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Sei il
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Ti ho detto: "è bene uccidere l'amore prima ch'esso sia sorto in fondo al cuore".
vegliando, meditando, penso che ho avuto torto. Un giorno (è sfondo del ricordo l'orto ove mi trastullai fanciullo) schiantai, crudeltà incosciente, una fiorita pianta di verbene per non soche progetti fanciulleschi. Ma poi guardai quel pio misfatto in un accoramento strano - tanto ! - che mi chiuse la gola come un groppo di pianto represso. E ora ci ripenso. Forse c'era in quella mie tristezza fanciullesca un senso vago di rimpianto, per il morire di una cosa bella. L'amore, che s'annida nel tuo gioine cuore, è la pianta fiorita di verbena. E più tu la coltivi con la carezza blanda de le cure, più vive nel prodigio del suo fiore. Spiegherà le sue foglie in contro al sole, vibrerà degli olezzi mattutini, olezzo tra gli olezzi, se la falce cattiva (è la ragione) nel suo gambo gentile non la spezzi.
che nell'accoramento strano - tanto ! - guarderà tristemente il suo misfatto, chiuso in un senso vago di rimpianto ...
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