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Ultimamente il mercato informatico presenta una continua diminuzione dei prezzi delle memorie SDRAM per computer. SourceNet Italia vuole subito precisare che tale diminuzione è sicuramente dovuta al fatto che molti moduli di memoria vengono erroneamente marchiati esternamente mediante sigle che fanno pensare il raggiungimento di elevate prestazioni, cosa che invece è ben poco vera. In realtà ben pochi sanno che ogni modulo di memoria ha al suo interno una specie di "documento di identità" che svela in maniera univoca le sue reali capacità. Questo documento è meglio noto come Serial Presence Detect (SPD), traducibile letteralmente come il Rilevamento Seriale dell'Aspetto. In pratica ogni modulo di memoria ha al suo interno un minuscolo processore che contiene tali informazioni. Queste ultime possono essere recuperate tramite programmi appositi. Alcuni di questi programmi sono:
Ci interesseremo quindi del programma CtSPD.
Questo programma è scaricabile dal seguente sito. Una volta scaricato, decomprimete il file in una cartella vuota. Eseguite quindi il programma CTSPD.EXE. Con una piastra madre Asus P3V4X, che useremo come riferimento, il programma si presenta subito con un messaggio di errore, "At least one DIMM with wrong or missing DIMM found". Il messaggio potrebbe creare già del panico, in realtà è un semplice avvertimento, indicante che il programma non può leggere le informazioni SPD dalla memoria. Basta quindi proseguire e il programma apre la sua finestra principale. Nel campo "Manufacturer" selezioniamo il nome "Asus" e nel campo "Type" mettiamo "Asus P3V4X". Il programma finalmente visualizza le informazioni sull'SPD, come potete ben vedere nella seguente schermata.
Le sorprese cominciano a non mancare, poiché i due moduli di
memoria sono marchiati esternamente come PC133, quindi teoricamente dovrebbero
poter funzionare a 133Mhz. La realtà invece è più dolorosa. Impostando dal BIOS la voce
"SDRAM Configuration" su "By SPD" (maggiori informazioni su
tale voce potete trovarle nella pagina "Hardware Documentazione - BIOS Award
(chipset VIA Apollo Pro 133A)"
su questo sito) e riavviando il computer, la memoria viene automaticamente impostata a 100
Mhz, nonostante la velocità del bus sia impostata su 133 Mhz. Questo è
chiaramente possibile poiché la piastra madre di riferimento supporta la
modalità asincrona per la memoria, quindi in questo caso abbiamo un valore pari
a 3/4 della velocità del bus. Ciò è chiaramente la scelta preferibile,
poiché la RAM effettivamente non supporta la velocità 133 Mhz, provando tale
velocità vengono infatti generati continui
errori nell'ambiente Windows. Questo condiziona anche il comportamento della
velocità di memoria tipica dei chipset VIA (per maggiori informazioni su come
aumentare le prestazioni dei chipset VIA, leggere la pagina "Hardware Tips&Tricks - Velocizzare il chipset VIA"
su questo sito). L'unica maniera quindi, per evitare anche che il 4-way
interleaving sia disattivato, è lasciare la suddetta voce su "By SPD"
e impostare su "Auto" la velocità della memoria.
Nella suddetta schermata ad esempio troviamo che il checksum (somma di controllo) è corretto e che la revisione dell'SPD (byte 62) è impostata su 12, il che vuol dire "Intel SPD 1.2", come correttamente riportato nella colonna "Remarks" della suddetta finestra. Andiamo avanti con la successiva scheda:
Nella suddetta schermata troviamo che il produttore, secondo le specifiche JEDEC, è "Hyundai Elec." (anche se gli integrati di memoria contenuti nel modulo DIMM sono marchiati con ben altro nome). Andiamo avanti con la successiva scheda:
Nella suddetta schermata notiamo il tipo della memoria (byte 02), corrispondente alla SDRAM, e la densità del banco del modulo (byte 31) corrispondente a 128 MByte. Andiamo avanti con la successiva scheda:
Nella colonna "Intel Specific Data" della suddetta schermata, il campo "CAS Latency 2" è impostato su "no", mentre il "CAS Latency 3" è "yes". Ciò permette l'esecuzione soltanto del CAS3 e non del CAS2, il che rallenta parecchio le operazioni sulla memoria. Ecco quindi spiegato almeno in parte l'attuale costo irrisorio dei moduli di memoria. Andiamo avanti con la successiva scheda:
Come volevasi dimostrare, di PC133 non vi è traccia neanche nella suddetta scheda. Compare più volte il termine PC100 nei "Remarks", un'altra prova delle deludenti prestazioni di questi moduli di memoria.
Secondo quanto detto qui sopra, il risultato è sconfortante. Processori ultraveloci, dischi rigidi sempre più veloci, schede madri sempre più accessoriate, memorie invece alquanto lente. Dopo vari anni combattuti a suon di colli di bottiglia, ora ci ritroviamo con la lentezza dei moduli di memoria. La cosa però più grave è che è impossibile per un utente capire quando tali moduli siano veramente capaci di reggere frequenze elevate senza dare nessun tipo di problema, l'unica cosa è fidarsi ciecamente dell'adesivo appiccicato sul modulo DIMM di memoria, per poi scoprire l'amara verità. Che sia il caso di mettere per iscritto il contenuto dell'SPD (almeno a livello di byte), per fare in modo che l'utente possa scoprire immediatamente la verità (e quindi scegliere se accettarla subito) e scegliere quindi moduli di memoria più veloci ma anche più costosi.
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