente lesivi.
A questo punto vorrei spendere alcune parole sulle "nuove droghe", ecstasi e anfetamine in genere; queste sono considerate droghe "semi-leggere" dato che non creano dipendenza fisica , ma provocano gravi danni a chi ne fa un uso continuativo, e in determinati soggetti sofferenti di alcune patologie, può provocare la morte , anche se di rado. Ora, voglio parlare a parte di queste droghe perché, al contrario di quelle trattate prima, che hanno avuto e hanno(anche se attualmente in tono molto minore) un ruolo di ribellione sociale (eccetto la cocaina), il consumo di queste nuove sostanze ha un significato esattamente opposto, cioè di omologazione estrema agli input che la società d'oggi ci chiede: brillantezza, capacità comunicative, iper-velocità.Vengono poi consumate nel tempio dell'edonismo moderno : la discoteca. E' certo che la stragrande maggioranza dei ragazzi che ne fa uso e' pienamente integrata ,ha un lavoro o sono bravi studenti , con famiglie alle spalle "normali" e nessuna voglia di contestare alcunché .
Ma il loro fare uso di queste droghe è comunque una spia accesa che ci segnala che qualcosa non funziona .Come risolvere la situazione? Sicuramente ci sarebbe da fare un'analisi della nostra società imperniata su valori alquanto discutibili, ma questa è un'altra storia; anche in questo caso la legalizzazione sarebbe un danno per la criminalità, poi però l' obbligare questi ragazzi a consumare le loro droghe in apposite strutture non potrebbe funzionare, allora bisogna che le strutture vadano dove si consuma ,cioè nelle discoteche e posti affini e li oltre a informare sui possibili danni, controllare anche che chi consuma queste droghe segua alcune minime prescrizione per cercare di ridurre al minimo il danno.