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Il
padre, di professione orefice, lascia Praga per Vienna, la cui atmosfera
culturale segnerà profondamente la
formazione del giovane Kokoschka. Studente alla Scuola di arti
decorative di Vienna
(1905-09), si
avvicina soprattutto
all'arte primitiva, africana ed estremo-orientale, in particolare
giapponese. Gli
artisti ai quali si interessa sono Franz Anton Maulbertsch (1724-96), il
grande decoratore barocco del XVIII secolo, Anton Romako (1832-89) e Gustave
Klimt (1862-1918), maestro incontrastato del simbolismo viennese. I
primi disegni a penna o a matita di Kokoschka si richiamano in certo
qual modo alla
tradizione grafica di Klimt. Espone nel 1908 e nel 1909 alla «Kunstschau»
di Vienna (il suo autoritratto in gesso del 1908 fa scandalo)
e compone
contemporaneamente due drammi in versi (La
sfinge e lo spaventapasseri; Assassino,
speranza delle donne), opere
di grande vigore
espressionista. L'artista
prosegue le sue esperienze grafiche collaborando alle attività della
Comunità di produzione degli
artigiani di
Vienna (Wiener
Werkstatten) fondata da Joseph Hoffman nel 1903 (Sogni
di fanciulli, litografie a colori, 1908). L'architetto
Adolf Loos (1870-1933) introduce Kokoschka
nell'ambiente letterario e artistico viennese, che gli fornirà i
modelli per i suoi celebri «ritratti psicologici». Questa capacità di
interpretazione del carattere umano è stata spesso accostata alla
ricerca psicanalitica, di cui Freud getta le basi nello stesso
periodo. Sempre identificabili, questi ritratti si distinguono per la
loro acutezza,
sottolineata e addolcita dalle mezze tinte ( Adolf
Loos, 1909, Galleria nazionale di Berlino; Professor Forel, 1910,
Kunsthalle di
Mannheim). Kokoschka
conosce H. Walden, animatore della rivista Der
Sturm a Berlino. Dal 1911 al
1914, mentre la capitale assume il
ruolo di importante centro artistico, Kokoschka esegue numerosi
ritratti disegnati per le colonne dello Sturm
e si mostra poco interessato alle differenti correnti estetiche
contemporanee presentate da Walden (Blaue Reiter, futurismo). Per
contro, un soggiorno a Venezia nel 1913, gli rivela i grandi decoratori
veneziani, in particolare Tintoretto, confermando la sua evoluzione
stilistica in favore del movimento, del colore, degli effetti prodotti
dalla materia ( La sposa del vento, 1914, Kunstmuseum, Basilea).
Lievemente
ferito nel corso della Prima Guerra mondiale, l'artista
si ritira a Dresda, dove rimane dal 1917 al 1924 insegnando
all'Accademia. Le opere eseguite alla fine della guerra
e poco
dopo sono senza dubbio le più rappresentative della veemenza e
dell'inquietudine proprie dell'espressionismo, mentre la loro
fattura è estremamente diversificata (pennellata vermicolata,
strati pesanti di colore): Autoritratto, 1917 (coll. privata, Wuppertal); Donna in blu, 1919 (Staatsgalerie, Stoccarda). Ma tale tensione si
placa ben presto grazie ai viaggi intrapresi dal 1924 che lo conducono
in Francia, Svizzera,
Italia, Olanda,
Africa del Nord,
Vicino oriente. Dal 1924 al 1931, risiede soprattutto a Parigi. Il
paesaggio diviene d'ora innanzi il tema prediletto, nel quale non si
ritrova quasi più l'espressionismo, ma piuttosto una visione
larga e chiara dei luoghi che hanno attratto l'attenzione del
pittore, fenomeno di rilassamento comune d'altra parte
a molti
noti artisti
dell'epoca (Chamonix e il Monte Bianco, 1927, museo di Karlsruhe; Praga, Karlsbrücke,
1934, Galleria
nazionale, Praga). Prima
della Seconda Guerra mondiale, Kokoschka vive a Vienna e a Praga.
Considerato
«artista degenerato» dai nazisti, cerca rifugio nel 1938 in Gran
Bretagna dove acquisisce la cittadinanza nel 1947.
Dopo la guerra, si
stabilisce in Svizzera, sulle rive del lago di Ginevra, pur continuando
l'insegnamento presso l'Accademia internazionale estiva di Strasburgo.
Continua a esprimersi, fedele all'indole della sua giovinezza, in uno
stile lirico, sovente su grandi formati. Il colore, che deborda dal
disegno deciso è l'ordinatore sovrano di queste pagine pittoriche (Autoritratto,
1969, coll. privata). Kokoschka
è anche l'autore di un'opera che ripercorre il suo itinerario artistico
e spirituale, Mein Leben,
pubblicata nel 1971.
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