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Franco
Fontana nasce il 9 dicembre 1933 a Modena, dove vive e lavora.
Artista di levatura mondiale ha esposto in collettive e personali nei
luoghi più frequentati del mondo dell’arte. Il critico d’arte
Achille Bonito Oliva ha detto di lui: "Riesce a calibrare il
proprio occhio fisiologico in sintonia con quello della camera".
Inizia a lavorare a Modena occupandosi di arredamento quale titolare di uno show-room. Nel 1961,
pur non avendo nessuna esperienza con il mondo delle belle arti,
intraprende l'attività di fotografo dilettante.
In questi anni Fontana svolge un'intensa attività nell'ambito
fotoamatoriale dei circoli fotografici, partecipando a concorsi e a
mostre collettive. Nel 1963 egli viene invitato ad esporre alla terza
Biennale del colore di Vienna, e l'anno seguente viene pubblicato un
portfolio sull'edizione italiana di Popular Photography. Nel 1967 si
reca in viaggio a Praga, da dove riporta immagini singolari,
rappresentative della sua crescita di artista consapevole.
Nel 1968 viene organizzata a Modena la sua prima mostra personale nella
Galleria della Sala di Cultura, composta principalmente di studi sullo
spazio e sulla forma, di riflessioni sulla luce.
Fontana raggiunge tuttavia la piena consapevolezza della propria
identità di artista nel 1970 con una serie di eventi fondamentali: la
pubblicazione del libro "Modena una città", la personale al
Palazzo dei Diamanti di Ferrara, dove presenta le sue prime indagini sul
paesaggio. Due anni più tardi, la prima esposizione alla Galleria Die Brücke di
Vienna segna l'inizio della sua affermazione a livello internazionale.
Durante una sua visita negli Stati Uniti nel 1979, conducendo una
indagine approfondita sul paesaggio urbano, si afferma
quale uno dei più grandi maestri del colore. Fontana ha dedicato
la vita alla fotografia d’arte e l’arte della fotografia è
diventata la sua vita. Ha pubblicato oltre 40 libri con diverse
edizioni italiane, giapponesi, francesi, tedesche, svizzere, americane e
spagnole.
Ha esposto in tutto il mondo in Gallerie e Musei. Le sue opere sono in
oltre 50 collezioni museali. Ha firmato tantissime campagne
pubblicitarie per importanti aziende di livello internazionale. Ha
collaborato e collabora in redazionali con riviste nazionali ed
internazionali. Ha tenuto a New York per il Guggenheim Museum, l'Institute
of Technology di Tokio, l'Accademia di Bruxelles, l'Università di
Toronto, il Politecnico di Torino, poi Roma, Parigi, Arles, Rockport,
Barcellona, Taipei, e molte altre città. Responsabile della direzione
artistica dell'International Photomeeting di San Marino, del Toscana
Photofestival e dell'Interfoto Festival in Calabria, è infine docente e
relatore in numerosi workshops e conferenze in tutto il mondo. La
serie più celebre di Fontana, quella che all'inizio degli anni
Settanta ne ha consacrato la figura a livello internazionale, è quella
dei "Paesaggi", nei quali la straordinaria sensibilità
cromatica si fonde con la capacità di leggere le geometrie nascoste
della natura. Nella seconda metà del decennio Settanta i "Paesaggi
urbani" hanno impegnato Fontana: le città, le
architetture, diventano un ulteriore pretesto per far risuonare il
colore e le forme degli edifici colti in ogni angolo del mondo. Un'importanza
decisiva ha, nella poetica di Fontana, anche la ricerca sul corpo
umano: dalle Ombre,
dove il corpo e gli oggetti sono presentati quasi come fantasmi, ai Nudi
e alle Piscine,
immagini in cui vengono esemplarmente coniugate sensualità e ironia,
realtà e messa in scena. Due i cicli più recenti
dell'artista, quello dedicato alla Luce
Americana – immagini dirette colte nel corso
di oltre un decennio nelle metropoli statunitensi, e gli ancora inediti Paesaggi
Immaginari, una selezione di oltre trenta
immagini, nelle quali Fontana rielabora con tecniche digitali il
proprio motivo preferito, conferendogli un'inedita e affascinante
potenza visionaria, in grado di dialogare con i grandi maestri della
pittura del passato. |