l'unzione degli infermi
Articolo 5
L'UNZIONE
DEGLI INFERMI.
- "Con la sacra unzione degli infermi e la preghiera
dei presbiteri, tutta la Chiesa raccomanda gli ammalati
al Signore sofferente e glorificato, perché alleggerisca
le loro pene e li salvi, anzi li esorta a unirsi
spontaneamente alla passione e alla morte di Cristo, per
contribuire così al bene del popolo di Dio".
I. Suoi fondamenti nell'Economia della
Salvezza.
LA MALATTIA NELLA VITA UMANA
- La malattia e la sofferenza sono sempre state tra i
problemi più gravi che mettono alla prova la vita umana.
Nella malattia l'uomo fa esperienza della propria
impotenza, dei propri limiti e della propria finitezza.
Ogni malattia può farci intravedere la morte.
- La malattia può condurre all'angoscia, al ripiegamento
su di sé, talvolta persino alla disperazione e alla
ribellione contro Dio. Ma essa può anche rendere la
persona più matura, aiutarla a discernere nella propria
vita ciò che non è essenziale per volgersi verso ciò
che lo è. Molto spesso la malattia provoca una ricerca
di Dio, un ritorno a lui.
IL MALATO DI FRONTE A DIO
- L'uomo dell'Antico Testamento vive la malattia di fronte
a Dio. E' davanti a Dio che egli versa le sue lacrime
sulla propria malattia; è da lui, il Signore della vita
e della morte, che egli implora la guarigione. La
malattia diventa cammino di conversione e il perdono di
Dio dà inizio alla guarigione. Israele sperimenta che la
malattia è legata, in un modo misterioso, al peccato e
al male, e che la fedeltà a Dio, secondo la sua Legge,
ridona la vita: "perché io sono il Signore, colui
che ti guarisce!" (Es 15,26). Il profeta intuisce
che la sofferenza può anche avere un valore redentivo
per i peccati altrui. Infine Isaia annuncia che Dio farà
sorgere per Sion un tempo in cui perdonerà ogni colpa e
guarirà ogni malattia.
CRISTO-MEDICO
- La compassione di Cristo verso i malati e le sue numerose
guarigioni di infermi di ogni genere sono un chiaro segno
del fatto che "Dio ha visitato il suo popolo"
(Lc 7,16) e che il Regno di Dio è vicino. Gesù non ha
soltanto il potere di guarire, ma anche di perdonare i
peccati: è venuto a guarire l'uomo tutto intero, anima e
corpo; è il medico di cui i malati hanno bisogno. La sua
compassione verso tutti coloro che soffrono si spinge
così lontano che egli si identifica con loro: "Ero
malato e mi avete visitato" (Mt 25,36). Il suo amore
di predilezione per gli infermi non ha cessato, lungo i
secoli, di rendere i cristiani particolarmente premurosi
verso tutti coloro che soffrono nel corpo e nello
spirito. Essa sta all'origine degli instancabili sforzi
per alleviare le loro pene.
- Spesso Gesù chiede ai malati di credere. Si serve di
segni per guarire: saliva e imposizione delle mani, fango
e abluzione. I malati cercano di toccarlo "perché
da lui usciva una forza che sanava tutti" (Lc 6,19).
Così, nei sacramenti, Cristo continua a
"toccarci" per guarirci.
- Commosso da tante sofferenze, Cristo non soltanto si
lascia toccare dai malati, ma fa sue le loro miserie:
"Egli ha preso le nostre infermità e si è
addossato le nostre malattie" (Mt 8,17). Non ha
guarito però tutti i malati. Le sue guarigioni erano
segni della venuta del Regno di Dio. Annunciavano una
guarigione più radicale: la vittoria sul peccato e sulla
morte attraverso la Pasqua. Sulla croce, Cristo ha preso
su di sé tutto il peso del male e ha tolto il
"peccato del mondo" (Gv 1,29), di cui la
malattia non è che una conseguenza. Con la sua passione
e la sua morte sulla Croce, Cristo ha dato un senso nuovo
alla sofferenza: essa può ormai configurarci a lui e
unirci alla sua passione redentrice.
" GUARITE GLI INFERMI
"
- Cristo invita i suoi discepoli a seguirlo prendendo
anch'essi la loro croce. Seguendolo, assumono un nuovo
modo di vedere la malattia e i malati. Gesù li associa
alla sua vita di povertà e di servizio. Li rende
partecipi del suo ministero di compassione e di
guarigione: "E partiti, predicavano che la gente si
convertisse, scacciavano i demoni, ungevano di olio molti
infermi e li guarivano" (Mc 6,12-13).
- Il Signore risorto rinnova questo invio ("Nel mio
nome
imporranno le mani ai malati e questi
guariranno": Mc 16,17-18) e lo conferma per mezzo
dei segni che la Chiesa compie invocando il suo nome.
Questi segni manifestano in modo speciale che Gesù è
veramente "Dio che salva".
- Lo Spirito Santo dona ad alcuni un carisma speciale di
guarigione per manifestare la forza della grazia del
Risorto. Tuttavia, neppure le preghiere più intense
ottengono la guarigione di tutte le malattie. Così san
Paolo deve imparare dal Signore che "ti basta la mia
grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente
nella debolezza" (2 Cor 12,9), e che le sofferenze
da sopportare possono avere come senso quello per cui
"io completo nella mia carne ciò che manca ai
patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la
Chiesa" (Col 1,24).
- "Guarite gli infermi!" (Mt 10,8). Questo
compito la Chiesa l'ha ricevuto dal Signore e cerca di
attuarlo sia attraverso le cure che presta ai malati sia
mediante la preghiera di intercessione con la quale li
accompagna. Essa crede nella presenza vivificante di
Cristo, medico della anime e dei corpi. Questa presenza
è particolarmente operante nei sacramenti e in modo
tutto speciale nell'Eucarestia, pane che dà la vita
eterna e al cui legame con la salute del corpo san Paolo
allude.
- La Chiesa apostolica conosce tuttavia un rito specifico
in favore degli infermi, attestato da san Giacomo:
"Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della
Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio,
nel nome del Signore. E la preghiera fatta salverà il
malato: il Signore lo rialzerà e, se ha commesso
peccati, gli saranno perdonati" (Gc 5,14-15). La
Tradizione ha riconosciuto in questo rito uno dei sette
sacramenti della Chiesa.
UN SACRAMENTO DEGLI INFERMI
- La Chiesa crede e professa che esiste, tra i sette
sacramenti, un sacramento destinato in modo speciale a
confortare coloro che sono provati dalla malattia:
l'Unzione degli infermi.
- Questa unzione sacra dei malati è stata
istituita come vero e proprio sacra-
mento del Nuovo Testamento dal Signore nostro
Gesù Cristo. Accennato da
Marco, è stato raccomandato ai fedeli
e promulgato da Giacomo, apostolo e
fratello del Signore
- Nella tradizione liturgica, tanto in Oriente quanto in
Occidente, si hanno fin dall'antichità testimonianze di
unzioni di infermi praticate con olio benedetto. Nel
corso dei secoli, l'Unzione degli infermi è stata
conferita sempre più esclusivamente a coloro che erano
in punto di morte. Per questo motivo aveva ricevuto il
nome di "Estrema Unzione". Malgrado questa
evoluzione la Liturgia non ha mai tralasciato di pregare
il Signore affinché il malato riacquisti la salute, se
ciò può giovare alla sua salvezza.
- La Costituzione apostolica "Sacram unctionem
infirmorum" del 30 novembre 1972, in linea con il
Cincilio Vaticano II ha stabilito che, per l'avvenire,
sia osservato nel rito romano quanto segue:
Il sacramento dell'Unzione degli
infermi viene conferito ai malati in grave
Pericolo, ungendoli sulla fronte
e sulle mani con olio debitamente benedetto
- olio di oliva o altro olio
vegetale - dicendo una sola volta: "Per questa
santa unzione e per la sua
piissima misericordia ti aiuti il Signore con la gra-
zia dello Spirito Santo, e
liberandoti dai peccati, ti salve e nella sua bontà
ti sollevi ".
II. Chi riceve e chi amministra questo
sacramento ?
IN CASO DI MALATTIA GRAVE
- L'unzione degli infermi "non è il sacramento di
coloro soltanto che sono in fin di vita. Perciò il tempo
opportuno per riceverla si ha certamente già da quando
il fedele, per malattia o per vecchiaia, incomincia ad
essere in pericolo di morte".
- Se un malato che ha ricevuto l'Unzione riacquista la
salute, può, in caso di un'altra malattia, ricevere
nuovamente questo sacramento. Nel corso della stessa
malattia il sacramento può essere ripetuto se si
verifica un peggioramento. E' opportuno ricevere
l'Unzione degli infermi prima di un intervento chirurgico
rischioso. Lo stesso vale per le persone anziane la cui
debolezza si accentua.
"
CHIAMI A SE' I PRESBITERI DELLA CHIESA "
- Soltanto i sacerdoti (vescovi e presbiteri) sono i
ministri dell'Unzione degli infermi. E' dovere dei
pastori istruire i fedeli sui benefici di questo
sacramento. I fedeli incoraggino i malati a ricorrere al
sacerdote per ricevere tale sacramento. I malati si
preparino a riceverlo con buone disposizioni, aiutati dal
loro pastore e da tutta la comunità ecclesiale, che è
invitata a circondare in modo tutto speciale i malati con
le sue preghiere e le sue attenzioni fraterne.
III. Come si celebra questo sacramento ?
- Come tutti i sacramenti, l'Unzione degli infermi è una
celebrazione liturgica e comunitaria, sia che abbia luogo
in famiglia, all'ospedale o in chiesa, per un solo malato
o per un gruppo di infermi. E' molto opportuno che sia
celebrata durante l'Eucarestia, memoriale della Pasqua
del Signore. Se le circostanze lo consigliano, la
celebrazione del sacramento può essere preceduta dal
sacramento della Penitenza e seguita da quello
dell'Eucarestia. In quanto sacramento della Pasqua di
Cristo, l'Eucarestia dovrebbe essere sempre l'ultimo
sacramento del pellegrinaggio terreno, il
"viatico" per il "passaggio" alla
vita terrena.
- Parola e sacramento costituiscono un tutto inseparabile.
La Liturgia della Parola, preceduta da un atto
penitenziale, apre la celebrazione. Le parole di Cristo,
la testimonianza degli Apostoli ravvivano la fede del
malato e della comunità per chiedere al Signore la forza
del suo Spirito.
- La celebrazione del sacramento comprende principalmente i
seguenti elementi: "i presbiteri della Chiesa"
(Gc 5,14) impongono - in silenzio - le mani ai malati;
pregano sui malati nella fede della Chiesa: è l'epiclesi
propria di questo sacramento; quindi fanno l'unzione con
l'olio, benedetto, possibilmente, dal vescovo. Queste
azioni liturgiche indicano quale sacramento conferisce ai
malati.
IV. Gli effetti della celebrazione di questo
sacramento.
- Un dono particolare dello Spirito Santo. La grazia
fondamentale di questo sacramento è una grazia di
conforto, di pace e di coraggio per superare le
difficoltà proprie dello stato di malattia grave o della
fragilità della vecchiaia. Questa grazia è un dono
dello Spirito Santo che rinnova la fiducia e la fede in
Dio e fortifica contro le tentazioni del maligno, cioè
contro la tentazione di scoraggiamento e di angoscia di
fronte alla morte. Questa assistenza del Signore
attraverso la forza del suo Spirito vuole portare il
malato alla guarigione dell'anima, ma anche a quella del
corpo, se tale è la volontà di Dio. Inoltre, "se
ha commesso peccati, gli saranno perdonati" (Gc
5,15).
- L'unione alla Passione di Cristo. Per la grazia di
questo sacramento il malato riceve la forza e il dono di
unirsi più intimamente alla passione di Cristo: egli
viene in certo qual modo consacrato per portare
frutto mediante la configurazione alla Passione
redentrice del Salvatore. La sofferenza, conseguenza del
peccato originale, riceve un senso nuovo; diviene
partecipazione all'opera salvifica di Gesù.
- Una grazia ecclesiale. I malati che ricevono
questo sacramento, unendosi "spontaneamente alla
Passione e alla morte di Cristo", contribuiscono
"al bene del popolo di Dio". Celebrando questo
sacramento, la Chiesa, nella comunione dei santi,
intercede per il bene del malato. E l'infermo, a sua
volta, per la grazia di questo sacramento, contribuisce
alla santificazione della Chiesa e al bene di tutti gli
uomini per i quali la Chiesa soffre e si offre, per mezzo
di Cristo, a Dio Padre.
- Una preparazione all'ultimo passaggio. Se il
sacramento dell'Unzione degli infermi è conferito a
tutti coloro che soffrono do malattie e di infermità
gravi, a maggior ragione è dato a coloro che stanno per
uscire da questa vita (" in exitu vitae constitui
"), per cui lo si è anche chiamato "
sacramentum exentium ". L'Unzione degli infermi
porta a compimento la nostra conformazione alla Morte e
alla Risurrezione di Cristo, iniziata dal Battesimo. Essa
completa le sante unzioni che segnano tutta la vita
cristiana; quella del Battesimo aveva suggellato in noi
la vita nuova; quella della Confermazione ci aveva
fortificati per il combattimento di questa vita.
Quest'ultima unzione munisce la fine della nostra
esistenza terrena come di un solido baluardo in vista
delle ultime lotte prima dell'ingresso nella Casa del
Padre.
V. Il viatico, ultimo sacramento del
cristiano.
- A coloro che stanno per lasciare questa vita, la Chiesa
offre, oltre all'Unzione degli infermi, l'Eucarestia come
viatico. Ricevuta in questo momento di passaggio al
Padre, la Comunione al Corpo e al Sangue di Cristo ha un
significato e un'importanza particolari. E' seme di vita
eterna e potenza di risurrezione, secondo le parole del
Signore: "Chi mangia la mia carne e beve il mio
sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo
giorno" (Gv 6,54). Sacramento di Cristo morto e
risorto, l'Eucarestia è, qui, sacramento del passaggio
dalla morte alla vita, da questo mondo al Padre.
- Come i sacramenti del Battesimo, della Confermazione e
dell'Eucarestia costituiscono una unità chiamata "
i sacramenti dell'iniziazione cristiana", così si
può dire che la Penitenza, la Sacra Unzione e
l'Eucarestia, in quanto viatico, costituiscono, al
termine della vita cristiana, "i sacramenti che
preparano alla Patria" o i sacramenti che concludono
il pellegrinaggio terreno.
In sintesi.
- "Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della
Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio,
nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede
salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha
commesso peccati, gli saranno perdonati" (Gc
5,14-15).
- Il sacramento dell'Unzione degli infermi ha lo scopo
di conferire una grazia speciale al cristiano che
sperimenta le difficoltà inerenti allo stato di malattia
grave o alla vecchiaia.
- Il momento opportuno per ricevere la sacra Unzione è
certamente quello in cui il fedele comincia a trovarsi in
pericolo di morte per malattia o vecchiaia.
- Ogni volta che un cristiano cade gravemente malato,
può ricevere la sacra Unzione, come pure quando, dopo
averla già ricevuta, si verifica un aggravarsi della
malattia.
- Soltanto i sacerdoti (presbiteri e vescovi) possono
amministrare il sacramento dell'Unzione degli infermi;
per conferirlo usano olio benedetto dal vescovo, o ,
all'occorrenza, dallo stesso presbitero celebrante.
- L'essenziale della celebrazione dei questo sacramento
consiste nell'unzione sulla fronte e sulle mani malato (
nel rito romano) o su altre parti del corpo ( in Oriente
), unzione accompagnata dalla preghiera liturgica dal
sacerdote celebrante che implora la grazia speciale di
questo sacramento.
- La grazia speciale del sacramento dell'Unzione degli
infermi ha come effetti:
- l'unione del malato alla Passione di Cristo, per il
suo bene e per quello di tutta la Chiesa;
- il conforto, la pace e il coraggio per sopportare
cristianamente le sofferenze della malattia o della
vecchiaia;
- il perdono dei peccati, se il malato non ha potuto
ottenerlo con il sacramento della malattia o della
vecchiaia;
- il recupero della salute, se ciò giova alla salvezza
spirituale;
- la preparazione al passaggio alla vita eterna;
Menu Principale Appunti dal
Catechismo