Tutto ciò si riflette in misura ancora più
grande nella nostra politologia sovietica, la cui situazione, già
caotica di per sé (indipendentemente dal caos che regna nella medesima
branca in occidente) si aggrava sempre più a causa della cronica
necessità di mentire e di occultare il proprio punto di vista, cosa
che comporta come conseguenza logica il predominino assoluto di «osservazioni
indirette», vale a dire di opinioni basate sui dogmi totalitari,
i cui riti formali non possono essere abbandonati nemmeno per un attimo.
In URSS, perciò, non solo le scienze politiche
rivolte alto studio dello spettro politico, ma anche la politica
propriamente detta, cioè la sfera delle proposte ideologiche dirette
(non analitiche), si è ridotta a un conglomerato di tesi irrazionali
e contraddittorie, a diatribe grottesche e assurde e ad un sistema lessicale
che ha dato forma allo specifico gergo sovietico, gergo che può
essere decifrato solo se si conoscono quei codici complessi le cui chiavi
si trovano in possesso dei dirigenti del paese e dei sovietologi professionali.
Si rende tuttavia urgente la necessità di stabilire una serie di
principi chiari per poter fare riferimento a ogni tipo di ideologia; tale
necessità è tanto più attuale in quanto la libertà
d'espressione di qualunque credo politico potrà diventare tra breve,
in Russia, una norma.
In questa situazione, noi proponiamo il nostro proprio
schema di analisi politica, che riteniamo possa introdurre un po' d'ordine
nella confusione esistente, differenziando i complessi ideologici primari
e
tracciando i confini che li separano, determinando chiaramente quali
sono le varianti e le numerose combinazioni di quelle ideologie che attualmente
costituiscono lo spettro multicolore della politica mondiale. Non pretendiamo
affatto di essere in possesso della verità assoluta, dal momento
che le nostre concezioni non sono nulla più che uno schema, per
forza di cose abbastanza ridotto ed elementare; però siamo convinti
che un'analisi più particolareggiata non ci aiuterebbe a creare
un quadro sintetico e totale, mentre, in compenso, sarà più
facile confrontare a posteriori il nostro schema con la realtà.
Anzi, crediamo che proprio il timore della schematicità e l'attaccamento
al principio analitico abbiano portato le scienze politiche al loro stato
attuale, trasformandole in «mendicanti di lusso». La nostra
ricerca abbraccia i domini più diversi del pensiero umano, a cominciare,
come è logico, dai concetti religiosi e metafisici, poiché
sono proprio questi a determinare, in modo diretto o indiretto, positivo
o negativo, lo specifico delle varie piattaforme politiche. Siamo convinti
del fatto che le fonti della politica e del pensiero politico umano traggano
origine dall'ambito metafisico, per trovare poi la loro espressione
mediante
determinati frammenti ed immaini della realtà sociale concreta.
Avviene spesso, e in maniera naturale, che gli elementi metafisici e i
dogmi religiosi rimangano nascosti dietro le quinte, di modo che
i portatori concreti di questa o quella ideologia non sospettano affatto
della loro esistenza e perfino i «creatori» di tali ideologie
possono ignorarne l'esistenza. Gli elementi metafisici suddetti
possono penetrare nell'essere umano mediante l'interpretazione cosciente
dei simboli e dei segni tradizionali (fattore culturale o sociale), mediante
i concetti psichici innati (fattore psicogenetico), o anche rappresentare
la reazione esistenziale dell'uomo di fronte all'esistenza (fattore esistenziale).
In ogni caso, l'elemento metafisico o religioso che predetermina
l'ideologia viene vissuto dall'uomo come qualcosa di interiore, come l’imperativo
categorico esistenziale e talvolta è a causa di ciò che qualunque
tentativo di razionalizzazione del dogma si scontra con una resistenza
spontanea dell'uomo. Abbiamo un esempio di ciò allorché l'esponente
di una dottrina politica particolare non riesce a descrivere i principi
di tale dottrina (ma solo le risposte concrete a questa o quella questione),
dando per scontato che non c'è nessun bisogno di spiegarli. Nel
nostro paese, ad esempio, vi sono dei comunisti che non sospettano affatto
che l'ideologia comunista si collochi obiettivamente sul lato sinistro
dello spettro politico, ma credono sinceramente che essa noti sia né
di destra né di sinistra. bensì che occupi una posizione
centrale,
essendo «l'unica dottrina vera» (!).
Però, nonostante le proteste dei militanti
di base o dei partigiani del metodo analitico nelle scienze politiche,
sono proprio le generalizzazioni dei princìpi e dei dogmi
che si trovano all'origine delle ideologie a consentire un certo orientamento
nel labirinto dei processi politici moderni, cosicché libri come
I
fanatici dell’Apocalisse di Norman Cohn, Il socialismo come fenomeno
della storia universale di Igor' Shafarevic o le opere di A. Besançon
(che costituiscono un tentativo di generalizzazione globale), con tutto
lo scetticismo che possono provocare, prima o poi diventano vere e proprie
guide per la maggior parte degli specialisti, i quali sviluppano, sulla
base di tali opere, schemi più particolareggiati e sfumati.
In tal modo, perfino gli ideologhemi più irrazionali dei nouveaux
philosophes possono trasformarsi in punti di partenza per un'analisi
veramente razionale e seria. Anzi, spesso accade che le generalizzazioni
globali consentano a esponenti di visioni del mondo diametralmente opposte
di stabilire il medesimo quadro obiettivo dello spazio ideologico,
nonostante i valori che vengono difesi si trovino su poli contrapposti.
Senza tali generalizzazioni, l'uso di un medesimo termine da parte di diversi
gruppi politici differisce a tal punto, che gli individui di diversa ideologia
sembrano appartenere a universi distinti, privi di qualunque rapporto reciproco.
E’ proprio questo consenso tra antagonisti politici (consenso che
stabilisce un quadro obiettivo dello spazio ideologico), è
questo accordo che nasce da una generalizzazione e una schematizzazione
globali, ad aver fatto sorgere il noto cliché, secondo cui
«l'estrema destra e l’estrema sinistra si toccano». Questo
cliché,
completamente assurdo se inteso in maniera letterale. Senza alcun dubbio
corrisponde alla constatazione pratica di quell' «accordo nel campo
della generalizzazione obiettiva» cui pervengono gli ideologi
di diverso orientamento capaci di percepire con la massima chiarezza quel
principio che non riescono a percepire i militanti di base: esponenti della
stessa ideologia, questi ultimi agiscono però per via di una certa
quale inerzia ideologica e non riescono a separare la causa dall'effetto,
cioè l'idea dai portatori concreti di essa - loro stessi, nel caso
specifico. E’ a ciò che si riferisce Fëdor Dostoevskij nel
romanzo Gli ossessi [tr.it. I demoni], là dove dice
di Kirilov che «l’idea se lo mangiò»). Quindi possiamo
parlare qui dell'«estremismo» solo nel senso etimologico della
parola, vale a dire della capacità «estrema» di penetrare
nell'essenza stessa delle posizioni proprie ed altrui, dove noti si tratta
di «coincidenza» o «fusione» dei contrari, bensì
della «comprensione» (o della mancanza di ciò, ma allora
non si tratta più di estremismo), da parte dei fautori di ideologie
opposte, delle fonti profonde e dei dogmi di cui si alimentano i movimenti
che agiscono nella politica attuale - e ciò a prescindere
dalle parole d'ordine propagandistiche, dalle tesi e dai concetti superficiali
e puramente pragmatici. Tanto nelle lotte ideologiche reali come nell'esistenza
in generale i contrari non coincidono mai, perché, se non
fosse così, sia la lotta spirituale tra le diverse posizioni sia
la realtà stessa si trasformeranno in uno spettacolo illusorio,
senza nessun significato definitivo.
Cercando termini appropriati per caratterizzare
alcune visioni dei mondo fondamentali, abbiamo deciso di utilizzare la
storia delle società tradizionali, cioè la storia di quelle
società in cui i princìpi d'origine metafisica e i dogmi
religiosi trovano espressione attraverso il linguaggio della metafisica
e della religione. E’ in tali società che possiamo rinvenire i casi
limite, ossia le espressioni più pure di quei principi che continuano
ad essere i motori della storia ideologica dell'umanità, senza invecchiare
o tramontare, ma adattando soltanto la loro immagine esteriore. Così
come avviene nel caso del corpo umano, che non cambia con le mode, ma si
presenta in maniera diversa nei rappresentanti delle varie razze.
1.
Prendiamo in esame, come primo tipo di ideologia,
quella POLARE-PARADISIACA. Storicamente, tale ideologia si manifestò
come una tradizione gnostica, esoterica, e rimase come una dottrina segreta
all'interno di diverse religioni. Essa fu rappresentata dal ghibellinismo
imperiale del Medio Evo, poi dal nazionalsocialismo tedesco e da tutte
le varianti dei fascismo dei ventesimo secolo. L'essenza di questa dottrina
consiste nell'affermazione di un Soggetto di natura divina avente sede
nel centro del Polo, nel mezzo del cosmo, che è sacro e totalmente
sottomesso al Soggetto divino (quindi è paradisiaco) - cosmo specchio,
nel quale non si riflette nient'altro se non il Soggetto, sale della Terra
e del Cielo. Al di fuori di questo Soggetto Divino (né al di
sopra, né al di sotto, né intorno) non esiste alcun principio
metafisico superiore, sicché il Soggetto è assolutamente
libero e inseparabile da Dio, e Dio è in lui. La medesima posizione
si trova riflessa in quella frase dell'Antico Testamento che Cristo ripete
nei Vangeli: «Vi è stato detto: Sarete come dèi»).
Al di fuori di lui non c'è dio. Nel cosmo, nella natura, sulla terra,
esiste soltanto il suo riflesso, di modo che la natura stessa diventa sinonimo
di paradiso: non si tratta di un ostacolo per la sua Volontà, ma
della continuazione di essa, della sua manifestazione, del suo «corpo
cosmico».
Sono questi i principi essenziali della visione
del mondo paradisiaco-polare. Lì dove sorge, appare in seguito in
primo piano il tema del Soggetto Divino - dell'Eroe, della Epifania
Divina, dell’Imperatore Sacro, del Capo Angelico, del Profeta, nonché
il tema del Cosmo Sacro, l'ombra dei Soggetto su cui egli proietta il proprio
potere, Cosmo che non gli si oppone, ma si trasforma nella continuazione
di lui. Altri sinonimi di questo cosmo sacrale sono «Altro Mondo»,
«Mondo Migliore», «Regno di Dio sulla terra», «Sacro
Impero», «Nuovo Regno dei Cieli e Nuova Terra», «Nuovo
Paradiso», «Reich millenario» ecc. Per quanto diverse
siano tra loro le manifestazioni storiche di questo tipo di Ideologia,
tutte quante derivano invariabilmente dal paradigma essenziale «Polo-Soggetto»
e «Cosmo-Paradiso», dove l'accento cade sempre sull'assenza
di un anello intermedio tra questo polo immanente e l'Assoluto, o il principio
trascendente e che si rivela dall'interno del Polo-Soggetto come
dimensione interiore dei Soggetto stesso.
La cosmovisione paradisiaco-polare normalmente si
orienta in senso monarchico: nelle sue manifestazioni storiche,
essa mira a sublimare al massimo la figura dello Statista, necessariamente
unico
e angelizzato (manifestazione polare), mentre d'altro canto essa
tende ad estendere «orizzontalmente» il potere dello Statista,
e questo per mezzo dell'espansione Imperiale, che ha la missione di porre
sotto il dominio dello Statista, nella sfera dei suo riflesso personale,
la massima quantità di spazio cosmico; in tal modo quest'ultimo
si trasforma in Paradiso (Sacro Impero), ovvero, in altri termini, il cosmo
riceve la sua «dimensione paradisiaca» sacra.. E’ però
importante notare che questa concezione monarchica e imperiale
non coincide sempre con le monarchie e gli imperi storici, poiché
la cosmovisione paradisiaco-polare è totale nella sua essenza,
e la mancanza della qualità di soggetto nel monarca o, la mancanza
della dimensione paradisiaca nel cosmo, per quanto siano presenti normalmente,
provocano in modo automatico la rivoluzione gnostica, la quale ha
lo scopo, di restaurare il Polo e il Paradiso nella loro totalità
metafisica, che non consente sfumature o condizionamenti né
il «contratto sociale».
Poiché l'ideologia paradisiaco-polare è
una tendenza trascendente, essa non si è mai limitata ad agire su
un terreno strettamente politico, ma si è proiettata nella sfera
dell'intelletto puro, delle dottrine religiose e delle «scienze sacre».
Nella tradizione ermetica del Medioevo occidentale, ebbero dunque un ruolo
centrale i simboli del «Re alchemico» o dello «Zolfo
Rosso», mentre nella tradizione indù esiste una scuola integralmente
dedicata all’iniziazione pratica e alla realizzazione spirituale, il cui
nome è raja yoga, cioè «Yoga regale».
D'altronde è proprio la parola «Re», o «Monarca»,
o «Imperatore», quella che più viene usata nella maggior
parte delle scuole esoteriche, sia cristiane («Re dei Cieli»)
sia musulmane (soprattutto sciite), ma anche lamaiste, cabaliste ecc. In
realtà questi due aspetti dell’ideologia paradisiaco-polare, quello
religioso e quello politico, rimasero sempre uniti, sia nel passato (i
sacerdoti iniziati partecipavano al governo monarchico negli stati
dell'Oriente antico) sia nei tempi moderni: nella Germania degli anni '10
e ‘20 dei nostro secolo gli esoteristi delle società segrete ermetiche
a tendenza razziale, eredi dei Templari e dei ghibellini (cioè degli
esponenti medioevali dell'ideologia paradisiaco-polare), parteciparono
attivamente alla creazione del l'ideologia nazionalsocialista. Analogamente,
la gnosi sciita, centrata sulla persona dell'Imam occulto, è inseparabilmente
unita agli eventi politici che si verificano attualmente nel Vicino Oriente.
2.
Il secondo tipo di ideologia può essere denominata
come l'ideologia del «Creatore-creazione». Si tratta di un'ideologia
puramente conservatrice. Corrisponde al lato essoterico, esterno,
delle dottrine religiose benché possa, per pura inerzia, manifestarsi
o predominare anche in società sprovviste di qualunque orientamento
religioso. Tale ideologia si esprime nella sua forma più pura attraverso
le organizzazioni della Chiesa cattolica o della Umma islamica (soprattutto
sunnita). Sono queste società che possono essere chiamate, a buon
diritto, «teocratiche» o «clericali». Questo tipo
di ideologia potrebbe essere chiamato anche la visione dei mondo del «Paradiso
perduto». A differenza dell'ideologia paradisiaco-polare, questo
tipo di cosmovisione colloca il Soggetto non nel centro (polo) dei mondo,
ma sulla periferia di esso, identificando il mondo non con il paradiso,
ma con la creazione, che separa il Soggetto dal Creatore; è naturale
che un tale Soggetto periferico, Soggetto successivo al peccato originale
ed espulso dal Paradiso, non può più essere concepito come
Signore Divino che domina l'universo. Egli diventa un esule, che
la creazione separa dal Creatore; la creazione diventa qualcosa
di ambiguo, perché da una parte essa occulta il Creatore
(aspetto negittivo), mentre dall'altra reca in sé l'impronta del
Creatore, rivelandone indirettamente la presenza (aspetto positivo).
Questo postulato fondamentale costituisce la base dello sviluppo del pensiero
religioso, che può seguire strade completamente distinte, da quella
puramente apofatica che nega la possibilità di conoscere il Creatore
attraverso la creazione (ad. es. il buddhismo) a quella puramente catafatica,
che ammette la possibilità di conoscere il Creatore attraverso la
creazione (arrivando addirittura a fondere l'uno e l'altra, nel caso estremo
dei «panteisti»). Comunque, l'ideologia «Creatore-creazione»
o creazionismo si oppone sempre, in tutte le sue forme e varianti, alle
posizioni dell'ideologia «paradisiaco-polare», la quale vede
il tema della creazione, o della separazione tra Creatore e creatura,
come qualcosa che le è completamente estraneo. In realtà
la
lotta tra questi due tipi di visione del mondo ha costituito il principale
campo di battaglia ideologica nel corso di tutta la storia. Vediamo
di affrontare la questione più da vicino.
Il Soggetto Divino si trova nel centro dei mondo
e il mondo è a lui sottomesso e subordinato, in linea di principio.
Quando tali condizioni essenziali non si verificano, l'ideologia paradisiaco-polare
non abbandona i propri princìpi; ma, constatato l'avvenuto allontanamento
dalla norma, tende a ristabilire l'ordine. All'interno della coscienza
paradisiaco-polare il Soggetto Divino non può essere in nessun modo
espulso dal Paradiso, perché la permanenza nel Paradiso fa parte
della sua caratteristica essenziale. Pertanto il Soggetto-Signore noti
potrà mai diventare un Soggetto-Esule. Semplicemente si occulta,
ma si occulta insieme coi Paradiso (l'Imam occulto degli sciiti,
l’imperatore addormentato dei ghibellini ecc.). Quegli esseri umani che
non conoscono il Soggetto Divino né il paradiso, dal punto di vista
della cosmovisione paradisiaco-polare sono irreali, sicché non hanno
il diritto di fondare la nuova concezione di «Creatore-creazione»,
dal momento che il Soggetto-Esule in realtà non esiste, ovvero
l'Esule non è il Soggetto. Ne consegue che nella sua forma estrema
la gnosi sarà anticlericale, e produrrà il concetto di Creatore
malvagio, di demiurgo cattivo, ossia, senza negare l'esistenza della
relazione tra Creatore e creazione, non la trasforma in qualcosa di positivo,
ma in qualcosa di spiritualmente negativo, poiché considera tale
esistenza come un'illusione dannosa, un velo che nasconde il Paradiso.
Bisogna notare che gli esponenti della cosmovisione: paradisiaco-polare
si oppongono al Soggetto che non è polare e al cosmo che non è
paradisiaco (dalla cui combinazione nasce per l'appunto il concetto di
Dio esteriore, di Dio-Oggetto, di Creatore lontano), ma non all'idea di
Spirito o Dio di per se stessa. D'altronde, l'ideologia essoterica clericale
di «Creatore-creazione» vede negli esponenti della dottrina
del «Paradiso e Polo» i distruttori del fondamento stesso della
religione e della fede, poiché essi respingono due figure fondamentali:
quella del Soggetto-Esule e quella del Creatore che si nasconde
al di là della creazione e, seguendo un processo logico, si pongono
essi stessi (in quanto aventi relazione diretta o indiretta col Soggetto
Divino) sul medesimo livello dei Creatore, o addirittura più in
alto. Tali conclusioni fanno sì che le coscienze clericali identifichino
gli esponenti della visione del mondo «paradisiaco-polare»
con i luciferini, i satanisti, i nemici di Dio e dell'uomo, mentre i medesimi
concetti giustificano il caratteristico orgoglio degli esponenti dell'ideologia
«paradisiaco-polare».
Il fatto che gli gnostici si rifiutino di accettare
il principio dei Soggetto-Esule non significa certamente che non ne riconoscano
l'esistenza, ma lo vedono sprovvisto della qualità di soggetto.
Una logica analoga porta gli gnostici al dualismo antropologico e all'affermazione
della diseguaglianza. Per gli esponenti della coscienza paradisiaco-polare,
gli uomini si dividono in due categorie: i rappresentanti del Soggetto
Polare (élite, aristocrazia spirituale, uomini superiori,
«pneumatici», figli della Luce ecc.) e gli uomini-animali privi
della qualità di soggetto (plebe, uomini inferiori, «psichici»
e «ilici», figli delle Tenebre). Perciò tutti gli insegnamenti
esoterici difendono una gerarchia basata sulla differenza di casta, di
razza o di capacità intellettuale. E’ caratteristico il fatto che
gli gnostici collocano il «Soggetto-Esule» dell'ideologia «Creatore-creazione»
sul grado più basso della scala umana. (un simile criterio,
ovviamente, non fa che confermare i sospetti dei custodi dell'ortodossia
per quanto concerne la superbia degli gnostici.
Bisognerebbe notare, però, che la stessa
tradizione cristiana, ai suoi primordi, si pose su una posizione paradisiaco-polare
rispetto al clericalismo giudaico, dove l'ideologia «Creatore-creazione»
si manifestava con la massima chiarezza: i cristiani infatti erano portatori
dell'idea dell’uomo nuovo, connessa all'incarnazione del Verbo,
del Cristo Emmanuel («Dio in noi»).Nel giro di qualche secolo
la gnosi cristiana entrò in conflitto con la versione clericale
del cristianesimo, la quale dimenticò il tema del «paradiso
ritrovato» per sostituirlo con quello del «Creatore-creazione».
La componente paradisiaco-polare dei cristianesimo si manifestò
storicamente per l'ultima volta con l'anabattismo e la Riforma, dove però
adottò forme completamente diverse.
Altri aspetti essenziali dell'ideologia «Creatore-creazione»
sono: il conciliarismo, la fede, la stabilità conservatrice.
Il conciliarismo o la «cattolicità» (dal greco katholikos,
«universale») è il risultato della mancanza di divinità
del Soggetto-Esule, il quale, perduta la posizione centrale nel mondo,
non è più autarchico e avverte la necessità di integrarsi
socialmente, cioè di entrare in comunione con altri Soggetti-Esuli.
Il conciliarismo si rende necessario per il portatore dell'ideologia «Creatore-creazione»,
poiché è solo attraverso l'agglutinamento del maggior numero
possibile di Esuli dal Paradiso nel processo di ricerca della via dei ritorno,
che la coscienza clericale vede la possibilità di cambiare la qualità
non divina dei Soggetto. Il conciliarismo presuppone ed esige una struttura
gerarchica, ma questa gerarchia viene costruita dal basso, sicché
al vertice di essa si troveranno gli individui più «conciliari».
In opposizione a questo principio, per la coscienza paradisiaco-polare
la gerarchia si costruisce dall'alto, a partire dal Soggetto-Divino,
che non è né conciliare né composto, ma, al contrario,
è assolutamente totale, mentre il grado di perdita di totalità
aumenta a mano a mano che ci si allontana da lui, scendendo lungo la scala
gerarchica. A titolo di esempio possiamo citare la soluzione della questione
del potere politico presentata rispettivamente dai sunniti e dagli sciiti:
i sunniti sono fautori di un riconoscimento comunitario che scelga tra
candidati forniti delle necessarie qualificazioni, mentre gli sciiti difendono
l'ereditarietà della funzione di guida, che essi affidano alla discendenza
genetica
del primo Imarn immacolato, Alì.
La fede è necessaria per il fatto che il
Creatore rimane nascosto di là dalla creazione, ciò
richiede da parte dei portatore della coscienza religiosa un certo
sforzo, un atto di. volontà inteso ad affermare qualcosa che non
è evidente. La fede è una qualità inerente ai Soggetto
Esule. Invece la posizione «Paradiso-Polo» si basa sulla conoscenza;
è per questo che riceve il nome di gnosi. La conoscenza presuppone
il contatto diretto, l’evidenza di Dio rende superflua la fede.
La coscienza essoterica vede nella pretesa gnostica di possedere la «conoscenza»
una autoelevazione illegittima, una sorta di satanismo.
Infine la stabilita conservatrice dell'ideologia
«Creatore-creazione» si basa sulla sua posizione neutra rispetto
all'universo esistente, poiché questa ideologia non vuole realizzare
nessuna trasformazione traumatica e radicale della realtà. Tale
neutralità è pure assicurata da una posizione ambigua rispetto
alla creazione. Entrambe le modalità di approccio, sia quella apofatica
sia quella catafatica, non hanno nessun limite temporale, così come
nemmeno la creazione ha limiti chiaramente definiti. In altre parole: si
può esaminare indefinitamente il lato positivo del cosmo, alla ricerca
delle orme che il Creatore ha stampato in esso. Così come si può
negare la creazione finché si vuole, ma ciò non cambierà
né l'essenza esistenziale dei Soggetto-Esule né quella dei
Dio Creatore, poiché il principio dei conciliarismo non può
trasformarsi in principio di indivisibilità e nemmeno il principio
della Fede nel principio della Conoscenza, senza che venga infranta la
cornice dell'ideologia «Creatore-creazione». E’ quanto avvenne
sempre, nel corso della storia, a quegli esponenti del clericalismo che
vedevano nella concezione «Creatore-creazione» qualcosa di
transitorio, un grado preliminare alla vera e propria «divinizzazione»
dei Soggetto. Costoro caddero in seguito nell'«eresia», vale
a dire uscirono dal quadro dell'ideologia religiosa e furono scomunicati.
Bisogna notare che la concezione dei mondo paradisiaco-polare
non è assolutamente conservatrice, ma piuttosto è escatologica,
perché in essa la mancanza di polarità metafisica nell'universo
viene avvertita come male assoluto, sicché si rende necessaria una
lotta a fondo e senza compromessi contro tutte le concezioni non paradisiache.
La tendenza della cosmovisione paradisiaco-polare a farla finita con l'esistenza
non paradisiaca, vale a dire il suo orientamento verso la fine dei mondo
(si tratta dell'escatologia propriamente detta, intesa come «scienza
della fine»), costituisce una costante tendenza destabilizzatrice,
diretta in fin dei conti contro l'essenza stessa della posizione conservatrice.
contro la conservazione dello status quo religioso. Un simile pathos
escatologico lo si può scoprire in tutte le manifestazioni della
cosmovisione paradisiaco-polare, dagli gnostici cristiani e dagli sciiti
radicali (ismaeliti) fino alla Riforma luterana e allo Stato nazionalsocialista
che proclamò l’inizio dei Reich millenario - Terzo Reich o Regno
dello Spirito Santo, se ci atteniamo agli insegnamenti del veggente cristiano
Gioacchino da Fiore.
Entrambe le posizioni ideologiche, quella creazionista
e quella paradisiaco-polare, spesso convivono entro il quadro di una medesima
società, tradizione o sistema politico. Ma ciò non sopprime
in nessun modo la differenza abissale che le separa. Queste due ideologie
sono inconciliabili così come lo sono il fuoco e l'acqua, la luce
e l'oscurità, cosicché tra esse si accendono spesso le battaglie
più accanite (crociata contro gli albigesi, califfato fatimide,
rivoluzione francese, guerre imperiali dei Reich hitleriano), le quali
sarebbero inimmaginabili tra gli esponenti di tradizioni distinte,
di religioni o sistemi politici diversi.
3.
La terza posizione ideologica fondamentale è
rappresentata dal «materialismo mistico» o dal «panteismo
assoluto» (materia magica). Un tale tipo di ideologia nega tanto
il paradiso polare quanto la coppia Creatore-creazione. Essa potrebbe anche
essere identificata con l'ateismo puro. Qui il Soggetto non è visto
come Signore polare, il cui Io interiore è Dio, e nemmeno come Soggetto
esiliato dal Paradiso. Soggetto che la creazione separa da un Dio Oggetto.
In questo caso, invece, il Soggetto viene visto come una particella dei
cosmo, nella quale si riflette il cosmo e nient'altro. In altre
parole, questo Soggetto non ha né un Dio interno né un Dio
esterno, poiché è solo lo specchio de mondo esteriore e al
contempo un elemento di esso. Di conseguenza, l'ateo puro o il «materialista
mistico» attribuisce al cosmo qualità divine, giacché
per lui i concetti di Causa e di Dio sono la stessa cosa; e ciò
ci consente di qualificare questa ideologia come «panteismo»,
che è identificazione del tutto (del cosmo, del mondo) con Dio.
Una delle varianti più rappresentative di questa ideologia è
costituita dal cosmismo, che in realtà può essere
considerato sinonimo di panteismo.
Il concetto di evoluzione, cioè il
concetto di progressivo e unidirezionale miglioramento della qualità
dei cosmo, è caratteristico di questo terzo tipo di ideologia. Mentre
i portatori dell'idea paradisiaco-polare tendono a realizzare un salto
unico e definitivo del non-Paradiso e del non-Soggetto verso il Paradiso
e il Soggetto; mentre i portatori dell'idea creazionista sono interessati
a conservare lo status quo cosmico (dove il versante apofatico si
equilibra con quello catafatico); i portatori dell'idea di «materia
magica» sono innanzitutto interessati al continuo e graduale miglioramento
del cosmo, il cui sviluppo inerte è considerato appunto come un
processo di perfezionamento. A livello ideologico, pertanto, il senso dell'evoluzione
e del progresso non consiste in nessuna specifica capacità creativa,
ma si riduce al semplice sviluppo naturale degli eventi, con la necessaria
eliminazione di tutti quegli ostacoli che vi si oppongono, in primo luogo
i conservatori clericali e gli escatologisti monarchici. In realtà
il Soggetto dell'ideologia del «materialismo mistico» è
il «servo dell’evoluzione», ossia è uno specchio
di ottima qualità in cui si riflette, con la massima nitidezza,
il processo evolutivo.
Il conflitto tra gnosticismo e conservatorismo,
nonostante la sua inconciliabilità, si svolge sempre in seno
alle dottrine religiose: nemmeno gli eretici più terribili negarono
mai l'idea di Dio. Il «materialismo mistico», invece, per la
sua essenza stessa si colloca fuori dalla religione, è ateo; per
esso, infatti, l'idea di Causa (Dio) non è nascosta (al di là
dei cosmo o internamente all'Io), ma è visibile e si trova davanti,
intorno e in, basso, poiché la Causa è il cosmo stesso
e quindi non c'è bisogno di cercare nessun altro luogo.
L’ideologia paradisiaco-polare parla del Divino
Soggetto centrale e dei mondo a lui sottomesso. L'ideologia creazionista
rappresenta il Soggetto che è espulso ai limiti della periferia
e ha davanti a sé la creazione, la quale è separata da lui,
ma lo rimanda a Dio (occultandolo al contempo). I materialisti mistici
non conoscono nemmeno il Soggetto. Secondo quello che ci viene rivelato
da György Lukács, Soggetto ed oggetto si trovano riuniti nel
proletario, figura centrale delle più radicali correnti del pensiero
materialista. Il proletario è l’uomo-macchina, l'uorno-specchio
ideale. La stessa idea riflette il concetto di «noosfera»,
secondo cui il logos è il prodotto dell'evoluzione della materia.
Senza dubbio, si tratta della ragione come specchio dei mondo esterno.
Un analogo concetto del Soggetto predetermina lo
specifico conciliarismo materialista, che ha come ideale la soppressione
di ogni gerarchia, anche se nella pratica esso crea una gerarchia che si
basa sul grado di cosmicità, cioè su una maggiore
o minore vicinanza alla natura materiale del Cosmo Esterno. Proprio da
tale tendenza a mettere alla testa del concilio ateo una cosa o una macchina
- simbolo dell'estrema povertà spirituale - nasce la dottrina caratteristica
della «dittatura dei proletariato».
Il «panteismo» è caratterizzato dal suo agnosticismo
sostanziale, che offre una terza via, distinta da quella della Gnosi e
da quella della Fede. L'agnosticismo del «materialismo mistico»
è predeterminato dall'impossibilità di impostare qualunque
questione circa la conoscenza da parte del Soggetto, poiché quest'ultimo
non è nient'altro che una variante del cosmo, un elemento del cosmo
e non qualcosa di distinto da esso, sicché la sua capacità
riflessiva non aggiunge e non toglie nulla alla corrente cosmica. Qui la
conoscenza si identifica con il fatto cosmico; ma, come il cosmo si trova
in costante movimento, così anche la conoscenza si identifica con
la prassi e pertanto si distrugge. In altre parole: l'agnosticismo è
la conseguenza della mancanza della coppia «esploratore - esplorato»,
necessaria al processo conoscitivo; per il portatore dell'idea di «materia
magica» non esiste nessuna differenza tra la superficie del mondo
e la sua profondità.
Benché nella sua forma più pura l’ideologia
della «materia magica» sia apparsa in un momento relativamente
recente (l'autentico e dichiarato materialismo dottrinale, è
abbastanza giovane, ha due o tre secoli), la tendenza «panteista»
esiste da un periodo piuttosto lungo, come realtà antireligiosa
nascosta all'interno del pensiero religioso. Per molto tempo il materialismo
è stato indirettamente presente, come esegesi «panteistica»,
«cosmista» della religione, esegesi radicalmente opposta a
quella paradisiaco-polare. Perciò una stessa tradizione cristiana
può servire come base per lo gnosticismo cristiano storico (fino
ai Catari medioevali), per il giudeo-cristianesimo canonico («Creatore-creazione»)
e, infine, per il cosmismo dichiarato dei pensiero di Nikolaj Fëdorov(1)
o di Danil Andreev,(2) dove, al di là dell'uso
puramente nominale dei simboli, si nasconde il panteismo ateo, mistico-naturalista.
Le idee che Fëdorov esprime in maniera chiara e inequivoca appaiono
nelle opere di altri pensatori antireligiosi, come ad esempio Teilhard
de Chardin, velate e camuffate; ma comunque si può dire che fin
dall'inizio dell'espansione del cristianesimo (e del buddhismo, che diventò
la dottrina preferita dei panteisti orientali) i teologi tentarono di interpretare
la dottrina cristiana panteista: l'accento ricadeva praticamente sulla
qualità umana del verbo incarnato e pertanto sulla nuova
sacralizzazione di tutta la materia in seguito all'Incarnazione, nonostante
l’assurdità di questa «nuova sacralizzazione», smentita
dal testo stesso dei Vangeli e delle Lettere apostoliche, dove si parla
del «mondo perverso del peccato» e del nuovo cosmo consacrato
che dovrà apparire dopo la seconda venuta del Cristo, non
dopo la prima. E se davvero si può dire, come fanno alcuni storici,
che il comunismo russo è stato in una qualche misura l'erede dell'ortodossia
russa (Berdjaev)(3), può trattarsi soltanto dei
cristianesimo «cosmista», «panteista».« magico
-materialista», quel cristianesimo privo di ogni dimensione esoterica
ed anche dogmatica ed exoterica, che è arrivato ad affermare una
visione dei mondo propriamente materialista, del tutto estranea all'autentico
cristianesimo. Nulla hanno infatti a che vedere con il cristianesimo, per
fare un esempio, le speculazioni mistico-materialiste di un Teilhard de
Chardin.
Lo stesso cosmismo lo si può trovare nel
Buddhismo hinayana («piccolo veicolo»), dove viene messa in
risalto la natura speculare e composta del Soggetto, che rappresenta una
concentrazione temporale di energie cosmiche; quest'ultimo non ha nessuna
autonomia spirituale e nemmeno lo statuto di Soggetto Esule. Questa diramazione
del Buddhismo potrebbe essere chiamata a ragione «ateismo magico».
Però nel Buddhismo hinayana puro, diversamente che nell'ideologia
matura e sviluppata della «materia magica», manca il concetto
di evoluzionismo, obbligatorio per il cosmismo vero e proprio: tal
concetto diversifica il Buddhismo hinayana da altri tipi di cosmismo.
C'è un'altra dottrina che contiene un cosmismo
molto sviluppato: si tratta della massoneria europea. Le dottrine massoniche,
che geneticamente discendono dalle forme occidentali dello gnosticismo,
cioè dall'ideologia paradisiaco-polare, in un determinato momento
storico vennero reinterpretate in chiave cosmista e furono ateizzate e
materializzate. La massoneria nel suo complesso esercitò una grande
influenza sulle coscienze europee, agendo in generale nell'ombra, a differenza
del cristianesimo. Ma a poco a poco, nel sec. XVIII e soprattutto nel sec.
XIX, la massoneria modificò radicalmente il proprio orientamento
spirituale e ideologico e, pur conservando il simbolismo esteriore, invertì
completamente il proprio contenuto, sostituendolo con un altro opposto
all'originario - e a partire da allora l'evoluzionismo e il panteismo,
il materialismo e l'ateismo cominciarono a svolgere un ruolo fondamentale
nella cultura e nella scienza occidentali. Il fatto che i personaggi più
rilevanti di questa cultura e questa scienza siano appartenuti a logge
massoniche non viene abitualmente tenuto in considerazione, oppure viene
spiegato come una semplice formalità, con le esigenze della moda
dei tempo. In realtà, invece, la massoneria possiede una propria
dottrina spirituale, che corrisponde a un determinato tipo di coscienza
religiosa e modella la posizione ideologica dei suoi seguaci. Molti eventi
nel mondo della cultura e della scienza occidentali nei secc. XVII, XVIII
e XIX hanno la loro origine nella modificazione delle dottrine e degli
statuti di alcuni rami della massoneria o della massoneria nel suo complesso.
Comunque, l'ateizzazione degli statuti della massoneria - la cosiddetta
rivoluzione massonica di Desagliers e Anderson - ebbe come conseguenza
la propagazione del «cosmismo scientifico» europeo e dell'evoluzionismo,
sia attraverso la metodologia puramente scientifica, sia, un poco più
tardi, attraverso i movimenti neo-occultisti, essenzialmente panteisti
(teosofismo, occultismo, spiritualismo ecc.).
Se l’ideologia paradisiaco-polare è in grado
di reinterpretare secondo la propria chiave diverse forme religiose, anche
la dottrina della «materia magica», nonostante la sua posizione
essenzialmente antireligiosa, può usurpare le forme religiose per
affermare, tramite esse, i suoi propri princìpi. Da parte sua, la
posizione creazionista generalmente preferisce non imbarcarsi nell'esegesi
radicale delle dottrine religiose, tendendo a conservarle intatte anche
a rischio di trasformarle in un mero involucro. morto e mummificato.
Quanto alle ideologie non religiose, la cui apparizione
costituisce un fenomeno ultramoderno e senza dubbio poco duraturo (il fattore
religioso sta risorgendo negli ultimi tempi), la correlazione delle tre
posizioni rimane intatta: i portatori dell'idea «Paradiso-Polo»
sono fautori di un nuovo impero paradisiaco incentrato in un Capo-Polo
superumano (nazionalsocialismo tedesco); i fautori della posizione creazionista
appoggiano la democrazia moderata e il liberalismo, mirando a conservare
lo status quo sociale degli individui autonomi ed «espulsi
dal Paradiso», senza abbandonare la cerca del Principio perduto,
ma anche senza sforzarsi eccessivamente per trovarlo (regimi democratici
centroeuropei e Stati Uniti nei secc.XVIII-XIX); infine, le dottrine della
«materia magica», nei loro princìpi dichiaratamente
atee, corrispondono alle forme politiche estremiste socialiste e comuniste,
che vanno dal totalitarismo assoluto nordcoreano e dall'esperimento cambogiano
di Pol Pot (dove la teoria di Pavlov sui riflessi acquisiti dall'uorno-oggetto
ha trovato applicazione in ogni ambito) fino all'attuale modello nordamericano
e scandinavo della «società dei consumi», dove il rozzo
e naturalistico sistema dei «socialisti primitivi» viene sostituito
dal sistema tecnologico-industriale artificiale e socializzato - sogno
realizzato del «materialismo mistico».
Le tre posizioni che abbiamo sunteggiate
consentono di spiegare molte contraddizioni nella storia delle ideologie,
contraddizioni che hanno lasciato perplessi molti studiosi. Innanzitutto,
la nostra classificazione stabilisce chiaramente che queste tre posizioni
sono incompatibili tra loro, sicché, qualora si trovino a
coesistere entro il medesimo quadro ideologico, prima o poi produrranno
il conflitto interno che vedrà ogni posizione essenziale
rivendicare il proprio diritto all’indipendenza. Per esempio: la cosmovisione
paradisiaco-polare può rimanere a lungo inavvertita entro la cornice
generale della tradizione cristiana, ma prima o poi verrà proclamata
la crociata contro gli albigesi e i catari bruceranno nei loro templi cristiani,
incendiati dai portatori dell'idea creazionista. Altro esempio: i socialisti
possono rimanere a lungo al fianco dei liberali e dei democratici moderati
senza differenziarsene, lottando più o meno per gli stessi programmi,
ma prima o poi, se i socialisti riescono a conquistare il potere, i primi
a salire sulla ghigliottina o ad entrare nelle prigioni della CEA saranno
i democratici e i liberali, i quali rappresentano una sostanza incompatibile
con l'idea dei «servi dell'evoluzione», perché chi vuole
conservare lo status quo pone ostacoli al progresso. E, benché
i roghi e i sotterranei della Ceka siano esempi estremi della suddetta
incompatibilità, questi tre tipi ideologici si trovano sempre in
conflitto, e il conflitto in un modo o nell'altro si manifesta.
Ci rimane da analizzare un altro aspetto della questione:
tra i tre tipi di protoideologie (Urideologien, direbbero i Tedeschi),
quali sono i più incompatibili tra loro e quali invece possono concludere
delle alleanze? La verità è che la loro correlazione non
è perfettamente simmetrica. Potremmo dire che l'ideologia paradisiaco-polare
rappresenta la destra assoluta, quella creazionista il centro assoluto,
quello mistico-materialista la sinistra assoluta. In questo caso, la parola
«assoluto»ci consente di abbandonare la sfera della politica
concreta per collocarsi in una dimensione metapolitica originaria. La correlazione
potrebbe estere continuata con ha classificazione seguente:
| Destra assoluta : |
il Soggetto domina sull'Oggetto |
| Centro assoluto : |
il Soggetto e l'Oggetto sono uniti |
| Sinistra assoluta : |
il Soggetto è subordinato all'Oggetto |
oppure
| Destra assoluta : |
la storia come decadenza. Necessità di restaurare il
Paradiso immediatamente. Escatologia. |
| Centro assoluto : |
la storia come stabilità permanente. Necessità
di conservare l'equilibrio tra materia e spirito |
| Sinistra assoluta : |
la storia come progresso. Necessità di contribuire alla sua
continuazione e accelerazione |
Questa classificazione metapolitica determina anche la possibilità
di formare coalizioni: dal punto di vista della Destra assoluta, le posizioni
del Centro e della Sinistra assolute coincidono, sono la stessa cosa, si
collocano alla sua sinistra. Pertanto la Destra assoluta è
categoricamente antagonista ad ambedue le posizioni e combatte contro di
esse, nel corso dei secoli, una lotta mortale. Viceversa, per il Centro
assoluto sia la Sinistra sia la Destra assoluta costituiscono il Nemico
che vorrebbe far vacillare le sue basi ideologiche. Per il Centro assoluto
diventa quindi possibile stipulare un'alleanza con la Sinistra assoluta
contro la Destra assoluta. Un esempio, l’alleanza militare «antifascista»
durante la seconda guerra mondiale. Ma per la Sinistra assoluta anche il
Centro assoluto è «fascismo», sicché alla fine
dei conti la Sinistra assoluta è incompatibile con il Centro assoluto
e vorrebbe distruggerlo. A volte, per lottare contro il Centro assoluto,
la Sinistra assoluta può concludere un'alleanza con la Destra assoluta,
ma in genere tali alleanze sono poco durevoli (patto Ribbentrop-Molotov,
alleanza delle Centurie Nere coi populisti ecc.). Infine, il Centro assoluto
combatte contro tutti gli estremismi: i concili ecclesiastici scomunicano
prima i monofisiti («Cristo è soltanto Dio») e poi i
nestoriani («Cristo è più uomo che Dio»),conservando
la propria specifica posizione, secondo cui «Cristo è vero
Dio e vero uomo».
Tutto ciò consente di capire meglio la logica
di coloro che identificano il fascismo (Destra assoluta) con il comunismo
(Sinistra assoluta). Una tale identificazione può provenire solo
da un esponente del Centro assoluto, seguace della concezione «Creatore-creazione».
E’ curioso notare come pensatori politici così antagonisti tra loro,
quali il russofilo Shafarevic(4) e il russofobo Besançon,
nonostante una quasi totale discrepanza per quanto concerne questioni concrete,
mostrino una incredibile solidarietà allorché ripartiscono
equamente la loro avversione per il socialismo sovietico (Sinistra assoluta)
e il nazionalsocialismo tedesco (Destra assoluta). Un sionista e un patriota
russo mostrano in tal modo l’unità metapolitica che si nasconde
dietro la loro contrapposizione relativa a fatti storici particolari. La
stessa cosa si potrebbe dire di molti altri intellettuali, il cui orientamento
metapolitico (spesso inconscio) comporta relazioni di contatto laddove
la realtà politica dovrebbe determinare una radicale contrapposizione.
Se ci basiamo sui dati storici, parlare di un ipotetico
equilibrio di queste tre ideologie è praticamente impossibile, poiché
nella vita reale una relativa armonia si stabilisce soltanto quando l’egemonia
ideologica si trova in mano ai portatori di una di esse, con la
conseguente repressione delle altre o, nel migliore dei casi, con la loro
marginalizzazione. Tutte le ricette che pretendono di conciliarle tra loro
sono utopiche ed effimere: curiosamente, esse provengono sempre dagli ambienti
cosmisti, a tal punto convinti della necessità e soprattutto del
senso
positivo dell'evoluzione, che possono addirittura arrivare a giustificare
la presenza di ostacoli sul cammino dell'evoluzione, poiché secondo
loro tali ostacoli potrebbero risultare vantaggiosi ai fini dell'evoluzione
stessa.(E’ appunto questo il senso di alcuni dei progetti neomassonici
del Club di Roma e di T. de Chardin).
D'altronde, nel corso della storia è possibile rintracciare
una certa successione dinamica di questi tre tipi ideologici: così,
quanto più ci inoltriamo nel passato, tanto più nitida e
«totalitaria» si presenta l’ideologia della Destra assoluta,
il complesso ideologico, il complesso ideologico paradisiaco-polare. Più
tardi, ma sempre nell'antichità, comincia a predominare il tipo
ideologico «creatore-creazione», che ha ricevuto la sua massima
espressione dottrinale nel giudaismo antico. Però anche nel periodo
dei predominio «totale» dell'ideologia «creatorc-creazione»
irrompono ciclicamente le tendenze paradisiaco-polari, come un tentativo
di «rivoluzione da Destra», tinta di un escatologismo sempre
più dichiarato. Infine, nella storia moderna e contemporanea, diventano
protagoniste le tendenze della Sinistra assoluta, che sommergono e snaturano
i residui delle forme tradizionali precedenti. Si tratta del cristianesimo
cosmista, dell'induismo panteista, del buddhismo «ateo-magico»,
della democrazia socialista, della neomassoneria razionalista, del giudaismo
riformato ecc. Ma, benché l'idea di «materia magica»
sia, divenuta dominante, le ideologie del Centro assoluto e della Destra
assoluta non scompaiono dei tutto: esse colgono ogni occasione opportuna
per dar luogo a una rivoluzione teocratica (come quella iraniana) o paradisiaco-polare
(come quella nazionalsocialista). Perciò, nonostante la loro successione
al potere, i tre tipi di cosmovisione non possono unirsi in una sintesi,
né il loro numero può ridursi; anzi, le tre tendenze possono
adottare forme a seconda delle circostanze storiche particolari. D'altronde,
i più complessi modelli sincretici elaborati al fine di combinare
tra loro gli elementi della Destra, del Centro e della Sinistra assoluta
non libereranno l’artefice di una tale opera dalla sua qualità di
esponente di questa o quella protoideologia, sicché ogni modello
sincretico particolare si rivelerà come una variante formale
di tale protoideologia.
Non vogliamo concludere questo breve studio dando
l’impressione di essere partigiani del relativismo e pluralismo più
completo, ma desideriamo esprimere la nostra profonda convinzione che il
segreto della storia delle ideologie non si riduce alla definizione di
tre tipi di visione dei mondo atemporali in conflitto permanente e inconciliabile
tra loro. A nostro parere, solo una di esse corrisponde alla verità
assoluta - e per noi verità assoluta non è parola vuota.
Solo il destino rivelerà di quale visione dei mondo si tratta.
Traduzione di Danilo Valdorio
NOTE
1) Nikolaj Fëdorov (1828-1903) potrebbe essere
catalogato come socialista religioso. Secondo questo pensatore, l'egoismo
proverrebbe dalla preoccupazione degli uomini per la loro conservazione
minacciata dalle forze avverse della natura. Il compito di un governo ideale
consisterebbe nel sottomettere tali forze a uno stretto controllo mediante
la scienza. Fëdorov credeva nella possibilità di resuscitare
i morti, poiché le particelle corporee non possono uscire dai limiti
dello spazio, neanche dopo la disintegrazione fisica. I suoi lavori esercitarono
una notevole influenza sugli intellettuali di sinistra, compresi personaggi
della levatura di Gorkij e Majakovskij; anzi, alcune delle sue idee furono
utilizzate dai bolscevichi. I vari saggi di Fëdorov vennero raccolti,
dopo la sua morte, in due volumi intitolati Filosofia della causa comune.
Su Fëdorov, rinviamo il lettore italiano all'articolo di Aldo Ferrari,
Resurrezione
e rivoluzione nella cultura russa, in Quaderni di Avallon, n. 17, maggio-agosto
1988 (N.d.T.).
2) Danil Andreev (1906-1959), figlio dei celebre scrittore
e drammaturgo Leonid, fu poeta, mistico e filosofo. Trascorse lunghi periodi
nelle carceri sovietiche, dove, scrisse il trattato La Rosa del Mondo.
(N.d.T.).
3) Nikolaj Berdjaev (1874-1948), filosofo) esistenzialista
e fondatore del cosiddetto «personalismo cristiano» o socialismo
personalista, fu notevolmente influenzato da Fëdorov. (N.d.T.).
4) Igor' Shafarevic (n. 1923), matematico di fama
mondiale e autore di scritti d'argomento politico, è noto
soprattutto per il saggio Rusofobija (Mosca 1989), pubblicato in
italiano col titolo La setta mondialista contro la Russia (Edizioni all'insegna
del Veltro, Parma 1991). Questo libro di Shafarevic ha suscitato
gli attacchi feroci di noti esponenti della cultura (François Fejtö,
Adam Michnik, Andrej Sinijavskij ecc.). (N.d.T.).
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