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Il visitatore di una chiesa ortodossa e’ generalmente impressionato dalle caratteristiche proprie e dalle differenze esterne tra questo luogo di culto e quelli delle altre tradizioni cristiane. I colori splendenti, l'iconografia ieratica e la bellezza interna di una chiesa ortodossa sono generalmente in contrasto con la semplicita’ che si riscontra in molte chiese di altre Confessioni cristiane. Quando si entra in una chiesa ortodossa e’ come entrare in un mondo di colore e di luce. La struttura architettonica e la decorazione interna della chiesa non creano solamente una caratteristica atmosfera di culto, ma riflettono ed esprimono anche molti intendimenti fondamentali dell'Ortodossia. Bellezza e simboli La Chiesa ortodossa crede che Dio sia il Creatore del cielo e della terra, presente nella Sua opera attraverso le Sue energie creative. Cio’ significa che il mondo materiale, prezioso e buono, e’ un mezzo importante attraverso il quale Dio si manifesta. La Chiesa ortodossa afferma questa convinzione tramite l'ampio uso della creazione materiale non solo per l'abbellimento dei suoi luoghi di culto, ma anche nei suoi sacramenti e funzioni sacre. Per esempio, quando il pane e il vino, i primi frutti della creazione, sono offerti nell'Eucaristia, sono anche offerte simboliche di tutta la creazione a Dio suo creatore. Dal momento che sono fruibili tutti i doni della creazione, l'interno di una chiesa ortodossa e’ di solito molto bello. Progettato per creare un'atmosfera che e’ di intimita’ con il divino, l'edificio e’ pieno di un senso di gioia e di gratitudine per la bonta’ di Dio. L'Ortodossia riconosce cosi’ che la bellezza e’ una dimensione fondamentale della vita umana. Tramite l'iconografia e le cerimonie liturgiche della Chiesa, la bellezza della creazione diventa un mezzo importantissimo per lodare Dio. I doni divini del mondo materiale vengono modellati dalle mani umane in un'espressione di bellezza che glorifica il Creatore. Come la pia donna verso’ il suo olio profumato sui piedi di Gesu’, nostro Signore, cosi’ l'Ortodossia cerca sempre di offrire a Dio quanto di meglio e di piu’ bello esiste. Spazio sacro L'interno della chiesa e’ molto importante per il culto ortodosso. L'architettura e l'arte sono funzionali all'esperienza totale del culto che coinvolge intelletto, sentimenti e sensi. L'Eucaristia e gli altri sacramenti e funzioni sacre si svolgono alla presenza di Dio, rendendo testimonianza della Sua presenza e della Sua opera. Quindi nella tradizione ortodossa vi e’ una fortissima consapevolezza che la chiesa e’ la Casa di Dio e il posto in cui dimora la Sua gloria. Per questo tutte le chiese ortodosse sono benedette, consacrate e distinte come spazio sacro. L'intera chiesa rende testimonianza della presenza di Dio tra il Suo popolo. Un'antica espressione dice: Il cristiano consideri bene, quando entra in chiesa, che entra in un altro cielo; che la stessa maestosita’ di Dio che si trova in cielo e’ anche nella Sua chiesa. Percio’ il cristiano vi deve entrare con reverenza e timore. Nella sua forma ideale una chiesa ortodossa e’ relativamente piccola affinche’ si evidenzi e si rafforzi il senso di comunita’ nel culto. Essa e’ generalmente costruita a forma di croce e divisa in tre sezioni: il nartece, la navata e il santuario. Il nartece e’ una specie di vestibolo. Nell'antichita’ questo spazio era il luogo dove i catecumeni (coloro che venivano educati nella fede e preparati al battesimo) e i penitenti rimanevano durante certi momenti delle funzioni. Oggi l'inizio della funzione del battesimo e, in alcune parrocchie, anche quello della funzione del matrimonio si svolge nel nartece per procedere poi nella navata. Questa processione rappresenta simbolicamente un movimento graduale nel Regno di Dio. In molte parrocchie ortodosse il nartece e’ lo spazio dove i fedeli fanno le loro offerte, prendono una candela, l'accendono davanti ad una icona e innalzano una preghiera personale prima di unirsi all'assemblea. La navata e’ il vasto spazio centrale della chiesa, dove i fedeli si riuniscono per il culto. Benche’ la vecchia usanza voglia che la navata sia aperta e senza sedie, oggi in molte chiese ortodosse, so- prattutto dell'occidente, ci sono panche. Nella parte destra della navata si trova il trono del vescovo, dal quale questi presiede la liturgia, quale icona vivente di Cristo tra il suo popolo. Anche in assenza del vescovo il trono ricorda a tutti che la parrocchia non e’ una realta’ isolata, ma che fa parte di una diocesi guidata dal vescovo. Nella parte sinistra della navata e’ collocato il pulpito, dal quale e’ proclamato il Vangelo e pronunciata l'omelia. Il coro e i cantori occupano frequentemente le zone sui lati della navata. Il santuario e’ la parte piu’ sacra della chiesa e la zona riservata al clero e ai suoi assistenti. Il santuario con il santo altare e’ separato dalla navata per mezzo dell'iconostasi. Questa divisione serve a ricordarci che il Regno di Dio non e’ completo e che spesso ci troviamo separati da Dio a causa del peccato. Pero’, durante la Divina Liturgia, quando si ha accesso ai Santi Doni, ci viene ricordato che tramite Cristo il cielo e la terra sono uniti e che tramite Lui noi abbiamo accesso al Padre. Non tutte le funzioni si svolgono nel santuario. Molte sono celebrate nel centro della navata, in mezzo all'assemblea. L'Ortodossia sottolinea cosi’ che il culto della Chiesa e’ offerto da e per tutto il popolo. L'altare L'altare o santa mensa, e’ il cuore e il centro di una chiesa ortodossa. E' qui che i doni eucaristici, il pane e il vino, sono offerti al Padre, come Cristo ci raccomando’ di fare. Li’ si custodisce il tabernacolo con la Santa Comunione riservata agli ammalati o ai moribondi. Li’ si tiene il Vangelo quando non e’ celebrata la Divina Liturgia. L'iconostasi L'iconostasi e’ il pannello di icone che separa il santuario dalla navata. L'origine di questa parte caratteristica di una chiesa ortodossa risale all'antico uso di porre le icone su un muro basso davanti al santuario. Con il tempo le icone furono fissate diritte sul muro, da li’ il nome iconostasi. Nella pratica contemporanea l'iconostasi puo’ essere assai elaborata e nascondere la maggior parte del santuario, o molto semplice e aperta. L'iconostasi ha tre porte, usate durante le funzioni: la porta diaconale d'ambedue i lati e al centro la Porta Reale. Di solito vi e’ una tenda o una porta che nasconde l'Altare quando non vengono celebrate le funzioni. Nella parte destra dell'iconostasi si trovano sempre le icone di Cristo e di San Giovanni Battista. Nella parte sinistra vi sono sempre le icone della Teotoco (Genitrice di Dio) e del santo patrono o dell'evento sacro al quale la chiesa e’ dedicata. Oltre a queste icone, se ne possono aggiungere altre, secondo la tradizione e lo spazio. Icone L'icona, immagine sacra, e’ l'espressione tipica dell'arte della Chiesa ortodossa. Nella pratica attuale l'icona puo’ essere realizzata su legno, su tela, in mosaico o affresco. Le icone rappresentano Cristo, Maria la Teotoco, i santi e gli angeli, personaggi o avvenimenti della Bibbia o della storia della Chiesa, le grandi feste dell'anno liturgico quali Natale, Pasqua, ecc. L'icona occupa un posto importantissimo nel culto e nella teologia della Chiesa ortodossa. Essa non ha semplicemente funzione decorativa o educativa. Innanzitutto rende presente il soggetto raffigurato. L'icona e’ come una finestra che unisce il cielo e la terra. Quando compiamo il nostro culto, lo facciamo come parte della Chiesa, che include i vivi e i defunti. Non perdiamo mai contatto con coloro che sono con il Signore nella gloria. Questa fede e’ espressa ogni volta che si venera un'icona o si pone una candela davanti ad essa. L'icona e’ anche un'immagine della Chiesa. Ci ricorda la nostra responsabilita’ di rendere viva la presenza di Cristo nelle nostre vite. Molte chiese ortodosse hanno icone non solo sull'iconostasi, ma anche sui muri, soffitti ed archi. Nel santuario, in alto nell'abside, vi e’ spesso una grande icona della Teotoco con in braccio Gesu’ bambino per ricordare l'importanza del mistero dell'Incarnazione del Figlio di Dio. La Chiesa ortodossa infatti crede che Maria sia l'essere umano piu’ vicino a Dio. In alto nella chiesa, sul soffitto o nella cupola, si trova l'icona di Cristo Onnipotente, il Pantocratore, Cristo trionfante che regna come Signore del cielo e della terra. Quando si guarda in giu’, sembra che l'intera chiesa e tutta la creazione provengano da Lui. Se si guarda in se’, sembra che tutte le cose si dirigano a Cristo Signore. Egli e’ l'Alfa e Omega, l'inizio e la fine. Questo e’ il messaggio dell'Ortodossia.
La Chiesa ortodossa incarna ed esprime i ricchi tesori spirituali dellacristianita’ orientale. Non va dimenticato che Gesu’ Cristo annunzio’ il SuoVangelo in Palestina e che le prime comunita’ cristiane apparvero neiterritori orientali dell'Impero Romano. E' in Oriente che nei primi secolila fede cristiana maturo’ prima nella lotta contro il paganesimo e l'eresiapoi. E' li’ che i grandi Padri della Chiesa vissero e insegnarono. Fu incitta’ dell'Oriente che le fondamenta della nostra fede furono proclamatenei sette Concili Ecumenici. Lo spirito della cristianita’, nutrito in Oriente, ebbe caratteristicheproprie; fu diverso da quello sviluppatosi nella parte occidentale dell'Impero romano e nei susseguenti regni medievali nell'Europaoccidentale. Mentre il cristianesimo occidentale risenti’ molto dellagiurisprudenza romana ed insistette sulle inderogabilita’ delle norme morali, il cristianesimo orientale si nutro’ delle culture semitica edellenistica. Mentre l'Occidente dava risalto alla Passione di Cristo ed alpeccato dell'uomo, l'Oriente esaltava la resurrezione di Cristo e ladeificazione dell'uomo. Mentre l'Occidente tendeva a una visionelegalistica della religione, l'Oriente elaborava una teologia piu’ mistica.Poiche’ la Chiesa non era monolitica, le due grandi tradizioni coesistetteroper piu’ di mille anni, fino al grande scisma del 1054. Oggi, i cattoliciromani e i protestanti sono gli eredi della tradizione occidentale, mentre gli ortodossi sono gli eredi della tradizione orientale. Ortodossi I cristiani delle Chiese orientali si chiamano ortodossi. Questo termine che risale al V secolo, ha due significati intimamente collegati tra loro. Il primo indica il vero insegnamento: la Chiesa ortodossa infatti ritiene di aver conservato e trasmesso la fede cristiana, senza errori e alterazioni, sin dai tempi apostolici. Il secondo significato, preferito attualmente, indica la vera lode: benedire, lodare e glorificare Dio Padre, Figlio e Spirito Santo e’ lo scopo fondamentale della Chiesa, di tutte le sue attivita’, perfino delle formulazioni dottrinali. Anche la parola cattolica definisce la Chiesa ortodossa. Il Credo niceno-costantinopolitano (381) invero recita la Chiesa una, santa, cattolica ed apostolica. Cattolica significa che la Chiesa e’ universale, comprende persone di tutte le razze e culture. Afferma anche che la Chiesa ha conservato la pienezza della fede cristiana. Si e’ anche soliti definire le Chiese ortodosse come chiesa greca, russa e antiochena. Cosi’ ci si riferisce alle radici culturali o etniche di una particolare parrocchia, diocesi, arcidiocesi o anche di una intera giurisdizione ecclesiastica. Diversita’ nell'unita’ La Chiesa ortodossa e’ una federazione internazionale di Chiese patriarcali,autocefale e autonome. Ogni Chiesa e’ indipendente nella sua organizzazione interna e segue le sue proprie tradizioni particolari. Tutte queste Chiese pero’ sono unite nella stessa fede e nello stesso ordine canonico. La Chiesaortodossa riconosce che l'unita’ non significa uniformita’. Alcune Chiese sono ricche di storia, come la Chiesa di Costantinopoli,mentre altre sono relativamente giovani, come la Chiesa di Finlandia;alcune, come la Chiesa di Russia, esercitano la loro giurisdizione su unvastissimo territorio, mentre altre su uno molto piccolo, come la Chiesadel Sinai. Ogni Chiesa e’ guidata da un sinodo di vescovi. Il presidente del sinodo e’chiamato patriarca, arcivescovo, metropolita o catholicos. Tra i varivescovi, al Patriarca Ecumenico di Costantinopoli viene riconosciuta unaprecedenza d'onore ed e’ considerato come primo tra eguali.
Venite, inchiniamoci e prostriamoci innanzi a Cristo, Re e Dio nostro (Funzione dei Vespri). Questo invito segna l'inizio di ogni giorno per la Chiesa ortodossa ed esprime l'atteggiamento che e’ al cuore dell'Ortodossia. L'adorazione di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo e’ fondamentale per la vita e lo spirito della Chiesa ortodossa. Data l'importanza del culto per l'Ortodossia, la migliore introduzione ad essa e’ assistere alla Divina Liturgia o alla celebrazione di uno dei piu’ importanti sacramenti. All'inizio si puo’ restare sopraffatti dalla musica e dalle cerimonie, ma e’ solo nel culto che il senso del mistero, le ricche tradizioni e la fede dell'Ortodossia vengono vissute. Dimensioni del culto Il culto e’ un'esperienza che coinvolge l'intera Chiesa. Quando ci raduniamo per il culto, ognuno di noi lo fa come membro della Chiesa che trascende i confini della societa’, del tempo e dello spazio. Benche’ ci raduniamo in un particolare momento e in un particolare luogo, le nostre azioni vanno ben oltre gli ambiti della semplice parrocchia, si collocano nello stesso Regno di Dio. Adoriamo in comunione con i fedeli sia vivi che defunti. Ci sono due dimensioni del culto ortodosso che si riflettono attraverso le numerose funzioni della Chiesa. Anzitutto, il culto e’ una manifestazione della presenza e azione di Dio tra il Suo popolo. E' Dio che raduna il Suo popolo disperso ed e’ Lui che si rivela quando siamo alla Sua presenza. Il culto della Chiesa ortodossa esprime in modo vivissimo la verita’ che Dio dimora in mezzo al Suo popolo e che siamo stati creati per partecipare alla Sua vita. In secondo luogo, il culto e’ la nostra risposta collettiva di ringraziamento per la presenza di Dio e un ricordo della Sua opera salvifica, specialmente della vita, morte e resurrezione di Gesu’ Cristo. Il culto ortodosso e’ incentrato su Dio. Egli agi’ nella storia ed Egli continua ad agire attraverso lo Spirito Santo. Siamo memori delle Sue opere e rispondiamo al Suo amore con lode e ringraziamento. Cosi’ facendo ci avviciniamo maggiormente a Lui. Espressioni di culto Il culto nella Chiesa ortodossa si esprime principalmente in quattro modi: L'Eucaristia, che e’ la piu’ importante esperienza di culto dell'Ortodossia. La parola greca Eucaristia significa rendimento di grazie. Nella Chiesa ortodossa l'Eucaristia e’ chiamata anche Divina Liturgia. I sacramenti, che affermano la presenza e l'azione di Dio negli avvenimenti importanti della nostra vita cristiana. Tutti i piu’ importanti sacramenti sono strettamente collegati con l'Eucaristia: battesimo, cresima, confessione, matrimonio, sacri ordini e unzione dei malati. Funzioni speciali e benedizioni, che affermano anche la presenza e l'azione di Dio in tutti gli avvenimenti, necessita’ ed opere della nostra vita. Le funzioni quotidiane, cioe’ gli uffici di preghiera pubblica che si svolgono durante tutto il giorno. Le piu’ importanti sono il Mattutino, che e’ la preghiera del mattino ed i Vespri, ovvero la preghiera serale. Caratteristiche Benche’ le funzioni ortodosse possano essere spesso molto solenni e lunghe, esprimono sempre un senso profondo e penetrante di gioia per la nostra fede nella resurrezione di Cristo e nella deificazione dell'umanita’. Per intensificare questo sentimento e per incoraggiare la piena partecipazione dei fedeli, le funzioni sono sempre cantate. L'adorazione non si esprime solo a parole. Oltre alle preghiere, agli inni ed alle letture bibliche, vi sono numerosi riti, cerimonie e processioni. La Chiesa fa ricco uso di simboli non verbali per esprimere la presenza di Dio e il nostro rapporto con Lui. Il culto ortodosso coinvolge la persona intera: il suo intelletto, i suoi sentimenti ed i suoi sensi. Le funzioni nella Chiesa ortodossa seguono un ordine prestabilito. Cio’ e’ prezioso per conservarne la dimensione comunitaria e mantenere una continuita’ con il passato. Anche il contenuto delle funzioni e’ prestabilito. Vi sono elementi fissi e parti che cambiano secondo la festa, la stagione o la circostanza particolare. Il regolamento delle funzioni da parte di tutta la Chiesa pone in rilievo il fatto che il culto e’ espressione dell'intera Chiesa e non di un particolare prete e di una comunita’. Un importante scopo secondario del culto e’ l'insegnamento della fede. Vi e’ una relazione strettissima tra il culto e gli insegnamenti della Chiesa. La fede e’ espressa nel culto; il culto serve a rafforzare ed a comunicare la fede. Di conseguenza le preghiere, gli inni ed i gesti liturgici sono importanti mezzi di catechesi. Il regolamento delle funzioni serve anche a conservare la vera fede e a proteggerla dall'errore. La celebrazione della Divina Liturgia e dei sacramenti e’ sempre svolta da un sacerdote. Nella parrocchia locale e’ generalmente un sacerdote che agisce in nome del vescovo, talvolta coadiuvato da un diacono. Quando il vescovo e’ presente, presiede lui le funzioni. I paramenti del celebrante esprimono la sua chiamata speciale al ministero, nonche’ la sua particolare carica. Dato che il culto nell'Ortodossia e’ un'espressione dell'intera Chiesa, sono richiesti la partecipazione attiva e il coinvolgimento dell'assemblea. Non vi sono funzioni private o funzioni semplicemente dette nella Chiesa ortodossa e nessuna puo’ aver luogo senza un'assemblea. Questo forte senso di comunita’ e’ espresso nelle preghiere ed esortazioni che sono al plurale. L'assemblea deve partecipare attivamente alle funzioni: cantare gli inni, concludere le preghiere con Amen, rispondere alle petizioni, fare il segno della croce, inchinarsi, e specialmente ricevere la Santa Comunione durante la Divina Liturgia. Quella eretta e’ la posizione di preghiera preferita nella Chiesa ortodossa. L'assemblea s'inginocchia solamente in momenti solenni particolari, come l'Invocazione dello Spirito Santo durante la Divina Liturgia. La litania e’ una parte importante delle funzioni ortodosse. La litania e’ un dialogo tra il prete o il diacono e l'assemblea, che consiste in un numero di preghiere-petizioni, seguite dalla risposta Signore, abbi pieta’ o Concedi, o Signore. Le litanie sono frequenti nelle funzioni e servono spesso a distinguere sezioni particolari. Il culto ortodosso e’ stato sempre celebrato nella lingua del popolo. Non vi e’ una lingua liturgica ufficiale o universale. Spesso nelle comunita’ della diaspora due o piu’ lingue sono utilizzate nelle funzioni per provvedere alle necessita’ dell'assemblea. Oggi in tutto il mondo, le funzioni sono celebrate in piu’ di venti lingue, come la greca, la slavonica, l'araba, l'albanese, la rumena, l'inglese, l'ugandese ecc.
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