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Robert Musil - L'uomo senza Qualità
I. I turbamenti del giovane Musil
Robert Musil nasce a Klagenfurt, capitale del Land austriaco della Carinzia, il 6 novembre 1880. La famiglia,
medio borghese, non gli offre un ambiente felice: il carattere razionale e docile del padre Alfred, originario
di Temesvar in Transilvania e professore di meccanica applicata, in Carinzia come direttore - progettuale
delle officine di Klagenfurt, male si accorda con l'indole nevrotica ed energica della madre, Hermine Bergauer,
figlia di un ingegnere boemo. La presenza in famiglia di un suo amico, tale Heinrich Reiter, per quanto accettato
dal padre, aggrava i rapporti familiari: "difficoltà di carattere educativo" inducono presto i genitori e il Reiter
ad internare l'incomodo adolescente prima nella scuola media militare di Eisenstadt (1892-1894) e poi (1894-1897)
nell'istituto tecnico militare di Mährisch-Weisskirchen, già "delizia" della giovinezza di Reiner Maria Rilke, da
cui prenderà lo spunto per la sua prima opera, I turbamenti del giovane Törless (Die Verwirrungen des Zöglins Törless).
Sommario
II. Primi tentativi per diventare un uomo notevole
Il giovane Musil riceve un'istruzione tecnico - scientifica, prima all'Accademia Militare di Vienna (fino al dicembre 1897) e poi,
da civile, al Politecnico di Brünn (1898-1901), dal quale esce con il titolo di ingegnere. Con il servizio militare (1901-1902) e
la successiva nomina a luogotenente della riserva (1903) si può dire conclusa la carriera esterna del giovane Musil.
Parallelamente si sviluppa però un diverso processo di formazione, che potremmo definire di recupero e di affermazione
culturale. Ancora collegiale, Musil avverte fortemente, nel confronto con altri compagni dotati di istruzione classica, la
mancanza di una cultura umanistico - letteraria, che gli appare necessariamente complementare a quella tecnica.
Il primo tentativo poetico è comunque destinato al fallimento: si tratta di una sorta di meditazioni liriche intitolate
Paraphrasen (1899-1901) e presto ripudiate dallo stesso Musil . Egli cerca intanto di colmare le sue lacune letterarie, dedicandosi
soprattutto alla lettura di Emerson, Maeterlinck e Dostoevskij; cura contemporaneamente studi di filosofia ( la Poetica di Aristotele,
Kant, gli scritti estetici di Schiller) e di psicologia (le Lezioni di Ernst Mach), che gli consentono di iscriversi per l'Anno Accademico
1903-1904 all'Università di Berlino e di intraprendere presso Carl Stumpf lo studio sistematico di tali discipline. Particolare ameno:
l'iscrizione alla Facoltà di Filosofia richiede il diploma di maturità classica, sicché l'ingegnere Musil, a 24 anni suonati e autore di quasi
l'intero romanzo I turbamenti del giovane Törless, ottiene un voto assai modesto nel tema di maturità su "Roma, città eterna"
(16 giugno 1904).
La stesura del Törless, che ha inizio nella seconda metà del 1902 e viene completata nella primavera del 1905, segna il congedo
definitivo dagli studi tecnici (da ultimo, per l'anno accademico 1902-1903, Musil è assistente volontario presso il Politecnico
di Stoccarda) e il passaggio a quelli filosofici. Il romanzo, per il quale lo scrittore aveva ricevuto incoraggiamento da Alfred Kerr,
trova un editore solo nel 1906; recensito favorevolmente dallo stesso Kerr, ottiene un discreto successo di pubblico, tanto che
la casa editrice richiede altri lavori all'esordiente scrittore. Ma Musil, che ha appena ideato per l'amico Johannes von Allesch un
apparecchio misuratore della sensibilità cromatica (il Variationskraisel), ha da pensare allo studio universitario e alla dissertazione
di laurea, che lo impegna tanto più in quanto l'interpretazione del pensiero di Mach che egli viene sviluppando non trova il consenso
del relatore Carl Stumpf. I1 14 marzo 1908 il dottorato viene comunque conseguito con la tesi Sulle teorie di Mach (Beitrag zur
Beurteilung der Lehren Machs).
Ci sono ora i presupposti per una carriera accademica, ma l'offerta di un posto di assistente presso l'Università di Graz viene respinta:
Musil é ormai entrato in un periodo decisivo per la sua vocazione.
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III. Il tentativo più importante
Anche se i risultati tardano a venire, l'attività letteraria, stimolata dall'ambiente culturale berlinese, prende decisamente il
sopravvento. Nella rivista "Hyperion", diretta dall'amico Franz Blei e da Carl Sternheim, appare (1908) la novella La casa
incantata (Das verzauberte Haus), che in una successiva redazione (1911) sarà ribattezzata come La tentazione della silenziosa
Veronika (Die Versuchung der stillen Veronika) e pubblicata, insieme con la coeva novella Il compimento dell'amore (Die
Vollendung der Liebe, 1910), sotto il titolo comune di Incontri (Vereinigungen, 1911). Allo stesso periodo (1910) risalgono
inoltre i primi appunti del dramma I fanatici (Die Schwärmer).
Ma un rilievo più importante assume la genesi del capolavoro musiliano, L'uomo senza qualità, la quale, risalendo del pari a
questi anni dello studio universitario berlinese, ci dà la misura dell'impegno con cui Musil, dopo la laurea, si rivolgerà all'attività
di scrittore. Che egli abbia la mano felice per il successo non si può però dire: le novelle, oggi apprezzate come interessante
esperimento linguistico, sono tutt'altro che un pezzo da cassetta e non potevano quindi portare i proventi sperati; quando anche
il tentativo di impiegarsi come critico presso qualche rivista non ha fortuna, Musil è costretto a lasciare Berlino e ad accettare un
posto di bibliotecario presso il Politecnico di Vienna (dicembre 1910).
Intanto egli ha conosciuto (1907) la pittrice Martha Heimann, figlia di un ricco commerciante ebreo, la quale viveva separata dal
marito, il commerciante italiano Enrico Marcovaldi. Musil, che aveva attraversato esperienze amorose deludenti, trova in Martha
(da lui sposata nel 1911) una donna intelligente e premurosa, la compagna ideale per il lungo periodo di ristrettezze che attendono
il suo futuro di scrittore.
L'attività di bibliotecario dura infatti pochi anni ed è interrotta da periodi di malattia e da tentativi di evasione provvisoria (Berlino,
Roma), finché Musil non giunge alla conclusione inevitabile che non si può fare lo scrittore a mezzo servizio: "Fare il poeta non è
un'attività, ma uno stato; e pertanto uno non può, quando ha un posto, riprendere il lavoro nella mezza giornata libera"
(Diari).
Nel febbraio 1914 Musil lascia dunque il servizio statale e si trasferisce ancora a Berlino per assumervi un impiego di redattore
presso la "Neue Rundschau"; lavoro che sembra occupargli poco tempo e procurargli perfino un'esistenza agiata, ma la guerra
rimette tutto in discussione.
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IV. La grande guerra
Musil, che si é già autodefinito un "conservatore anarchico" e ha riconosciuto senza mezzi termini il suo disinteresse
per la politica (definita come "un'attività umana di seconda classe"): soggiace ora al fascino irrazionale che conquista
molti intellettuali alla causa della guerra. Ne deriva, nel saggio ad essa dedicato Europeismo, Guerra, Germanesimo :
un contrasto stridente tra la modernità dello scrittore di rango - che avverte l'angustia degli stati nazionali e sente la
necessità di una comunità europea - e il conformismo del borghese, che crede alla favola dell'esistenza di una universale
congiura antigermanica. Musil è però costituzionalmente negato al nazionalismo, anche a quello aristocratico delle
Considerazioni di un impolitico dell'inviso Thomas Mann. A differenza di questi, prototipo del romanziere di successo
che scrive "per gli uomini del presente" (Diari), Musil in; segue un suo progetto che prescinde anche dai grossi eventi:
"Durante la guerra e dopo avevo talmente da fare con I fanatici e la gestazione de L'uomo senza qualità, che almeno la
metà di me stesso era chiusa a ciò che si formava nel mondo"(Diari, 1940).
Tuttavia il bilancio immediato dei lunghi anni trascorsi al fronte in Alto Adige (prima come comandante e poi come redattore
di un giornale militare, la "Soldaten-Zeitung") è molto più amaro e rivela per la prima volta in Musil la preoccupazione di avere
ingaggiato con il tempo una lotta impari: "Frattanto la schiavitù quinquennale della guerra ha staccato dalla mia vita il pezzo
migliore; la rincorsa è diventata troppo lunga e troppo breve l'opportunità di tendere tutte le forze. L'unica scelta che resti é
rinunciare oppure saltare, comunque finisca" (Diari, 1919).
La verità è che alla soglia degli anni venti matura nello scrittore un progetto assai ambizioso, che solo in parte potrà essere
realizzato e di cui egli intravede già le linee teoriche. Nel Breve saggio sulla conoscenza del poeta (Skizze der Erkenntnis des
Dichters) scritto nel 1918 per la rivista "Summa" di Blei, Musil parla ancora del poeta come dell'uomo "nel quale la disperata
solitudine dell'io nel mondo e tra gli uomini raggiunge la massima consapevolezza" , ma precisa che al poeta il suo compito
viene assegnato "dalla struttura del mondo" e non "da quella delle sue disposizioni personali".
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V. Verso il regno millenario
Con ciò Musil abbandona la sfera dell'interiorità, finora privilegiata dalla sua indagine psicologica, per affrontare il compito più
difficile di riprodurre in forma poetica "la struttura del mondo". Convinto che la guerra ha rappresentato bensì il crollo di tutte
le ideologie, ma non ha modificato in nulla l'umanità, Musil risale alle origini della miseria europea e la individua nel fallimento
di entrambe le correnti di pensiero che hanno dominato la storia moderna: l'empirismo e l'idealismo. I1 primo ha degenerato
nell'affarismo fine a se stesso fino ad identificarsi con il capitalismo. L'idealismo, da parte sua, ha generato un numero incontrollato
di ideologie contrastanti che hanno disgregato l'individuo. Ne consegue la confusione babilonica ritratta efficacemente nel saggio
Europa derelitta (Das Hilflose Europa) del 1922.
In tale contesto Musil assegna al poeta il ruolo di mediatore originale del suo tempo, capace di ridurre all'esattezza proprio la sfera
irrazionale dell'uomo. Per questa via, pur partendo dal presupposto che l'individuo è sede di fattori antropologici costanti, ma anche
di fattori storico - sociali variabili, lo scrittore si allontanerà inesorabilmente dall'ambito storico per concentrare la sua attenzione
sull' "altro stato", ossia una condizione umana alternativa, i cui contorni però restano necessariamente vaghi.
In un primo momento, tuttavia, l'attenzione di Musil é rivolta alla "struttura del mondo", la cui indagine porta frutti eccezionalmente
copiosi. Nel 1921 vede la luce la novella Grigia, pubblicata nella rivista dell'amico Efraim Frisch "Der neue Merkur" e ispirata
all'esperienza tirolese del periodo bellico; ad essa fanno presto seguito: Tonka (1922), rielaborazione poetica dell'amore giovanile
per Herma Dietz, e La portoghese (Die Portugiesin), pubblicata nel 1923 per i tipi di Rowohlt, che d'ora in poi diventa l'editore di
Musil e pubblica insieme le tre novelle sotto il titolo di Tre donne (Drei Frauen, 1924).
Ma il tentativo più scoperto di applicare la propria musa all'esame della realtà esterna é costituito dall'attività drammatica, che
Musil alterna a quella di critico teatrale della rivista cecoslovacca "Prager Presse". Se il dramma I fanatici (1921) stenta a trovare
un teatro disposto a metterlo in scena - e in occasione della prima berlinese del 1929 subirà mutilazioni vistose e poco edificanti
per l'autore - è pur vero che esso gli vale intanto il premio Kleist (1923), assegnatogli su proposta di Alfred Döblin, e prepara inoltre
il terreno per il successo più ampio della commedia Vinzenz e l'amica degli uomini importanti (1923), che viene subito rappresentata
a Berlino e accolta dal sospirato favore del pubblico. L'elezione nel 1923 a vicepresidente dell'Associazione degli scrittori tedeschi in
Austria (presieduta da Hofmannsthal), sembra pertanto sancire ufficialmente un successo ormai irreversibile.
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VI. L'uomo senza qualità
A partire dal 1925 Musil riceve dall'editore Rowohlt regolari anticipi per il romanzo al quale sta lavorando e viene annunciato
alla stampa nello stesso anno col titolo di La sorella gemella (Die Schwillingsschwester). Comincia così il lungo calvario di un
lavoro lento e impegnativo, che assorbe pressoché tutte le energie dello scrittore e richiede spesso tempi totalmente diversi
da quelli programmati.
I1 proposito di "dare contributi al dominio spirituale del mondo", espresso in un'intervista del 1926 a Oskar Maurus Fontana,
non si lascia realizzare facilmente: non solo costringe a continui rifacimenti, ma comporta anche delle impreviste battute
d'arresto, per le quali Musil, che ha investito in questo lavoro la sua esistenza, deve ricorrere a cure psicanalitiche. II primo
volume del romanzo (che comprende la I e la II parte) esce cosi solo alla fine del 1930: la sola fase delle correzioni finali ha
impegnato lo scrittore per quasi due anni, durante i quali, alla ricerca di esempi affini di epica contemporanea, egli legge
I sonnambuli di Broch, Gli ultimi giorni dell'umanità di Krauss e Berlin Alexandertplatz di Döblin.
L'uomo senza qualità viene accolto con favore dalla critica, ma non trova quel successo di pubblico che possa assicurare allo
scrittore un futuro più sereno. Nonostante alcuni riconoscimenti - quali il premio Gerhart Hauptmann nel 1929; la cerimonia
organizzata dal PEN austriaco per i suoi cinquant'anni (1931) - l'esistenza di Musil diventa tanto più precaria quanto più difficile
gli riesce portare a termine il romanzo. Si tratta di negoziare di volta in volta nuovi anticipi con l'editore e per il biennio 1931-33
lo scrittore, che dal 1921 ha avuto a Vienna residenza stabile, si trasferisce addirittura in una pensione di Berlino per seguire da
vicino le sue trattative con Rowohlt. Intervengono anche i soccorsi di amici e competenti, ai quali sta a cuore la sorte del romanzo:
una "Musil - Gesellschaft", con sede a Berlino (e poi a Vienna) viene fondata nel 1932; l'anno dopo, su proposta di Thomas Mann
e Oskar Loerke, 1'Accademia prussiana delle arti gli assegna un discreto contributo finanziario. Si arriva intanto alla pubblicazione
(1933) del secondo volume del romanzo, che comprende solo i primi 38 capitoli della terza parte.
D'ora in avanti, malgrado i ripetuti annunci di una conclusione imminente, Musil non consegnerà più nulla all'editore, pur continuando
a lavorare senza soste; egli stesso deve nutrire dubbi sulla possibilità di trovare un finale, se già nel 1935 si lascia indurre a
pubblicare in volume una serie di scritti minori, ai quali dà il malinconico titolo di Opere postume pubblicate in vita (Nachlass zu
Lebzeiten). Mentre i diritti di stampa del romanzo passano da Rowohlt alla casa Bermann-Fischer, lo scrittore, che ha già subito
un leggero colpo apoplettico, è costretto a chiedere, senza successo, una pensione allo stato austriaco (1936).
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VII. Anschluss
L'annessione dell'Austria al Reich hitleriano rende impossibile a Musil soggiornare a Vienna, non solo a causa della moglie, che è
ebrea, ma anche perché, in un ambiente privo degli amici ed estimatori, verrebbe meno qualsiasi motivazione di lavorare.
Mentre L'uomo senza qualità è messo all'indice in Austria e Germania (1938), Musil prende la via dell'esilio, che lo porta nella
vicina Svizzera, dove trascorre gli ultimi quattro anni della sua vita: dopo aver fatto tappa a Zurigo (Musil è vicino di casa di
Joyce e si ignorano a vicenda) e tentato di espatriare negli Stati Uniti, lo scrittore si stabilisce a Ginevra (1939), dove morrà di
colpo apoplettico il 15 aprile 1942.
L'esilio svizzero costituisce la pagina più triste dell'esistenza musiliana, minacciata ora, oltre che dalla povertà, dalla temuta revoca
del permesso di soggiorno. Non mancano certo le amicizie o i segni di solidarietà. Particolarmente vicini gli sono lo scultore Fritz
Wotruba e soprattutto il pastore Robert Lejeune, che fino all'ultimo gli é prodigo di assistenza morale e materiale.
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