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L'eterna veglia
Ma nel silenzio c'è come una voce non so di che. Il sonno delle cose addormentate veglia in me. Sono la veglia eterna che mai non ha riposo, l'eterno infermiere d'un male doloroso, sono. E mi fa tanta pena se con mite dolcezza la mia mano serena sul viso l'accarezza, e odo il suo lamento che chiama non so che ... Come, come il mio nome pronunciato da te ...
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