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Il Castello di Pennarossa

        I ruderi del castello di Pennarossa, che deve la sua denominazione al colore della roccia su cui sorge, sorgono sul monte Mogante o Moganzio, a metri 466 di quota.  Nel 1963 in zona sono stati fatti scavi non sistematici da cui sono emersi reperti archeologici di epoca umbra. E’ possibile che in tempi remoti qui vi fossero anche insediamenti di tipo villanoviano ed etrusco.
        Pennarossa è, insieme a Fiorentino e Torricella, uno dei castelli costruiti in epoca medievale, purtroppo non si sa con precisione quando, per difendere e presidiare una certa porzione territoriale e probabilmente l'antichissima strada di Chiusa, una delle vie di comunicazioni principali col Montefeltro.
        Un documento del 1069 attesta la donazione dei castelli di Fiorentino e Pennarossa da parte di Pietro di Benno al monastero di San Gregorio in Conca, che era stato edificato da Pier Damiano in località Fontanavecchia sul Conca.
        In un altro documento del 1071 vi è la testimonianza dell'investitura concessa da Opizone, vescovo di Rimini, a Ungano, abate di San Gregorio, di varie zone, tra cui Pennarossa e Fiorentino. Un'altra investitura simile venne attuata ancora nel 1158.
Questa zona con i castelli citati passò ad un certo momento sotto il controllo dei conti di Carpegna. I primi documenti che attestano questo fatto sono degli inizi del ‘300, ma è probabile che già in precedenza i Carpegna si fossero estesi su tale porzione territoriale.
        Esiste pure un documento del 1170 con cui il castello di Pennarossa veniva venduto dai Carpegna al comune di San Marino, ma viene ritenuto falso. Da altri documenti pervenutici, infatti, risulta che i Carpegna ancora nel 1370 pagavano canoni enfiteutici al monastero di San Gregorio per gestire tale zona con relativi castelli.
        Sappiamo che nel 1447 il castello venne infeudato da Nicolò V a Ugolino Bandi di Monte, vicario della chiesa romana, insieme ad altri castelli.
        Dopo la guerra contro i Malatesta, con bolla del 27 giugno 1463 il papa Pio II concedeva a San Marino i castelli di Serravalle, Fiorentino, Montegiardino e Faetano. Questa bolla però non estingueva i precedenti diritti di terzi su territori o castelli posti all'interno dei confini sammarinesi.
        Infatti ancora nel 1465 si concedevano in enfiteusi alcune zone di Fiorentino al comune di San Marino. Solo nel 1534 avvenne la vendita degli ormai diroccati castelli di Fiorentino e di Casole a San Marino, per 300 scudi d'oro, da parte del priore degli Olivetani di Scolca (che aveva acquisito i possessi del monastero di San Gregorio in Conca). Fu questa vendita che assicurò su tali castelli il diretto dominio da parte sammarinese.
        Il castello di Pennarossa ebbe una vicenda più lunga e travagliata, perché rimase ancora molto tempo possesso della famiglia Bandi: infatti nel 1639 i Bandi rivendicavano ancora diritti feudali su di esso. Solo nel 1676 il governo sammarinese acquistò per 1200 scudi la proprietà della zona che, pur essendo all'interno del territorio sammarinese, non era ancora pienamente sotto la sua giurisdizione.

 

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