TRA  UTOPIA

TRA  UTOPIA... 

 

 AUTOGESTIONE E DEMOCRAZIA DIRETTA   . 

(..e altre considerazioni sul TAV)      

Quando sentiamo politicanti estranei ai nostri luoghi di nascita e/o residenza intraprendere azioni sul futuro del nostro territorio , sapendo che l’unica conoscenza dei luoghi da essi citati proviene loro da una cartina topografica , ci sentiamo defraudati di un nostro diritto inalienabile : decidere il futuro del territorio da noi abitato . Casi come questi svelano come la democrazia può essere di vari livelli e soggetta a varie interpretazioni.

 A noi piace pensare che l’autogestione di piccole comunità ,dove le scelte da compiersi vengono prese dai diretti interessati , senza che vi sia nessun potere delegato a sostituirci , è la più autentica forma di democrazia esistente (l’agorà greca è un lampante esempio ). La storia ci ha poi mostrato, che per governare territori sempre più vasti , ci vogliono governi sempre meno democratici, a partire dall’impero romano, alla Germania ,all’ URSS, alla Cina fino agli Usa , creduta da molti esempio di democrazia da seguire ma dove non arriva a votare neanche il 50% della popolazione , dove è difficile trovare le differenze di programma che dividono i due unici partiti che si alternano al potere ( nei fatti esempio di partito unico camuffato ) e che oltre a governare il paese , decidono le sorti dell’intero globo ,( con meno del 25%dei voti ! ). Ciò non significa che sia meglio vivere in una miriade di staterelli autonomi incomunicanti tra di loro e magari anche guerrafondai (vedi l’ex. Jugoslavia passata dalla dittatura unificante alla separazione con guerra ) , ma semplicemente cercare di far decidere il più possibile ai cittadini del luogo i problemi riguardanti il loro territorio, oltrechè salvaguardare lingue e tradizioni proprie dei vari popoli .

Quest’ultimo argomento viene preso come pretesto da alcuni movimenti autonomisti per scagliarsi contro gli immigrati e la società multietnica rea , secondo loro , di distruggere le culture locali ; naturalmente ognuno ha la sua idea di società perfetta , noi crediamo che il salvaguardare le tradizioni locali debba servire , oltre a non perdere pezzi importanti di storia , anche come mezzo di confronto e di rispetto verso le diverse tradizioni che si incontrano .E’ sottointeso che una società così costruita , formata da piccole comunità autogestite senza “ fili spinati “come frontiere , deve avere come fondamento la solidarietà sia tra i componenti della stessa , sia tra le varie comunità , un sistema basato sulla concorrenza sfrenata e l’arricchimento senza scrupoli ,porterebbe, dopo breve , al nascere di invidie e voglie espansionistiche, fino a giungere  all’autodistruzione. Al contrario , la società funzionante , deve garantire a tutti una vita dignitosa oltre , naturalmente , alle libertà inalienabili che ogni cittadino deve possedere ; il baratto di generi alimentari volto alla sussistenza delle comunità è sicuramente un modo per evitare i problemi sopracitati , bisognerà accontentarsi di vivere con l’essenziale , ma non in modo primitivo : la tecnologia e la scienza se usate al servizio dell’uomo e non delle multinazionali , può farci sicuramente vivere in modo comodo , certo i consumi andrebbero razionalizzati , ma se ci si accontenta di poco più del cibarsi , allora si lavorerà molto meno di adesso , quindi si consumerà poco e niente e così il cerchio si chiude. Certo , il cyberlettore che leggerà questo scritto penserà  ,a ragione , dell’autore come un illuso , ma a questa obiezione , per quanto giusta può essere ,mi piace rispondere con le parole di  un cantautore , che alla domanda “Che cos’è un uomo senza ideali?Rispose:  “Un uomo senza ideali è come un cinghiale laureato in matematica pura “e dato che non sono un cinghiale e la matematica non la sopporto , vi  siete beccati questa tiritera utopica .

 ..E REALTA’

Un esempio che rende più chiaro il problema della gestione del territorio riguarda una piccola zona d’Italia , la Valle di Susa , larga nel punto più stretto circa 2 Km. e attraversata per lungo da 2 statali , un autostrada (l’autostrada del Frejus) , la ferrovia e il torrente Dora  In questa strettoia il governo e vari industriali hanno avuto la bella pensata far passare l’ Alta Velocità Ferroviaria, devastando quel poco che ancora rimane di bello in questa zona , naturalmente la popolazione non ne vuole sapere di questa opera , ma è curioso l’atteggiamento dei politici, molti di quelli residenti in Valle: sono nettamente contrari , e conoscendo il luogo non potrebbe essere altrimenti , mentre i loro stessi partiti che sono a Roma o in regione dicono che senza  il TAV ci aspetterebbe un “futuro tragico” .Naturalmente la soluzione esiste e sarebbe quella di potenziare la linea ferroviaria attuale , spendendo ¼ di quello previsto per l’opera attuale , ma per gli interessi degli speculatori (si parla di migliaia di miliardi)e dei politici che li coprono o che hanno semplicemente timore di mettersi contro certi poteri  (Fiat e Pininfarina saranno  i maggiori artefici dello scempio), questa non è una proposta da prendere in considerazione .

Con poca fantasia , gli stessi poteri , vista l’opposizione della popolazione locale, hanno iniziato a giocare sporco mettendo(forse: la speranza è che il sabotaggio sia di normali cittadini esasperati) piccole bombe per la Valle. Facile  pensare dove le indagini si sono rivolte :anarcopunksquatter , centri sociali , autonomi .Da li ad arrestare 3 “famigerati squatters” il passo è stato breve e l’opposizione al TAV delegittimata : per i media (sempre servili) il TAV viene combattuto da una minuscola minoranza violenta e terrorista.

 Ricordiamo che questa strategia ha portato all’uccisione di Soledad e Baleno (“suicidio di Stato“)in carcere , mentre il terzo arrestato è stato condannato per uno dei 13 episodi di sabotaggio compiuti in Valle. Naturalmente degli altri 12 nessuno sa nulla , ma per i media il caso è chiuso , l’opposizione al Tav è servita e poi se sono morti 2 giovani be’ dispiace , ma vogliamo paragonare la vita di 2 squatters con un affare di migliaia di miliardi? Suvvia , siamo seri , per il progresso , questo ed altro.

Bisognava avere “troppo coraggio” per trasmettere in TV ( IL TG3 regionale del Piemonte )o scrivere sui giornali ( parlo delle pagine di “Cronaca di Torino”di Stampa e Repubblica ) che il Tav non potrà mai raggiungere le velocità per cui è predisposto data la conformità del territorio né che ai valligiani non porterà un solo beneficio economico ,dato che transiterà solo , senza fermarsi (ma anche se si fosse fermato , cambiava poco ).Ci sono in compenso i danni : quelli ambientali: non si può vivere a meno di 500 m . dalla linea ferroviaria , un super tunnel di 52 Km. che impedirebbe il drenaggio naturale del terreno , oltre che danneggiare irrimediabilmente l’eco-sistema dei monti interessati, lo svuotamento delle falde acquifere dei monti , che nel giro di qualche anno trasformerebbe prati e boschi in aride pietraie con fortissimi rischi idrologici per gli abitanti della valle , il passaggio per anni di mezzi pesanti per la Valle con aumento di inquinamento , traffico e rumore ,lo stoccaggio di milioni di metri cubi di materiale estratto dalle gallerie… ; e danni economici : deprezzamento delle case e dei terreni, ( vedi Malpensa 2000 , altro esempio di decisione presa dall’ alto senza interpellare i cittadini ) danni enormi al turismo .

I valligiani sono ben cosciente dei pericoli del TAV , anche perché  tutti sanno cosa accade in molte parti d’Italia appena cade un po’ d’acqua : oltre ad avere gli immobili distrutti , spesso si piangono i morti , poi parte il balletto delle responsabilità , per finire come sempre in un nulla di fatto . A certa gente il Vajont ha insegnato solo come uscire pulito da certe situazioni .

Questa è la realtà , forse con un po’ di utopia le cose si sistemerebbero .

 

 - Lettera trovata sul sito degli squatter torinesi

Valle di Susa, 28 marzo 1998

OGGETTO: alcune considerazione sulla morte di un uomo.

È appena stata resa nota la notizia della morte di Edoardo Massari, avvenuta nel carcere delle Vallette dov’era detenuto in carcerazione preventiva perché accusato di alcuni atti di danneggiamento avvenuti in Valsusa contro l’alta velocità ferroviaria. Alcune considerazioni sono doverse di fronte alla morte di un uomo. Tutti i giornali si sono accaniti contro le tre persone arrestate in merito all’inchiesta sui Lupi Grigi, scatenando una campagna diffamatoria definendo "terroristi" persone invece accusate di semplici danneggiamenti, e condannando ogni minima dimostrazione di solidarietà con persone private della Libertà. No si vuole entrare nella discussione sulla innocenza o colpevolezza degli accusati, ma accanirsi contro Edoardo, Soledad, Silvano e contro tutte le persone a loro vicine, additandoli come delinquenti è profondamente ingiusto e denota mancanza di critica realistica.

Chi scrive non è uno "squatters" dei centri sociali di Torino, né un "ecoterrorista" e tanto meno un Lupo Grigio (casomai una "Lepre variabile" dal giallo della rabbia al rossi dell’indignazione), ma bensì un abitante della Valle di Susa che riflette su ciò che gli accade attorno cercando di non lasciarsi omologare dal coro che unanime si sente in Valle. Il fatto che oggi fa riflettere è la morte di un ragazzo rinchiuso in un carcere accusato di "terrorismo" per aver al massimo danneggiato qualche struttura.

La domanda è: chi distrugge e rende invivibile un’intera Valle, chi spiana campi coltivati e paesi abitati da sempre per fare spazio a rumorosissimi viadotti e desolanti massicciate, chi prosciuga sorgenti di montagna desertificandola per forare gallerie apportatrici di mortali radiazioni uranifere, chi fa tutto ciò e anche cose peggiori per far correre ad alta velocità treni e denaro, sbandierando l’avanzata del "progresso" e delle comunicazioni ebbene costoro come devono essere definiti? È giusto che questi speculatori abbiano il diritto di devastare una valle solo perché operano nella "legalità"? (Quest’ultima del tutto discutibile, vedere Necci & C.)

Ora si parla del blocco del progetto Tav Torino-Lione da parte del governo, se ne ridiscuterà tra 10-20 anni. Ma questo non modifica la situazione, L’AV è nociva oggi come lo sarà in futuro. Un futuro sempre più abbrutito e impoverito di valori da strutture imposte e rese apparentemente indispensabili per la vita degli uomini, ma in realtà solo create da speculatori che si arricchiscono sempre più senza alcuna considerazione per la vita delle persone, come è stato per la vita di Edoardo Massari.

Tutti coloro che si sono dimostrati soddisfatti dell’arresto dei tre accusati (giornali per primi) ora saranno felici che uno di loro è stato ucciso portandolo alla disperazione del suicidio. La loro soddisfazione sarà senz’altro celata dietro ad un velo di pietà e commozione per un fatto di cronaca così "drammatico e incomprensibile". Come già detto chi scrive non è un "ecoterrorista" né un sabotatore ma comunque apprezza maggiormente l’operato di questi personaggi che quello di tutti quegli speculatori che l’AV la vogliono costruire a tutti i costi (cosi sostenuti naturalmente dalle popolazioni, sia come costi ambientali che come finanziamenti pubblici spillati ai contribuenti).

Scelgo purtroppo di non firmare questa lettera (non verrebbe sicuramente pubblicata comunque) perché temo che anche la mia persona sarebbe bersaglio di assurde indagini a causa di questo semplice e sincero scritto, considerato che la solidarietà è orami considerata partecipazione e collaborazione con gli autori dei danneggiamenti.

Anche questo è un grave sintomo di questa nostra società malata: la reale mancanza di libertà.

Comunque, cordiali saluti a tutti, in particolare a chi cerca di opporsi con ogni mezzo all’alta velocità (o alta capacità), nella speranza che la morte di Edoardo Massari non sia stata inutile e che non venga subito dimenticata.

Un valsusino fuori dal coro

Trovata sul sito degli squatters torinesi

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