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Pittore
tedesco, quasi universalmente considerato
come uno dei
pionieri dell'arte moderna nelle sue diverse espressioni.
Figlio di un insegnante di musica di origine bavarese, il giovane Klee
esita per qualche tempo tra il violino e la pittura. I suoi Diari
forniscono alcuni indizi di carattere psicanalitico sulla sua difficile
adolescenza, dominata dalla ricerca
di un
ideale femminile
quasi totalmente immaginario, ricerca che ha termine con
l'incontro di una giovane pianista, di qualche anno più vecchia, che
sposerà a Monaco nel
1906. Nel frattempo consolida la sua educazione artistica, soprattutto a
Monaco, Berna e Roma, dove trascorre un anno. Nel 1908, scopre contemporaneamente gli impressionisti e Van
Gogh, al quale, di primo acchito,
preferisce Cézanne.
In questo
periodo, si
dedica principalmente a disegni, acquerelli e incisioni, di cui
le principali, eseguite tra il 1902 e
il 1907,
sono espressioniste
e talvolta persino caricaturali. L'humour personale di Klee
traspare in alcuni titoli (Incontro di due uomini dei quali ognuno crede l'altro
collocato più in alto di sé). Particolarmente interessato alle
ricerche tecniche (un amico potrà in seguito dire che «il
suo studio ricorda
una farmacia»), Klee produce
«sotto-vetri», lastre di vetro ricoperte da colori e catrame
lavorato con aghi di diversa grandezza. Nel 1911, stringe amicizia con
gli artisti
del Blaue
Reiter, pur
mantenendo una certa distanza nei confronti delle loro attività di
gruppo. Il soggiorno a Parigi del 1912 gli rivela la pittura cubista e
l'anno successivo intitola Omaggio
a Picasso
(collezione
privata, Basilea) una tela ovale, formato talvolta scelto dai
cubisti, leggermente ironica che sfuma,
in una
nebbia irreale,
volumi più vicini a
Cézanne che al lavoro «analitico». L'influenza del cubismo si estende
anche alle incisioni. Nel 1914, Klee compie un viaggio in Tunisia e in
seguito ritorna diverse volte nei paesi arabi, soprattutto in Egitto
(1928-29); è in questo periodo che l'artista ha la rivelazione del
colore; afferma infatti: «Questo è il momento più felice della mia
vita: il colore e io
siamo una cosa sola. Sono pittore». Negli anni seguenti, egli
sviluppa, accanto all'opera grafica, l'acquerello, l'olio e spesso
utilizza le due
tecniche abbinate, creando talvolta bordure tratteggiate e quasi tessute
che l'artista prolunga, secondo la sua espressione, in «fioriture».
L'influenza orientale è sensibile nelle nature morte simili a mosaici,
ai mosaici bizantini di San Giovanni in Laterano, che egli stesso ha
indicato come una delle sue fonti di ispirazione, ma anche ai
mosaici alessandrini di Tripoli. Tale influsso si rivela nel
moltiplicarsi di personaggi simili a dervisci o a ballerine in
decorazioni ornate
di orifiamme. Klee trae, dall'arte araba, l'estensione quasi
infinita della linea curva e, dall'arte
della tessitura,
il principio
dei «quadrati magici» che caratterizzano la sua opera tra il
1923 e il 1930 circa (Gamma di
colori a
dominante grigia,
Fondazione Klee,
Berna). I paesaggi dipinti nel corso dei suoi viaggi spesso combinano
diverse prospettive fantasiose che ricordano, sotto il loro
apparente disordine, la frontalità dell'arte egiziana (Veduta
parziale di G..., collezione James Gilvary, New York, quadro dipinto
in Corsica nel 1927). Nel 1920, Klee viene chiamato al Bauhaus da Walter
Gropius. Vi insegna pittura
su vetro, tessitura e, più tardi, tiene corsi di pittura, prima a
Weimar e poi a Dessau. Alla chiusura del Bauhaus, nel 1930, ottiene
l'incarico di professore presso l'accademia di Düsseldorf, ma, nel
1933, deve rientrare a Berna. Questi anni sono considerati quelli della
piena maturità artistica; in
effetti, Klee
moltiplica le ricerche sia sul piano teorico, il cui risultato sarà
pubblicato in due volumi dedicati ai
suoi allievi,
sia sul
piano pratico. All'estrema varietà dei supporti pittorici si
aggiunge quella stilistica; Klee studia gli effetti armonici del colore
sia nelle tele interamente composte
da lettere
dipinte secondo
le tecniche
dei manifesti pubblicitari, sia in quelle la cui trama complessa
ricorda l'arazzo, in cui mistero e humour si
compensano (
Paesaggio con uccelli
gialli, 1923, collezione Doetsch-Benziger, Basilea), sia infine nel
ritratto d'ispirazione cubista. Nello stesso tempo, comincia, nel 1924,
il Teatro nel bosco (collezione Rolph Burgi, Berna), portato a termine
dieci anni più tardi, in cui si manifesta,
attraverso la
dichiarata ambizione
di sposare «l'origine di tutte le cose», il ritorno
dell'influsso di Miró e Max Ernst, che lo stesso Klee aveva in un primo
tempo influenzati. Malgrado il deliberato primitivismo del disegno, Klee
non può
essere considerato un artista istintivo. Al Bauhaus, apre i suoi
corsi con considerazioni scientifiche e, nei suoi scritti, si dimostra
costantemente alla ricerca di principi analogici, nel tentativo di
avvicinare l'attività artistica ai processi cosmici e biologici.
Inoltre, ha mantenuto dalla giovinezza una passione per la musica
che gli permette non soltanto di canticchiare interi brani di
Bach e Haydn, ma di apprezzare Stravinskij
e Schönberg.
Così paragona
il disegno al tracciato delle righe sulla partitura, mentre,
secondo lui, il colore «più che cantare, canticchia», evidente
allusione alla sua scelta costante di tinte materialmente fragili e per
la maggior parte fioche o
soffocate. Spirito eclettico, si dedica allo studio dell'arte della
marionette, che diventano talvolta soggetto dei suoi dipinti, delle arti
primitive, di cui è uno dei primi a sottolineare la similitudine con
l'arte moderna, delle opere degli
alienati. La
fantasia orientale
esercita un'influenza dominante sull'espressione artistica di Klee,
anche nei «tramonti» divisionisti che dipinge nel 1930. Tra il 1930 il
1940, presenta «scritture segrete» in cui
l'influenza dei
caratteri arabi si mescola forse alla curiosità tipografica e,
verso il 1937, una serie di tele
ricorda vagamente
il sontuoso
disordine della
gioielleria orientale. Nell'opera di Klee, caratterizzata da una sottile
vena umoristica, traspare talvolta una certa
angoscia, sicuramente
legata ai
primi attacchi di una forma misteriosa di sclerodermia che lo
colpisce nel 1935. D'altra parte, malgrado l'ostentata indifferenza
nei confronti della
realtà politica, egli resta scosso nel vedersi considerato uno dei
rappresentanti dell'«arte degenerata» in occasione della mostra su
questo tema, organizzata dai nazisti nel 1937 a Monaco. Nei pastelli e
nelle tele di dimensione
crescenti, che
esegue in
quel periodo,
personaggi schematici, ridotti talvolta a termini di equazioni o
filiformi, si incrociano in ogni senso su fondali terrei o colorati
e talvolta addirittura invadono quasi totalmente la superficie
della tela sotto forma di mostri falsamente rassicuranti (Canto
d'amore in luna nuova, Fondazione
Klee, Berna). A volte, tuttavia, Klee sembra riacquistare le proprie
energie e ritorna ai «quadrati
magici». La sua ultima opera è una natura
morta su
fondo nero
che associa
a un frammento di
scrittura pittografica il profilo dell'angelo della morte. Klee aveva
sperato di non
«rivedere mai
la guerra» e
il conflitto mondiale lo turba profondamente. Già nel 1946,
questo artista godeva di una fama internazionale. Forse la sua opera che
era parsa a Renè Crevel come «un museo completo del sogno»,
non ha posseduto quella confidenza con
le profondità
oniriche che
questo entusiasmo potrebbe far supporre. Ma la sua prodigiosa
fecondità artistica, la sua capacità di rinnovamento, la sua duttilità
che gli ha permesso
di fornire all'estrema conoscenza tecnica tutte le seduzioni di
un'arte semplice
hanno esercitato
una considerevole
influenza sull'arte moderna.
Principali
opere teoriche di Klee:
-
Tagebücher von Paul Klee,
1898-1918 (Diari 1898-1918).
-
«Schöpferische Konfession»,
in Tribüne der Kunst und Zeit (1920).
-
Das bildnerische Denken,
lezioni tenute al Bauhaus nel 1921-22
(Teoria della forma e della figurazione, 1956).
-
Pädagogisches Schizzenbuch (
Album pedagogico di schizzi, 1925).
-
Über die moderne Kunst
(1945).
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