IL VIAGGIO FINITO

IL VIAGGIO FINITO

Il ragazzo correva dietro al treno quando inciampò e tre donne gli furono addosso; immobilizzato, lo trascinarono dentro una casa; spogliato, iniziarono a lavarlo, aiutate da un nutrito gruppo di familiari. Tutti iniziarono a strofinare con foga quell’alto e magro corpo, ma non si accorsero che il ragazzo si stava consumando, finì così che si sciolse nell’acqua tra l’incredulità degli strofinatori. Delusi per la mancanza di lavoro tolsero malinconicamente il tappo all’enorme vasca dove fino a qualche minuto prima vi era il giovane: fu così che iniziò il suo viaggio. Percorse tubi piccoli e bui per passare a canali, a fiumi per ritornare, infine, agli stessi tubi dell’inizio.

Dopo giorni  un bambino  aprì un rubinetto per lavarsi i denti proprio mentre lui passava per i tubi di quell’abitazione; man mano che scorreva l’acqua si formava il corpo: prima vennero le dita dei piedi, poi i capelli seguiti dai peli e da tutto il resto.Il bambino guardò la scena tra lo stupito e il divertito, infine provò invidia: anche a lui sarebbe piaciuto trasformarsi in acqua e poi di nuovo in bambino, sarebbe così fuggito ogni volta che a tavola c’era la minestra. Il ragazzo sorrise alla vista di quell’ometto, poi gli chiese se per favore poteva indicargli la cucina. Il cucciolo d’uomo lo accompagnò volentieri e gli indicò dove era ubicato il cibo. Il ragazzo iniziò a divorare tutto ciò che trovava, d'altronde erano alcuni giorni che si nutriva solo di acqua. Quando iniziò a sentirsi quasi sazio arrivarono due persone urlanti e armate di coltello accusandolo di essere un ladro. Il giovane, spaventato dalle urla e dall’arma, scoppiò a piangere, e pianse tanto che in pochi secondi allagò la cucina; le due persone urlanti uscirono di casa per chiamare aiuto mentre il bambino salì sul tavolo per non bagnarsi i piedini, ma accidentalmente fece cadere una sedia che a sua volta precipitò sul filo della corrente che alimentava il tostapane, trascinandolo per terra: a contatto con le lacrime si sprigionò un cortocircuito. L’elettricità attraversò tutto il corpo del ragazzo che in un istante si trasformò in una lingua di fuoco sottilissima che scomparve all’interno della presa elettrica più vicina.

Iniziò un altro viaggio.Un milionesimo di secondo dopo si trovò all’interno della prima di una lunga serie di lampadine. Ecco che l’interruttore viene pigiato, sotto c’è una stanza con un tavolo verde, quattro persone giocano a poker per un tempo indeterminato; qualcuno, infine, spegne la luce, e lui viene catapultato in una frazione di secondo all’interno di uno stadio dove  22 adulti corrono dietro a una palla e tutt’intorno decine di migliaia di persone seguono appassionatamente, poi di nuovo buio e di nuovo luce, sotto una lussuosa stanza all’interno della quale poche persone dalle brutte facce discutono della vita di un intero popolo, un secondo dopo è su un treno, un viaggiatore legge il giornale e lui ne approfitta per tenersi informato, poi una camera dove un uomo e una donna si amano, poi una gara di nuoto al coperto,un ragazzo che studia, un uomo che cucina, una fabbrica, un concerto rock…., una stalla e un contadino che svita la lampadina con la luce accesa. Cadde cosi in terra una minuscola scintilla che piano piano prese la forma del ragazzo; l’allevatore quando vide il giovane magro, nudo, con i capelli e la barba lunghi si pose un dilemma : è Gesù o Satana? Prese quindi il forcone e obbligò il ragazzo a seguirlo dall’unica persona che gli poteva risolvere il quesito: il parroco del paese.

“Satana!” Sentenziò l’uomo vestito di nero, “L’abbiamo catturato, ora che tutto il mondo possa vedere come è fatto il diavolo!" Poco dopo lo sventurato era rinchiuso in una gabbia nel mezzo della piazza principale osservato da una moltitudine di occhi morbosi.

Il ragazzo si sentiva triste e umiliato, ormai era pelle e ossa, la gente passava e gli sputava addosso, il prete ogni giorno gli tirava un secchio di “acqua santa" ghiacciata, "E' per combattere il male", sopravviveva grazie alla frutta e ai biscotti che alcuni bambini ogni tanto gli davano di nascosto; per loro che non capivano chi era Satana, era semplicemente uno sfortunato. 

Passò un mese in queste condizioni quando un giorno un viandante vide la sagoma scheletrica del ragazzo tenuta insieme da quel poco di pelle che rimaneva.

Si fermò e gli chiese: "Cosa ti è successo?”

Al ragazzo non sembrò vero che qualcuno gli rivolgesse la parola, pensò che da quando correva dietro il treno non aveva più emesso nemmeno una sillaba, allora gli occhi si illuminarono, il suo viso riacquistò colore, iniziò a muovere la lingua e ad emettere suoni, poi, pian piano le prime parole, le prime frasi con i racconti delle ultime avventure, poi le storie dei suoi amori, poi l’infanzia, poi ancora le sue vite precedenti e le vite di tutte le persone  di tutto il mondo, continuò a parlare per giorni che divennero mesi che divennero anni finché non si trasformò egli stesso in parole, e allora iniziò a vagare nell’aria per essere catturato dalle menti ed essere cacciato fuori dalle bocche di tutti gli abitanti della terra, arrivò poi a essere cantato, quindi diventò musica, poi verso poetico.

Un giorno tutte le storie dell’umanità furono raccontate, non esistevano più nuove idee perché tutto era stato inventato, non esisteva nuova musica perché tutte le combinazioni di note erano state utilizzate, così come tutti i versi delle poesie erano stati scritti.  

Quel giorno, il ragazzo, esausto, si disse di aver viaggiato abbastanza e finalmente si riposò.

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