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Nonostante il fatto che alcuni rappresentanti della gerarchia della Chiesa Ortodossa russa siano disposti al dialogo, il popolo ortodosso e' preoccupato dalle notizie riguardanti la preparazione dell’incontro ecumenico con la Chiesa di Roma.
Si pensa che un tale incontro sia precoce. In relazione a cio', una lettera aperta al Patriarca di tutta la Russia Alessio II e' stata pubblicata sul giornale ortodosso «Radonezh».
Le argomentazioni contenute nell’intervista sul giornale apparsa sul giornale (Radonezh N 18-19, 1999) sono le stesse che rendono impossibile l’incontro del Patriarca Aleksij II con il Papa Giovanni Paolo II.
Costui ha dichiarato nell’intervista apparsa sul giornale:
"Credo che prima di potermi incontrare con il Papa occorra risolvere i problemi esistenti tra le nostre Chiese. Ne ho discusso con esponenti cattolici. L’incontro prima di una soluzione di questi problemi sarebbe precoce ...
Ancora nel 1997, prima del incontro con papa Giovanni Paolo II in Austria, avevo proposto di firmare un accordo che contenesse una comune valutazione dei rapporti tra le nostre Chiese. Cio' avrebbe aiutato a dissolvere le difficoltà' nei rapporti tra le nostre Chiese.
Abbiamo posto le questioni dei nostri rapporti in tre punti.
Primo: le Chiese devono risolvere tutti i conflitti tra di loro in pace.
Secondo: le Chiese condannano il proselitismo che non deve esistere nei rapporti fra Chiese-sorelle.
Terzo: non abbiamo condannato e non proponiamo di condannare l’Unia perche' essa e’ parte sostanziale della Chiesa cattolico-romana. Proponiamo di ripetere quello che e' stato (piu' volte) affermato negli incontri ortodosso-cattolici: l’Unia, proposta dalla Chiesa romano-cattolica, non e’ la via giusta per l’unita’.
Dieci giorni prima dell’incontro, l’Arcivescovo Bukovskij, nunzio di Mosca, ci ha riferito che il Papa cancello' dal Memorandum il secondo e il terzo punto. Siamo stati costretti a rinunciare all’incontro.
Il Concilio Vaticano II affermo' solennemente che le nostre Chiese sono "Chiese-sorelle". Credo che oggi la Chiesa cattolico-romana abbia dimenticato questo principio.
Ecco un esempio fra i tanti.
Per 50 anni in Ucraina, ai tempi del regime sovietico, quando l’Unia fu proibita molti odierni sacerdoti greco-cattolici ricevettero l’istruzione nei nostri Seminari. Dopo aver riacquistato la libertà' spirituale, invece di ricevere parole di riconoscenza, abbiamo ricevuto la distruzione e la devastazione delle diocesi di Lvov, Ternopol e Ivano-Frankovsk.
Gli ortodossi sono stati cacciati dalle chiese, i sacerdoti picchiati, gli arredi sacri profanati. E’ possibile in tal modo immaginare i rapporti fra due "Chiese-sorelle"?.
La Chiesa cattolico-romana svolge una politica aggressiva di proselitismo in Russia, Ucraina, Bielorussia e Kazachstan. Anche questo non puo' avvenire fra Chiese-sorelle.
Potremo incontrarci solamente dopo una equa e concordata soluzione di questi annosi problemi".
Continua: le riflessioni dei cattolici sull'Ortodossia
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