La pagina Ortodossa 3
La Santa Liturgia

Non sapevamo se eravamo in cielo o in terra, perche’ sicuramente non vi e’ tale splendore o bellezza in alcun punto della terra. Non possiamo descriverlo; sappiamo solamente che Dio dimora li’ tra gli uomini e che il loro culto e’ superiore a quello di tutti gli altri luoghi ... Nell'ultima parte del X secolo Vladimiro, principe di Kiev, invio’ emissari in vari centri cristiani per studiarne il culto. Queste furono le parole pronunciate quando gli inviati riferirono la loro esperienza alla celebrazione dell'Eucaristia nella Grande Chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli. La profonda impressione espressa dagli inviati russi e’ stata condivisa, attraverso i secoli, da molti che hanno testimoniato per la prima volta la bellissima e ispirata Divina Liturgia della Chiesa ortodossa. La Santa Eucaristia e’ la piu’ antica esperienza del culto cristiano, nonche’ la piu’ caratteristica. In un senso particolare la parola descrive la forma piu’ importante dell'atteggiamento della Chiesa nei confronti di tutta la vita. L'Eucaristia e’ stata istituita da Cristo nell'Ultima Cena, durante la quale raccomando’ ai Suoi discepoli di offrire pane e vino in Sua memoria. L'Eucaristia e’ l'evento piu’ tipico del culto ortodosso perche’ in essa la Chiesa si raduna per ricordare e celebrare la vita, la morte e la resurrezione di Cristo e, quindi, partecipare al mistero della salvezza. Come gia’ detto, nella Chiesa ortodossa l'Eucaristia e’ chiamata anche Divina Liturgia. La parola liturgia significa opera comune e quindi ne sottolinea il carattere comunitario. Quando un fedele ortodosso partecipa alla Divina Liturgia non e’ una persona isolata che va solamente per ascoltare un'omelia, piuttosto va come membro della comunita’ di fede, che partecipa allo scopo stesso della Chiesa, che e’ il culto della Santa Trinita’. Percio’ l'Eucaristia e’ veramente il centro della vita della Chiesa e il principale mezzo di crescita spirituale, sia per il singolo cristiano che per la Chiesa nel suo insieme. Non solo l'Eucaristia incarna ed esprime la fede cristiana in modo unico, ma anche accresce e approfondisce la nostra fede nella Trinita’. Questo sacramento-mistero e’ l'esperienza verso cui tutte le altre attivita’ della Chiesa sono dirette e da cui esse ricevono il loro orientamento. L'Eucaristia, il principale sacramento-mistero della Chiesa ortodossa e’ un'esperienza di comunione con il Dio vivente, in cui preghiera, canto, gestualita’, creazione materiale, arte e architettura sono in piena armonia. L'Eucaristia e’ una celebrazione di fede che tocca non solo la mente, ma anche le emozioni ed i sentimenti. Attraverso i secoli i cristiani hanno visto nell'Eucaristia molte dimensioni del mistero della Chiesa. Le varie definizioni con cui fu descritto il rito testimoniano la ricchezza del suo significato; essa e’ stata conosciuta come la Santa Offerta, il Santo Mistero, la Cena Mistica e la Santa Comunione. La Chiesa ortodossa riconosce i molti aspetti dell'Eucaristia e saggiamente rifiuta di esaltare un elemento a danno degli altri. Cosi’ facendo, l'Ortodossia ha evitato di ridurre l'Eucaristia ad una semplice commemorazione dell'Ultima Cena. Secondo gli insegnamenti sia della Scrittura che della Tradizione, la Chiesa ortodossa crede che Cristo sia realmente presente con il Suo popolo nella celebrazione della Santa Eucaristia. I doni eucaristici del pane e del vino divengono per noi il Suo corpo ed il Suo sangue. Noi affermiamo che questi santi Doni sono trasfigurati nei primi frutti della Nuova Creazione in cui alla fine Dio sara’ tutto in tutti..

Tre liturgie

Come e’ celebrata oggi, la Divina Liturgia e’ frutto di uno sviluppo storico. Il nucleo fondamentale della liturgia risale alla chiesa primitiva. Attraverso i secoli sono stati aggiunti inni, preghiere e gestualita’. La liturgia ha raggiunto una struttura base nel IX secolo.

Vi sono tre forme dell'Eucaristia attualmente in uso nella Chiesa ortodossa:

1. La Liturgia di San Giovanni Crisostomo, che e’ la piu’ frequentemente celebrata. 2. La Liturgia di San Basilio il Grande, celebrata solo dieci volte all'anno. 3. La Liturgia di San Giacomo, celebrata soltanto il 23 ottobre, nella festa del Santo.

Sebbene questi santi non abbiano composto le intere liturgie che recano i propri nomi, e’ probabile che essi siano gli autori di molte delle loro preghiere. La struttura e gli elementi basilari delle tre liturgie sono simili, benche’ si diversificano per certi inni e preghiere. In aggiunta a queste liturgie, vi e’ la Liturgia dei Doni Presantificati. Non e’ propriamente una liturgia eucaristica, ma piuttosto una funzione vespertina seguita dalla distribuzione della Santa Comunione conservata dalla domenica precedente, che viene celebrata nelle mattine o nelle sere infrasettimanali durante la Quaresima e il lunedi’, martedi’ e mercoledi’ della Settimana Santa, quando la piena Eucaristia non e’ permessa per il suo carattere resurrezionale. La Divina Liturgia e’ celebrata solo una volta al giorno per sottolineare e mantenere l'unita’ dell'assemblea locale, ed e’ sempre la funzione principale della domenica e dei giorni festivi, puo’ pero’ essere celebrata anche in altri giorni della settimana. La Divina Liturgia non puo’ essere celebrata privatamente dal sacerdote senza un'assemblea. Di solito e’ celebrata la mattina ma, con la benedizione episcopale, puo’ anche essere celebrata la sera, dopo i Vespri, alla vigilia delle maggiori feste.

Parti della liturgia

La Divina Liturgia puo’ essere divisa in due parti principali: la Liturgia dei catecumeni e la Liturgia dei fedeli, precedute dalla funzione della preparazione dei Santi Doni. Nonostante le diverse interpretazioni simboliche della Divina Liturgia, il senso fondamentale si trova nelle parti e nelle preghiere.

La funzione della preparazione dei Santi Doni

Prima dell'inizio della liturgia il sacerdote si prepara con la preghiera e poi indossa i paramenti. Questi esprimono il suo ministero sacerdotale, nonche’ la sua carica. Poi il sacerdote si reca alla Tavola di preparazione dei Santi Doni (Protesi), che si trova nel santuario, a sinistra dell'altare. Li’ prepara l'offerta del pane e del vino per la Liturgia. Normalmente il pane lievitato e il vino, dai quali l'offerta e’ presa, sono preparati dai membri della comunita’. Gli elementi sono presentati al sacerdote prima della funzione, insieme con i nomi di quelle persone, vive e morte, che debbono essere ricordate durante la Divina Liturgia. L'offerta rappresenta simbolicamente l'intera Chiesa radunata intorno a Cristo, l'Agnello di Dio.

La liturgia dei catecumeni

La Divina Liturgia inizia con la solenne dichiarazione: Benedetto sia il regno del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, ora e sempre. Con queste parole si ricorda che nella Divina Liturgia la Chiesa diventa una manifestazione reale del Regno di Dio sulla terra. Poiche’ la prima parte della liturgia fu destinata in origine ai catecumeni, ha un carattere catechetico. L'Eucaristia ha anche elementi comuni con altre funzioni. Ci raduniamo come cristiani che condividono la fede nella Santa Trinita’, cantiamo e preghiamo come popolo unito in Cristo, non legato al tempo, allo spazio od a barriere sociali. La Piccola Entrata e’ l'atto centrale della prima parte della liturgia. Si svolge una processione in cui il sacerdote porta il Libro dei Vangeli dal santuario alla navata. La processione ha lo scopo di attirare la nostra attenzione verso la Santa Scrittura e verso la presenza di Cristo nel Vangelo. L'Entrata conduce all'ascolto dell'Epistola, del Vangelo e dell'omelia.

La liturgia dei fedeli

Nella Chiesa primitiva solamente coloro che erano battezzati e non in uno stato di peccato potevano rimanere e partecipare a questa solenne parte della liturgia. Con la Grande Entrata, che ne segna l'inizio, l'offerta del pane e del vino e’ portata dal sacerdote dalla Tavola di Preparazione (Protesi), attraverso la navata, all'altare. Prima che l'offerta possa procedere, tuttavia, siamo chiamati ad amarci gli uni gli altri affinche’, in unita’ di spirito, possiamo confessare la nostra fede. Nella Chiesa primitiva il bacio di pace era scambiato a questo punto. Dopo il simbolico bacio di pace ci uniamo nel professare la nostra fede con le parole del Credo. Soltanto ora possiamo offrire nel dovuto modo i nostri doni del pane e del vino al Padre, come Gesu’ Cristo nostro Signore ci raccomando’ di fare in memoria Sua. Quest'offerta e’ di grande gioia; con essa ricordiamo le potenti azioni di Dio, da cui ci viene il dono della salvezza, e specialmente la vita, la morte e la resurrezione di Cristo. Invochiamo lo Spirito Santo su di noi e sulla nostra offerta, chiedendo al Padre che diventino per noi il Corpo e il Sangue di Cristo. Attraverso il nostro ringraziamento e il nostro ricordo lo Spirito Santo rivela la presenza di Cristo Risorto in mezzo a noi. Il sacerdote viene dall'altare con i Santi Doni, invitando l'assemblea ad avvicinarsi con timore di Dio, con fede ed amore. La partecipazione ai Doni eucaristici non solo esprime la nostra comunione gli uni con gli altri, ma anche la nostra unita’ con il Padre nel Suo Regno. I fedeli si avvicinano ai Sacri Doni e ricevono il pane e il vino eucaristici dal calice comune. Poiche’ la Santa Comunione e’ un'espressione della nostra fede, ricevere i Sacri Doni e’ permesso solo a coloro che sono battezzati, cresimati e membri praticanti della Chiesa ortodossa.

La Liturgia termina con una preghiera di ringraziamento e la benedizione. L'assemblea quindi avanza verso il celebrante per ricevere una porzione del pane liturgico che non e’ stato utilizzato per l'offerta (antidoro).


La Chiesa

La vita della Chiesa ortodossa perpetua e realizza il ministero di Gesu’ Cristo. La stretta associazione tra Cristo e la Sua Chiesa e’ riflessa nelle immagini neo-testamentarie secondo cui Cristo e’ il capo e la Chiesa e’ il Suo corpo; Cristo e’ lo sposo e la Chiesa e’ la Sua sposa. Esse esprimono la realta’ che la Chiesa non esiste indipendentemente da Cristo.

Il Signore e Salvatore Gesu’ Cristo che fu conosciuto, amato e seguito dai primi discepoli in Galilea quasi duemila anni fa, e’ lo stesso Signore e Salvatore che e’ conosciuto, amato e seguito dalla Sua Chiesa nei secoli passati e nel presente.

Come Cristo ha rivelato la Santa Trinita’, cosi’ la Sua Chiesa continua a rivelare la Santa Trinita’ e a lodare Dio nel suo culto. Come Cristo ha riconciliato l'umanita’ con il Padre, cosi’ la Sua Chiesa continua ad essere il mezzo di riconciliazione tramite la parola e l'azione nel mondo.

Come Cristo ha indicato la vocazione dell'autentica vita umana, cosi’ la Sua Chiesa continua ad essere l'ambito attraverso cui l'immagine e la somiglianza di Dio in ognuno di noi viene portata alla perfezione. Il cristiano ortodosso e’ unito a Cristo nel battesimo ed e’ nutrito da Cristo in ogni Eucaristia. L'Ortodossia crede che lo Spirito Santo agisca in e attraverso la Chiesa per rendere presente Cristo nostro Signore e portare la Sua opera a compimento.

La Chiesa ortodossa ha sempre evitato ogni tentazione di sminuire la sua visione della Chiesa. Le immagini bibliche della Chiesa come corpo di Cristo e tempio dello Spirito Santo indicano che essa realmente deve essere riconosciuta come assai piu’ di un' istituzione tra le altre, assai piu’ di un'organizzazione con finalita’ puramente etiche o caritative. Certamente la Chiesa ha i suoi aspetti istituzionali ed e’ sempre soggetta ai peccati ed ai limiti dei suoi membri. Tuttavia, l'Ortodossia crede che in aggiunta al suo ovvio lato umano, la Chiesa abbia anche una dimensione divina. La parola greca per chiesa, ekklesia, significa una comunita’ chiamata e radunata da Dio per uno scopo specifico. Questo significa che la Chiesa puo’ ritenersi l'unico luogo d'incontro tra Dio ed il Suo popolo.

Esperienza personale

La fede ortodossa non puo’ essere pienamente apprezzata o percepita da chi sta al di fuori della Chiesa ortodossa. Essa puo’ sembrare erroneamente una tra le altre Chiese cristiane con una visione del mondo tra tante altre, una Chiesa fastosamente rituale. E' solo dal suo interno che si ha la possibilita’ di viverla come rivelazione della vita divina.

Si e’ cercato di introdurre il lettore a certe dimensioni fondamentali della cristianita’ ortodossa. La nostra specifica sollecitudine e’ stata per coloro che non fanno parte della Chiesa ortodossa, ma che desiderano approfondire la loro valutazione della sua fede, del suo culto e delle sue tradizioni. Certo uno studio attento e’ prezioso e importante. Tuttavia, i tesori dell'Ortodossia non sono pienamente apprezzabili solo attraverso lo studio, ma con un'esperienza personale; anzi, con la partecipazione all'intera vita della Chiesa. E' solo dall'interno della Chiesa che la sua storia puo’ essere conosciuta come la storia del popolo di Dio, la sua fede puo’ essere un'espressione di verita’ e una guida alla bonta’, ed il suo culto puo’ essere un intimo incontro con Dio, che porta al compimento umano in Cristo.

Il messaggio dell'Ortodossia e’ essenzialmente quello scritto dall'apostolo Giovanni: quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perche’ anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione e’ col Padre e col Figlio suo Gesu’ Cristo. Queste cose vi scriviamo, perche’ la nostra gioia sia perfetta (1 Gv 1,3).

L'Ortodossia in occidente

La Chiesa ortodossa ha una vocazione universale. Essa non limita la qualita’ di membro a uomini di una specifica cultura, razza, classe o regione del mondo. Anzi, l'Ortodossia tiene in alta considerazione la diversita’ di culture, popoli e lingue nel cui contesto si dispiega la sua vita. Proclama un'unita’ di fede e amore in Cristo, che trascende tutti i confini artificiali di carattere storico-politico. In diverse parti del mondo occidentale la Chiesa ortodossa non e’ piu’ considerata una Chiesa d'immigrazione, anzi e’ stata riconosciuta una delle maggiori Chiese. Comprende persone provenienti dai piu’ vari ambienti etnici e culturali, la cui stragrande maggioranza e’ autoctona. Tra i milioni ormai di ortodossi nel mondo occidentale vi e’ anche un notevole numero di persone provenienti da altre tradizioni cristiane.

Remissione a Cristo

L'ultima remissione del cristiano ortodosso e’ un affidamento a Cristo nostro Signore che e’ conosciuto in e attraverso la Chiesa. Questo viene espresso dalle litanie della Chiesa che ci invitano ad affidare noi stessi e gli uni gli altri, e tutta la nostra vita a Cristo Dio. E, prima di ricevere la Santa Comunione, affermiamo: O Maestro che ami il genere umano, a Te affidiamo tutta la nostra vita e la nostra speranza.

Ciascuno di noi e’ unico e benedetto dallo Spirito Santo con diversi doni e vocazioni nella vita, percio’ il nostro personale affidamento a Cristo sara’ espresso in modo diverso. Tuttavia, l'Ortodossia crede fermamente che tale affidamento sara’ sempre fondato su un'adorazione di Dio e un amore verso il prossimo. Come il culto e’ centrale per la Chiesa nel suo insieme, cosi’ pure il culto, la preghiera personale e soprattutto la partecipazione alla Divina Eucaristia sono centrali nella vita del singolo cristiano ortodosso. Attraverso queste azioni ci avviciniamo a Dio e siamo benedetti con i frutti dello Spirito che ci rendono capaci di sviluppare un servizio d'amore e di responsabilita’ verso gli altri nel nome di Cristo. L'Ortodossia evita ogni tendenza che cerchi di separare l'amore di Dio dall'amore per il prossimo. I due sono inseparabili. Questa convinzione e’ espressa nella Divina Liturgia, nel dialogo tra il sacerdote e l'assemblea in cui si dice: Amiamoci gli uni gli altri, affinche’ in unita’ di spirito confessiamo ... il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, la Trinita’ consustanziale e indivisibile. Benche’ l'Ortodossia esalti grandemente il valore del culto, questo non significa affatto che essa sottovaluti l'importanza di una vita vissuta secondo il Vangelo. Percio’, come la Liturgia ci rammenta, solo coloro che vivono con fede e amore possono accostarsi alla Santa Comunione. La nostra partecipazione al corpo e sangue del Signore procura anche ad ognuno l'opportunita’ di essere cristofori, portatore di Cristo, nel mondo in cui viviamo.


Funzioni speciali e benedizioni

Al centro della vita della Chiesa si colloca la Santa Eucaristia, che e’ la principale celebrazione della nostra fede ed il mezzo con cui partecipiamo alla vera vita della Santa Trinita’. I sacramenti sono strettamente collegati all'Eucaristia e testimoniano la continua presenza di Cristo nella vita del Suo popolo.

Oltre all'Eucaristia ed agli altri sacramenti, la Chiesa ortodossa ha un numero di funzioni speciali e benedizioni, connesse con le varie necessita’ e gli eventi della vita umana. Nel celebrare queste funzioni e impartire queste benedizioni, la Chiesa rende costantemente testimonianza alla presenza e all'azione di Dio nella nostra vita. Il nostro Dio e’ un Dio che ci ama, ha cura di noi e ci e’ vicino. Le funzioni e le benedizioni liturgiche servono anche a rammentarci che tutto nella vita e’ importante, che i diversi momenti e doni della vita possono essere volti a Dio e ricevere la loro pienezza in Lui.

Le funzioni speciali, pur non essendo di solito annoverati tra i sacramenti, posseggono un evidente carattere sacramentale, nel senso che rivelano la presenza della Santa Trinita’. Molte di queste funzioni, come il funerale, la benedizione delle acque e l'ingresso nella vita monastica, per nominarne alcune, sono assai importanti per la vita della Chiesa.

Le varie benedizioni consistono in brevi cerimonie occasionali e non coinvolgono necessariamente l'intera comunita’ parrocchiale in modo diretto.

La Chiesa benedice persone, avvenimenti come i viaggi, oggetti come icone, chiese, fiori, campi, animali e cibi. Nel far cio’ la Chiesa non esprime solo la nostra riconoscenza, ma afferma anche che nessun dono, evento o umana responsabilita’ sono staccati o separati da Dio. Per il cristiano ortodosso tutte le cose buone hanno Dio come loro origine e fine. Nulla e’ al di fuori dell'amore e della cura di Dio.

Funzione funebre

La morte di un cristiano non colpisce solo la famiglia, ma anche l'intera Chiesa, poiche’ siamo tutti parte del Corpo di Cristo. La funzione funebre ortodossa, che esprime cio’, non va vista principalmente come un'occasione per lodare, in modo sentimentale, le virtu’ di un individuo. Piuttosto, le varie preghiere e inni sottolineano la dura realta’ della morte, come pure la vittoriosa resurrezione di Cristo attraverso cui il potere della morte viene vinto. La funzione funebre conforta chi e’ addolorato ed e’ anche il mezzo con cui la Chiesa prega per uno dei suoi membri morto nella fede di Cristo. L'Ortodossia considera la fine dell'esistenza fisica solo come la conclusione di uno stadio di vita. L'amore di Dio e’ piu’ forte della morte e la resurrezione di Cristo rende testimonianza a questo potere.

Il funerale ortodosso consiste in tre funzioni. Innanzittuto vi e’ una funzione di veglia dopo la morte, detta Trisagio. La Chiesa prega Cristo di far riposare con i Santi l'anima del Suo servo, dove non vi e’ alcun dolore, afflizione, ne’ gemiti, ma vita eterna. Mentre la Chiesa prega per l'anima del defunto, grande rispetto e’ attribuito al corpo. L'Ortodossia crede che il corpo del cristiano sia sacro, dal momento che e’ il tempio dello Spirito Santo e partecipera’ al ristabilimento finale di tutto il creato. La funzione funebre viene proseguita in chiesa, dove il corpo e’ portato nel giorno della sepoltura e dove normalmente viene celebrata la Divina Liturgia. Dopo la cerimonia funebre l'assemblea da’ il suo addio al defunto. La funzione del Trisagio viene ripetuta sulla tomba.

Funzione di commemorazione

La morte cambia, ma non distrugge il legame di amore e di fede che esiste tra tutti i membri della Chiesa. L'Ortodossia crede che attraverso le nostre preghiere coloro che si sono addormentati nella fede e nella speranza della Resurrezione continuino ad avere l'opportunita’ di accostarsi a Dio. Percio’ la Chiesa prega costantemente per i suoi membri morti in Cristo. Noi riponiamo la nostra fiducia nell'amore di Dio e nel potere del reciproco amore e del perdono. Preghiamo che Dio perdoni i peccati del fedele scomparso e che lo accolga tra i Santi nel Regno celeste. La Chiesa ortodossa ricorda i defunti nelle preghiere di ogni Divina Liturgia. Vi e’ anche un'apposita funzione commemorativa in cui la Chiesa ricorda i morti. Secondo la tradizione, questa funzione commemorativa e’ celebrata nel terzo, nono e quarantesimo giorno dopo la morte, come pure nella ricorrenza annuale della morte. Oltre a tali scadenze, la funzione commemorativa e’ sempre celebrata per tutti i fedeli defunti nei quattro Sabati delle anime: i due sabati precedenti la Grande Quaresima, il primo sabato della Grande Quaresima ed il sabato prima della Pentecoste. Quando viene celebrata la funzione commemorativa e’ usanza che la famiglia del defunto porti in chiesa un piatto di grano bollito, che viene posto su una tavola al centro della navata per la funzione. Il grano, conosciuto come colliva, e’ un simbolo della resurrezione. Parlando della resurrezione, nostro Signore disse: Se il seme del grano non cade nella terra e muore, esso rimane unico; ma se muore porta maggior frutto (Gv 12, 24).

La Grande Benedizione delle Acque

L'Epifania, uno dei piu’ antichi ed importanti giorni festivi della Chiesa ortodossa, commemora la manifestazione della Santa Trinita’, che avvenne durante il battesimo di Cristo nel fiume Giordano. Riconoscendo un grande significato a questo evento, l'Ortodossia crede che il battesimo di Cristo non solo abbia segnato l'inizio del Suo ministero pubblico e rivelato la Trinita’, ma significhi anche che l'intera creazione e’ destinata a partecipare alla gloria della redenzione in Cristo. Mentre Cristo entro’ nel Giordano per essere battezzato, due eventi si verificarono:

Egli identifico’ Se stesso con il popolo che era venuto a salvare; e identifico’ Se stesso con l'intero creato, rappresentato dall'acqua.

Con il Suo battesimo il Signore Gesu’ Cristo rivelo’ il valore del creato e lo volse di nuovo verso il suo Creatore. La creazione e’ buona ed appartiene a Dio.

La Grande Benedizione delle Acque e’ celebrata alla vigilia e nel giorno stesso della festa dell'Epifania, subito dopo la Divina Liturgia. La benedizione non solo ricorda l'evento del battesimo di nostro Signore e la rivelazione della Santa Trinita’, ma esprime anche la credenza ortodossa che la creazione venga santificata attraverso Cristo. La benedizione afferma che l'umanita’ ed il creato, di cui facciamo parte, furono creati per essere colmati della presenza santificante di Dio. Dopo la solenne benedizione l'Acqua Santa e’ distribuita ai fedeli ed e’ usata per benedire le case durante il periodo dell'Epifania. Quando il fedele beve l'Acqua dell'Epifania, ricorda il proprio battesimo. Quando la Chiesa benedice una persona o un oggetto o un evento con l'acqua, si afferma che quei battezzati, i loro ambienti e le loro responsabilita’ sono santificati per mezzo di Cristo e portati nel Regno del Padre attraverso lo Spirito. Oltre alla Grande Benedizione delle Acque, vi e’ la Benedizione minore delle Acque, funzione che puo’ essere celebrata in qualunque momento. Di solito viene celebrata quando si benedice una casa, nel primo giorno del mese, all'inizio dell'anno scolastico e all'inizio di nuove opere.

La Benedizione del pane (Artoclasia)

La Benedizione dei cinque pani e’ una breve funzione di ringraziamento con cui esprimiamo la nostra gratitudine per tutte le benedizioni della vita. Olio, vino, grano e pani, usati nella funzione, vengono considerati gli elementi base piu’ necessari per la vita. La Benedizione ci ricorda il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci con cui Cristo nutri’ la moltitudine. Questa benedizione e’ abitualmente celebrata durante i Vespri o dopo la Divina Liturgia nei giorni festivi e in altre speciali occasioni. Dopo la cerimonia il pane e’ spezzato e distribuito all'assemblea.

L'Inno Acatisto

La Chiesa ortodossa adora solo Dio. Tuttavia, tributa venerazione a persone che sono state importanti strumenti di Dio nella storia della salvezza. Tra queste e’ Maria, la Teotoco (Genitrice di Dio). La Chiesa ortodossa onora grandemente Maria poiche’ fu scelta per dare la vita al Figlio di Dio. Come uno degli inni proclama: Cantando la lode alla tua maternita’, noi ti esaltiamo come un tempio spirituale, Teotoco. Poiche’ l'Uno che dimoro’ nel tuo grembo, il Signore che tiene tutte le cose nelle Sue mani, ti ha santificata, ti ha glorificata ed ha insegnato a tutti a cantarti ... La piu’ bella e poetica funzione della Chiesa ortodossa in onore di Maria e’ l'Inno Acatisto. La parola acatisto significa senza sedersi. L'assemblea sta in piedi durante tutta la cerimonia per rispetto a Maria ed al suo ruolo unico nella storia della nostra salvezza in Cristo. L'Inno Acatisto e’ cantato in quattro parti durante i primi quattro venerdi’ della Grande Quaresima. Nel quinto venerdi’ si canta l'intero inno.

La funzione di Supplica (Paraclesi)

La funzione della Supplica, anche conosciuta come Paraclesi, e’ celebrata specialmente nei momenti di malattia, tentazione o scoraggiamento. Le varie preghiere chiedono al Signore guida, forza personale e guarigione. Molti degli inni e preghiere sono diretti a Maria, la Teotoco, a cui si chiede assistenza. L'Ortodossia afferma che ognuno di noi e’ unito a Maria, ai Santi ed ai fedeli defunti con un legame di fede e di amore in Cristo. Percio’, proprio come in questa vita possiamo rivolgerci l'un l'altro per una preghiera, la Chiesa crede che possiamo anche rivolgerci a Maria, l'essere umano piu’ vicino a Dio, e chiederle di pregare Dio per noi. Questa convinzione e’ espressa nell'inno che dice: O protettrice sicura dei cristiani, sempre presente per intercedere per loro dinnanzi al Creatore, non disprezzare le richieste di noi peccatori che siamo ricorsi a te, ma, nella tua bonta’, estendi il tuo aiuto a noi che ci rivolgiamo a te con fiducia. Affrettati, o Teotoco, ad intercedere per noi. O tu che hai sempre protetto coloro che ti onorano. Vi sono due forme della funzione di Supplica: la maggiore e la minore. E' la funzione minore di Supplica la piu’ breve e la piu’ frequentemente celebrata. Entrambe le forme di funzione vengono celebrate durante i primi quattordici giorni di agosto, che precedono la festa della Dormizione della Teotoco, celebrata il 15 agosto.


Insegnamenti

La Chiesa ortodossa ha mantenuto attraverso i secoli una continuita’ di fede e di amore con la comunita’ apostolica fondata da Cristo e sostenuta dallo Spirito Santo. L'Ortodossia crede di aver sempre, fin dai tempi degli apostoli, preservato ed insegnato la vera fede cristiana, senza errori od alterazioni; e’ convinta anche che nulla nella sua dottrina sia contrario alla Verita’, ne’ tantomeno ostacoli la reale unione con Dio. L'atemporalita’ che spesso caratterizza la ritualita’ della cristianita’ orientale altro non e’ che espressione del suo desiderio di restare fedele all'originaria fede cristiana. Per l'Ortodossia la fede cristiana e la Chiesa sono inseparabili. E' impossibile conoscere Cristo e partecipare alla vita della Santa Trinita’ al di fuori della Chiesa. E' nella Chiesa che la fede cristiana viene proclamata e mantenuta; e’ attraverso la Chiesa che il credente viene nutrito nella fede.

Rivelazione

Per l'Ortodossia Dio e’ la sorgente della fede. Dio si e’ rivelato a noi, nella persona di Gesu’ Cristo, il Suo Figlio. Questa rivelazione di Dio, il Suo amore e il Suo proposito sono costantemente resi manifesti ed attuali nella vita della Chiesa con la potenza dello Spirito Santo.

La fede ortodossa non prende l'avvio da speculazioni religiose, ne’ dalle cosiddette prove dell'esistenza di Dio, ne’ da una ricerca umana del divino. L'origine della fede cristiana ortodossa e’ l'auto-manifestazione di Dio. Ogni giorno la preghiera mattutina della Chiesa afferma e ci rammenta questo dichiarando: Il Signore e’ Dio ed e’ apparso a noi.

Sebbene Dio, nella Sua essenza, sia per noi sconosciuto ed inaccessibile, Egli si e’ manifestato e si manifesta continuamente a noi; e la Chiesa lo sperimenta come Padre, Figlio e Spirito Santo. La dottrina della Santa Trinita’, centrale per la fede ortodossa, non e’ il risultato di speculazioni, ma la straripante esperienza di Dio. Vi e’ un solo Dio in tre Persone distinte. L'incontro con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo e’ un'esperienza di contatto reale con Dio. L'Ortodossia crede che, pur essendo la Santa Trinita’ un mistero che supera la ragione umana, sia veramente possibile al credente partecipare alla Trinita’ attraverso la Chiesa, soprattutto per mezzo della celebrazione dell'Eucaristia, degli altri sacramenti e funzioni sacre.

Incarnazione di Gesu’ Cristo

Insieme al mistero della Santa Trinita’, il mistero dell'Incarnazione occupa un posto centrale nella fede e nell'insegnamento della Chiesa ortodossa. Gesu’ Cristo, lungi da essere un semplice pio uomo o un grande maestro di morale, e’ il Figlio di Dio fatto uomo per salvare gli uomini. In Lui la divinita’ si e’ unita all'umanita’ senza che una delle due realta’, divina o umana, si annulli. Gesu’ Cristo e’ veramente Dio e partecipa della medesima realta’ del Padre e dello Spirito. Nel contempo, Egli e’ realmente uomo e partecipa con noi a tutto cio’ che e’ umano. La Chiesa crede che Gesu’ Cristo, unico Dio-uomo, abbia ristabilito l'umanita’ nella comunione con Dio

manifestando la Santa Trinita’, insegnando il significato dell'autentica vita umana, e sconfiggendo i poteri del male e della morte attraverso la Sua resurrezione.

Cristo e’ la suprema espressione dell'amore di Dio Padre per il Suo popolo, reso presente in ogni tempo e in ogni luogo dallo Spirito Santo nella vita della Chiesa. I grandi Padri della Chiesa riassumono il ministero di Cristo nell'audace affermazione: Dio divenne cio’ che noi siamo, cosicche’ noi potessimo divenire cio’ che Egli e’.

Scritture

Le Sacre Scritture sono altamente considerate dalla Chiesa ortodossa. La loro importanza e’ espressa dal fatto che passi della Bibbia vengono letti in ogni funzione liturgica. La Chiesa ortodossa che si considera fedele custode e verace interprete delle Scritture, ritiene che i libri della Bibbia siano una preziosissima testimonianza della rivelazione di Dio. Il Vecchio Testamento, raccolta di quarantanove libri di vario stile letterario che descrive la rivelazione di Dio agli antichi Israeliti, e’ considerato una preparazione alla venuta di Cristo e deve essere letto alla luce della Sua rivelazione. Il Nuovo Testamento e’ incentrato sulla persona ed opera di Gesu’ Cristo e sull'effusione dello Spirito Santo nella Chiesa primitiva: i quattro Vangeli presentano la vita, l'insegnamento, la morte e resurrezione di Cristo; le ventuno Epistole e gli Atti degli Apostoli sono dedicati alla vita cristiana e allo sviluppo della Chiesa primitiva; il Libro della Rivelazione (Apocalisse) e’ un testo simbolico sul ritorno di Cristo. Il Nuovo Testamento, specialmente i Vangeli, e’ importantissimo per l'Ortodossia in quanto testimonianza scritta della compiuta rivelazione di Dio nell'Incarnazione del Figlio di Dio, nella Persona di Gesu’ Cristo. Tradizione

Benche’ la Bibbia sia custodita come una preziosa registrazione scritta della rivelazione di Dio, non contiene interamente tale rivelazione. La Bibbia e’ considerata un'espressione solo della rivelazione di Dio nella vita del Suo popolo. La Scrittura e’ parte del tesoro della fede conosciuto come Tradizione. Tradizione indica cio’ che e’ tramandato da una generazione all'altra. Oltre alla testimonianza della fede nella Scrittura, la fede cristiana ortodossa e’

celebrata nell'Eucaristia, insegnata dai Padri, glorificata dai Santi, espressa in preghiere, inni, e icone; difesa dai sette Concili Ecumenici; incorporata nel Credo di Nicea-Costantinopoli; manifestata nella sollecitudine sociale

e, con la potenza dello Spirito Santo, e’ vissuta in ogni parrocchia ortodossa locale. La vita della Santa Trinita’ e’ manifestata in ogni aspetto della vita della Chiesa. Infine, la Chiesa e’, nel suo insieme, custode dell'autentica fede cristiana che rende testimonianza a quella Rivelazione.

Concili e Credo

Come l'Ortodossia ha evitato ogni tendenza a limitare la visione della rivelazione di Dio ad un solo aspetto della sua vita, cosi’ ha evitato anche la definizione sistematica o estensiva della fede. L'Ortodossia afferma che la fede cristiana esprime e mira al misterioso rapporto di grazia tra Dio e l'umanita’. Dio divenne uomo nella persona di Gesu’ Cristo non per istituire una nuova filosofia o un nuovo codice di comportamento, ma anzitutto per donarci una nuova vita nella Santa Trinita’. Questa realta’, evidente nella Chiesa, non puo’ essere compresa dalla ragione umana, ne’ espressa dal linguaggio, da formule o definizioni. Il contenuto della fede non e’ opposto alla ragione, ma spesso va oltre i limiti della ragione, come molte importanti realta’ della vita. L'Ortodossia riconosce la suprema maesta’ di Dio, come pure le limitazioni della mente umana. Quindi la Chiesa accetta l'elemento del mistero nel suo approccio a Dio.

Solo quando le verita’ fondamentali della fede sono seriamente minacciate da falsi insegnamenti, la Chiesa agisce per definire dogmaticamente un articolo di fede. Per questa ragione le decisioni dei sette Concili ecumenici dell'antica Chiesa indivisa sono normative. I Concili ecumenici furono sinodi nei quali i vescovi di tutto il mondo cristiano si radunarono per definire la vera fede. Essi non crearono nuove dottrine, ma proclamarono, in un luogo e tempo particolare, cio’ che la Chiesa ha sempre creduto e insegnato. Il Credo di Nicea-Costantinopoli, formulato nei Concili di Nicea (325) e di Costantinopoli (381), fu da allora riconosciuto come l'espressione autorevole delle credenze fondamentali della Chiesa ortodossa. Il Credo e’ spesso detto anche Simbolo di fede, perche’ indica non una dichiarazione analitica, bensi’ suggerisce una realta’ superiore a se stesso cui rende testimonianza. Per tutte le generazioni il Credo e’ stato il criterio della fede autentica e la base dell'educazione cristiana. Il Credo e’ recitato durante il battesimo ed in ogni Divina Liturgia.


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