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Uno dei piu’ eccezionali miracoli del nostro tempo e’ la discesa del Fuoco Santo sulla Tomba del Signore la notte Pasquale a Gerusalemme. Questo miracolo e’ conosciuto in corso dei molti secoli dall’antichita’. A proposito del miracolo dicono San Gregorio di Nisse (+394), San Giovanni di Damasco (+780) e lo storico della Chiesa Eusevio (secolo IV).
Nella notte Pasquale, metropolita o Patriarca Ortodosso entra nel Sepolcro con le candele inaccese, negli abiti modesti, senza mitra e prega davanti alla Tomba. Nel passato i turchi facevano perquisizioni presso la Tomba e anche frugavano nelle tasche del patriarca. Subito o dopo qualche ora di preghiera, sul coperchio della Tomba appaiono scintille come perline o gocce luminose. Il patriarca raccoglie queste gocce di Fuoco con l’ovatta e accende le candele. In un istante il Fuoco s’e’ propagato nella chiesa. Meraviglioso e’ che il Fuoco non brucia per 10-15 minuti, ne’ abiti, ne’ capelli. Molti peregrini raccontano che hanno provato ad infuocare la propria barba senza riuscirci. Alcuni dicono che si puo’ anche respirare questo Fuoco.
Il Fuoco appare soltanto a patriarca Ortodosso. Una volta gli Armeni misero fuori della chiesa del Sepolcro gli Ortodossi per ricevere il Fuoco da soli e furono disonorati da Dio. Un certo Huri Fosi, arabo, scrisse nel 1910: "Invano Armeni invocavano Dio, il Fuoco non voleva discendere. All’improviso s’udi’ un rimbombo del tuono e dalla colonna di marmo, presso la quale era il patriarca Ortodosso, apparve il Fuoco."
I Cattolici non hanno il coraggio di provare a ricevere il Fuoco sulla Tomba, ma non vogliono farne parola, anzi, fanno finta di niente. Pero’ ci sono testimonianze antiche anche dei cattolici; ad esempio del monaco Bernardo (secolo IX) e papa Urbano II (secolo XI).
Bisogna dire che Cattolici e Ortodossi celebrano la Pasqua secondo stili diversi. La Chiesa Ortodossa vive secondo il calendario vecchio (Iuliano), mentre il Cattolicesimo usa lo stile nuovo (calendario Gregoriano) dal 1582. Ora, il Fuoco Santo appare soltanto la notte Pasquale secondo lo stile vecchio, cioe’ Ortodosso.
Come dice la Tradizione, la discesa del Fuoco Santo avra’ fine prima dell’Apocalisse.
Quando il patriarca di Kostantinopoli, accettando l’offerta dell’imperatore Iustiniano, si comincio’ a chiamare "universale", papa Gregorio il Grande (+604) che aveva respinto quello stesso titolo, lo chiamo’ "una parola stupida e superba" e si fece chiamare invece "servo dei servi di Dio". Uno dei piu’ rinomati Santi della Chiesa occidentale, beato Agostino, dice che le parole, dette a Pietro (Io ti daro’ le chiavi del regno di Dio (Mt.16:19)), furono "dette a tutti, all’unita’ della Chiesa. E quando Gesu’ dice: tu sei Pietro e su questa pietra Io costruiro’ la Mia Chiesa, - dice della pietra che Simone (Pietro) ha conosciuto, cioe’ Cristo Stesso." Tertulliano dice che le dette parole riguardano Pietro, ma non i vescovi romani. Origeno crede che queste parole riguardano tutti quelli che riconoscono Cristo come Figlio di Dio. Sant’Ambrosio di Milano dice che queste parole furono dette a tutti gli Apostoli. Anche beato Gerolamo e’ d’accordo. Si puo’ giudicare com’e’ inconsueta l’idea dell’autorita’ suprema al Vangelo dal discorso di Cristo con i figli di Zebedeo (Mt.20:21-28; Mr.10:37-45; Lc.22:24-27): "Come voi sapete, i capi dei popoli comandano come duri padroni; le persone potenti fanno sentire con la forza il peso della loro autorita’. Ma tra voi non deve essere cosi’! Anzi, se uno tra voi vuole essere grande, si faccia servo degli altri." E poi, perche’ il vescovo di Roma e non di Gerusalemme o d’Antiochia si crede di essere il successore di Pietro? In principio Pietro era il capo a Gerusalemme e poi lo era Giacomo. Anche la Chiesa di Antiochia era fondata da Pietro. Eusevio di Cesarea, storico, scrisse: "Pietro, il capo degli Apostoli, dopo aver fondato la Chiesa in Antiochia, si reco’ a Roma, predicando Vangelo." Anche papa Innocentio nella sua lettera ad Alessandro, vescovo di Antiochia, chiama la Chiesa di Antiochia "la prima sede del primo Apostolo". Pietro e’ primo tra gli Apostoli, ma non e’ un comandante. Egli offre di scegliere un discepolo al posto di Giuda, ma lo scelgono tutti gli Apostoli; egli apre il Concilio Apostolico a Gerusalemme, ma lo chiude con le decisioni Giacomo. Anche non poteva Pietro donare al suo "successore" infallibilita’, perche' non fu dotato dell’infallibilita’: "Va’ via, lontano da me, Satana, - gli disse Gesu’, - tu sei un ostacolo per me, perche’ tu ragioni come gli uomini, ma non pensi come Dio." Pietro fu l'unico tra i discepoli che nego’ di conoscere Gesu’. Nella storia non vediamo infallibilita’ dei papi. Ad esempio, papa Liberio (354) firmo’ il Credo ariano; papa Vigilio (537-55) nella discussione a proposito dei "tre capi" mutava la casacca tre volte e poi, accettando la decisione del Concilio, disse che fino a quel tempo lui era stato un "strumento di Satana"; papa Gonorio I (625-38) era stato riconosciuto eretico al sesto Concilio ecumenico. Papa Leo III, nonostante le richieste di Carlo il Grande, proibi’ d’inserire nel Credo le parole "e dal Figlio", anzi, aveva fatto scrivere il Credo su due tavole d’argento e le aveva messe sulla tomba di Pietro e Paolo; anche papa Giovanni VIII criticava l’idea d’inserirle; papa Benedetto VIII invece le aveva inserite.
Continua... E' possibile la riunificazione?
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