I FLUSSI MIGRATORI DEL PRIMO NOVECENTO

Geografia


I FLUSSI MIGRATORI DEL PRIMO NOVECENTO


1. L’emigrazione europea tra ‘800 e ‘900

Dal 1820 al 1930 l’immigrazione ha convogliato negli Stati Uniti 45 milioni di persone; la corrente maggiore è stata quella formata degli Europei. È sufficiente questo dato per dare l’idea dell’estensione e della grandiosità del fenomeno emigratorio. La rivoluzione economica del primo e , soprattutto, del secondo Ottocento aveva sconvolto l’organizzazione del settore agricolo e , nello stesso tempo, aveva creato masse di operai inurbati che si trovavano all’improvviso vittime delle ricorrenti crisi industriali.

Tutto ciò spinse molti Europei (Irlandesi, Inglesi, Tedeschi e Francesi) a emigrare in Paesi lontani: Sudamerica, Australia, ma, soprattutto, USA.

New York divenne l’approdo simbolico di questo fiume di persone alla ricerca del "sogno americano" e di un lavoro stabile. Gli arrivi più massicci in questa città si registrarono nel 1871-1879 e dal 1880 in poi, per toccare le punte più elevate tra il 1887 e il 1893.

Da sempre Paese di immigrati, gli USA divennero la prima società multirazziale della nostra epoca, con problemi di integrazione tra le varie etnie, che durano tuttora.

2. L’emigrazione italiana

All’interno del grande flusso migratorio europeo dell’Ottocento, l’emigrazione italiana dal 1861 al 1915, rappresenta il maggior fenomeno migratorio dell’epoca moderna.

I 16 milioni di Italiani che abbandonarono, in questo periodo, la loro Patria superano, numericamente, perfino gli emigranti Irlandesi e gli Ebrei che fuggirono dalla Russia degli zar.

Il periodo di più intensa emigrazione fu quello tra gli anni 1891 e 1915, con circa 11 500 000 di espatri.

Riguardo all’emigrazione italiana occorre fare chiarezza su alcuni equivoci storici:

Le prime destinazioni dei nostri emigranti furono il Brasile e l’Argentina: nel 1891 sono nel Brasile emigrarono 132326 persone. Dagli inizi del ‘900 le mete preferite divennero le città industriali degli USA: New Orleans, Boston e New York.

L’emigrazione rappresentava non solo l’unica speranza di lavoro, ma anche una fonte di reddito per le famiglie rimaste in Patria, che ricevevano dai parenti emigrati delle somme di denaro per vivere in maniera più dignitosa.

L’emigrazione portò all’economia nazionale il risparmio in forma di rimesse di valuta pregiata, che consentirono di compensare un’importazione di beni superiori alle esportazioni.

Espatri dall’Italia

1861-1870

1 210 000

1871-1880

1 180 000

1881-1890

1 880 000

1891-1900

2 830 000

1901-1910

6 030 000

1911-1915

2 750 000

Torna all'indice