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E se un fedele è
contro il Ponte?
“La Chiesa dell’Isola ritiene l’opera fondamentale
per la promozione dello sviluppo del sud”: di mons.Marra, arcivescovo della
città peloritana, lo si sapeva già che è favorevolissimo al ponte sullo
Stretto. Lo avevano persino annunciato nella prima lettera rivolta ai cattolici
di Messina al momento del suo insediamento. Adesso si è fatto portatore del
sostegno di tutti i vescovi della
Sicilia, scegliendo l’occasione “politica” della Giornata nazionale di
mobilitazione organizzata dalla Cisl.
“Ne abbiamo parlato – ha aggiunto – durante una sessione dei lavori
della Conferenza episcopale siciliana.
Auspichiamo che il ponte sia realizzato al più presto”. E lo sarà –
commenta la “Gazzetta” riprendendo le sue parole – perché “siamo sicuri che su
questa vicenda prevarrà il senso di responsabilità”.
Ma, a proposito proprio di responsabilità, sono in molti a chiedersi se la Chiesa cattolica siciliana si debba spingere fino a tal punto da apparire un partito politico. Certo il problema della disoccupazione è grave e cristianamente va portato all’attenzione costantemente, ma le soluzioni non appartengono alla politica? E ancora, se un fedele è contrario al Ponte perché ririene che “a regime” i trasporti marittimi e la multimodalità garantiscono mille posti di lavoro in più? Cosa succede nel suo rapporto con la Chiesa siciliana? Il tempo delle scomuniche è passato, ma il disagio resta forte.
E poi c’è il problema del camposanto di Granatari. A
Ganzirri e Faro non si parla d’altro, da quando hanno scoperto che il ponte non
lascia in pace neanche i morti (e i vivi che vanno a deporre un fiore sulle
loro tombe….). E poi c’è ancora il problema delle case che verrano rase al suolo.
Ad Agrigento la Chiesa – anche lì facendosi partito
politico – sostiene che le case abusive ospitano pezzi di umanità, ricordi,
affetti, focolai familiari. E a Messina, dove le case non sono neppure abusive,
ma hanno avuto anche di recente la concessione edilizia dal sindaco Leonardi?
Valgono gli stessi valori, o no?
Giuseppe
Restifo
Pubblicato il 17/02/2201 su
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civile
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