Sant'Alessio, metropolita di Mosca.

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LA VITA DI SANT’ALESSIO, METROPOLITA DI MOSCA.

Sant’Alessio (nome laico Eleuferio), metropolita di Mosca e di tutte le Russie, Taumaturgo, nacque nel 1294 (1304?) a Mosca dalla famiglia del boiaro Feodor Biakont che proveniva dal Principato di Cernigov. Già in gioventu' Dio rivelo' ad Eleuferio il suo alto destino. Quando una volta, all’età di dodici anni, mentre stava preparando la rete per cacciare gli uccelli, si addormento' ed udi' nel sonno una voce che diceva: "Alessio! Perche' fatichi invano? Sarai un cacciatore di uomini". Da quel giorno in poi il ragazzo incomincio' a ritirarsi spesso in solitudine, assisteva alle Sante Messe in chiesa e raggiunto i quindici anni decise di diventare monaco.

Nel 1320 entrò nel monastero dell’Epifania a Mosca, dove pratico' un’ ascesi severa per piu' di vent’anni. I suoi maestri ed amici furono i grandi asceti – l’anziano Gerontio e Stefano fratello di San Sergio di Radonezh. Poi il metropolita Teognosto ordino' al futuro Metropolita Alessio di lasciare il monastero per prendere la responsabilità degli affari giudiziari della Chiesa. Esegui' questo incarico per dodici anni. Nel 1350 fu ordinato vescovo di Vladimir da Teognosto e dopo la morte di quest’ultimo ne diventòo' il successore. A quel tempo c’era molta inquietudine nella Chiesa Russo-ortodossa a causa delle rivendicazioni del Metropolita Lituano di nome Romano.

Nel 1356 Sant’Alessio si reco' a Costantinopoli dal Patriarca Ecumenico. Il Patriarca Callisto lo ricevette con onore e lo nomino' "Arcivescovo di Kiev e della Grande Russia" e "onorabile Metropolita ed Esarca".

Al ritorno la nave una tempesta stava per provocare un naufragio. Alessio prego' Dio e promise di costruire una chiesa in onore del Santo celebrato il giorno del felice approdo della nave. La tempesta si calmo' e la nave approdo' il 16 agosto.

Sant’Alessio aveva molta cura del suo gregge, ordinava Vescovi, fondava monasteri (tra i quali il monastero della promessa durante la tempesta – monastero dell’Icona non fatta con mani umane – chiamato Andronikov, secondo il nome del primo Igumeno Andronik, discepolo di San Sergio), stabiliva proficue relazioni con i Khan dell’Orda d’Oro. Alessio alcune volte dovette viaggiare nelle terre dominate dai Tatari e nel 1357 il khan Dzhanibek richiese al Gran Principe d’inviare da lui Sant’Alessio per guarire sua moglie Taidula divenuta cieca minacciando di devastare le terre con la spada e il fuoco se la richiesta non fosse stata esaudita.

"Questa richiesta va oltre le mie possibilità, disse Alessio, ma credo in Colui che recupero' alla vista il cieco. Lui non disdegnerà' una preghiera fatta con fede". Prima di partire Sant’Alessio prego' presso la tomba del Santo Metropolita Pietro. Durante la preghiera la candela che era sulla tomba si accese da sola. In effetti, dopo la preghiera di Alessio, la moglie del Khan guari'.

Dopo la morte del gran principe Giovanni, Sant’Alessio prese il suo piccolo figlio Dimitri (il futuro Dimitri Donskoj - del Don) sotto la sua tutela. Fece di tutto per riconciliare i Principi che non volevano riconoscere la supremazia di Mosca. Raggiunse l’età di 85 anni dopo essere stato Metropolita per ventiquattro anni. Rese lo spirito a Dio il 12 febbraio del 1378.