UNA VALLE DA SALVARE

http://utenti.lycos.it/spintadalbass
http://www.legambientevalsusa.it
21/07/01 IL MOVIMENTO ANTI-TAV A GENOVA

Scritta sulla Seija -Villardora
DALLA “LUNA NUOVA” DEL 21/11/00 .
Claudio Cancelli, docente al Politecnico, presidente
del comitato “HABITAT” e consulente sull’alta velocità per la comunità
montana della Valle di Susa, sembra non avere dubbi : “Per la Val Susa sarà
un disastro: almeno 500-600 persone saranno sgombrate dalle loro case(come sta
già avvenendo all’aeroporto della Malpensa) per altre migliaia tutto non sarà
più come prima. Anzi un sistema di vita sarà stravolto e la Val Susa diverrà
un luogo nel quale ogni giorno transiteranno almeno 700 treni (1 ogni 2minuti) e
migliaia di Tir. Chi mai potrà avere una vita decente in una situazione simile?”
Una bella domanda. Alla quale segue una risposta
basata sui dati di fatto , ovvero il progetto di base per l’alta velocità
ferroviaria.
Quello del tunnel sotto il Moncenisio e la
conseguente superlinea sulla sinistra orografica della vallata. “Perché
aldilà di ogni riunione tecnica o di informazione,c’è una decisione politica
già presa a Roma e condivisa ampiamente dalla Regione Piemonte. Noi non
contiamo più nulla. Ci hanno trattato come delle nullità. Per cui la
superlinea si deve fare comunque a meno che i valsusuni siano così bravi da
difendere il loro patrimonio personale e la loro qualità di vita facendo
ripensare quello che è già stato deciso.”
Ed ecco l’ipotesi molto realistica (che il ministro
dell’ambiente non ha mai negato, e di fatto confermato) per il prossimo futuro
della vallata. L’uscita del supertunnel a Venaus, poi attraversamento della
Val Cenischia, passaggio accanto a Susa, sotto Monpantero, S.Giuliano ed uscita
dopo Bussoleno, ma prima di Chianocco, cioè nell’area del Vernetto. Zona che
è ampiamente abitata e residenziale da poco tempo. Qui avverrà la
realizzazione della gigantesca piattaforma di interscambio con la linea attuale,
con la presenza di decine di binari.
Poi si proseguirà in direzione di Bruzolo, S.Didero
e Borgone, dove le poche aree agricole scompariranno e ( già partendo da
Chianocco) tutte le abitazioni che si troveranno lungo la
linea hanno una buona probabilità di essere abbattute o dovranno essere
sgomberate. Mentre gli abitanti delle case più adiacenti alla futura ferrovia
saranno stravolte dai passaggi come accade già adesso lungo l’attuale linea
Torino-Modane, il cui rumore è ampiamente fuori norma, come ha certificato
l’Agenzia Regionale per l’ambiente in una verifica avvenuta a Borgone,
Chiusa S.Michele e S.Ambrogio.
Poi in galleria- la super linea dovrebbe (il
condizionale e d’obbligo poiché il quadruplicamento della attuale ferrovia
non è ancora stato scartato dai progetti) passare sotto Condove e sbucare
nell’abitato di Caprie , passare davanti a Novaretto e deviare su Villardora e
Avigliana, il tutto condito da diverse interconnessioni da realizzare durante i
lavori, per non interrompere il flusso di passaggi. Poi ad Avigliana ci sarà il
collegamento con la ferrovia attuale ed una nuova bretella (verso S.Antonio di
Ranverso punterà su Caselle, Alpignano, S.Gillio ed oltre). Però –
finora-nessun progetto dettagliato è stato illustrato ai sindaci ed agli
amministratori della Comunità Montana. Tutto ben chiuso nei cassetti delle
società progettatici delle ferrovie, vedi Italferr.
“Presumiamo che saranno oltre 500 le abitazioni
coinvolte direttamente dal progetto, mentre per altre due-tre mila il valore
immobiliare scenderà moltissimo, vista la vicinanza ai 700 treni giornalieri”,
afferma Cancelli, che aggiunge: “Non solo: tutto un sistema di vita
precedente cambierà in peggio poiché il territorio verrà frantumato e
l’economia agricola non avrà più motivo di esistere. Insomma diventeremo
solamente un corridoio di passaggio per le merci europee. Invece degli aerei
sulla testa come alla Malpensa noi avremo 700 treni al giorno, più i Tir
sull’autostrada e sulle statali. Non mi sembra una prospettiva incoraggiante”.
Pare proprio di no.

Volantino del collettivo Linea Rossa di Bussoleno
Valsusa violentata!!!
La Valle di Susa ha subito in questi anni pesanti attacchi alla sua vivibilità:
-Il traforo autostradale del Frejus e l'autostrada hanno portato in Valle 7.000 TIR al giorno con il pesante carico di inquinamento e di morte.
-Sono state realizzate dighe e gallerie per condotte forzate che cambiano la natura stessa della Valle, causando danni enormi all'uomo e all'ambiente.
-Si sono persi migliaia di posti di lavoro, ultimi quelli della Filatura di Borgone della Filtrauto di S.Antonino.
-Si svendono le poche ricchezze naturali che abbiamo (si pensi all'acqua) in nome del profitto.
-Mancano politiche di gestione del territorio con evidenti risultati: soppressione di servizi pubblica utilità quali asili nido, trasporti, centri di aggregazione, sanità,...
-Si progetta la realizzazione di una infrastruttura come quella del treno ad Alta Velocità/Capacità che annienterebbe definitivamente la Valle qualsiasi tracciato si ipotizzi.
NON CONSENTIAMO CHE CIO' ACCADA !
Contro qualsiasi progetto capitalistico di alta velocità/capacità
Per la riduzione dei passaggi di Tir in Valle
Contro un modello di sviluppo che non ci appartiene
....SU LA TESTA
Per evitare di dover fare delle manifestazioni di protesta a fatti avvenuti (vedi Malpensa), non deleghiamo la nostra vita a nessuno e scendiamo in piazza partecipando alla
GIORNATA DI MOBILITAZIONE
Sabato 22 dicembre a Bussoleno in piazza della Stazione
Stralci del volantino del Comitato contro l'alta Velocità Torino-CSAO ASKATASUNA
Contro il tav opposizione sociale
...Il tav è un opera completamente inutile al trasporto dei passeggeri( per cui non è stata progettata, anche se in Francia viene ancora descritta come trasporto persone) quanto alle economie dei territori, è utile solamente a chi possiede già le ricchezze della produzione nell'era del capitalismo globalizzato e ha bisogno di trasportare le proprie merci prodotte altrove per assemblare nei propri stabilimenti. Anche studi di mercato hanno dimostrato l'inutilità di un potenziamento della tratta Torino-Lione per le caratteristiche dell'economia piemontese, solo che sul Tav i guadagni e gli interessi nascono e si moltiplicano già sulla progettazione e dalla sua costruzione prima del suo funzionamento. Tutto il territorio italiano e europeo è colpito da questo progetto e dove i lavori sono iniziatisi si sono visti i primi risultati: nella Toscana sono nati i primi problemi alle falde acquifere, nell'Emilia Romagna è cominciata un opera di distruzione di massa nel nome della costruzione dei passanti ferroviari e così via. Allo stesso tempo in questi giorni però è nato un livello di opposizione delle popolazioni, che sta a dimostrare che opporsi al progetto e all'arroganza che sta dietro a chi questo treno lo vuole è possibile senza aspettare che gli eventi ci trascinano in situazioni come quelle che l'alluvione di quest'anno ci ha dimostrato.
L'intero pianeta è sotto la minaccia di un economia che nel nome del profitto distrugge e prevarica ogni territorio e ogni suo abitante. Persino il recente convegno sul clima all'Ajia ha dimostrato come anche di fronte ad eventi catastrofici calcolati come quelli del surriscaldamento della terra, passino in secondo piano rispetto agli investimenti di chi possiede tre quarti della ricchezza mondiale.
Prima pagina di Luna Nuova del 05/12/00

Dalla Luna Nuova del 15/12/00
"Il passaggio delle merci su su determinate aree e corridoi non ha mai arricchito nessuna regione.Queste tesi sono discorsi da osteria. E la gestione di questi nuovi impianti ferroviari dov'è?". Poi l'affondo e la sfida :"Ma dov'è il modello di esercizio per il supertunnel? Come , dove e quando esistono queste esigenze di mercato? Chi certifica i dati diffusi da appaltatori e costruttori? A chi giova tutto questo? Siamo pronti a discutere del perchè di quest'opera. L'alta velocità va bene da Milano a Napoli, altrove non serve a nulla, poichè le distanze sono troppo brevi".
E con queste premesse che martedì sera nel salone della Comunità montana a Bussoleno i due esperti di mobilità delle merci, l'ingegnier Andrea De Bernardi (tecnico del piano nazionale trasporti) e il commendator Giusepppe Pinnna , già direttore generale del trasporto merci delle ferrovie, si sono presentati alla folta platea di sindaci, amministratori , comitati e cittadini(oltre 300) convocati dalla comunità montana per ascoltare il parere di due tecnici di trasporti su ferrovia ... .
Insomma la sfida lanciata è diretta al comitato della Traspadana ( promotore dell'alta velocità ) ed al suo presidente Pininfarina, convitato di pietra evocato più volte. Spiega De Bernardi : " Sulle grandi linee europee di traffico il corridoio della Valle di Susa non ha alcun riscontro, perchè qui transitano merci solo tra Italia e Francia, il 26 % di quanto passa sull'arco alpino occidentale. La domanda dei passeggeri non esiste proprio, mentre il problema e quello delle merci. Dalla Francia, alla Gemania, alla Spagna, c'è un ripensamento sull'alta velocità dopo la liberalizzazione dei voli europei su breve distanza".
Dall' 87 al '97 lì import-export è passato da 300 a 400mila tonnellate, dei quali appena 120 su ferrovia. Mentre la crescita dei transiti su strada è del 40%, fra 20 anni sarà al 40%, fra 20 sarà al 90%. " L'unica politica dei trasporti delle ferrovie è quella di fare dei tunnel invece di rendere efficiente il servizio merci: l'export ferroviario italiano è . I nostri treni vuoti vanno in Francia per rientrare carichi di derrate alimentari", ha precisato De Bernardi.
" Sapete perchè fornisco questa consulenza gratuita? Perchè Pininfarina ha minacciato la secessione del Piemonte se non si fa la Torino-Lione. Ma perchè avere ragione a tutti i costi ? Voglio discutere del perchè di questa operazione, a chi giova , a che cosa serve - ha affermato Pinna -questo progetto approvato da governi e camera dei deputati non ha alcuna forza su elementi certi : manca una certificazione sui dati forniti. Nel '97 il piano delle Ferrovie, firmato da otto tecnici, asserviva che da Torino a Venezia non aveva un senso l'alta velocità, mentre sarebbe stato utile migliorare i traffici locali".
"Non ha senso portare i Tir in treno da Parigi alla pianura padana - prosegue Pinna - vanno bene solo i container a scarico locale, con un sistema intermodale ferroviaria-strada: insomma, razionalizzare il trasportare in base alle vere esigenze. Poi il ministero dell'ambiente e dei trasporti si mettono d'accordo e discutevamo se la linea sarà utile, necessaria e redditizia. Caro Pininfarina, è opportuno ragionare per un esame e laico sul progetto . Sono problemi politici e tecnici che non si possono separare. Anche perchè i nostri trasporti ferroviari viaggiano a 16 Km. orari, invece dei 50-60 europei"
Dunque la sfida sull'utilità dell'alta velocità-capacità Torino-Lione è lanciata. Ma qualcuno risponderà? "Noi siamo aperti al confronto - ha precisato Ferrentino, presidente della Comunità Montana- sono gli altri che fuggono". Infatti la riunione del tavolo di confronto alla Regione Piemonte- previsto per mercoledì mattina- improvvisamente è stato rinviato dall' assessore regionale ai trasporti William Casoni.
..."Progettiamo un' alternativa perchè in Piemonte non esiste una strategia nei trasporti. E l'ipotesi del potenziamento ferroviario sud-nord Piemonte è una biuona traccia", hanno prospettato i due esperti. Insomma sarà la terza via a salvare la Valle di Susa?
Dalla Luna Nuova del 12/01/01
TAV, TAMBURI DI GUERRA
Il comitato Valsusino in corteo al Lingotto per protestare contro i padroni del vapore.
"Rullano i tamburi di guerra delle tribù valsusine contro le giubbe blu dell'invasore ad alta velocità. Anzi, invece di un piano di difesa, si è deciso di passare all'attacco. Tutti a Torino al Lingotto, al seguito dei sindaci e degli amministratori, per contestare le lobby politiche ed economiche che hanno deciso di decidere sulla testa dei comuni della valle e sul futuro della qualità della vita dei 69mila abitanti."
"...Rotti gli indugi i comuni e la comunità montana metteranno a disposizione dei pulman per portare gli abitanti della vall Susa al convegno di Transpadana che si svolgerà il 25 gennaio al lingotto. E una manifestazione organizzata da diverse associazioni francesi si svolgerà il 27 gennaio a Chambery, alla quale vi parteciperà anche una delegazione della val Susa, con un pulman che porterà amministratori e cittadini.
Non solo.Anche per la riunione della commissione governativa che si svolgerà a Torino il 29 gennaio vedrà nuovamente partire i pulman dalla valle.
Nei prossimi giorni la Comunità Montana farà pubblicare sui giornali un inserto di 4 pagine, nel quale verranno spiegati ai cittadini le ragioni del no all'alta velocità.Inoltre il 19 e 23 gennaio a Venaus e Caselette si svolgeranno 2 serate sul tav, alla quale parteciperanno esperti e amministratori. Nei comuni della vallata verranno affissi centinaia di manifesti e vi sarà la distribuzione di volantini alla popolazione.
Nella riunione di martedì si è affrontato anche il tema di un eventuale sciopero generale, o di chiedere ai parroci di far suonare le campane, mentre i sindaci e la popolazione protesteranno a Torino.
Lunedì 29 gennaio il Potere firma l'accordo.
Prima pagina di "Luna Nuova del 30/01/01

Volantino distribuito durante la manifestazione del 29/01 dalla comunità montana.
NO
AL TAV
La
popolazione della bassa Val Susa e Val Cenischia, assieme ai sindaci di 25
comuni e alla comunità montana, MANIFESTA il proprio NO al
progetto di alta velocità-capacità Torino-Lione e chiede al governo Nazionale
e regionale di considerare e valutare con attenzione e rispetto le ragioni.
Perché
no ?
Perché
quest’opera non serve al Paese, non serve al Piemonte e non serve neppure alla
Valle di Susa a cui , anzi, impedirebbe ogni
sviluppo(turistico,agricolo,residenziale)!
Perché
concentrare su un unico territorio tutte le merci europee è impossibile e
sbagliato!
Perché
la ristrutturazione della linea esistente potrebbe garantire oltre che migliori
condizioni di trasporto per pendolari, anche
un collegamento veloce e sicuro con la Francia sia per le merci , sia per
i passeggeri! Il tutto in tempi rapidi e con costi ridottissimi!
Perché
nei prossimi
20 anni, quelli relativi alla costruzione della linea, la Valle diventerebbe un
unico cantiere con centinaia di autocarri che giornalmente trasporterebbero il
materiale estratto dalla galleria di 54Km. sotto il Moncenisio (oltre a polvere,
rumore,vibrazione)
Perché
si tratta di un progetto ambientalmente disastroso per la Valle di Susa con
costi di costruzione (almeno 30.000 miliardi) e gestione elevatissime che
pagherebbero i cittadini o che verrebbero sottratti alla sanità, alla scuola
pubblica,alle pensioni, ai servizi sociali!
Perché
vogliamo lasciare ai nostri figli un ambiente ancora vivibile e non un inutile
debito per tutti gli italiani!
Perché
il rumore prodotto dalle diverse centinaia di treni previsti, distribuiti in
tutte le 24 ore, renderebbe la valle invivibile. Il riposo notturno sarebbe
continuamente interrotto con gravi conseguenze sulla salute( basta vedere cosa
succede alla Malpensa)!
I
valsusini che già sopportano il costo ambientale dell’autostrada sono stati i
primi a chiedere di spostare gran parte del traffico merci su rotaia. Chiedeno
però che questo avvenga:
-Suddividendo
i flussi di traffico tra la linea attuale, opportunamente ristrutturata,, e le
altre linee che già collegano il Piemonte all’Europa;
-razionalizzando
i flussi di traffico per evitare i viaggi di ritorno a carico vuoto(attualmente
molto numerosi);
-facendo
viaggiare i container e non l’intero TIR su treno come proposto sulla linea
TAC;
La
Valle di Susa chiede solidarietà ai cittadini di Torino e del Piemonte, ricorda
che è un interesse comune evitare lo sperpero di denaro pubblico!
La
Valle vuole continuare a vivere!
TORINO 29 gennaio 2001
Luna Nuova del 30/01/01
"I SOVVERSIVI DELLE MONTAGNE"
"GRIDO DI DOLORE NEL SALOTTO DI PIAZZA S.CARLO"
Eccoli i sovversivi giunti dalle montagne. Al suon di Piemontesina bella, Fratelli d’Italia , la Marsigliese, un po’ di rock, qualche valzer, mazurche e la nostrana Abbadia(che il tav si porti via)sono sfilati contro il potere, di qua e di là delle Alpi.Dietro ai sindaci capitribù e ai gonfaloni con le insegne comunali. Una bella lezione di democrazia al Potere superblindato dei nostri minimalisti politici e della grandeur francese.
Ognuno con la sua bandiera, o lenzuolo, uno striscione o un pezzo di carta. E così nel salotto di piazza S. Carlo sono echeggiate le note dell’orchestra valsusina. Molto chiare per chi comanda , che solitamente pare afflitto da un epidemia di sordità totale e invalidante. Ma stavolta sono stati così forti che non hanno potuto fare a meno di ascoltarle. E’ stato un grido di dolore da parte dei 60 mila abitanti dei 25 comuni della vallata olimpica, che piace molto alla “intelligenza subalpina”in particolare quando arriveranno i 1800 miliardi dei Giochi del 2006..
Ma invece totalmente ignorata per lo stravolgimento annunciato che il progetto del treno ad alta velocità cambierà completamente la vallata. Di questo futuro -sicuramente non invidiabile - che toccherà agli abitanti della bassa Val Susa non una parola, se non una commiserazione paternalistica(“Non preoccupatevi,ci pensiamo noi”). Ma è proprio questa improvvisa bontà che non è mai piaciuta ai valligiani. Anche perché hanno scoperto che -invece – i signori della regione Piemonte vogliono chiudere gli ospedali della zona.
E così tra i cartelli e striscioni che raccontavano ai signori del Potere il dissenso dei 60 mila e oltre persone, i sindaci ed i consiglieri comunali speravano – come era stato accordato- di poter portare le loro opinioni fino a Palazzo Reale, in un civile confronto tra persone perbene.Invece no.Ad un tratto il corteo è stato “oggetto di attenzione” da parte di un gruppo di poliziotti più realisti del re;solamente l’arrivo dei sindaci e dei gonfaloni comunali hanno calmato la situazione.. E così i nostri amministratori per non peggiorare la situazione hanno rinunciato a recarsi a Palazzo Reale, come invece era stato prestabilito.. Bisogna ammettere che il buon senso dei sindaci ha notevolmente prevalso di fronte a un democrazia monca e super blindata..
Poi a mezzogiorno tutti a casa ed in piazza Carlo Felice sono riecheggiate le note della nostra orchestra, ed un coro ha improvvisato"Montagne del mio Piemonte”.Canta, che non ti passa.
"Il manifesto" del 30/01/01
Torino invasa da tanti no
Contro la Tav sindaci, centri sociali e Coldiretti
"La Repubblica" del 30/01/01
..Durante il vertice italo-francese in duemila hanno sfilato per dire no al progetto.
"La Stampa" del 30/01/01
I sindaci :"Fermate quel treno"
In piazza tutti i sindaci valsusini
Luna Nuova del 9 febbraio
"LOTTA AL TAV CON IL BOICOTTAGGIO
E' L'ULTIMA SFIDA DEI VALSUSINI "
"Ritiriamo i soldi dalle banche del supertreno"
Dopo la manifestazione a Torino contro il progetto dell'alta velocità, c'è chi si è inventato un nuovo modo di opporsi al progetto.
... . Nei giorni addietro in alcune filiali della Cassa di risparmio della Valle di Susa alcuni clienti si sono presentati con una bella e gentile lettera. Che piu' o meno suonava così : "Egregio direttore, nonostante la efficienza e la solerzia della sua agenzia, abbiamo deciso di togliere i nostri conti correnti. La motivazione e che i vostri presidenti- come da intervista trasmessa dal Tg3 del 25 gennaio 2001- hanno deciso di sostenere, con finanziamenti dei vostri istituti bancari (quindi denaro nostro), la realizzazione dell'alta velocità in val Susa. Per tanto - non condividendo questa decisione- ritiriamo il nostro denaro depositato nella vostra banca. Il motivo della presente in quanto non è mia intenzione permettervi di utilizzare i miei modesti, ma onesti risparmi in una operazione che non condivido ed evidentemente antieconomica. Cordiali saluti". Post scriptum: "In attesa di un vostro ripensamento siamo pronti a ritornare comme clienti della banca ".
Le lettere sono state indrizzate personalmente al presidente della Crt, dottor. Giovando, che come è noto ha pubblicamente elogiato il tav, dichiarandosi pronto a sborsare molti miliardi per i finanziamenti.(...)
DIMOSTRARONO IN REGIONE
Rischiano 10 anni
Rischiano una condanna ad oltre 10 anni di carcere gli 8 dimostranti "anti-tav" che martedì 23 gennaio avevano fatto irruzione nella sala del consiglio regionale per esporre uno striscione contro l'alta velocità . Tra questi figurano anche Nicoletta Dosio, segretaria del circolo valsusino di Rif. Comunista, e Rodolfo Bernardini, esponente dell'associazione "Valsusa Viva" che si erano aggregati a sei appartenenti al centro sociale Askatasuna. Lo scorso 23 gennaio il gruppetto , dopo aver incontrato in sala Viglione il consigliere di Riondazione Mario Contu, avrebbero voluto esporre pacificamente lo striscione nella zona riservata al pubblico. Uno spazio che risultava però temporaneamente chiuso per lavori di ristrutturazione. Scendendo verso l'ingresso dell'aula , gli otto hanno quindi incontrato il capogruppo Ds., Pietro Mercenaro, che ha distrattamente indicato loro l'ingresso interdetto al pubblico. Il gruppo di dimostranti si era così trovato sulla soglia dell'assemblea dove hanno srotolato uno striscione. Il presidente del consiglio regionale , Roberto Cota, aveva allora sospeso la seduta mentre i contestatori erano stati bloccati e accompagnati in questura. L'accusa che viene a loro contestata è quella di aver violato l'articolo 289 del codice penale che si riferisce alla "turbativa di istituzioni regionali". Un reato che prevede condanne severe. "Nell'ipotesi più lieve si va da uno a cinque anni di reclusione- spiega l'avvocato Roberto Lamacchia, il legale che difende gli otto dimostranti- mentre con quella più grave si rischia una pena superiore ai dieci anni di carcere. Occorrerà stabilire se sia trattato di "turbativa" o di un effettivo"impedimento " ai lavori del consiglio regionale".
Dai curatori del sito solidarietà agli otto manifestanti
"TAV, LA PROTESTA SBARCA IN CINTURA."
Tornano a rullare i tamburi di guerra (pacifica) delle tribù valsusine contro il Tav. Dopo la manifestazione torinese del 29 gennaio l’eco della protesta dei 25 sindaci, associazione, gruppi e cittadini, che si oppongono al progetto dell’ala velocità ha raggiunto la periferia nord-ovest di Torino. Così il problema è uscito dalla Valle di Susa e sta pesantemente condizionando anche i comuni della cintura torinese, come Alpignano, Pianezza, S.Gilio, Cruento, Collegno e Veneria. Non solo, adesso anche la Val Sangone è ufficialmente coinvolta, in quanto la commissione intergovernativa ha acquisito il progetto della Provincia di Torino, per studi di approfondimento e fattibilità di realizzazione. Tanto che già si prepara una nuova manifestazione che dovrebbe venire a marzo.
L’ha
annunciato il presidente della comunità montana bassa Val di Susa, Antonio
Fermentino, al comitato istituzionale che si è riunito venerdì scorso a
Bussoleno , dopo un precedente incontro con i sindaci valsusini. I sindaci di
Alpignano e Veneria hanno avuto un colloquio con Fermentino in preparazione di
un’altra manifestazione contro il Tav, che si dovrà tenere ad Alpignano.
L’alleanza tra gli amministratori si sta allargando e la protesta esce dalla
valle :”Ciç grazie alla manifestazione di Torino- ha detto Fermentino- che
bene o male a è servita a far conoscere la realtà valsusina, fuori dal
tentativo dal tentativo di isolare la Valle, per zittirla. Ma i giornali e le TV
hanno dovuto occuparsi anche di noi, non solo dei comunicati ufficiali a senso
unico”.
Ed
a proposito di giornali e TV, Fermentino ha precisato che uno studio legale ha
chiesto il sequestro dei servizi di alcuni TG (in particolare delle reti
Mediaste) dove per alcuni attentati
incendiari avvenuti a Torino durante i giorni della protesta era stata più o
meno affibbiata una presunta paternità morale agli organizzatori. Tra l’altro
Famiglia Cristiana pubblicherà un ampio reportage sull’Alta Velocità a firma
di Alberto Chiara. Lettere di protesta contro i servizi Rai sono state inviate
alla redazione di Torino( che non ha risposto) ed a Roma. Contemporaneamente è
stata inoltrata alla magistratura- da parte della comunità montana e dal
comitato Habitat di Condove un esposto contro l’inquinamento acustico
ferroviario a Borgone. Poi è stato suggerito di inviare lettere al presidente
della repubblica Ciampi.
Anche
a livello parlamentare qualcosa si muove. Il senatore Antonio di Pietro ha posto
un’interrogazione al Governo e al ministro dei trasporti sul Tav in Valle di
Susa e sulle ragioni della protesta dei sindaci, chiedendo una risposta per
iscritto. Mentre il senatore Elvio Fassone (che venerdì a partecipato al
comitato) ha scritto a Francesco Rutelli invitandolo in Valle a ad incontrare
gli amministratori e la popolazione. Nel frattempo ai comuni sono stati
consegnati 25 grandi cartelli in opposizione al supertreno che dovranno essere
affissi nei paesi, mentre si sta progettando una grande catena umana che dalla
Val Cenischia dovrà raggiungere la cintura ovest di Torino.
Tra
le altre iniziative in cantiere di rapida realizzazione
ci saranno incontri pubblici a Villafocchiardo, Caprie e Brufolo, per
coinvolgere la popolazione sulla situazione del Tav, pio un’assemblea pubblica
ad Alpignano di informazione. Tra l’alto il 6 o l’8 marzo la camera di
commercio dovrebbe incontrare il presidente Fermentino, su richiesta di Carlo
Gottero della Col diretti, il quale ha espresso solidarietà a Fermentino,
“sconfessato anche dal suo partito perché tutela il territorio. Al convegno
del lingotto è stato sconsolante vedere la classe politica di destra, centro e
sinistra inchinarsi alle decisioni del potere economico, delle banche , del
ministro Bersani, che pareva la caricatura di Berlusconi.. Comunque è un
diritto degli amministratori e della popolazione vedere progetti che li
coinvolgono direttamente: il presidente regionale Ghigo ha un idea scandalosa
del Federalismo.”
Il senatore Fassone ha sottolineato:”Però dopo l’accordo italo-francese di Torino, la situazione potrebbe essere cambiata; tuttavia ci sono ancora ampi spazi negli studi preliminari.La Cig deve informare su tutti i progetti e le comunità locali devono essere consultate, la Valle di Susa deve essere tutelata perché è un diritto della popolazione.Le informazioni tecniche progettuali devono essere di pubblica conoscenza” Il sindaco di Condove e vicepresidente della comunità montana Giuseppina Canuto ha precisato “Abbiamo cercato di avere colloqui con tutti:ministri, sottosegretari, Regione,Provincia,ferrovie, prefetti ecc.Ma la controparte si è sempre sottratta ad ogni confronto di fronte ai nostri tecnici. Ciò che vogliono costruire è inconciliabile con la nostra valle. La compattezza dei sindaci e dalla popolazione è la migliore risposta".
Dunque
ci si prepara di nuovo a sfilare, tutti insieme. "E se dietro le insegne-
che vanno da Che Guevara alla Madonna del Roccemelone - ci sono i sindaci,
gruppi, associazioni e lagene, le motivazioni sono profonde e concrete", ha
sintetizzato Mario Caravagna di Habitat.
29/03/01.
Si unisce alla protesta della Valle anche la cintura torinese (Alpignano, Rivoli, Venaria, S.Gillio, Collegno)
12/04/01.
Per l'ennesima volta presi in giro i sinsdaci Valsusini : concocati dalla regione e dalle ferrovie, le quali dovevano illustrare il tracciato del Tav, hanno pensato che non era ancora il caso di dirci di che morte dobbiamo morire. Già, siamo in campagna elettorale, meglio non rischiare !
La comunità montana ribadisce la propria volontà a non trattare. Il Tav non si deve fare!
02/06/01
Terminato uno sciopero della fame di una settimana da parte di semplici cittadini e sindaci della valle per protestare contro la mancanza di democrazia diretta e l'oscuramento da parte dei media della nostra protesta. Alla popolazione della Valle nessuno ha chiesto se vogliamo il passaggio del treno.
Dalla "Luna Nuova" del 22/06/01
LOTTA AL TAV, APPELLO ALL CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO
Le altre iniziative: delegazione in corteo al G8 di Genova e richiesta di un "tavolo" al prefetto.
Si sposta la battaglia degli amministratori della val di Susa (ai quali si sono aggiunti anche i sindaci della zona ovest di Torino) contro il treno ad alta velocità, vista l'indifferenza della Regione, delle Ferrovie e dello Stato. Si punta alla "Corte europea dei diritti dell'uomo", con un ricorso legale preparato da un equipe di avvocati torinesi. ....
...Si preparano gli striscioni per la manifestazione del 21 luglio a Genova per il G8.... .
Lo studio dell' ingegner Andrea Debernardi (esperto nazionale di trasporti) che smonta totalmente dal punto di vista trasportistico, finanziario e concettuale il progetto della Torino-Lione, verrà illustrato e discusso con i sindaci e gli amministratiori valsusini. Inoltre verrà consegnato anche al prefetto, al quale Ferrentino (presidente della comunità montana bassa val di Susa) chiederà una riunione al tavolo di concentrazione, appunto per discutere i risultati di questo studio tecnico-scientifico, con la presenza dei parlamentari neo-eletti.
Le organizzazioni agricole della Coldiretti, Confagricoltura e Federazione degli Agricoltori hanno presentato in Regione Piemonte un documento per rivendicare le loro posizioni al passaggio del Tav, visto i danni ambientali che reca al territorio e alle zone abitate , compresi i rischi idrologici e la perdita di valore residenziale.
Ad Exiles si sta lavorando per una serata di informazionededicata al Tav, su iniziativa del consorzio agricolo di Cels, Luca Abbà.
21/07/01 : LA PROTESTA ARRIVA A GENOVA .

IL
GEOLOGO: «TAV IN VALLE? UN DISASTRO»
Effettuato uno
studio idrogeologico per la Comunità montana
di Giuliano Dolfini
LA realizzazione della linea del supertreno veloce in bassa Val Susa sarà un possibile e futuribile disastro dal punto di vista idrogeologico, vista la delicatezza dei suoli e la presenza della Dora Riparia, le cui imprevedibili acque corrono sempre più veloci. Un documento specifico è stato redatto da un esperto, l'ingegner Francesco Bellino, e consegnato alla Comunità montana della bassa val Susa. La quale, a "futura memoria", attraverso il presidente Antonio Ferrentino lo ha trasmesso ad uno studio legale di Torino, come documentazione in appoggio a possibili ricorsi amministrativi e giudiziari contro il progetto dell'alta velocità.
Cosa afferma l'ingegner Bellino? «Il fondo valle è caratterizzato da un elevato rischio idrogeologico, per la presenza contemporanea di vincoli ambientali-territoriali e dal punto di vista morfologico-idraulico, con zone di interesse a protezione naturalistica. Tale parte di territorio è caratterizzato da una estrema peculiarità e fragilità, sia per la natura idrogeologica, sia per il carico di presenza umana sviluppatesi negli ultimi anni». Insomma, nuclei abitati e infrastrutture (strade, linea ferroviaria, autostrada e manufatti diversi e sparsi).
Precisa Bellino nella sua relazione: «Gli effetti si sono già visti nell'alluvione del 2000, allorquando tutte le vie di comunicazione (eccetto l'autostrada) e molti centri abitati (Vaie, Chiusa S.Michele, S.Ambrogio, Avigliana, Villardora) sono stati allagati con acqua che variava da 40 a 150 centimetri. La presenza dell'autostrada ha di fatto creato uno sbarramento tra l'alveo della Dora Riparia e le zone golenali, ed ha costituito un evidente ostacolo al naturale scolo delle acque della Dora Riparia, dei molteplici canali e rii minori, impedendo di fatto il deflusso delle onde di piena».
In sostanza quindi emerge: «Visti gli ultimi eventi alluvionali, risulta quasi impossibile - se non al costo elevato di opere particolari - garantire la sicurezza del rischio idrogeologico, riducendo al minimo le incognite derivanti da una ulteriore infrastruttura, che costituirà un elemento di sicuro pericolo sul territorio a rischio di esondazione, come quello del fondo valle. Preoccupazioni erano già state espresse ancora prima della realizzazione dell'autostrada del Frejus, il cui tracciato si presenta lunghi tratti in viadotto».
Prosegue il documento dell'esperto: «Con tali premesse si renderebbero indispensabili gli argini di schermatura per la realizzazione dell'alta velocità. Allo stato attuale per mettere in sicurezza il territorio tra Condove ed Avigliana si rendono indispensabili 6 chilometri di argini longitudinali secondo l'autorità di bacino; però tali argini risulterebbero ancora insufficienti per mettere in sicurezza la parte più abitata del territorio: infatti dovrebbero essere portati a 12 chilometri. Visto che la cartografia attuale è inadeguata, molte zone non vincolate lo sono già di fatto visto l'ambiente modificato e urbanizzato sviluppatosi negli ultimi anni. Pertanto i vincoli dovranno essere eseguiti con sopralluoghi e l'analisi dei piani regolatori assieme il piano di assetto idrogeologico generale (pochi comuni lo hanno fatto), anche perchè l'alluvione dell'ottobre scorso ha alterato i parametri idrologici originari. Quindi occorrerebbero argini trapezioidali alti 3 metri e larghi 4 in cima. Se si dovesse realizzare l'alta velocità, con le conseguenti opere di arginatura, sarebbero evidenti le ricadute negative sul territorio e quindi verrebbe stravolto l'intero fondovalle valsusino (morte voluta e non più fortuita). La realizzazione dell'alta velocità è un ulteriore elemento di turbativa di un equilibrio già precario, che già adesso richiede notevoli interventi strutturali per la salvaguardia degli abitati e delle infrastrutture esistenti».
Il tutto accentuerà un processo di evoluzione in negativo, «come ha confermato l'alluvione del 2000 con riflessi non solo locali, ma in tutto il fondo valle ed in particolare a Torino». Ricordate l'allagamento di Porta Palazzo e dintorni provocato dall'ondata di piena della Dora Riparia? Inoltre: «La riduzione delle aree inondabili lungo il fiume determina l'aumento delle portate in caso di piena, ed avrebbe conseguenze non tollerabili in Torino». Non solo. L'ingegner Bellino sottolinea tra l'altro che «in relazione al pericolo di esondabilità della Dora Riparia - per l'alta velocità - si dovranno realizzare nuovi argini di notevoli dimensioni. Ciò accentuerà il pericolo di incanalare l'acqua verso Torino, accentuando il rischio idraulico per la città, che notoriamente per i suoi ponti non sarebbe in grado di recepire portate superiori all'alluvione dell'ottobre 2000. Per cui vi è l'esigenza di affrontare le problematiche ambientali, idrogeologiche e socio-economiche del fondo valle, finalizzata al conseguimento delle compatibilità tra sicurezza idraulica, tutela dell'ambiente ed esigenze infrastrutturali più generali».
IPOTESI DI TRACCIATO
SULLA
ipotesi progettuale dell'alta velocità in val Susa e nella zona ovest di
Torino, ci stanno lavorando numerosi studi tecnici torinesi che per contro
dell'Italferr (la società di progetti delle Ferrovie) preparano il nuovo
tragitto del super-treno in valle. Secondo indiscrezioni, ci sarebbero delle
novità su dove e come passerà il Tav. Fermo restando il progetto in galleria
fino a Bussoleno-Chianocco (passando sotto l'abitato di Mompantero) ci sarà
l'uscita a Chianocco-Bruzolo, con ben otto binari di smistamento fino a
S.Didero-Borgone, su di un alto terrapieno.
Poi il Tav s'infilerà sotto la
collina di Borgone, stavolta però per uscire non più a Caprie (come dal
progetto iniziale), ma alla borgata Poisatto di Condove (dove la Cee in località
Gravio ha finanziato un progetto turistico), quindi su di un alto terrapieno
passerà lungo la statale 24, di fronte alla sua zona residenziale. Dopo di che
proseguirà in direzione di Cascina di Novaretto, però all'altezza della Sacra
di S.Michele si avrà una doppia interconnessione con la linea attuale,
spianando così le aree agricole coltivate di Novaretto, Chiusa S.Michele e
S.Ambrogio.
E a Villardora come viaggerà il
super-treno? I progettisti starebbero lavorando ad una ipotesi di tunnel sotto
l'abitato, il torrente Messa ed Almese; poi sotto il Musinè e Caselette, per
sbucare accanto alla ex Philips di Alpignano, proprio nell'area industriale e
poi quella residenziale. In direzione di Pianezza e Venaria si prevede (stando
agli ultimi elaborati dei progettisti) di passare con un maxi viadotto alto
diversi metri, però tutto sopra la circonvallazione di Pianezza-Alpignano,
recentemente approvata dal Comune, sommando così il traffico della strada con i
300 passaggi giornalieri di treni.
In direzione di Venaria ci sarebbe
un'altra galleria sotto la città, per poi uscire nella zona di Savonera, quindi
costeggiare la tangenziale e l'autostrada fino a Settimo. E' su questa ipotesi
(che verrà presentata a novembre) che Italferr cercherà anche il placet più o
meno diretto del Politecnico di Torino, o almeno di tecnici legati a questo
istituto. Sono indiscrezioni, che per dovere di cronaca pubblichiamo, ma che
potrebbero essere molto vicine alla futura realtà, che toccherà ai valsusini
ed agli abitanti dell'area ovest.
Però una cosa appare certa: su
questi tracciati nessun amministratore è mai stato interpellato. E poi i
cantieri (ormai è quasi certo) cominceranno solo dopo le Olimpiadi del 2006:
prima occorre salvaguardare la faccia di fronte agli occhi del mondo puntati
sulle gare. Poi il via alle ruspe.
LA LOTTA CONTINUA....
Mercoledì 31 ottobre assemblea pubblica a Condove con gli amici del comitato Idra del Mugello.
Venerdì 9 novembre assembela pubblica a Pianezza con il professor Dell'Olio.
Venerdì 16 novembre assemblea pubblica a Bruzolo con il prfessor Dell'Olio.
Venerdì 23 novembre assemblea pubblica ad Avigliana con il docente Universitario Claudio Cancelli.
SABATO 24 NOVEMBRE ORE 14 GRANDE MANIFESTAZIONE AD AVIGLIANA.
Venerdì 30 novembre concerto "STOP THAT TRAIN" concerto contro il Tav, suonano Ice's Eyes Band, Sattamassagana, Rimozionekoatta, Dj Red, Dj Daniele.
IL TRACCIATO
UN GIORNO,
forse, vi racconteremo tutte le vicissitudini, le traversie, anche i colpi di
fortuna che stanno dietro a questa presentazione del tracciato del Tav (ndr,
rappresentato nella cartina da una linea sottile di colore rosso). Questo è un
numero importante per il nostro giornale: non solo perché vi presentiamo la
doppia edizione e non solo perché vi presentiamo il nuovo magazine. Ma anche
perché vi presentiamo il tracciato tanto sospirato del nuovo grande progetto
che cambierà la nostra valle di Susa e la nostra periferia ovest. Questo è il
tracciato dell'alta capacità ferroviaria Torino-Lione nella parte ancora da
definire di competenza tutta italiana: il tratto Torino-Bussoleno.
Non è un vero scoop. Questo tracciato, che
metteva definitivamente fine alle ipotesi sinistra e destra Dora, a favore della
prima, l'avevamo già presentato per la prima volta in aprile (ndr, nella
cartina è rappresentato con una linea nera spessa). Così come abbiamo già
tante volte detto della "gronda nord" o "gronda merci", la
tangenziale ferroviaria che farà passare fuori le merci da Torino e sarà già
un pezzo di alta capacità. Avevamo in questo modo segnalato che il vero punto
critico dell'alta capacità Torino-Lione si allargava a est: si dilatava dalla
bassa valle alla cintura con il rompicapo dell'attraversamento di quartieri di
Venaria e Savonera.
Tutto questo è stato utilizzato dagli
anti-tav valsusini per saldarsi con una nuova opposizione che cresce in cintura
e per "spiegare" il progetto ai cittadini senza che nessuno di loro lo
avesse visto dal vero. Del resto, la funzione dei giornalisti è proprio questa:
dare le notizie, poi i cittadini ne facciano cosa vogliono.
Ma attenzione, questo segreto di pulcinella,
resta ancora, in ogni caso, un segreto. Perché questo tracciato non è ancora
nei cassetti della Regione (che pure lo conosce perché lo ha fatto modificare
la scorsa estate); lo stesso vale per la Provincia. La stessa Cig,
piemontesissima, guidata da Sergio Pininfarina, non l'ha ancora ufficialmente
discusso. Gli ultimi a vederlo saranno, naturalmente, gli amministratori locali.
Doveva arrivare dalle Fs romane a fine
ottobre, perché se ne discutesse con Cig e Regione (che pure è membro della
Cig), prima di "darlo in pasto" agli amministratori locali. Invece il
progetto è atteso ufficialmente per fine mese. Nella riunione della Cig
italiana e in quella bilaterale, prevista per il 14 e 15 novembre a Lione, si
parlerà solo di programma dei lavori e della nuova società composta da
ferrovie francesi e italiane che dovrà fare tutta la progettazione.
Alla fine, in questo autunno decisivo per la
storia della valle, salta fuori di fatto il primo progetto concepito più o meno
anni e anni fa. Che i tecnocrati delle Fs hanno tenuto in armadio senza rendere
conto a nessuno, nemmeno ai politici (ministri compresi). Alla fine, resta
quello concepito da un oscuro ufficio progettazione, da un pool di tracciatori
sulla carta, senza le valutazioni ambientali, sociali, economiche e politiche
che avrebbero dovuto costruirlo questo tracciato. Invece, si parte lo stesso da
un tracciato. Poi si discuterà con le amministrazioni. Oppure si farà come
vuole il ministro Lunardi, che chiede di iniziare subito a bucare e a sbancare.
Perché i problemi per lui non si risolvono sui progetti, ma mentre si procede
con le ruspe e le talpe meccaniche.
Se le cose saranno fatte fino in fondo a
questo modo, con lo stile del "tenere nascosto nel cassetto sennò ci
bruciamo il nostro progetto", a questo punto ha ragione Pininfarina: in
questi anni si è perso solo del tempo.
luna nuova n. 82 venerdì 9 novembre 2001
23/02/02
Il passaggio giornaliero dei TIR al Frejus ha
superato le 6000 unità; i rilevamenti ambientali hanno confermato quanto da
tempo affermavamo: la nostra valle è ad alto tasso d’inquinamento.
Mentre a Torino, sia pure in presenza di tassi
d’inquinamento più bassi si continua a limitare il traffico, in Valle di Susa
gli amministratori tacciono.
Avanti di questo passo, all’esca avvelenata di chi
promette “ più TAV meno TIR”
abboccheranno in tanti.
Per smascherare i fautori dei ricatti occupazionali e delle
“compensazioni” al territorio perché non è lavoro accettabile quello che porta con sé malattia e
morte, lasciando dietro di sé nuova ed ancor più grave disoccupazione: il
Mugello insegna! perché accettare una compensazione o un risarcimento, altro
non significa che concertare il danno e diventare conseguentemente complici del
disastro.
CHIEDIAMO :
-
OPPORCI ALLA COSTRUZIONE DI “OPERE DI MORTE” PER OLIMPIADI 2006
Sabato
23 febbraio (h. 15) a BUSSOLENO (p.zza della stazione)
Comitato Anti Tav Spinta dal Bass Kollettivo Studenti Susa/Bussoleno Comitato di lotta popolare contro il TAV
CARNEVALE DELLA VALMESSA: ALCUNI CITTADINI IN RISPOSTA AD AMMINISTRATORI ALMESINI CHE SI SONO DETTI FAVOREVOLI A A BARATTARE ALCUNE OPERE IN CAMBIO DEL LASCIAPASSARE AL TAV, HANNO PENSATO DI SFILARE VESTITI DA POLITICANTI AFFARISTI E DI DISTRIBUIRE IL VOLANTINO CHE RIPORTIAMO QUI SOTTO.
W IL TAV
Ciao a tutti!!
Siamo i
fortunati valligiani della Valsusa!
FINALMENTE
IL TAV E' PASSATO…E il Nostro Futuro si è Illuminato d'Immenso!!
Chi se ne frega
se ci hanno buttato GIU' le CASE!! Abbiamo il Campo Sportivo nuovo!!
La Notte Non si
può DORMIRE?! Meglio.. balliamo tutta la notte al ritmo del treno!!
I nostri figli
durante i cantieri non potevano giocare all'aperto per
via delle POLVERI?! Nessun male.. i
magnanimi imprenditori hanno pensato proprio a Tutto.. un computer in regalo a
ogni bimbo sotto i 6 anni (giocare nei prati non e’ in linea con il
progresso)!!
Siamo stati
felici di SVENDERE le nostre Terre per una causa così Nobile.. se ce l'avessero
chiesto le avremmo anche regalate!!
E' vero,
qualcuno si è ammalato bevendo l'acqua all'uranio..Ma in pochi Minuti con la
METROPOLITANA siamo alle Molinette…e con la scusa ci facciamo un giro alla
Città Grossa!!
Dopotutto
l'ospedale di Avigliana era troppo " provinciale " e averlo chiuso è
stata una scelta IN LINEA con il Progresso.
Vogliamo quindi
ringraziare di cuore tutti gli amministratori che hanno trattato con i signori
dell’alta velocità e che hanno ottenuto tutto sto’ ben di Dio…Grazie!
Grazie! Grazie!
INSOMMA… IL
TAV E' STATO UNA MANNA DAL CIELO!!!
…E
pensare che c'era chi non era d'accordo…!
CONTINUA... http://utenti.lycos.it/spintadalbass
http://www.legambientevalsusa.it