Grande albero, alto fino a 35 m, pere 1,5 m di diametro. Rassomiglia all'abete del Caucaso, con il quale, molto probabilmente, è strettamente imparentato. Presenta una chioma stretta e piramidale, poco rastremata. Gli aghi sono lunghi 3-4 cm e sono disposti radialmente attorno al rametto leggermente pubescente. I coni (strobili) sono affusolati e presentano le brattee nascoste dalle squame. Differisce dall'abete del caucaso per gli aghi più corti e dall'abete algerino per l'assenza delle sue linee stomatifere (linee biancastre) che passano dalla pagina inferiore a quella superiore. Distribuzione ed Ecologia
L'abete di Cilicia è distribuito sulle montagne
della Siria, del Libano e, soprattutto, della Turchia meridionale, dove forma
bellissimi boschi misti con il cedro del Libano (Cedrus libanotica Link), sulle
montagne del Tauro, tra i 1000 ed i 2200 metri di altezza.
Un tempo estesi
boschi di abete e cedro vegetavano sulle montagne del Libano e della Siria, ma
già al tempo dei fenici era iniziato un inteso sfruttamento di queste foreste le
quali, per più di un millennio, hanno dovuto soddisfare il fabbisogno di legname
pregiato di interi popoli che si sono succeduti in queste regioni; da ultimi gli
inglesi nella seconda guerra mondiale. Oggigiorno le maggiori foreste d'abete di
Cilicia rimangono ancora nel Tauro turco, mentre in Siria ed in Libano i
raggruppamenti d'abete sono ridotti a ben misera cosa. In Libano se ne possono
ancora osservare i miseri resti nelle cedraie di El Barouk nella valle dell'Abou
Moussa, sopra Fnaidek, sempre misti a colossali cedri e pini (Pinus halepensis
Mill.). Boschetti puri d'abete si rinvengono anche in Siria, insidiati
continuamente dal pascolo e dagli incendi.
Anche questa specie ha trovato un grosso favore nei giardini italiani, soprattutto in Toscana. Tra le molte, i gruppi più consistenti si possono osservare nelle seguenti località:
Villa Reale di Marlia (Lucca);
Parco di Careggi (Firenze);
Villa di Doccia (Sesto Fiorentino);
Villa di Bibbiani (Capraia e limite).