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Figlio
di Tommaso, orafo, avrebbe mutuato, secondo Vasari
che gli dedica una generosa biografia, il soprannome di Ghirlandaio dal
padre, abile creatore di ghirlande per le acconciature delle giovani
fiorentine. Nel corso della sua breve vita, opera quasi esclusivamente a
Firenze e negli immediati dintorni, ad eccezione di due soggiorni a
Roma. Insieme ai fratelli Davide e Benedetto e al cognato Sebastiano
Mainardi organizza una bottega che opera attivamente su commissioni
delle pił prestigiose famiglie fiorentine legate ai Medici, come i
Tornabuoni e i Sassetti. Colpito dalla peste, trova la morte dopo soli
cinque giorni; viene seppellito con molti onori in Santa Maria Novella.
Le sue prime prove artistiche, influenzate dalla maniera di Alessio
Baldovinetti, sono rintracciabili in due piccole chiese di campagna, a
Cercinae a Brozzi, e nella collegiata di San Gimignano, dove dipinge le Storie di Santa Fina. Seguono alcuni affreschi nella chiesa di
Ognissanti a Firenze, il pił noto dei quali, il Cenacolo, sarą in seguito replicato per il convento di San Marco e
la Badia di Passignano. La raggiunta notorietą gli procura la prima
importante commissione in Vaticano: Sisto IV gli affida due affreschi
per la sua Cappella raffiguranti la Resurrezione,
successivamente distrutto, e la Vocazione
di San Pietro. In questa occasione il Ghirlandaio ha modo di
esprimere quel gusto per i ritratti dal vero che rimarrą una costante
nella sua produzione. Il ritorno a Firenze gli assicura in un ristretto
arco di tempo una serie di prestigiosi incarichi: la Sala
dei Gigli in Palazzo Vecchio, gli affreschi con Storie
di San Francesco per la chiesa di Santa Trinita e quelli con Storie
della Vergine e del Battista nel coro di Santa Maria Novella, opere
che dimostrano le sue qualitą di insuperato e fedele illustratore della
societą fiorentina quattrocentesca. Completano il suo profilo artistico
numerosi dipinti su tavola di ottima qualitą, tra i quali ricordiamo: Madonna
in trono e santi, Madonna col
bambino tra angeli e santi, Adorazione
dei Magi, agli Uffizi di Firenze; Adorazione
dei pastori, nella chiesa fiorentina di Santa Trinita; Adorazione
dei Magi, all'Ospedale degli Innocenti; Ritratto di vecchio con fanciullo, oggi al Louvre.
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