
L'abete bianco possiede alcune caratteristiche che lo distinguono dagli altri abeti gli aghi sono smarginati ed i coni hanno le brattee molto sporgenti (vedi disegno sotto). La corteccia è color grigio-fulvo con numerose fessurazioni longitudinali. Il portamento è colonnare, ma meno stretto rispetto agli altri abeti mediterranei. Le linee stomatifere sono molto pronunciate e gli aghi sono pettinati su due-tre file.
L'abete bianco è normalmente diffuso nel piano montano dei rilievi europei del centro e del sud. I suoi livelli altitudinali estremi sono 300 m sui Pirenei e 2000 metri sulle aspre montagne serpentinose della Valle d'Aosta e sui calcari dolomitici delle Dolomiti di Brenta. Alcuni boschi interessanti sono presenti in Svizzera (Encorcha), in Bosnia (Perucica), Corsica (Marmano); in queste località è ancora possibile ammirare foreste allo stato primitivo, con abeti colossali ed una ricca fauna. Riguardo alla piovosità, l'abete bianco preferisce regimi pluviometrici intermedi, ovvero piovosi ma non eccessivamente umidi, in quanto in località molto piovose si ha anche un sensibile impoverimento dei suoli ed un notevole incremento di patologie fungine, nonché un elevato potere concorrenziale del faggio (Fagus sylvatica L.). Tollera la siccità estiva, come comprovato sull'Appennino, in Grecia, in Corsica e sui Pirenei orientali, a patto che il suolo sia di natura argillosa oppure metamorfica, ovvero ad elevato potenziale idrico di ritenuta. Teme le località ventose, ma il suo potente apparato radicale gli permette di resistere alle sollecitazioni dei siti più esposti. Inizia a fruttificare in età abbastanza tardiva, dopo i 50-60 anni si fa regolare; le annate di pasciona si hanno ogni 3 anni circa. I più grandi esemplari si trovano nella Riserva Integrale di Sasso Fratino; l'abete più colossale raggiunge i 40 mt di altezza per 2,30 mt di diametro. Altre grandi piante, eccezion fatta per l'abete gigante della Corsica, crescono nella tenuta del Duca di Argyll, ad Invereray, in Scozia; una pianta misura 56 mt di altezza per 2,35 m di diametro!! Il più grande abete bianco d'Europa, ma non il più alto, è certamente quello che si trova nei pressi della foresta del Gariglione, in Sila (CZ): misura 8,10 m di circonferenza - 2,57 m di diametro!! E ne manca un pezzo, asportato in passato dai pastori. Questi esemplari sono, molto probabilmente, i "patriarchi" più alti e più grandi d'Europa.
Da qualche secolo l'areale dell'abete bianco è in contrazione, soprattutto ai margini meridionali dell'areale e, particolarmente, sull'Appennino italiano. Ciò è dovuto ad un generale inaridimento del clima ed a una continentalizzazione dell'ambiente mediterraneo, con estremi termici e pluviometrici molto accentuati. Stesso fenomeno si verifica anche pe il faggio, ancor più sensibile agli estremi climatici, anche se, una generale maggiore tolleranza per l'ambiente mediterraneo ed una migliore efficienza fisiologica, smorzano tale fenomeno, rendendolo meno percettibile all'apparenza. Difatti, oggigiorno, il centro di diffusione dell'abete bianco è rappresentato dalla penisola balcanica e da alcune aree dei Pirenei e della regione carpatica, dove si raggiunge anche l'optimum climatico.
Grandi esemplari si possono ammirare in molti parchi e
ville storiche. Tra le molte citiamo gli abeti del parco di Palazzo Farnese a
Caprarola (VT) che formano un vero e proprio boschetto semi-naturale ed i grandi
abeti dell'Eremo di Montevirginio, disseminati nel castagneto di M. Calvario,
nei pressi di Canale Monterano (ROMA).
I boschi d'abete più belli e
facilmente accessibili sono quelli del Pollino: consigliati gli itinerari che
partono dal versante settentrionale (Mezzana e Frido), alla volta del Santuario
della Madonna del Pollino e del Bosco Jannace, con grandi piante ultrasecolari
di abete e faggio. Altri boschi interessanti sono quelli del Gariglione sulla
Sila Piccola, (dove sono sopravvissuti vecchissimi abeti, di oltre 400 anni,
alti 40-45 m per oltre 1,50 m di diametro), di a Serra S. Bruno (Catanzaro), del
Molise (Rosello, Castiglione Messer Marino, Collemeluccio), ma i più reconditi
sono certamente quelli dei M. della Laga in Abruzzo, raggiungibili per mezzo
della SS Salaria e la frazione di S. Giovanni, in Valle Castellana.
Altra "chicca" è la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, dove sopravvive ancora un modesto lembo (55 ha) di bosco seminaturale di faggio, aceri, tigli, olmi frassini, abete, con imponenti piante di abete (40 m di altezza per 2,30 diametro) e faggio. Assolutamente da visitare. Stesso discorso per il meno conosciuto M. La Nuda in Emilia-Romagna, dove si trovano, in località "Cava delle Piagne", sopra la località sciistica di Cerreto Laghi, un bellissimo gruppo di abeti plurisecolari, scampati chissà come all'avidità dell'uomo.