La Chiesa dei martiri e confessori. Le persecuzioni del KGB
LA CHIESA DEI MARTIRI E CONFESSORI

Oggi molti credenti Russi "oltre frontiera" accusano la Chiesa Ortodossa Russa (=COR) per i rapporti con il Governo dello Stato Sovietico e con il "KGB". La maggior parte di queste accuse e’ basata su pregiudizi, ignoranza e anche malizia. Secondo alcuni la Chiesa Russa ha tradito Cristo durante il regno sovietico perche’ non ha finito la sua esistenza nei campi di concentramento. Secondo loro i vescovi e sacerdoti della Chiesa Russa andrebbero nominati "indegni" perche’ allora la loro ordinazione andava approvata da "KGB"… E cosi’ via.

Questa situazione e’ molto dolorosa sia per la Chiesa Russa che per quella "oltre frontiera". Infatti queste liti sono inutili. Oggi le persecuzioni sono finite e le due Chiese devono unirsi perche’ il Patriarca Tickon benedi’ si’ la divisione (FORZATA!) dei "Russi oltre frontiera" con la condizione pero’ che essa sarebbe stata temporanea, e dopo il crollo del regime sovietico le due Chiese si sarebbero riunite.

Ricordiamo il catastrofico conflitto che ebbe luogo fra la Chiesa Occidentale (Roma) e Orientale (Costantinopoli) nel secolo IX e che preparo’ la divisione dell’unitŕ della Chiesa in quelle denominate Ortodosse e quella detta Romana. Anche allora si trattava di accuse e anatemi gratuiti al patriarca Fozio da parte di una Chiesa locale, quella di Roma. Infatti sia Fozio che Ignazio suo predecessore furono degni di esser Patriarca, ma Ignazio fu detronizzato dal imperatore Varda e al suo posto fu intronizzato Fozio. Per questo e altro Fozio fu anatematizzato dai papi di Roma ben 12 volte!!! Che questa storia non si ripeta nuovamente al nostro tempo!

I. IERI.

Al dipartamento d’informatica di un’istituto russo si sono raccolte informazioni su novemila martiri e confessori della COR. Le fonti dell’informazione sono:

1. i documenti della commissione di reabilitazione dei chierici la quale e’ stata creata presso la Patriarchia e ha lavorato per qualche anno; 2. le lettere dei parenti dei perseguitati; 3. le pubblicazioni sui martiri nei libri e nella stampa; 4. la fonte principale: l’archivio del "KGB".

Alla fine del secolo XIX nella Russia c’erano circa 630 mila chierici (Enciclopedia di Brockhaus e Eufron, 1898). Nell’opuscolo "La via della Croce della Chiesa in Russia [Krestnyj put Zerkvi v Rossii]" si dice di 320 mila ordinati chierici che sono caduti vittime delle persecuzioni. Secondo le diverse valutazioni il numero totale delle vittime e’ circa 0.5-1 milione, fra le quali sono quasi tutti sacerdoti e monaci che servivano nelle parrocchie e monasteri della Russia prima della rivoluzione, e comprendono anche quelli ordinati e tonsurati dal 1917 al 1950.

Ecco alcune tappe delle persecuzioni:

1918-1920 –saccheggio sistematico dei templi; 20.01.1918 – emanazione del decreto sulla divisione della Chiesa dallo Stato: sono confiscate le terre, gli edifici ed i templi; 1919-20 – profanazione delle reliquie e novemila fucilazioni. Quasi tutti gli arrestati venivano fucilati; 1922-23 – confisca dei beni della Chiesa; 1922 – lettera segreta di Lenin a Trotskij con l’ordine di stare alla testa delle persecuzioni anticristiane; 09.05.1922 – processo del Santo Patriarca Tickon; 1922 – fucilazione del Santo metropolita di Pietrogrado Veniamin (Bengiamino Kasanskij); 10 mila repressi, 2 mila fucilati; 1922-25 – il KGB fa propagare "obnovlencestvo" (la Chiesa nuova o viva) per demolire la Chiesa dall’interno, ma fallisce; 1926-28 – pressione sistematica del KGB sui successori del S Patriarca Tickon dopo il fiasco della "obnovlencestvo"; 1929 – 50 mila arrestati, 5 mila giustiziati; 1932-36 – "i cinque anni atei"; 1937-38 – prova per lo sterminio di tutti i credenti: 200 mila repressi, 100 mila giustiziati; 1939-40 – circa 2 mila giustiziati per anno; 1941-42 – circa 3700 giustiziati per anno; 1943-46 – una relativa quiete a causa del conflitto mondiale; 1947-50 – crescita delle persecuzioni.

1917-19 – sterminio della nobilta’ e del corpo degli ufficiali dell’esercito imperiale; 1929-32 – sterminio dei contadini proprietari; 1937-38 – sterminio dell’intellighenzia.

Il genocidio del popolo Russo fu in primo luogo genocidio dell’Ortodossia.

Per ora sappiamo dei novemila martiri e confessori Russi. Questi possono esere pochi o molti. Ricordiamoci che il numero dei Santi venerati perche’ fatti conoscere da Dio nella Chiesa Ortodossa Russa e’ di 2500 fra i quali vi sono 450 russi. Se pero’ tutti i martiri e confessori del secolo XX sarano canonizzati e ne verra’ fissata la venerazione nel calendario, la Chiesa Ortodossa Russa diventera’ la Chiesa dei martiri Russi!

Negli anni 60-90 (fino al 91 quando il regime sovietico crollo’ definitivamente) c’erano continuamente dei tentativi da parte del KGB e del Governo di fare crollare la Chiesa Russa. Tra l’altro fu proibita in questo periodo l’ordinazione di nuovi vescovi. L’ordinazione dei sacerdoti e diaconi invece fu sotto il controllo dello Stato. L’ingresso nelle scuole spirituali fu limitato, quasi impossibile per quelli che gia’ avevano l’istruzione superiore. Il metropolita Nicodemo (Rotov) fu espulso dall’Istituto quando lui ricevette la tonsura avendo 18 anni. Quando lui divenne metropolita di San Pietroburgo salvo’ il seminario dalla chiusura invitandovi gli studenti Africani (c’erano allora rapporti molto stretti fra l’Unione Sovietica e l’Africa in generale); e ordinando dei vescovi per le missioni ortodosse all’estero, richiamandoli in seguito per occupare le diocesi nella Russia, aiuto’ a salvare l’episcopato. (Bisogna dire che il Governo non voleva impedire l’ordinazioni dei vescovi per le missioni perche’ voleva mostrare a tutto il mondo che la Chiesa nella Russia non era perseguitata). Cosi’ l’eta’ media dei vescovi discese da 75-80 a 50 anni.

In queste condizioni difficili la Chiesa Russa conservo’ la vera fede, la tradizione liturgica e dogmatica nonostante lo stretto controllo da parte di KGB.

II. OGGI.

Oggi alcuni credenti (anche russi) "oltre frontiera" accusano la Chiesa Russa di aver avuto rapporti con il KGB avendo poca conoscenza della situazione in cui si trovava la Chiesa. Essendo lontani dalle fauci di KGB e’ per loro facile accusare gli altri, invece sarebbero potuti tornare in Russia per mostrare un glorioso esempio di "CONFESSIONE" (il fatto e’ che la Chiesa Russa fu sull’orlo dell’abisso, in pericolo di morte o piuttosto di estinzione violenta).

Cosi’ per esempio, il rinomato vescovo (in futuro metropolita) Veniamin (Bengiamino Fedcenkoff) torno’ nella Russia durante la crescita delle persecuzioni nel 1947. Bisogna dire che lui quando era ancora in America, prima di accusare il metropolita Sergio (Stragorodskij) per la sua dichiarazione (ad oggi accusato ancora dalla maggior parte dei "oltre frontiera") aveva servito a 40 Liturgie con l’intento di "chiarire la mente e per riprendere le forze". E ogni giorno rifletteva sulla dichiarazione e cercava la risposta nella preghiera.

Fini’ col decidere di firmare la dichiarazione del metropolita Sergio perche’ capi’ che questa era l’unica via della Chiesa Russa per sopravvivere. Ora occorre tener presente che, come dice Antonio metropolita di Surozh, questa dichiarazione viene citata con delle falsificazioni. Ad esempio c’e’ scritto: "le gioie della nostra PATRIA (non del nostro GOVERNO! come si cita normalmente) sono le nostre gioie..." e cosi’ via. Con queste accuse si afferma che Sergio abbia "tradito la Chiesa Russa".

Non prolunghiamo queste giustificazioni inutili. Si potrebbero aumentarle senza fine e anche raccontare di molti veri "confessori". Un esempio e’ l’arcivescovo Luca’ (Vojno-Jasenetskij), canonizzato poco tempo fa; della lettera di ben conosciuto anziano e archimandrita Sofronio (Sakharoff) inviata all’archimandrita di Pskovo-Pecerskij monastero a proposito della Chiesa Russa (infatti difendeva la Chiesa Russa non essendo lui stesso sotto giurisdizione del Patriarcato di Mosca). Ma chi non vuole ascoltare, vedere e credere restera’ sordo.

Citiamo invece alcuni passi della lettera di un laico della Chiesa Ortodossa Russa oltre frontiera (=COROF) Michael Feodorov a tutti i membri di questa Chiesa (scritta in inglese, la traduzione in russo e’ stata pubblicata in Radonezh N 7-8, 2000).

Lui infatti propone di riflettere sui seguenti punti:

1. "Se alcuni gierarchi della COR sono "indegni" perche’ allora noi riceviamo i loro chierici nella stessa dignita’?

2. Se alcuni gerarchi della COR sono indegni allora perche’ l’icona miracolosa di imperatore Nicola II che grondava dell’olio profumato fu esposta nelle chiese della giurisdizione della COR e non della COROF? E perchč il fuoco santo discese nel santuario del monastero dell’icona di Madre-di-Dio detta Iverskaja (monastero della COR) e non in un santuario di COROF?

3. Se alcuni gerarchi della COR sono indegni, allora perche’ il nostro Signore concesse la ritrovazione delle reliquie di San Serafino di Sarov nel 1991 (secondo la predizione di San Serafino stesso) da quei gierarchi "indegni" e non ha aspettato che lo ritrovassero i gerarchi "degni"?

4. Noi riteniamo che alcuni chierici della COR possono esser nominati "degni" (come ad esempio Giovanni metropolita di San Pietroburgo, padre Dimitrij Dudko e archimandrita Giovanni (Krestjankin) del Pskovo-Pecerskij monastero detto delle Grotte), ma nessuno fra di loro ha chiesto di essere sotto la nostra giurisdizione. E poi non fu il Patriarca Alessio II ad aver intronizzato il "degno" metropolita Giovanni?

5. Diciamo che i gierarchi della COR partecipano al movimento ecumenico, ma quanti sanno che la stessa gierarchia abbasso’ lo status della COR nel Concilio Mondiale delle Chiese del 1999 da "membro" a "osservatore"?

6. E l’ultimo punto. Il Signore secondo la Sua grande misericordia ci ha dato l’icona di Madre-di-Dio detta Iverskaja che grondava l’olio profumato. Dopo assasinio atroce del custode di questa icona Giuseppe Munjes questa icona fu portata via da noi. Ma perche’? Noi cristiani sappiamo che non c’e niente di accidentale.

Per tutto cio’ dobbiamo capire che quando noi accusiamo i gierarchi della COR, accusiamo tutta la Chiesa Russa che e’ piena di manifestazioni della Grazia. Dobbiamo domandarci se vogliamo veramente ricevere i nostri fratelli. Guardiamo a noi stessi come "sale buono" ma riceviamo ugualmente nel cuore tutto il significato delle parole seguenti del versetto? "Il sale e’ buono, ma, se il sale diviene insipido, con che lo salerete? Abbiate del sale in voi stessi, e state in pace gli uni con gli altri" (Mar. 9:50-51)".

III. DOMANI. Non sappiamo cosa succedera’ domani, ma crediamo nell’unirci con i nostri fratelli russi "oltre frontiera": "da questo conosceranno tutti che voi siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri" (Giov. 13:35).

Chi volesse rispondere scrivi al mio indirizzo:

cyriliv@mail.ru

Questo articolo e' pubblicato in SETTEGIORNI

Sfogliare le pagine

Home page
Compendio di fede Ortodossa
Le preghiere Ortodosse
LA DIVINA LITURGIA
SANTI RUSSI (pagina storico-iconografica)
Andrej Rubliov:(pagina storico-iconografica a cura di Galarico il Barbaro)
La Cecenia e la Chiesa Ortodossa: i nuovi martiri per Cristo
Collegamenti: altri siti Ortodossi
Cattolicesimo e Ortodossia 1: qualche punto da pensare: Santo Fuoco; Tu sei Pietro
Cattolicesimo e Ortodossia 2: E' possibile la riunificazione?
Cattolicesimo e Ortodossia 3: A proposito del dialogo
Cattolicesimo e Ortodossia 4: le riflessioni dei cattolici sull'Ortodossia
Sign My Guestbook View My Guestbook