Una delle preghiere piu’ note della Chiesa ortodossa si rivolge allo Spirito di Dio, che e’ presente in ogni luogo e riempie ogni cosa. Questa profonda affermazione e’ fondamentale per la comprensione ortodossa di Dio e della Sua relazione con il mondo. Crediamo che Dio sia veramente vicino a noi. Benche’ non possa essere visto, Dio non e’ lontano dalla Sua creazione. Attraverso Cristo Risorto e lo Spirito Santo Dio e’ presente e attivo nelle nostre vite e nella creazione che ci circonda. Tutta la nostra vita e la creazione, di cui siamo una parte importante, indicano e rivelano Dio.
Vi sono esperienze speciali nella nostra vita comunitaria in quanto cristiani ortodossi, quando la percezione della presenza e dell'opera di Dio e’ esaltata e celebrata. Chiamiamo questi eventi della Chiesa sacramenti. Tradizionalmente i sacramenti sono conosciuti nella Chiesa ortodossa come misteri. Questa definizione sottolinea che in questi avvenimenti speciali della Chiesa Dio si manifesta attraverso le preghiere e le azioni del Suo popolo.
I sacramenti non solo ci manifestano e ci rivelano Dio, ma servono anche a renderci recettivi nei Suoi confronti. Tutti i sacramenti influiscono sul nostro rapporto personale con Dio e degli uni con gli altri. Lo Spirito Santo opera attraverso i sacramenti, ci porta a Cristo che ci unisce al Padre. Partecipando ai sacramenti ci accostiamo maggiormente a Dio e riceviamo i doni dello Spirito Santo. Questo processo di deificazione o teosi, com'e’ inteso dall'Ortodossia, avviene non in isolamento dagli altri, ma nel contesto di una comunita’ credente. Sebbene i sacramenti siano rivolti a ciascuno di noi personalmente, essi sono esperienze che coinvolgono l'intera Chiesa.
I sacramenti della Chiesa ortodossa sono composti da letture bibliche, preghiere, inni, gestualita’ e processioni. Molte parti delle funzioni risalgono ai tempi apostolici. La Chiesa ortodossa ha evitato di ridurre i sacramenti ad una formula o ad un atto specifico. Spesso un'intera serie di atti sacri costituiscono un sacramento.
La maggior parte dei sacramenti si avvale di una parte degli elementi della creazione come segno esteriore e visibile della rivelazione di Dio. Acqua, olio, pane e vino sono alcuni dei diversi elementi che la Chiesa ortodossa usa nel suo culto. Il frequente uso degli elementi della creazione ci ricorda che la materia e’ buona e puo’ divenire uno strumento dello Spirito. Inoltre, afferma la verita’ centrale della fede cristiana ortodossa: che Dio e’ divenuto carne in Gesu’ Cristo ed e’ entrato nella creazione, riconducendo cosi’ il cosmo verso la sua vocazione a glorificare il suo Creatore.
L'Eucaristia
La Santa Eucaristia, come gia’ detto, e’ l'esperienza di culto centrale e piu’ importante della Chiesa ortodossa, definita spesso il Sacramento dei Sacramenti; e’ la celebrazione della morte e della resurrezione di Cristo, offerta ogni domenica e giorno festivo. Tutti gli altri sacramenti della Chiesa portano all'Eucaristia o derivano da essa, che e’ dunque al centro della vita della Chiesa stessa.
Il battesimo
Il sacramento del battesimo ci inserisce nella Chiesa, Corpo di Cristo, ed e’ la nostra introduzione nella vita della Santa Trinita’. L'acqua e’ un simbolo naturale di purificazione e di rinnovamento di vita; attraverso la triplice immersione nell'acqua del Battistero nel nome della Santa Trinita’ si muore ai vecchi usi del peccato e si nasce a una nuova vita in Cristo. Il battesimo e’ la pubblica identificazione di una persona con Cristo e la Sua Chiesa, e’ una pasqua personale attraverso cui ognuno di noi partecipa alla morte e alla vittoriosa resurrezione di Cristo. Seguendo l'uso dell'antica Chiesa, l'Ortodossia incoraggia il battesimo degli infanti. La Chiesa crede che il sacramento rende testimonianza all'azione di Dio che sceglie un bambino perche’ sia un membro importante del Suo popolo. Ci si aspetta che i bambini, dal giorno del loro battesimo, maturino nella vita dello Spirito, tramite la loro famiglia e la Chiesa. Il battesimo degli adulti viene celebrato quando non vi sia un precedente battesimo nel nome della Santa Trinita’.
La cresima
Il sacramento della cresima (confermazione) segue immediatamente il battesimo e non e’ mai rinviato ad eta’ piu’ avanzata. Come il ministero di Cristo fu animato dallo Spirito e la predicazione degli apostoli fortificata da esso, cosi’ anche la vita di ogni cristiano ortodosso e’ santificata dallo Spirito Santo. La cresima, che spesso e’ definita una pentecoste personale, e’ il sacramento che impartisce lo Spirito in modo speciale.
Nel sacramento della cresima il sacerdote unge varie parti del corpo del neo-battezzato con olio santo, dicendo: Il suggello dei doni dello Spirito Santo. L'olio santo, benedetto dal vescovo, e’ un segno di consacrazione e di forza. Il sacramento enfatizza le verita’ che non solo ogni persona e’ membro prezioso della Chiesa, ma anche che ognuno e’ benedetto dallo Spirito con certi doni e qualita’. L'unzione ci ricorda anche che i nostri corpi sono preziosi e sono coinvolti nel processo di salvezza.
I sacramenti di iniziazione sono sempre conclusi dall'amministrazione della Santa Comunione al neo-battezzato. Questa pratica rivela che l'Ortodossia considera i bambini, come membri importanti della Chiesa sin dalla loro infanzia e non vi e’ mai un momento in cui i giovani non sono parte del popolo di Dio.
La confessione
Come membri della Chiesa noi abbiamo responsabilita’ nei confronti degli altri e, naturalmente, verso Dio. Quando pecchiamo il nostro rapporto con Dio e con gli altri viene distorto. Il peccato e’ in definitiva un'alienazione da Dio, dai nostri simili e dal nostro vero essere che e’ creato ad immagine e somiglianza di Dio. La confessione e’ il sacramento con cui i nostri peccati vengono perdonati ed il nostro rapporto con Dio e con gli altri e’ ripristinato e rafforzato. Attraverso il sacramento della confessione Cristo nostro Signore continua a risanare coloro che sono malati nello spirito e restituisce all'amore del Padre quanti si sono allontanati da Lui. Secondo l'insegnamento ortodosso il penitente confessa a Dio ed e’ perdonato da Dio. Il sacerdote e’ il testimone sacramentale che rappresenta sia Cristo che il Suo popolo; non e’ giudice, ma medico e guida. E' un antico uso ortodosso per ogni cristiano avere un padre spirituale a cui ricorrere per consigli e guida spirituali. La confessione puo’ aver luogo in diverse circostanze. La frequenza e’ lasciata alla discrezione del fedele. In caso di grave peccato, comunque, la confessione e’ una preparazione necessaria alla Santa Comunione.
Il matrimonio
Dio e’ attivo nelle nostre vite. E' Lui che unisce un uomo e una donna in un rapporto di reciproco amore. Il sacramento del matrimonio porta una testimonianza della Sua azione. Attraverso questo sacramento un uomo e una donna sono uniti pubblicamente come marito e moglie. Essi entrano in un nuovo rapporto reciproco, con Dio e con la Chiesa. Poiche’ il matrimonio non e’ visto come un contratto legale, non vi sono voti nel sacramento. Secondo l'insegnamento ortodosso, il matrimonio non e’ semplicemente un'istituzione sociale, e’ un'eterna vocazione al Regno di Dio. Un marito e una moglie sono chiamati dallo Spirito Santo non solo a vivere insieme, ma anche a condividere la loro vita cristiana, cosicche’ ognuno, con l'aiuto dell'altro, possa accostarsi maggiormente a Dio ed essi possano divenire le persone che sono destinate ad essere. Nel rito matrimoniale ortodosso, dopo che la coppia e’ stata fidanzata e si e’ scambiata gli anelli, entrambi sono coronati con corone di gloria e di onore, significando cosi’ l'istituzione di una nuova famiglia sotto la protezione Dio. Prima della conclusione della funzione il marito e la moglie bevono da una coppa comune, ricordo delle nozze di Cana e simbolo della condivisione dei pesi e delle gioie nella loro nuova vita insieme.
I sacri ordini
Lo Spirito Santo preserva la continuita’ della Chiesa per mezzo del sacramento della santa ordinazione. Tramite l'ordinazione uomini scelti in seno alla Chiesa vengono destinati dalla Chiesa ad un servizio speciale. Ogni ordinato e’ chiamato da Dio per mezzo del Suo popolo a stare in mezzo alla comunita’ come pastore e maestro, e come rappresentante della parrocchia di fronte all'altare. Ogni ordinato e’ anche un' immagine vivente di Cristo in mezzo al Suo popolo. Secondo l'insegnamento ortodosso il processo di ordinazione inizia con l'assemblea locale; ma il vescovo soltanto, che agisce in nome della Chiesa universale, puo’ compiere l'ordinazione. Egli agisce con l'invocazione dello Spirito Santo e l'imposizione delle mani sull'ordinato.
Seguendo l'uso della Chiesa apostolica, vi sono tre ordini maggiori, ciascuno dei quali richiede una speciale ordinazione. Questi sono: il vescovo, considerato successore degli apostoli; il sacerdote e il diacono, che agiscono a nome del vescovo. Ogni ordine e’ distinto per le sue responsabilita’ pastorali. Solo un vescovo puo’ ordinare. Spesso altri titoli e cariche vengono associati ai tre ordini. La Chiesa ortodossa permette che gli uomini si sposino prima di essere ordinati. Dal VI secolo i vescovi sono scelti tra i monaci.
Unzione dei malati - Santa unzione
Quando si e’ malati o afflitti questo puo’ essere assai spesso un momento della vita in cui ci si sente soli e isolati. Il sacramento dell'unzione dei malati, o santa unzione, ci ricorda che quando siamo afflitti, sia fisicamente che emotivamente o spiritualmente, Cristo e’ presente tra noi attraverso il ministero della Sua Chiesa. Egli e’ tra noi per offrire la forza di affrontare le sfide della vita e perfino la morte.
Come per la cresima, anche in questo sacramento e’ usato l'olio come segno della presenza, della forza e del perdono di Dio. Dopo la lettura di sette epistole, sette vangeli e la formulazione di sette preghiere, tutte volte alla guarigione, il sacerdote unge il corpo con l'olio santo. L'Ortodossia non considera questo sacramento utile solo per coloro che sono vicini alla morte, ma e’ offerto a tutti coloro che sono malati nel corpo, nella mente o nello spirito. La Chiesa celebra il sacramento per tutti i suoi membri il mercoledi’ santo.
Altri sacramenti e benedizioni
La Chiesa ortodossa non ha mai formalmente fissato un numero specifico di sacramenti. In aggiunta all'Eucaristia, essa accetta i sette misteri suddetti come sacramenti, poiche’ questi coinvolgono l'intera comunita’ e, cosa piu’ importante, sono strettamente correlati all'Eucaristia. Vi sono diverse altre benedizioni e funzioni speciali che completano i sacramenti piu’ importanti e che riflettono la presenza della Chiesa in tutta la vita del suo popolo.
La Chiesa ortodossa proclama il Vangelo di Gesu’ Cristo. Nella lingua greca la parola Vangelo (Evangelion) significa letteralmente buona novella. La buona novella della cristianita’ ortodossa e’ una proclamazione dell'amore infinito di Dio che arriva fino a sacrificare il Figlio unigenito per la salvezza dell'umanita’, nonche’ la rivelazione del vero destino della persona umana. Riflettendo sul gioioso messaggio del Vangelo, San Gregorio di Nissa scrisse nel quarto secolo: La buona novella consiste nel fatto che l'uomo non e’ piu’ un esule, allontanato dal Regno di Dio; ma che e’ di nuovo un figlio, un cittadino del Suo Regno.
L'Ortodossia crede che il supremo tesoro che Dio desidera condividere con noi sia la Sua propria vita. La nostra fede inizia con l'affermazione che Dio agi’ nella storia per permetterci di partecipare al Suo amore e alla Sua bonta’, di essere cittadini del Suo Regno. Questa convinzione e’ espressa in modo meraviglioso nella preghiera della Liturgia che dice: Non hai tralasciato nulla, finche’ non ci hai ricondotti in cielo e ci hai donato il regno futuro. L'iniziazione all'amore per Dio Padre e’ espressa perfettamente e incarnata nella persona e nel ministero di Gesu’ Cristo. Lo scopo dell'Incarnazione del Figlio di Dio fu di ristabilire la comunione tra umanita’ e Dio. I grandi maestri e Padri della Chiesa ortodossa hanno constantemente affermato questa convinzione, proclamando che Dio e’ diventato cio’ che noi siamo, affinche’ noi possiamo diventare cio’ che Egli e’.
Cristo e’ esaltato come la nostra Luce e la nostra Vita. Nella Sua persona si uniscono l'umanita’ e la divinita’; anche ognuno di noi e’ chiamato a partecipare a questa unita’. Nel Suo modo di vita vi e’ il modello dell'autentica vita umana che siamo invitati a seguire. La Sua gloriosa resurrezione e’ per noi la liberazione da tutte le potenze che ci possono allontanare dal Regno. Attraverso Cristo, quindi, Dio Padre ci ha riconquistati e ci ha chiamati ad essere i Suoi figli.
Teosi o deificazione
La vocazione e lo scopo fondamentali di ogni persona e’ di prendere parte alla vita di Dio. Siamo stati creati da Dio per vivere in comunione con Lui. La discesa di Dio nella persona di Gesu’ Cristo ha reso possibile l'ascesa umana al Padre attraverso l'opera dello Spirito Santo. L'Ortodossia crede che ogni cristiano sia coinvolto in un movimento verso Dio, che e’ conosciuto come teosi o deificazione. La teosi descrive il pellegrinaggio spirituale nel quale ogni persona diventa sempre piu’ perfetta, sempre piu’ santa, sempre piu’ unita a Dio. Non e’ un rapporto statico, ne’ ha luogo solamente dopo la morte. Al contrario, la teosi e’ un movimento d'amore verso Dio, che per ogni cristiano comincia con i riti del battesimo e che continua attraverso questa vita, nonche’ nella vita a venire. La salvezza significa liberazione dal peccato, dalla morte e dal male. La redenzione significa la nostra riconquista da parte di Dio. Nell'Ortodossia sia la salvezza e che la redenzione sono compresi nel contesto della teosi. Questa ricca visione della vita cristiana fu felicemente espressa da San Pietro quando scrisse nella sua seconda Epistola che siamo chiamati a diventare partecipi della divina natura. San Basilio il Grande descrisse l'uomo come la creatura che ha ricevuto l'ordine di diventare un dio.
Queste sono certamente affermazioni audaci che vanno comprese nel modo dovuto. La Chiesa ortodossa intende la teosi come un'unione con le energie di Dio e non con la Sua essenza che rimane sempre nascosta e sconosciuta. L'esperienza della Chiesa testimonia che questa e’ una vera unione con Dio e non vi e’ nulla di panteistico in essa, poiche’ il divino e l'umano mantengono le loro caratteristiche specifiche. In questo senso, l'Ortodossia crede che la vita umana raggiunga il suo compimento solamente quando e’ pervasa dal divino.
Lo Spirito Santo
L'unione sempre piu’ profonda di ogni cristiano con Dio non e’ un processo magico o automatico. Mentre Cristo ha distrutto i poteri del peccato, della morte e del male una volta per sempre, questa vittoria deve essere fatta propria da ogni credente in cooperazione con lo Spirito Santo. Ognuno e’ chiamato a unirsi con lo Spirito vivificante e liberatore realizzando la pienezza della vita umana in comunione con il Padre. Lo Spirito Santo e’ l'agente della deificazione; il suo compito e’ di incorporarci nella vita della Santa Trinita’. Tuttavia, lo Spirito rispetta sempre la liberta’ umana e sollecita la nostra cooperazione attiva nel perfezionare l'immagine e la somiglianza di Dio con cui ognuno di noi e’ creato.
La nostra partecipazione alla vita della Santa Trinita’, conosciuta come teosi, ha luogo nella Chiesa. Per gli ortodossi la Chiesa e’ il luogo d'incontro tra Dio e il Suo popolo. Lo Spirito Santo e la Chiesa sono legati organicamente. Gia’ nel II secolo Sant'Ireneo disse: Dove c'e’ la Chiesa li’ e’ lo Spirito e dove e’ lo Spirito li’ e’ la Chiesa. Lo Spirito Santo agisce nella vita della Chiesa per rivelare la nostra comune umanita’ in Cristo e per unirci con il Padre. Riceviamo lo Spirito Santo:
tramite la celebrazione dell'Eucaristia e la partecipazione alla Santa Comunione; tramite la partecipazione agli altri sacramenti; tramite la nostra disciplina di preghiera quotidiana, e tramite la pratica del digiuno; pratiche tutte queste che rendono la nostra vita simile a quella di Cristo.
Lo Spirito Santo che e’ onorato come Signore e Datore di vita, si manifesta nella vita della Chiesa per renderci perfetti, pienamente liberi, responsabili e traboccanti d'amore. Frutto del culto sono i doni dello Spirito, che nella lettera ai Galati, San Paolo definisce: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bonta’, fedelta’, mitezza, dominio di se’ (Gal 5, 22). Certamente, queste sono le virtu’ di una vita simile a quella di Cristo, di una vita cristificata, e testimoniano che l'amore per Dio e l'amore per il prossimo sono inseparabili.
La singola persona e la Chiesa
La realta’ della teosi non rende solamente testimonianza all'amore di Dio, che desidera condividere Se stesso con noi, ma esprime anche una visione assai positiva della persona umana. L'Ortodossia crede che ogni persona abbia un valore ed un'importanza intrinseci, in virtu’ della sua unica relazione con Dio. La persona umana non e’ mai vista come un essere completamente corrotto. L'immagine di Dio puo’ essere alterata dal peccato, ma mai distrutta. Attraverso la vita della Chiesa vi e’ sempre l'opportunita’ di perfezione. Quando i sacramenti sono amministrati, sono sempre offerti al fedele con la menzione del suo nome, non solo per sottolineare la dignita’ di ogni persona, ma anche la responsabilita’ che ogni persona ha nel suo rapporto con Dio. Mentre l'Ortodossia riconosce il valore di ogni singola persona, non crede che siamo destinati ad essere isolati o autosufficienti. Ognuno e’ chiamato ad essere un membro importante della Chiesa. L'Ortodossia crede che non si possa essere cristiano senza essere parte della Chiesa. Il processo della teosi ha luogo nel contesto di una comunita’ credente.
Essere uniti con Dio in seno alla Chiesa non significa che le nostre persone, uniche e irrepetibili, vengano distrutte. Non siamo assorbiti da una forza o potenza impersonale. Come ogni amore vero e prezioso, cosi’ pure l'amore di Dio per ognuno di noi rispetta il nostro essere persona. Il Suo amore non annienta, bensi’ rivela, eleva e perfeziona il nostro vero essere. Entrando nella vita di Dio, diventiamo le persone che siamo stati destinati ad essere.
La Chiesa ha la sua origine in Gesu’ Cristo e nella Santa Trinita’, non in un maestro umano o in un gruppo, ne’ in un codice di comportamento o in una filosofia religiosa. La Chiesa risale alla comunita’ apostolica, fondata da Gesu’ Cristo e animata dallo Spirito Santo. La festa della Pentecoste, celebrata cinquanta giorni dopo Pasqua, commemora l'effusione dello Spirito Santo sugli apostoli e segna l'inizio della missione della Chiesa nel mondo. La Chiesa ortodossa crede di aver mantenuto una continuita’ diretta e ininterrotta di amore, di fede e di ordine con la Chiesa di Cristo nata nell'esperienza pentecostale.
Il tempo dello sviluppo
Dopo secoli di persecuzione, l'inizio del IV secolo segno’ una nuova tappa nello sviluppo della Chiesa. Il periodo tra il IV e il X secolo fu importante per lo sviluppo dottrinale ed organizzativo della Chiesa:
fu definito il contenuto ufficiale, il canone, del Nuovo Testamento; le funzioni del culto ricevettero un quadro formale; fu elaborata la dottrina cristiana da grandi vescovi e teologi, detti Padri della Chiesa.
Fu anche un periodo di attivita’ missionaria: tra le piu’ importanti iniziative vi fu l'evangelizzazione degli Slavi da parte dei Santi Cirillo e Metodio, missionari della Chiesa di Costantinopoli. Tuttavia, il periodo non fu senza problemi. La Chiesa fu spesso travagliata da gravi scismi ed eresie. Per esempio, seri scismi ebbero luogo nel 431 e 451. Una delle piu’ gravi eresie fu l'Arianesimo che sosteneva non essere Cristo veramente Dio. Questa eresia tormento’ la Chiesa per circa un secolo. Le dottrine fondamentali della Chiesa furono proclamate e difese dai sette Concili ecumenici. Questi sinodi, conosciuti con i nomi delle citta’ in cui furono convocati, riunirono i vescovi di tutto il mondo cristiano, per affermare gli insegnamenti autentici della Chiesa sull'Incarnazione e sulla Santa Trinita’. I concili non crearono nuove dottrine, ma in un luogo e in un tempo particolari, proclamarono cio’ che la Chiesa aveva sempre creduto e insegnato. L'espressione conciliare e collegiale della vita e autorita’ della Chiesa, evidente nei Concili sia ecumenici che locali della Chiesa dei primi secoli, continuano tuttora ad essere un aspetto importante della cristianita’ ortodossa.
I Concili ecumenici stabilirono anche l'organizzazione della Chiesa riguardo ai cinque maggiori centri ecclesiastici, detti Patriarcati, di Roma, Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme. Gli arcivescovi di queste sedi vennero detti Patriarchi, con il compito di presiedere il sinodo dei vescovi della loro giurisdizione territoriale. Ogni patriarcato aveva i suoi indirizzi teologici, i suoi costumi e le sue tradizioni liturgiche, in definitiva il suo stile e modo di essere. Nondimeno, tutti condividevano l'unita’ della fede. Al vescovo di Roma fu riconosciuto un primato d'onore fin dai primi tempi, ed il secondo Concilio ecumenico (381) attribui’ anche alla sede costantinopolitana una posizione d'onore, stabilendo che: Il vescovo di Costantinopoli avra’ il posto d'onore dopo il vescovo di Roma, poiche’ Costantinopoli e’ la Nuova Roma.
Il grande scisma
Il Grande Scisma e’ il nome dato alla separazione tra la Chiesa occidentale (romano-cattolica) e la Chiesa orientale (ortodossa), che ha avuto luogo nel XI secolo. Le relazioni tra le due grandi tradizioni cristiane d'oriente e d'occidente furono spesso tese sin dal IV secolo. Comunque, l'unita’ e l'armonia si mantennero malgrado le differenze d'espressione teologica, di pratica liturgica e d'interpretazione dell'autorita’ ecclesiale. Nel IX secolo, le differenze, sia pur legittime, vennero accentuandosi per vari motivi politico-culturali, per varie rivendicazioni papali e per l'introduzione in occidente del Filioque nel Credo niceno-costantinopolitano. La dottrina del Filioque sostiene che lo Spirito Santo procede sia dal Padre che dal Figlio. Tanto questa interpretazione quanto le rivendicazioni papali furono fermamente rigettate dall'oriente.
Benche’ sia difficile fissare il momento esatto dello scisma, nell'anno 1054 accuse ufficiali, conosciute come anatemi, furono scambiate tra Roma e Costantinopoli. Le Crociate, e specialmente il saccheggio di Costantinopoli operato dai crociati nel 12O4, possono essere considerati l'episodio culminante nel processo di allontanamento vicendevole e di sfiducia reciproca sempre piu’ profonda.
Da allora in poi la Chiesa occidentale, centrata sul Papa di Roma, e la Chiesa orientale, centrata sul Patriarca di Costantinopoli, percorsero vie separate. Benche’ in seguito siano stati fatti tentativi per ristabilire la comunione, nel 1274 e nel 1439, non fu mai piu’ raggiunta un'unita’ durevole. Determinanti in senso negativo furono sempre fattori politici, culturali ed emotivi. La Chiesa ortodossa ritiene fino ad oggi che le due ragioni principali dello scisma siano state le rivendicazioni papali su una giurisdizione universale e la dottrina del Filioque.
Tempo di lotta
Nel 1453 la citta’ di Costantinopoli cadde nelle mani degli invasori musulmani ed ebbe cosi’ fine l'Impero bizantino. I grandi centri ecclesiastici di Alessandria, Antiochia e Gerusalemme, caduti sotto il controllo politico dell'Islam gia’ secoli prima, vennero allora associati a Costantinopoli. Nell'Impero ottomano i cristiani furono trattati come cittadini di seconda categoria, pagavano pesanti tasse e portavano un abbigliamento particolare. La vita della Chiesa ortodossa nei Balcani, nell'Asia Minore, in Siria, Palestina, Egitto ecc. continuo’ con grande difficolta’: migliaia di cristiani subirono il martirio; patriarchi furono deposti ed assassinati; chiese, monasteri e scuole furono chiusi e distrutti. Solamente con la liberazione dei paesi balcanici nel XIX secolo ebbe fine parte delle brutalita’. Tuttavia, vi fu una serie di massacri ancora all'inizio di questo secolo. Perfino oggi i cristiani non godono dei fondamentali diritti umani in Turchia e nel Medio Oriente. Dopo il declino di Bisanzio, la Chiesa di Russia e’ fiorita per circa 5OO anni. Con la rivoluzione bolscevica del 1917 l'Ortodossia russa si e’ trovata di fronte alle teorie ed alla politica dell'ateismo militante. La maggior parte delle chiese furono chiuse e venne inaugurata una politica mirante ad eliminare la fede cristiana in Russia, terra imbevuta di Ortodossia sin dal X secolo. Negli anni tra le due guerre mondiali i cristiani ortodossi in Russia hanno sofferto una persecuzione crudele e devastante. Solamente dal 1943 venne modificata la politica governativa, e la Chiesa ebbe una certa possibilita’ di esistenza. Il crollo del regime comunista qualche anno fa ha finalmente permesso alla Chiesa russa di cominciare a ristrutturarsi sia pure con grandi sforzi.
Oggi in molte regioni, una volta vanto e gloria della cristianita’ orientale, la Chiesa ortodossa lotta tra grandi ostacoli e persecuzioni. E' stato osservato che nei secoli recenti vi sono stati piu’ martiri che durante le grandi persecuzioni della Chiesa primitiva. Tuttavia, malgrado le ingiustizie e gli affronti, la fede sopravvive.
Tempo di rinnovamento e di riconciliazione
Negli ultimi due secoli la Chiesa ortodossa si e’ sviluppata come una presenza preziosa e una testimonianza luminosa sia in occidente che in estremo oriente. In America, Australia ed Europa occidentale l'Ortodossia conta ormai milioni di fedeli, oltre un migliaio di parrocchie, facolta’ teologiche, scuole, collegi, scuole catechetiche, orfanotrofi, ospizi e altri istituti ecclesiastici. Molti credono che l'Ortodossia abbia in se’ il potenziale per un vero rinnovamento creativo e per un'attivita’ missionaria in modo da contribuire considerevolmente alla vita dei paesi in cui si sta rapidamente sviluppando.
Dall'inizio di questo secolo la Chiesa ortodossa e’ impegnata nel movimento ecumenico. Questa ricerca dell'unita’ cristiana e’ il piu’ audace attacco alla divisione introdottasi nella vita della Chiesa gia’ sin dai primi secoli. La Chiesa di Costantinopoli non e’ stata solo tra i protagonisti del movimento per l'unita’, come dimostra l'enciclica patriarcale del 192O, che proponeva la creazione di una Societa’ delle Chiese sul modello della Lega delle Nazioni, ma e’ stata anche uno dei fondatori del Consiglio mondiale delle Chiese nel 1948. La causa dell'unita’ dei cristiani fu un particolare impegno del grande Patriarca Atenagora I che ha significativamente operato per promuovere un rinnovato senso della collegialita’ tra le varie Chiese locali dell'Ortodossia, nonche’ per inaugurare un vero dialogo con la Chiesa romano-cattolica. Nel 1968 il Patriarca, guardando al futuro, dichiaro’: Possa il Signore di misericordia inviare al piu’ presto alle nostre sante Chiese, orientale e occidentale, la grazia di concelebrare nuovamente la Divina Eucaristia e prendere la comunione di nuovo dallo stesso calice (...). Il calice comune sovrasta luminosamente l'orizzonte della Chiesa.
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