SS. Olga e Vladimiro
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Olga nacque circa l’890 nel villaggio Vybuti, a circa 70 km da Pskov sul fiume Velika. Il principe Igor Rjurikovich, conosciuta bellissima Olga, volle sposarla, ancora giovanissima, nel 903. In realta’ Olga apparteneva alla stirpe dei Variaghi, una tribu’ normanna di provenienza finno-scandinava, che attorno al secolo IX, dopo aver liberato il popolo slavo dalla dominazione dei Khazari, che durava gia’ da due secoli, ne divenne guida. I Variaghi, provenienti dal Nord, battevano la lunga via del Volga, del Nar Nero e del Caucaso occupandosi di traffici e commerci e avendo come meta i territori dell’impero bizantino. Sempre nel secolo IX essi scoprirono "la strada dai Variaghi ai Greci", la via piu’ breve che seguiva il corso del fiume Dnjepr e attraversava la regione di Kiev. Verosimilmente Olga era figlia di un capo variago cui era stata affidata la sorveglianza di qualche punto strategico di questa famosa strada. Anche il suo nome (Helghi o Helga o Olga) e’ di origine variaga. Nel 945 il marito di Olga, Igor, fu ucciso dai Drevljani, ed ella, di temperamento retto, ma violento, vendico’ con energica fermezza l’uccisione del marito mandando a morte molti capi nemici e imponendo ai superstiti tributi e tasse di ogni genere. Assunta la reggenza del principato di Kiev, Olga era amata e venerata dal popolo che la sapeva giusta e misericordiosa quanto inflessibile contro ogni forma di ingiustizia. Dimostro’ di possedere anche buone doti di educatrice e di madre educando rettamente il figlio Svjatoslav, nato nel 942, anche se non ebbe la gioia, dopo la propria conversione al Cristianesimo, di vederlo cristiano: sara’ uno dei figli di Svjatoslav, Vladimiro, a ricompensarla di tale afflizione; egli infatti non soltanto si fara’ cristiano ricevendo il Battesimo, ma diventera’ "battezzatore della Rus’", "eguale agli Apostoli". La piu’ antica notizia sulla diffusione del Cristianesimo nella Russia di Kiev ci viene da Bisanzio: una lettera (866-867) del patriarca di Costantinopoli Fozio, in cui e’ descritta la terribile calata del popolo "Rus’", composto dai Variaghi e dagli Slavi delle regioni del Mar Nero e di Kiev, che giunse fino alle porte della capitale bizantina. Costantinopoli in quella occasione fu salva – scrisse Fozio – per l’intercezzione della Teotoco; anzi si assistette ad un fatto inaspettato e miracoloso: i Variago-Russi, prima di ritirarsi, si riappacificarono con i Bizantini, chiedendo loro di essere battezzati e di poter portare con se’ un vescovo per l’evangelizzazione di tutto il popolo. La data di questa prima conversione del popolo variago-russo, l’anno 862, e’ chiaramente provata e segna inizio dell’organizzazione religiosa nella Russia di Kiev. A questo primo contatto seguira’ la successiva opera di apostolato dei ss. Cirillo e Metodio presso i Khazari negli anni 861-62. Santa Olga con la sua conversione e con la sua opera contribui’ attivamente all’evangelizzazione del regno "Rus’". Nel 957 Olga si reco’ con un gran seguito a Costantinopoli e fu accolta dall’imperatore Costantino Porfirogenito con grandi onori e feste. A Bisanzio ricevette il Battesimo e nome Elena dal santo patriarca Polieucto che, secondo quanto si riferisce, l’avrebbe poi benedetta alla sua partenza con queste parole: "Benedetta sei tra le donne russe, perche’ amasti la luce e cacciasti via le tenebre. Percio’ ti benediranno i figli russi fino all’ultima generazione". Pregava giorno e notte per la conversione del figlio e per il bene dei suoi sudditi. Secondo le leggi di allora, cessata la reggenza, ella si ritiro’ nei suoi possedimenti privati, dove continuo’ ad esercitare liberalmente la sua attivita’ apostolica e missionaria, costruendo tra l’altro la chiesa della Santissima Trinita a Pskov. Visse piamente per il resto della vita e mori’ a circa ottant’anni nel 969. Olga – come dice in luce il suo biografo Giacomo – fu un miracolo della grazia e della misericordia di Dio: prima del Battesimo la sua vita fu macchiata da debolezze e crudelta’. Ella ciononostante divenne santa. La venerazione di Olga comincio’ sotto governo del nipote, s. Vladimiro, che nel 996 fece trasportare il corpo dell’ava nella chiesa detta Desjatinnaja, da lui costruita. La festa fu fissata l’11 (24 secondo lo stile nuovo o Gregoriano) luglio, giorno della morte. Il concilio russo del 1574 confermo’ questa venerazione popolare; Olga e’ tra i primi santi russo-slavi inseriti nel Calendario cattolico bizantino.
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