Albo d'Oro e la storia (seconda parte)

Albo d'Oro e la storia (seconda parte)

Il secondo capitolo della nostra storia…...

Pensato, ideato, scritto, insomma io non centro nulla, da Maurizio Ripamonti, un uomo, un calciatore, un poeta

Siamo arrivati finalmente al fatidico nuovo Millennio, ma per noi non è cambiato molto, in termini calcistici, s'intende. Scarsi eravamo e scarsi siamo rimasti.
Però la passione, quella è rimasta intatta, abbiamo sempre la voglia di confrontarci con gli altri.
I nostri obiettivi sono di secondo piano, certamente non abbiamo la presunzione di candidarci a vincere il campionato, ma il fatto di essere presenti e di partecipare, nonostante l'età di molti di noi non più verde, è una gran bella soddisfazione. Spesso capita di incontrare squadre sicuramente più forti , dove giocano ragazzi che pensano di essere l'incarnazione di Maradona o di Van Basten e che ci prendono per i fondelli chiamandoci "vecchi", ma anche se perdiamo quattro a zero, non avete idea di che divertimento può essere riuscire a rubare loro il pallone mentre tentano dribbling o giocate ad effetto, e vedere come si incazzano perché un "vecchio" è riuscito a fermarli.
Questo è lo spirito che deve sempre animare chi fa' dello sport, dilettanti, professionisti o semplici appassionati che siano. Invece spesso, nei nostri campionati, si assiste ad atteggiamenti puerili e chiaramente copiati dai campionati maggiori. Che senso ha? Divertiamoci e basta, poi vincere o perdere è relativo, tanto  e vero che noi perdiamo quasi sempre!
Comunque, per tornare alla storia di questa squadra di squilibrati, quest'anno, grazie anche a questo sito, abbiamo rimpolpato la rosa con tre nuovi acquisti che si sono rivelati abbastanza positivi. C'è Cristian, un ragazzo molto in gamba che si presta a rinforzare l'attacco, orfano di un paio di elementi che ci hanno lasciato alla fine della scorsa stagione, e poi Armando, un centrocampista tutto pepe arrivato da Salerno, ed il mitico Tommaso, un poco grezzo tecnicamente ma dotato di un grande senso della posizione, senza contare che ha un fisico che in caso di rissa, è una garanzia di incolumità per sé e per chi gli sta al fianco. Un po' meno per gli altri!
E poi, stanno diventando sempre più sicuri ed importanti i tre ragazzini, Marco, Renzo e Claudio, che dopo un campionato di apprendistato l'anno scorso, si sono imposti come elementi di sicuro affidamento.
Insomma, ci sono tutti i presupposti per continuare la nostra avventura nel calcio giocato. Gli anziani non mollano, i giovani scalpitano e quelli di mezzo, mantengono inalterato il loro spirito e la loro voglia di giocare a pallone. L'unico che forse dovrebbe lasciar perdere è Adriano, che rappresenta la negazione assoluta in fatto di tecnica calcistica; è un caro amico che ci delizia negli spogliatoi con la sua verve comica, ma tanto è simpatico fuori, tanto è indisponente in campo. Ha una teoria tutta sua sul modo di giocare a calcio. Prima di tutto non bisogna preoccuparsi degli avversari che stanno di fronte, in secondo luogo, non bisogna pensare nemmeno ai compagni di squadra, l'unico scopo è arrivare sul pallone e non lasciarlo più. Abbiamo tentato di spiegargli che il calcio è uno sport di squadra, che si gioca in undici contro undici, ma non c'è niente da fare, lui continua imperterrito a dare la caccia all'unica cosa che gli interessa, il pallone appunto. Poi cosa farne una volta raggiunto lo scopo, non conta; lui è felice così.
Quest'anno c'è stato anche il gradito rientro di Stefano, assente per tutta la scorsa stagione a causa di una lunga convalescenza in seguito ad un intervento chirurgico al ginocchio.
E poi coloro che da anni sono la colonna portante della squadra, a cominciare da Martino, centrocampista di grande tecnica e fatto non del tutto trascurabile, munifico Sponsor assieme al socio Gianni Motta (che non è quello che correva in bicicletta tanti anni fa'); Fabio, il portiere che mi domando come mai non abbia ancora la schiena anchilosata, visto che passa parecchio tempo chinato a raccogliere palloni in fondo alla rete; Peppo, superbo dinfensore insieme a Roberto, a Giuseppe, che tra l'altro si occupa del sito (è la cosa che gli riesce meglio) ed alla Luce, Maurizietto, un libero che aveva davanti a se un futuro luminoso (da cui il soprannome), ma che ha trovato sulla sua strada un certo Franco Baresi, a cui tra l'altro si ispira nelle movenze. Poi Aimo, cinquantenne non ancora domo, nonostante l'età e tutta una serie di infortuni, grande mente del centrocampo (ed ora della panchina); Max, cavallo pazzo che corre sempre a testa bassa e spesso finisce le partite sperduto nella campagna; Sergio, il rutamat, che quando arriva non sai mai se è lui ho qualche suo parente povero; Umberto, l'attaccante col piede più svirgolo di tutta la galassia, per la disperazione di Massimo, suo compagno di reparto, nonché portiere d'emergenza, e di tutti noi. Ed infine io, Maurizio randellatore del centrocampo, ora un poco appannato e per questo spesso in panca, sostituito nel ruolo e nelle risse da mio figlio Marco. Siamo un bel gruppo, ogni nostra partita è uno spettacolo che vale la pena di vedere.
Se passate dalle parti del campo Ripamonti di via Iseo a Milano, fermatevi ed entrate. Non si paga nemmeno il biglietto!