SS. Cirillo e Maria di Radonezh

MONASTERO A CHOT'KOVO

S.Sergio con i suoi santi genitori riceve la benedizione dello starez

S.Sergio (a sinistra), S.Stefano e Pietro, i suoi fratelli (a destra), presso i corpi dei suoi genitori con S.vescovo Teodoro

Il Patriarca Alessio II presso la tomba dei Santi Cirillo e Maria

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La vita dei Santi Kirill (Cirillo) e Maria di Radonezh, genitori di San Sergio.

Il sinodo episcopale della chiesa ortodossa russa, riunitosi a Mosca dal 31 marzo al 4 aprile 1992, decise la canonizzazione dei santi Kirill e Maria, genitori di san Sergio di Radonezh, vissuti tra il 1250 e il 1340 circa.

Abbiamo poche notizie sui due santi. La residenza dei genitori di Sergio si trovava a circa quattro chilometri dall’importante centro di Rostov la Grande. Di provenienza aristocratica, la coppia di boiari aveva preferito quel semplice ambiente rurale alla dissipazione del palazzo principesco di Rostov, dove pero’ Kirill era collaboratore e uomo di fiducia del principe, che egli aveva anche accompagnato nei lunghi e pericolosi viaggi presso l’Orda tatara, necessari per farsi confermare negli incarichi e dirimere questioni importanti. Le loro terre (chiamate in russo Varniza, "saline") fornivano un reddito modesto, tenendo anche conto delle frequenti incursioni tatare, del pagamento dei tributi, delle annate cattive, ma la vita dei coniugi, cristiani esemplari, si svolgeva nella pace e nella saggezza, aperta all’ospitalita’ e alla beneficenza verso i poveri. Ebbero tre figli: Stefano, il maggiore, che rimasto vedovo si fece monaco ancor prima del fratello Bartolomeo (il futuro san Sergio), e un terzo, di nome Pietro. Le notizie su questi santi genitori le troviamo nelle Vite di san Sergio, in particolare in quelle di Epifanio il Saggio e di Pacomio Logoteta. Vi si narra ad esempio che durante la Liturgia eucaristica il piccolo, ancora in grembo alla madre, emise un grido in tre momenti importanti del sacro rito (prima della lettura del Vangelo, all’inno cherubico e alla comunione del prete), quasi preannunciando, annota Epifanio, la sua particolare devozione alla Trinita’. Quando Marija allattava il bambino dopo aver mangiato carne, o nei giorni di digiuno, questi non prendeva cibo. I genitori seguivano i figli nell’apprendimento a scuola, che per Bartolomeo fu particolarmente difficile, finche’ l’incontro con un anziano monaco che gli dona un pezzo di prosfora’ non gli diede capacita’ nuove.

L’amorevole unione della pia famiglia si prolungo’ anche dopo il trasferimento, causato dalla nuova situazione politica, da Rostov al principato di Mosca, nelle zone boscose di Radonezh, quando Bartolomeo aveva circa 15 anni. Con il passar degli anni, dopo il matrimonio dei fratelli, rimase lui solo con i genitori, e rimando’, obbedendo alla richiesta del padre, l’attuazione del suo desiderio di farsi monaco. A quell’epoca era diffusa la consuetudine di abbraciare la vita monastica negli ultimi anni di vita, e questo scelsero Kirill e Marija, accolti nel monastero del Pokrov a Chot’kovo, a circa tre chilometri da Radonezh, che aveva una sezione per gli uomini e una per le donne. Fecero prima la professione monastica, e poi quella piu’ impegnativa del grande schima, ma ormai si avvicinava il loro incontro con Dio, avvenuto tra il 1337 e il 1339.

Nel calendario liturgico bizantino vi sono diverse coppie di sposi santi, specie martiri, ma Kirill e Marija, cosi’ uniti al grande Sergio, sono particolarmente amati dai fedeli, che recandosi in pellegrinaggio alla tomba di san Sergio, nella lavra della Trinita’, spesso si recano anche a quella dei suoi genitori nel non lontano monastero del Pokrov a Chot’kovo.