Federico Garcia Lorca Pagina 3


Berceuse allo specchio addormentato
Dormi.
Non temere lo sguardo
errante.
Dormi.

Né la farfalla,
né la parola,
né il raggio furtivo
della serratura
ti feriranno.
Dormi.

Come il mio cuore,
così tu,
specchio mio.
Giardino dove l'amore
m'attende.

Dormi senza pensieri,
ma svégliati,
quando morirà l'ultimo
bacio delle mie labbra.


angelo


Casida della donna coricata
Vederti nuda è ricordare la terra.
La terra liscia, libera di cavalli.
La terra senza un giunco, forma pura
chiusa all'avvenire: confine d'argento.

Vederti nuda è comprendere l'ansia
della pioggia che cerca un debole stelo
o la febbre del mare dall'immenso volto
che non incontra la luce della sua guancia.

Il sangue risuonerà nelle alcove
e verrà con spada folgorante,
ma tu non saprai dove si nascondono
il cuore di rospo e la viola.

Il tuo ventre è una lotta di radici,
le tue labbra sono un'alba senza contorno,
sotto le rose tepide del letto
i morti gemono aspettando il loro turno.


angelo


Il poeta chiede al suo amore di scrivergli
Amor delle mie viscere, viva morte,
invano aspetto tue parole scritte
e penso, con il fiore che appassisce,
che se vivo senza di me voglio perderti.

Il vento è immortale. La pietra inerte
non conosce l'ombra né la vita.
Cuore interiore non ha bisogno
del miele gelato che la luna versa.

Ma ti ho sopportato. Tagliai le mie vene,
tigre e colomba sulla mia cintura
in un duello di morsi e di gigli.

Calma, dunque, con parole la mia follia
o lasciami vivere nella mia serena
notte dell'anima ormai per sempre oscura.



angelo




F. G. L o r c a P a g i n a 4 ------>

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