E' possibile riunificazione?

Rispondere:

cyriliv@mail.ru

E' possibile la riunificazione?

I cristiani delle Chiese orientali si chiamano ortodossi. Questo termine che risale al V secolo, ha due significati intimamente collegati tra loro. Il primo indica il vero insegnamento: la Chiesa ortodossa infatti ritiene di aver conservato e trasmesso la fede cristiana, senza errori e alterazioni, sin dai tempi degli apostoli. Il secondo significato indica la vera lode: benedire, lodare e glorificare Dio Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. E'lo scopo fondamentale della Chiesa.

Anche la Chiesa ortodossa si definisce cattolica. Il Credo niceno-costantinopolitano (381) recita la Chiesa una, santa, cattolica ed apostolica. Cattolica significa che la Chiesa e’ universale e in se’ comprende uomini di tutte le razze e culture del mondo ed afferma anche che la Chiesa ha conservato la pienezza della fede cristiana.

Il Grande Scisma e’ la definizione data alla separazione tra la Chiesa occidentale (romano-cattolica) e la Chiesa orientale (ortodossa), che ha avuto luogo nel XI secolo. Le relazioni tra le due grandi tradizioni cristiane d'oriente e d'occidente furono spesso fonte di dispute e di aspri confronti sin dal IV secolo. Malgrado cio’ l'unita’ e l'armonia si mantennero malgrado le differenze d'espressione teologica, di pratica liturgica e d'interpretazione dell'autorita ecclesiale. A partire dal IX secolo le differenze, sia pur legittime, si accentuarono per ragioni politico-culturali, per le numerose rivendicazioni del Papa di Roma e per l'introduzione in occidente del Filioque nel Credo niceno-costantinopolitano. La dottrina del Filioque sostiene che lo Spirito Santo procede sia dal Padre che dal Figlio. Tanto questa interpretazione quanto le rivendicazioni papali furono fermamente rigettate dall'oriente.

Benche’ sia difficile definire la data esatta dello scisma, nell'anno 1054 accuse ufficiali, conosciute come anatemi, furono scambiate tra Roma e Costantinopoli. Le Crociate e specialmente il saccheggio di Costantinopoli, operato dai Crociati nel 12O4, possono essere considerati gli episodi culminanti del processo di allontanamento della Chiesa Cattolico-latina dalla Chiesa dei Padri e di sfiducia reciproca sempre piu’ profonda. Da quel momento in poi la Chiesa d'Occidente, basata sul primato del Papa di Roma, e la Chiesa orientale, basata sulla figura carismatica del Patriarca di Costantinopoli, percorsero vie separate. Benche’ in seguito siano stati fatti numerosi tentativi per ristabilire la comunione, nel 1274 (Lione) e nel 1439 (Firenze), non fu mai piu’ raggiunta l'unita'.

Nonostante le molte ed importanti differenze, la Chiesa Ortodossa e il Cattolicesimo hanno molto in comune. In verita’ il Cattolicesimo e’ piu’ vicino all'Ortodossia che alle molte varianti delle Chiese Protestanti. Vi sono in comune molti Santi e non solo quelli che furono canonizzati prima del Grande Scisma. Vanno ricordati, fra gli altri, il Beato Agostino, San Girolamo, i Santi Cirillo e Metodio, San Vladimiro (Principe di Kiev). Ma anche successivamente al 1054 numerosi sono i Santi comuni: I Santi Antonio e Teodosio di Pecersk, San Sergio di Radonezh, Santo Stefano di Perm e molti altri. Anche in questo campo, tuttavia, le differenze sono molte. Spesso la Chiesa Cattolico-romana ha canonizzato alcuni Santi per aggravare le contraddizioni tra le nostre Chiese. Uno di loro e Giosaphat Kunzevich. Ecco la storia della sua morte.

Poco prima della sua morte che ebbe luogo il 12 novembre 1623 in citta di Vitebsk, Kunzevich fece disseppellire i corpi dei defunti ortodossi e li getto’ in pasto ai cani. La sua vita non e’ vivida espressione di santita’: incomincio’ grazie a lui il terrore contro gli ortodossi nelle citta’ di Polozk, Moghilev, Orsha,(Bielorussia), fece chiudere e incendiare molte chiese ortodosse. Molto eloquenti sono i reclami in tal senso inviati ai tribunali e alle diete. Ma la piu’ convincente appare la lettera di Leo Sapega, cancelliere Lituano, cioe’ eminente esponente cattolico e rappresentante del Re di Polonia.

Costui scrisse: "Con atti sconsiderati e violenze Lei opprime il popolo Russo e lo spinge a rivolta... Lei conosce i lamenti del popolo che preferisce il giogo turco alle sofferenze delle terribili persecuzioni a causa della fede e devozione... Lei scrive che e’ facile annegare e far decapitare gli ortodossi...; che occorre profanare le loro chiese... Invece di gioia la Sua Unia lusinghiera ci ha portato soltanto guai, afflizioni, inquietudini e dissaccordo. Ecco i frutti della Sua Unia. Preferiamo rimanere senza".

Bisogna ricordare che queste non sono fantasie o calunnie di un fanatico ortodosso, ma alcuni passi della lettera di un Capo di Stato Cattolico, del Cancelliere del Granducato Lituano scritta in nome del Re ad un inquieto vescovo uniate. Con grande sagacia Leo Sapega scrive: "Sarebbe meglio non fomentare l'odio e l'ira in messo al popolo, ma attenersi al giudizio dello stesso".

Quando il 12 novembre 1623 Kunzevich arrivo’ a Vitebsk e demoli’ le abitazioni degli ortodossi, uno dei suoi diaconi si getto’ contro un sacerdote ortodosso. Allora, persa la pazienza, il popolo si getto’ contro Kunzevich e lo prese a sassate. Il suo corpo fu gettato in Dvina.

E’ possibile chiamare costui "Apostolo di unita’, persona nobile, giusta e martire"?.. Credo di no. Questo e’ soltanto un piccolo esempio di persecuzioni degli ortodossi da parte della gerarchia cattolica. E' molto amaro constatare come la gerarchia cattolica ponga numerosi ostacoli al riavvicinamento delle nostre Chiese. La maggior parte dei cattolici e’ lontana dalle rivendicazioni papali e vorrebbe ristabilire un rapporto piu’ stretto, anche liturgico, con i fratelli ortodossi.

Vi sono stati numerosi tentativi per ristabilire la comunione fra le due Chiese. Purtroppo importanti elementi politici, culturali ed anche emotivi hanno sempre determinato risultati negativi. La Chiesa Ortodossa ritiene che le due ragioni principali dello scisma siano le rivendicazioni papali su una sua giurisdizione universale e la dottrina del Filioque.

Dall'inizio di questo secolo la Chiesa ortodossa e’ impegnata nel movimento ecumenico. Questa ricerca dell'unita’ dei cristiani e’ il piu’ audace e concreto attacco alla divisione introdottasi nella vita della Chiesa. La Chiesa di Costantinopoli non e’ stata solo tra i maggiori protagonisti del movimento per l'unita’, come dimostra l'Enciclica Patriarcale del 192O che proponeva la creazione di una Societa’ delle Chiese sul modello della Lega delle Nazioni, ma e’ stata anche uno dei fondatori del Consiglio mondiale delle Chiese nel 1948. La causa dell'unita’ dei cristiani fu un particolare impegno del grande Patriarca Atenagora I che ha significativamente operato per promuovere un rinnovato senso della collegialita’ tra le varie Chiese locali dell'Ortodossia, nonche’ per inaugurare un vero dialogo con la Chiesa cattolica-romana. Nel 1968 il Patriarca, guardando al futuro, dichiaro’: "Possa il Signore di misericordia inviare al piu’ presto alle nostre sante Chiese, Orientale e Occidentale, la grazia di concelebrare nuovamente la Divina Eucaristia e prendere la comunione di nuovo dallo stesso calice".

Il calice comune sovrasta luminosamente l'orizzonte ... della Chiesa.

Continua...A proposito del dialogo fra gli ortodossi ed i cattolici

Sfogliare le pagine

Home page:
Pagine 1-4: Compendio di fede Ortodossa
Santi Russi: pagina storico-iconografica
Collegamenti: