AIAS – Centro di Riabilitazione Funzionale
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La sensazione dominante che si prova accostandosi a questa tecnica di intervento sulle funzioni cognitive, è quella di una progressiva identificazione di porte aperte; e la scoperta più eccitante è il prendere coscienza che la difficoltà non consiste nell’aprire le porte, in quanto già aperte, ma nel riconoscerle! E ancora: scoprire che l’abilità nell’identificare i varchi si autoalimenta amplificandosi in modo esponenziale! E ancora: che oltre ogni passaggio ce ne sono tantissimi altri….. ed in direzioni multiple…… e con collegamenti multipli….. in un gioco ubriacante e stupefacente di multidimensionalità!!! E ancora: gradualmente acquisire l’abilità di gestire la focale del campo visivo, elevandosi, percependo l’insieme, come in un disegno di Nazca, o scendendo fino alla struttura molecolare di ogni singolo dettaglio.
Vi sono fondamentalmente due versanti entrambi fondati sulla parola chiave “modificabilità”
- L.P.A.D. (Learning Potential Assessment Device)
…finchè c’è modificabilità c’è possibilità di incrementare le performances….
Rappresenta il versante diagnostico della metodica, ed è strutturato in modo che la valutazione del “Potenziale di Apprendimento”, sia effettuata in modo dinamico (in contrapposizione alla testistica psicometrica tradizionale, caratteristicamente statica); ciò che viene, infatti, valutato, non è la “performances” ma la “modificabilità della performances” dopo mediazione (ad esempio somministrando uno dei classici test psicometrici come le Matrici Progressive di Raven si effettua una prima somministrazione diretta, poi una “mediazione” in cui il valutatore tenta di mediare al paziente delle “strategie” utili nello svolgimento del test, quindi una seconda somministrazione: ciò che verrà valutato è il “grado di modificabilità” derivante dalla differenza tra la prima e la seconda prova). L’obiettivo finale è quello di definire quella che Vygotskij identificò come “area di sviluppo potenziale”.
- I.E.P. (Instrumental Enrichment Program) o P.A.S (Programma di Arricchimento Strumentale)
…secondo Feuerstein il grado di intelligenza equivale al grado di modificabilità…
Rappresenta la componente terapeutica del metodo e si basa sulla “modificabilità cognitiva strutturale (MCS)” .
La modificabilità secondo Feuerstein sostituisce il concetto classico di intelligenza; in altri termini il grado di intelligenza equivale al “potenziale di apprendimento” a sua volta equivalente al “grado di modificabilità” che rappresenta la caratteristica fondamentale dell’ ”adattabilità dell’uomo” all’ambiente; posto quindi che l’uomo è (quasi) sempre modificabile in risposta all’ambiente, ciò che caratterizza il singolo individuo è “quanto” è modificabile.
Modificabilità e concetto di “Insight”.
Parlando di “modificabilità”, o meglio, “grado di modificabilità” come concetto di “grado di intelligenza” ed identificando i “processi di apprendimento” come “processi di modificazione”, è indispensabile chiarire che le dinamiche di apprendimento NON devono essere PASSIVE, ma portare all’acquisizione di un “INSIGHT”, cioè di una “consapevolezza istintiva” dei processi sottesi ad una certa esperienza ; ad esempio “memorizzare” non è equivalente di “apprendere” (o non solo) perché è possibile memorizzare una serie di dati senza essere capaci di elaborare processi logici fra i dati memorizzati; è infatti possibile memorizzare meccanicamente la tabellina senza padroneggiare il meccanismo sotteso (strategia comune); in questo modo però occorrerà memorizzare tutte le risposte! Apprendendo invece l’insight , si potrà “ricavare” la risposta pur non avendola in memoria , con ovvio risparmio energetico !!!
Importanza della “mediazione” nei processi di apprendimento.
Ogni individuo è costantemente esposto a “stimoli ambientali” (situazioni di vita, esperienze, ecc.) che condizionano il suo comportamento verso l’ambiente, in un gioco continuo di interscambio individuo – ambiente;
il ruolo del “mediatore” (genitore, insegnante, terapeuta, ecc.) è quello di “decodificare” le esperienze, favorirne la “interiorizzazione” fino all’insight, indurre meccanismi “associativi” (bridging) che rinforzino la presa di coscienza di come, situazioni e contesti apparentemente estranei, possano sottendere regole e strategie comuni. Allo stesso modo il mediatore dovrà cercare di rendere la risposta verso l’ambiente, frutto di procedure logico-deduttive, riducendo le strategie improntate sull’impulsività, sull’apparenza, sul comportamento per prove ed errori. Va sottolineato come il processo di apprendimento, affinchè sia ATTIVO e quindi produttivo, non deve essere forzato: si deve insegnare a VEDERE le “porte”, eventualmente ad aprirle quando sono chiuse, a comprendere le correlazioni fra “porte” diverse, ma MAI SPINGERE AD ATTRAVERSARLE!!!
L’obiettivo finale sarà quello di rendere il “discente” progressivamente in grado di apprendere attraverso l’esposizione diretta alle esperienze di vita, senza più bisogno di mediazione, acquisendo quindi crescente autonomia, diventando infine egli stesso capace di mediare ad altri!
Feuerstein basa tutto il suo metodo sull’importanza della mediazione; si capisce quindi come molti soggetti con “ritardo mentale” siano per Feuerstein soggetti con deficit di mediazione!
E siccome i processi di mediazione non sono irreversibili ne deriva che i deficit di mediazione sono recuperabili!
Il concetto di strutturalità è il secondo punto su cui si basa il modello di MCS; quindi non è sufficiente indurre un cambiamento: affinchè vi sia apprendimento occorre che la modificazione sia strutturale, cioè PROFONDA.
Le caratteristiche di un tale processo sono così riassumibili:
- presa di coscienza, interiorizzazione, delle relazioni tra “parte” ed “intero” dove per “parte” si intende il meccanismo che consente di gestire l’ ”intero”; se ad esempio consideriamo l’apprendimento della lettura, la strutturalità si otterrà nel momento in cui la capacità di leggere non si limita più ad una semplice decodifica di simboli, ma consente di effettuare, a cascata, processi logici multipli e multilivello, come può essere la comprensione di quanto letto, l’analisi, la sintesi, il giudizio, ecc.
- autoregolazione ed automantenimento del processo, possibile mediante “ancoraggio” a funzioni o processi preesistenti che vengono “espanse” dalla nuova acquisizione mediante i suddetti collegamenti a doppia via, fornendo contestualmente l’appiglio necessario perché la nuova funzione si radichi
- la terza caratteristica della MCS è appunto la cognitività intesa secondo il concetto OLISTICO, globale, in cui un individuo viene visto come un insieme (includendo quindi gli aspetti affettivi, neuromotori, ecc.); l’intento non è quindi di un intervento isolato sulle funzioni cognitive ma, essendo queste per Feuerstein fondamentali per tutte le altre funzioni, utilizzare l’accesso cognitivo come semplice punto di ingresso per poi coinvolgere gli altri versanti. Secondo questo approccio olistico, ad esempio, anche un problema neuromotorio risente fortemente della componente cognitiva e pertanto il recupero di uno schema motorio o la sua ottimizzazione non possono essere gestiti meccanicamente, passivamente, ma vanno inseriti in un contesto di cognitivizzazione (attenzione, concentrazione, motivazione, ecc.)
NB: a qualcuno ricorda Perfetti ?!
Inoltre accedere dal canale cognitivo offre dei vantaggi legati alla sua “neutralità” ed alla più agevole sistematizzazione delle strategie di intervento (mediazione) di quanto non sarebbero quelle legate al canale affettivo, emotivo, ecc. più facilmente fonti di resistenze da parte del paziente in quanto visti non come “neutrali” ma come “intimi”; d’altra parte l’intervento di mediazione, senza darlo a vedere, accede facilmente al versante emozionale ogni volta che si produce una “gratificazione” e quindi un “sostegno emozionale” un “potenziamento del senso di competenza” un “innalzamento dell’autostima” !!!
Naturalmente non si potranno coinvolgere contemporaneamente tutti i sottosistemi, ma, conoscendo i processi di correlazione fra le varie interfacce, si potrà stabilire una strategia sequenziale mirata a seconda dell’obiettivo che ci prefiggiamo, in un gioco di “ancoraggio ed espansione”
Se tutti gli individui sono modificabili, allora ciascuno di noi è migliorabile! Vale a dire che ogni individuo raramente, praticamente mai, esprime il 100% delle sue potenzialità!!!
Se definiamo la differenza tra il livello espresso e quello potenziale come ritardo di performances, allora tutti noi abbiamo un ritardo di performances ovviamente non in senso assoluto ma rispetto a noi stessi!
Pensiamo ad esempio ad un ragazzo che produce ottimi risultati a scuola, non ha problemi relazionali, manifesta punteggi altissimi di QI potrebbe, se manifestasse tutte le sue potenzialità diventare un genio !
Se quindi, il metodo Feuerstein ha come target quello di migliorare il livello espresso facilitando il manifestarsi delle potenzialità, può essere applicato a tutti, ovviamente con obiettivi diversificati.
Inoltre, in accordo al concetto di dinamicità che pervade il modello, ne deriva che, modificando il livello espresso verso le potenzialità, varia di conseguenza anche l’area di sviluppo potenziale, in un gioco che tende all’infinito!!!
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dott. Antonio S. Calò
Neurologo
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