TeMa
Tempo Materia
architettura
Il primo scopo di TeMa è
quello di presentare progetti e realizzazioni che possano essere
identificati come espressioni consapevoli di quanto il dibattito
attorno al restauro ha maturato negli ultimi anni.
La rivista ha un comitato scientifico che rappresenta una parte considerevole dei docenti universitari della disciplina del restauro e delle tendenze culturali attualmente vive. Coloro che lo formano mantengono le loro distinte posizioni, ma riconoscono motivi di accordo che superano le divergenze. Soprattutto riconoscono che le divergenze sono una vera inezia rispetto alla distanza che, certamente nel mondo professionale ma talora anche in quello della tutela istituzionale, separa dalle elaborazioni teoriche la maggior parte degli interventi sul costruito.
D'altronde un restauro fortemente conservativo o una conservazione spinta fino a rifiutare il restauro non possono collocarsi in un limbo astratto di principi: devono documentare la propria possibilità di esistere, costituirsi come "conservazione possibile", affrontare i temi tecnici ed operativi, trarne indicazioni e orientamenti, identificare le difficoltà.
La rivista perciò presenta soprattutto progetti realizzati, non trascurando tuttavia di farlo in un quadro di valutazioni critiche che talora conduce ad un contraddittorio tra il progettista e un membro della direzione o della redazione.
Se il progetto è il punto focale non si trascurano le fasi analitiche che ne precedono, o dovrebbero precederne, la redazione, dal rilievo alla identificazione delle qualità dei materiali, dalla valutazione del degrado a quella delle potenzialità funzionali. Ciò avviene sia sulla base dell'esame di casi concreti sia presentando ricerche scientifiche, i risultati di commissioni di studio, le normative in vigore o proposte.
Quantitativamente meno rilevante ma certo non secondaria la parte destinata alla riflessione storica o al dibattito puramente teorico, che comunque ha spesso preso le mosse da eventi attuali, come per esempio il tragico crollo della Torre civica di Pavia. In questo caso una vivace posizione di contrasto con le viete tesi del "dov'era, com'era" ha certamente contribuito ad allontanare un progetto privo di senso culturale e negativo per la conservazione e la tutela degli altri monumenti. E' questo il luogo in cui la varietà delle posizioni ha modo di apparire più vivace, ma anche di mettere in luce le finalità comuni.
Negli ultimi anni si sono anche realizzati alcuni numeri monografici, che costituiscono aggiornati e durevoli riferimenti che non possono mancare nella biblioteca del professionista.
La rivista si rivolge quindi all'intero mondo del restauro, per offrire uno strumento di conoscenza e di riflessione nel quale pratica e teoria non siano disgiunte, ma piuttosto confrontate, un mezzo di informazione e di consultazione non effimero, orientato senza essere dogmatico.
Amedeo Bellini