I perché dell'estinzione
Tante ipotesi per un solo interrogativo: perché si sono estinti?
L'estinzione dei Dinosauri ha acceso un dibattito tra gli scienziati che dura da più di un secolo. Sono state formulate centinaia di ipotesi su quelle che furono le cause della loro scomparsa: alcune convincenti (ma non troppo), altre bizzarre e talvolta fantasiose. Fu il Cretaceo a rappresentare l'anno cruciale per i grandi rettili. Precisamente 65 milioni di anni fa, essi scomparvero, lasciando, con i fossili, una prova indelebile della loro imponenza. Come mai animali della loro stazza, che regnarono incontrastati per milioni di anni, tutto d'un tratto sparirono dalla faccia della terra? Come già detto, le ipotesi sono molteplici: tra le tante, si è pensato che i Dinosauri si fossero estinti per una sorta di "autodistruzione". I carnivori avrebbero sbranato tutti gli erbivori, morendo di fame. Questa supposizione non ha convinto gli studiosi che reputano incerta un'altra ipotesi: piccoli mammiferi carnivori avrebbero mangiato le uova dei Dinosauri annientando così la specie. La schiera delle cause meno convincenti che hanno provocato l'estinzione dei grandi rettili, continua con la possibilità che un virus letale abbia invaso l'ambiente e quindi i Dinosauri. Ma come ha fatto un virus a distruggere una varietà di animali così ampia? Gli studiosi hanno così cercato le cause della scomparsa negli embrioni: le uova erano fragili e di conseguenza gli embrioni non potevano svilupparsi completamente. Passiamo ora a quelle che sono le ipotesi più convincenti e che vedono, nelle catastrofi naturali, le cause principali. Meno quotata è la possibilità di drastici cambiamenti climatici, causati dalla deriva dei continenti. Un ipotesi più accreditata, invece, riguarda la eruzioni vulcaniche, la cui lava avrebbe diffuso nell'atmosfera anidride carbonica che a sua volta avrebbe provocato il surriscaldamento della terra e la caduta di piogge acide. Ma gli studiosi hanno supposto anche che eventuali pericoli per i Dinosauri provenissero dallo spazio: una supernova, scoppiando, avrebbe causato radiazioni ultraviolette e incendi estesissimi. Nessuna di queste ipotesi ha saputo davvero convincere gli studiosi come quella che vede la caduta di un asteroide sulla terra. Nel 1979, il premio Nobel Luis Alvarez, scoprì nei sedimenti risalenti a 65 milioni di anni fa un'anomala quantità di iridio. Questo fece presupporre che quel materiale proveniva da altri pianeti essendo molto raro sulla terra. E da qui la conclusione che l'iridio trovato a Gubbio faceva parte di un enorme asteroide caduto sul nostro pianeta 65 milioni di anni fa. L'impatto avrebbe provocato una catastrofe mai vista: nell'aria si sarebbe alzata una fitta coltre di polvere che avrebbe oscurato il sole e fatto abbassare la temperatura. Come sappiamo, la mancanza di sole provoca la morte delle piante; senza le piante gli erbivori non possono vivere e di conseguenza neanche i carnivori. Si sarebbe dunque spezzata la catena alimentare. Ma come hanno fatto a sopravvivere animali come il coccodrillo, risalente a 100 milioni di anni fa e giunto fino a noi? Non ci resta che aspettare le prossime risposte della scienza…

Meteor Cater, Arizona
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