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Nel 1865 nel villaggio Ceremushki della regione di Jaroslavl, nella famiglia dei contadini Muravjov venne alla luce il figlio Basile (Vasilij). 10 anni dopo mori’ il padre ed il ragazzo divenne il capo famiglia.
Il desiderio del ragazzo era la vita monastica. Quando arrivo’ a San Pietroburgo, in cerca di lavoro, visito’ l’anziano Barnaba della Laura di Alessandro Nevskij al quale chiese di entrare in monastero. L’anziano invece gli rispose: "Resta per ora nel mondo, sposati, alleva i figli e poi abbraccia la vita monastica assieme a tua moglie." Basile fece come gliel’aveva detto lo starez. Si sposo’ e visse con la moglie per trent’anni. Nel mondo faceva il commerciante, aveva una pellicceria e divenne molto ricco. Aiutava i poveri, donava i suoi soldi per la costruzione di chiese e monasteri. Dovette sospendere l’attivita’ a seguito della rivoluzione del 1917. Da allora gli sposi Muravjov si prepararono per la vita monastica.
La moglie di Basile ricevette la tonsura due anni dopo nel convento della Resurrezione (Novodevicij) a Pietroburgo. Basile ricevette la tonsura nel 1920 nella Laura con nome Barnaba. Nel 1927 ricevette lo schima (una specie di seconda tonsura con i voti piu’ duri) con nome Serafino in onore di San Serafino di Sarov.
Ieroschimonaco Serafino divento’ confessore della Laura. Negli anni delle tentazioni e dell’apostasia aiutava a tutti a lottare contro l’odio nelle anime, confessava piu’ di 8 ore al giorno. Nel 1930 lascio’ la Laura e ando’ a Vyritsa, un sobborgo di Pietroburgo (diventata Leningrado). A Vyritsa, nonostante la sua malattia, riceveva centinaia di visitatori che cercavano il suo aiuto, la sua preghiera ed un suo consiglio. Aiutava tutti. I bolscevichi perquisivano spesso la sua casa. Ma il suo amore rabboniva anche i cuori dei cechisti durante le perquisizioni. Una volta lui prese la mano del cechista che perquisiva la casa, la accarezzo’, poso’ la sua mano destra sul capo dell’uomo e disse: "Che i tuoi peccati siano assolti, servo di Dio". Il volto del cechista si illumino’ mentre questi parlava a lungo tempo con lui come con un amico.
Quando inizio’ la seconda Guerra mondiale, padre Serafino, benche’ molto malato digiunava e pregava giorno e notte sulla nuda pietra del giardino come San Serafino di Sarov. Con le lacrime supplicava Iddio di salvare la Russia e tutto il mondo dai nemici visibili e invisibili. A quel tempo aveva 76 anni e quasi non poteva camminare da solo e fu condotto vicino alla pietra tenendolo per mano.
I cittadini di Leningrado andavano da padre Serafino per conoscere il destino dei loro cari al fronte. Una donna fu consolata dallo starez cosi’: "Aspetta tuo marito. L’annunzio di morte e’ sbagliato". In verita’, il marito ritorno’ a casa. Per le preghiere di Serafino nessuna casa a Vyritsa fu distrutta come lui prediceva. Lo rispettavano anche i fascisti e lo interrogavano a proposito della fine della guerra. Rispondeva loro: "Siete forti, ma sarete vinti".
Dopo la guerra la sua salute peggioro’. Non poteva alzarsi dal letto. Prima della morte fu visitato dalla Madre di Dio.
Mori’ il 3 aprile del 1949. Quel giorno si recarono a salutarlo i pellegrini cosi’ numerosi che ci volle il treno speciale da Leningrado.
Padre Serafino e’ stato canonizzato nell’agosto dell’anno 2000.
Santo padre Serafino di Vyritsa, prega Iddio per noi!
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