Le Interviste... a Diego - Alè Napoli -
Le DiegoInterviste
ALE' NAPOLI - Qui troverete le interviste e le dichiarazioni di Diego, che i nostri tifosi ci hanno inviato ... provenienti da fonti varie .
DIEGO... a casa sua prima di una INTERVISTA.

Clicca sulla foto e vedrai un'altra foto !

Sommario :

  Titolo Scritto da ...  
  1 - Diego... by Giancarlo Lombardi  
  2 - Maradona contatti con il Crystal Palace by RAISPORT  
  3 - TuttoDiego by Corrado de Lisio  
  4 - Intervista a Maradona by Giovanna Currie  
  5 - Diego dichiara... by Massimo La Pietra
di ALE' NAPOLI !!!
 
  6 - Maradona... by Giancarlo Lombardi  
  7 - " La squalifica fu una vendetta ! " by Dario Di Gennaro  
8 - " RIFARO' GRANDE IL NAPOLI " by Antonino Gargiulo
di ALE' NAPOLI !!!
 
9 - " ITALIA MI SEI DIMENTICATA " by Stefano Russo  
  10 -    
  11 -    
  12 -    
  13 -    
  14 -    
  15 -    
  16 -    
  17 -    
  18 -    
  19 -    
  20 -    
       

Cliccando il pulsante sottostante troverai i giudizi dei Tifosi e non sul NOSTRO DIEGO !

Cliccando il pulsante sottostante leggerai ciò che la Stampa scrive sul Pibe de Oro.

Diego...

1 - by Giancarlo Lombardi : - Date: Sun, 05 Jul 1998 08:52:04 +0200 (PDT)
http://www.rcs.it/lagazzetta/1998/07/05/fca/a0060185.htm

Diego se la prende con Passarella: «Capriccioso»

Maradona si candida alla poltrona da c.t.: «Ho un piano rivoluzionario, aspetto una chiamata della federcalcio» s.v.

DAL NOSTRO INVIATO

MARSIGLIA - Solito Maradona extra-large. Esagerato nelle misure (la pancia è sempre più rotonda), nelle dichiarazioni (ne rilascia a raffica: in esclusiva, dai finestrini delle automobili, mentre si abbronza), nei movimenti (la sua uscita dal Velodrome è stato l'evento che più ha turbato la quiete pubblica al Mondiale). Ecco un riassunto del Maradona parlato di ieri.

Diego notturno (a Parigi dopo Italia-Francia): «Passarella ha detto che dopo il Mondiale potrebbe lasciare la panchina dell'Argentina e il mio sogno è quello di prenderne il posto (i due hanno rotto i rapporti da tempo, ndr). Agli argentini dovrebbero dare un premio per averlo sopportato tanto. Uno come Batistuta non deve essere sostituito. Il livello del Mondiale è mediocre, il Brasile non è al di sopra delle altre squadre, gli manca qualcosa. Questa Coppa è stata programmata in modo che a vincere sia la Francia».

Diego diurno (ai bordi della piscina dell'hotel Concord Beach di Marsiglia): «Rivaldo è più importante di Ronaldo. Se l'Italia non fosse stata eliminata, Vieri sarebbe diventato capocannoniere del Mondiale. Owen è bravo, ma voglio rivederlo. Aspetto una chiamata dalla federcalcio argentina: ho un piano rivoluzionario per la nostra nazionale e lo comunicherò in ottobre. Caniggia e Redondo dovevano essere convocati, Passarella è l'allenatore più capriccioso del mondo. Questo sarà il Mondiale di Zidane».

Diego pomeridiano (nelle vesti di opinionista per America 2, terza tv argentina per audience; arrivando in postazione Maradona ha abbracciato a lungo Caniggia, commentatore di un'altra rete; America 2 sta pagando parte del compenso a Diego in maniera singolare: mette all'asta in diretta tv le automobili di Maradona e devolve il ricavato al giocatore): «C'è troppo caldo, non si può giocare. L'Argentina ha servito pochi palloni a Lopez e Batistuta. Abbiamo perso per colpa di Ortega, un nazionale non deve comportarsi così. Il risultato è giusto».

Incertezza sui prossimi spostamenti. C'è chi lo vuole in volo verso l'Inghilterra per trattare con Everton e Crystal Palace e c'è chi pronostica un lungo soggiorno a Marsiglia (tifosi locali in delirio causa afa: «Diego firmerà per l'Olympique»).

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Maradona, contatti con il Crystal Palace

2 - by RAISPORT : - Date: Mon, 29 Jun 1998 21:11:33 +0200
Buenos Aires 29 giu.
- Sarebbe il Crystal Palace, della seconda divisione inglese, la squadra con cui Diego Armando Maradona e' in trattative per diventarne giocatore e allenatore: e' quanto ha affermato alla radio "La Red" di Buenos Aires il suo procuratore Guillermo Coppola, secondo cui i contatti sono in corso da due settimane dopo che inizialmente gli inglesi sembravano lasciar cadere l'ipotesi. Coppola ha aggiunto che le trattative continuano e che per questo motivo Maradona non sara' domani a Saint Etienne dove si incontrano Argentina ed Inghilterra per gli ottavi di finale dei mondiali. "Diego ha bisogno di far qualcosa, magari si realizzasse questa possibilita'!" ha detto ancora. "El pibe de oro" ha smesso di giocare nell'ottobre dello scorso anno, quando giocava nel Boca Juniors, dopo essere risultato positivo in un controllo antidoping per la terza volta nella sua carriera. Due settimane fa e' stato condannato a due anni di carcere con la condizionale per aver sparato nel febbraio del '94 con un fucile ad aria compressa all'indirizzo di alcuni giornalisti. Coppola ha concluso dicendo che a Maradona sarebbe piaciuto moltissimo venire in Francia, ma ha preferito restare in Argentina perche' l'eventuale passaggio al Crystal Palace "e' molto importante per il suo futuro".
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Ciao Dario

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RAI SPORT raitgs@tin.it
Testata Giornalistica Sportiva
Red. Internet
Riccardo Lambertini
Giampiero De Luise
Dario Di Gennaro

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TuttoDiego

3 - by Corrado de Lisio : Date: Mon, 25 May 1998 16:17:41 +0200
DIEGO, TI AMOOOOOOOOOOOO
Comunque godetevelo, perchè in autunno forse "OLE OLE OLE OLE DIEGOOOO DIEGOOOOOOO"
Da "Il mattino 25/05/1998" (TUTTO DIEGO, INTERVISTA ESCLUSIVA "Il Napoli, Il mondiale e la mia turnè")
Legenda : I (Intervistatore)
D (Diego) ... CIAO

> Il calcio gli manca e lui non lo nasconde. Né può Consolarlo il calcio a cinque, quello giocato con gli amici, di notte, sul campi dei circoli esclusivi della Capitale. No, nato per il pallone, da quando ha smesso di giocare Diego Maradona si sente un po' straniero in questo mondo. E la crisi d'astinenza Diego l'avverte ancora più forte adesso, nell'imminenza del Mondiale. Lui, ora "mano di Dío", ora "pibe maledetto", fenomeno senza precedenti e senza eredi e, comunque, sempre protagonista come nessun altro, ora è ancora più solo con se stesso. "ìo ,la a Parigi ci sarò", dice, forte della proposta arrivatagli proprio dall' Itàlia, da Telemontecarlo che lo vorrebbe commentatore delle partite più importanti.
I: Allora, Diego, appuntamento In Francia? è certo?
D: Certo non ancora. Deciderò in questa settimana. La faccenda la sta trattando Coppola. Se ci sarà accordo su tutto partirò".
I: Altrimenti?
D: Altrimenti seguirò il mondiale davanti alla tv. Quella di "America Tv", che mi ha offerto un contratto in Argentína. Ma io, il Mondiale, spero di viverlo in diretta.
I: Già, in diretta, ma comunque sempre da lontano. Sensazioni strane?
D: Chiaro che sì. Il Mondiale ti dà sensazioni forti. Se l'hai vissute non puoi dimenticarle. Ma poiché il tempo non si può fermare, eccomi spettatore.
I: Pronostici, preferenze, favoriti?
D: Tifo per il mio Paese, vedo bene il Brasile di Ronaldo, spero che l'Italia faccia grandi cose. Ma senza il mio amico il discorso potrebbe diventare complicato!
I: Amico? Chi è l'amico grande assente?
D: Ciro Ferrara, chi altri? La difesa azzurra ha perduto la sua guida. E se manchèrà pure Del Piero...
I: Capito, L'Italia deve stare attenta. E restando In Italia, scendendo un po' più a sud, diciamo a Napoli, che cosa si può dire?
D: Il Napoli è il mio cruccio. Il mio dolore. La mia croce. Ma com'è successo?
I: Lasciamo stare...
D: Un peccato, una bestemmia questa ' serie B. Appena dieci anni fa eravamo primi in Italia e in Europa e ora, invece... A un certo punto della stagione ho davvero pensato di potergli dare una mano. In campo, fuori, non so come, ma qualcosa avrei voluto fare. Non è stato possibile, ma, il Napoli lo sappia, H mio "cuore è sempre aperto".
I: Questo vuol dire che hai sempre una speranza azzurra?
D: Nella vita può accadere sempre tutto. A non interessa dire o fare. In questo momento voglio solo che la gente di Napoli sappi che Maradona è sempre dalla loro parte che, se potesse, darebbe volentieri un mano per risalire in serie A.
I: Juliano ha scommessa forte. Ha puntato tutto sulla promozione in un anno solo.
D: Per la gente. e per la squadra spero che vinca 1 scommessa. Ma, per vincerla, ho l'impressione che debba fare una rivoluzione. Molti dicono che la squadra va rifatta.
I: Ti dicono bene. E a proposito di squadra, che punto è l'allestimento della squadra tua, quella con la quale dovresti andare in giro per il mondo per il più spettacolare e lungo addio al calcio che sia mai stato concepito?
D: Procede tutto bene. In autunno dovrebbe cominciare la tournée. Pure di questo si sta occupando Coppola. Praticamente è un giro del mondo. Una serie di partite con campioni dei passato e calciatori in attività. Avremmo già dovuto cominciarla, ma ci sono stati dei problemi. L'organizzazione non è semplice purtroppo.
I: E è vero che la tournée comincerà proprio dall'Italia. Cioé, da Napoli?
D: L'idea è questa. Il sogno è di rimettere in campo il più grande Napoli della storia, quello degli scudetti e della coppa Uefa. Mi piacerebbe giocare un tempo con quella squadra e l'altro con la mia formazione. Vedremo. Pensando a un giro d'addio non potrei non giocare al San Paolo, no?
I: Una cosa è certa: si rivedrebbe la gente d'una volta. Lo stadio si riempirebbe come un tempo. Sai, nelle ultime domeniche di questa stagione sventurata c'era Il deserto sugli spalti.
D: Non riesco ad immaginarlo quello stadio vuoto. Ma è logico: troppi risultati negativi, troppa delusione. Però sono sicuro d'una cosa: seppure in serie B, se l'avvio sarà subito felice la gente tornerà. Ricordo il mio primo campionato: quasi quasi si retrocedeva, eppure c'era tanta gente. E che la gente ha bisogno di credere in qualcosa, in qualcuno. Date ai napoletani un obiettivo e un uomo simbolo e tornerà, d'incanto pure l'entusiasmo.
I: E se poi tornasse pure un certo Maradona...
D: L'ho detto. quello è il desiderio, ma non voglio parlarne. Non voglio dare ai malvagi l'occasione per raccontare in giro altre cattiverie. E, soprattutto, non voglio che sul mio nome nascano speculazioni. Purtroppo è già successo.
--

Corrado de Lisio Dipartimento di Scienze Fisiche Universita' di Napoli "Federico II" Complesso di Monte S. Angelo - Via Cintia, I-80126 - Napoli (Italy) Tel: +39-(0)81-676123 - Fax: +39-(0)81-676346 mailto:Corrado.deLisio@na.infn.it http://www.geocities.com/BourbonStreet/4114 icq-uin:3482332

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Intervista a Maradona

4 - by Giovanna Currie : - Date: Sun, 5 Jul 1998 16:48:24 +0100
Vorrei commentare la seguente mail:
--------------------------------------------------------
>E-mail: maslap@iname.com
>Date: 07/03/98
>Time: 09:25:34
>Telefono: +39 81 7564628
>We are for Naples
>This message was sent by Z-Mail Pro - from NetManage
>NetManage - delivers Standards Based IntraNet Solutions
>--------------------------------------------------------
>Da "La Repubblica" di oggi 2 luglio 1998:
>PARIGI - Arriva Maradona. Dopo una lunga serie di finte, questa volta è partito sul serio da Buenos Aires per atterrare sul mondiale. E precisamente su Italia-Francia, partita che dovrà commentare per la rete argentina 'America tv'. Un suo pronostico comunque l'ha già espresso.
"Vincerà l'Italia - ha >detto -, la Francia deve migliorare ancora molto per riuscire a batterla. Gli italiani hanno più qualità e sono la squadra meglio disposta in campo". Maradona, ne ha anche approfittato per smentire qualsiasi tipo di pentimento ripensando al gol di mano con cui eliminò l'Inghilterra nel '96 in Messico. "Tornerei a >farlo, se ne avessi l'opportunità. Accetto che gli inglesi mi abbiano trattato da disonesto, perchè loro non possono capire queste cose. Io rifarei quel gol agli inglesi o a qualsiasi altra squadra, perchè fin da piccolo, giocando per strada, ho vissuto per questo".

>Un saluto da Massimo.
...............................

A me la storia della "mano di Dio" non e` mai scesa. E in fatto che vivo in Inghilterra non c'entra niente, per me sarebbe stato un baro anche se l'avesse fatto per il Napoli che resta la mia squadra del cuore. Mi sembra quasi orgoglioso di quella bravata. Ma cosa crede? Che l'Inghilterra non abbia anche giovani che guardano ansiosi la partita e per loro la vittoria e` un sogno? O che i giocatori di un'altra nazione non possano sognare di vincere sin da piccoli come lui? Per me quella e` stata una cosa molto disonesta e non me ne andrei certo a vantarmene in giro. Io non seguo molto la stampa calcistica, ma avrebbe il coraggio di venire qui in Inghilterra a dirlo? Forse no, forse qui direbbe "mi dispiace". E` un peccato che un grande giocatore come lui debba farsi disprezzare da tanta gente. Non parlo della droga, non lo critico per quello, a me non e` mai successo e non oserei mettere parola in un campo a me sconosciuto. Ma la disonesta` no. Io sono stata disonesta a volte (chi non lo e` mai stato?), ma me ne sono pentita e ho cercato di cambiare. Altrimenti la testa sul cuscino per dormire non l'avrei piu` potuta mettere. Ma essere disonesti, vantarsene e giustificarsi ... che delusione! Alla fin fine anche lui e` di carne e ossa come tutti noi...o ce ne siamo dimenticati?
A questa intervista della Repubblica risponderei: "Abbasso Maradona"...:o ( E voi altri in lista, che ne pensate di quel gol "rubato"?
Ciao,Giovanna Currie
Email : Giovanna.Currie@wang.com

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Diego dichiara....

5 - by Massimo La Pietra : Date: Wed, 24 Jun 98 09:05:49 PDT
Ecco un articolo tratto dalla GDS di oggi 24 giugno 1998 riguardante il nostro
Diego.

BUENOS AIRES -
Ancora dichiarazioni roventi contro il Palazzo del calcio. Diego
Armando Maradona ha usato toni duri ai microfoni del canale argentino "America 2":
«Penso che questa Coppa del Mondo andrà alla Francia, altrimenti non succederà più. Anzi credo che sia stato tutto già combinato. Tutto è iniziato al momento del voto di Blatter. Tutto è stato preparato da Platini e dallo stesso Johansson, l'altro candidato. L'assemblea della Fifa è stata una farsa. Sono tutti corrotti».
Maradona raggiungerà finalmente la Francia solo lunedì perché nel fine settimana parteciperà ad una rally automobilistico nella provincia argentina di Mendoza».
Saluti, Massimo.
Email : Massimo.LaPietra@tlsoft.it

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Maradona...

6 - by Giancarlo Lombardi : - Date: Sun, 12 Jul 1998 09:29:38 +0200
E Maradona alzò la coppa a Notre Dame
Luigi Garlando

DAL NOSTRO INVIATO
PARIGI -
Alla fine anche Diego Maradona alza la coppa del mondo. Anzi, lui la alza dal primo giorno del mondiale, nella cappella di San Carlo, nella navata di sinistra della cattedrale di Notre Dame.
La foto a colori del Pibe con la maglia dell'Argentina, mentre solleva il trofeo vinto nell'86 in Messico, è al centro di un altarino che contiene la preghiera per il mondiale e la benedizione a tutte le nazioni: quelle presenti in Francia e «quelle che ci sarebbero volute essere, ma non si sono qualificate». La preghiera del mondiale è firmata da padre Bruno Sautuerau, prete e arbitro di calcio: «Padre nostro, noi ti rimettiamo tutte le passioni di que- sto mondiale. Scusa per i brutti gesti, le parole offensive e le azioni violente, ma soprattutto ti ringraziamo per la gioia che nasce dalle partite. E che la gloria dei futuri vincitori non faccia dimenticare che la cosa più importante è essere stati insieme».
Accanto a queste parole non c'è Cesar Sampaio in ginocchio che ringrazia Dio dopo il gol al Cile, ma Maradona con la coppa che vinse, anche, grazie a un gol di mano e un arbitro ingannato; Maradona che otto anni dopo fu sorpreso sulla scorciatoia del doping e cacciato da un altro mondiale; Maradona prostrato da notti impegnative, che, quando Ciro Ferrara passava a chiamarlo («Diego, c'è l'allenamento»), rispondeva: «Vai tu, io non ce la faccio ad alzarmi».
Eppure sull'altarino, sotto la foto del Pibe, c'è un terzo foglietto bianco che ricorda la prima lettera di San Paolo ai Corinzi (cap. 9, v. 24-25): «Guardate gli atleti nello stadio: tutti corrono, ma uno solo vince. Voi dovete correre per vincere. Chi gareggia si impone una condotta rigorosa. Loro lo fanno per una corona corruttibile, noi per una corona incorruttibile».
Ecco. Forse Maradona sta sull'altare per questo, simbolo ideale di una «corona corruttibile», icona didascalica, come i due grandi quadri alle pareti della cappella San Carlo. A sinistra: San Paolo rende cieco un falso profeta e converte il proconsole romano. A destra: Cristo al sepolcro. In mezzo: Maradona, profeta degli stadi, che a Napoli fecero messia, fino a cantargli il «Te Diegum».
O forse no. Forse questa impalcatura medievale è del tutto fortuita, opera di un parroco che, molto più banalmente, ama il calcio. Rivaldo e Zidane, i numeri 10 che stasera si contendono la coppa, neppure hanno sfiorato le magie che regalò Diego nel mondiale messicano: i gol al Belgio e all'Inghilterra... Quella sì era una gioia di cui rendere grazie, come scrive il prete-arbitro. Perciò una mano anonima e nostalgica ha messo Maradona sull'altare e lo ha incoronato a Notre Dame, come Napoleone.

Giancarlo Lombardi Email : gianlomb@rdn.it

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" La squalifica fu una vendetta ! "

7 - by Dario Di Gennaro : -Data : mercoledì 28 ottobre 1998 0.29
Buenos Aires, 27 ott -
"Andrò fino in fondo per poter così tornare in italia ed essere trattato come mi merito". lo ha detto diego maradona all’emittente radio 10, parlando delle presunte irregolarita’ avvenute nei test antidoping compiuti al laboratorio romano dell’ acqua acetosa che ne determinarono la squalifica nel 1991. "Stavo aspettando questa rivincita", ha aggiunto Maradona.

Il calciatore che fece sognare napoli ha poi proseguito:

"Siamo sul punto di scoprire i buffoni. Quelli che non hanno mai toccato una palla e hanno sempre ingannato la gente. Quella squalifica e’ stata una vendetta contro di me, nata dopo i mondiali di Italia 90 dove l’Argentina elimino’ l’Italia, facendo perdere loro molti miliardi. Dopo l’eliminazione degli Azzurri, ho pensato spesso che qualcosa di brutto mi poteva accadere. Ricordo ancora che, dopo quella gara, l’allora presidente della federcalcio, Antonio Matarrese mi guardo’ come se fossi un mafioso. Gia’ di fronte a quell’occhiata, mi convinsi che sarebbe stato difficile continuare a restare in Italia". Ed ha aggiunto: "Me ne sono dovuto andare da Napoli come se fossi un delinquente. Ho pianto per quella situazione". "Solo gli ignoranti - ha sottolineato Maradona - sostenevano che io traessi vantaggi in campo dal fatto che facessi uso di cocaina. Invece facevo solo male a me stesso". "ammetto - ha proseguito - che non sono un santo. Ma non era proprio il caso che mi rendessero la vita impossibile. e non mi posso dimenticare che vivevo con il costante timore che mi succedesse qualcosa perche’, prima o dopo, mi potevano far fuori con l’antidoping".

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Ciao da Dario Di Gennaro
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Dario Di Gennaro

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" RIFARO' GRANDE IL NAPOLI ! "

8 - by Antonino Gargiulo di ALE' NAPOLI : -Data : Sabato 28 Novembre 1998 14.29
TORINO
- " Cari NAPOLETANI - scrive Maradona - ,
mi spiace essere tornato senza passare prima per Napoli. Dopo la mia Argentina c'è una sola città nel mio cuore : NAPOLI. Voglio tornare dalla porta grande e non dalla porta di servizio come quando 7 anni fa mi hanno costretto a scappare. Ho sempre urlato la mia innocenza nella vicenda doping. Sono in pena per Napoli in serie B. Voglio rifare grande il Napoli, ma solo dopo un colloquio con Ferlaino. Lui è stato un presidente vincente, ma non mi ha difeso come avrebbe dovuto davanti all'antidoping. Se mi fosse stato più vicino tutto quello che è successo non sarebbe accaduto. Questa la confessione di Maradona, che parlando del suo "problema" , lo ha definito " uno svantaggio " in relazione alle sue prestazioni sportive . " Non mi sembra che siano trascorsi sette anni da quando ho lasciato l'Italia. Ho ritrovato i tifosi del Napoli, ho ritrovato Ferrara e Crippa " Questo è quanto dichiara Diego davanti ad abbondanti porzioni di pesce in un ristorante di Torino. Con lui, la moglie, il manager Coppola, Ferrara, Crippa, Luciano Moggi, Luigi Pavarese, oggi ds. del Torino e Giorgio Perinetti, ex ds. del Napoli oggi alla Juventus. Ferlaino è stato invece abbastanza " vicino " al giocatore stamane . Alle 13.30 era infatti all'aeroporto di Ciampino , dove era atteso anche Maradona : "Sono contento che Diego sia tornato, ma sono qui per affari miei ", ha detto.

Viva DIEGO ! Antonino E_Mail : alenapoli@hotmail.com

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Maradona : "Italia, mi sei mancata "

9 - by Stefano Russo : -Data : Sabato 28 Novembre 1998 14.29

Sull’aereo con il fuoriclasse argentino: "A Natale mi piacerebbe tornare a Napoli con le mie figlie, poi giocherò al San Paolo con Careca". "Vorrei rivedere gli amici e andare allo stadio. Ma non perdono chi mi ha fatto fuori" All’arrivo lo attende un funzionario del fisco per vecchi guai di tasse "Passerei da Modena a salutare Pavarotti e a Bologna da Lucio Dalla" . Elisabetta Rosaspina.

DAL NOSTRO INVIATO : CORRIERE DELLA SERA

AMSTERDAM - "Il piede d’oro" si agita nervosamente nel calzino di lana bianca, sfilato dalla stretta della scarpa da ginnastica: "L’Italia mi resiste" sbuffa il titolare del tutto, Diego Armando Maradona, ormai a poco più di mille chilometri dalla meta. Alle spalle, 17 ore di viaggio da Buenos Aires, e sette anni e mezzo, 2800 giorni, di esilio da Napoli. Veramente adesso gli resiste soltanto un vecchio Fokker 70 della Klm, che non vuole saperne di decollare dall’aeroporto olandese di Schiphol per Torino, dove l’ex campione è atteso dal pretore antidoping Raffaele Guariniello e soprattutto da un piatto di tagliatelle al tartufo bianco e una bottiglia di "vino tinto", in compagnia dell’amico Ciro Ferrara.
Impaziente come un bambino in partenza per Eurodisney, Maradona picchia col pugno sulla portiera chiusa dell’autobus che lo riporta al terminal di Amsterdam con altri sventurati passeggeri, più stupiti dalla sua presenza che dal contrattempo tecnico: "Se puede salir de esta sauna?", si può uscire da questa sauna?, urla all’autista, incerto sul luogo in cui depositare il carico di pellegrini in ostaggio. "San Diego, vendicaci tu" si raccomanda sottovoce una ragazza. Ma lui è troppo euforico all’idea che, Malpensa o Caselle che sia, sta per rimettere piede sul suolo azzurro. Chiedere a Diego Maradona che cosa farà nei suoi prossimi sei giorni italiani è come domandare a un infante su quale giostra vuole salire: "Andrò a vedere Chievo Verona-Napoli, naturalmente. E anche Parma-Milan". Sono alla stessa ora, domenica, come fa? "Davvero? Accidenti. Però posso fare in tempo a tornare a Roma per il derby con la Lazio - si frega le mani felice -.
Potrei passare così anche da Modena a vedere Pavarotti e a Bologna per salutare Lucio Dalla, il mio grande amico. E Cesenatico non è da quelle parti? Voglio andare pure a Cesenatico, a trovare Salvatore Bagni che, per me, è come un fratello". Dimentica Napoli? " No, non la dimentico. Ma stavolta ho bisogno di stare con gli amici. Se vado a Napoli finisce che mi trovo in mezzo ai soliti politici e dirigenti. Napoli è nel mio cuore - si massaggia la t-shirt verde oliva all’altezza del petto -. Non ho dimenticato un solo angolo, un solo vicolo. Se mi mettete in un punto qualunque di Napoli, anche al buio, sono sicuro che capisco subito dove sono e ritrovo la strada. Certo che mi piacerebbe tornare a Napoli, ma di giorno. Mi hanno costretto ad andarmene di corsa, di nascosto, come un delinquente. Adesso sono tornato per avere giustizia". E i napoletani non si meritano un risarcimento? Magari una partita d’addio, come ha proposto il figlio di Ferlaino? "Non ci sarà mai l’ultima partita di Maradona - gonfia i pettorali l’ex goleador -. Sarà sempre la penultima. E sarà un omaggio alla gente, non un addio". Le sono mancati i tifosi? " Tantissimo. Sempre, anche adesso. Mi manca il genio napoletano, capace di produrre striscioni straordinari. Come quello per la vittoria dello scudetto, quando una scritta è apparsa davanti alle tombe del cimitero di Napoli: "Non sapete che vi siete persi". O quella volta allo stadio di Verona, quando ci hanno accolto con lo striscione "Lavatevi!" e i napoletani hanno risposto, alla partita di ritorno, con: "Giulietta è ‘na zoccola". Indimenticabile, insuperabile. Però mi piacerebbe giocare anche nel Milan, a San Siro". Nel Milan, perché? "Perché i tifosi milanisti mi hanno sempre rispettato. Sì, gridavano "Maradona, figlio di puta", però soltanto in campo, durante la partita, nei momenti di passione, insomma. Per strada, a Milano, nessuno mi ha mancato di rispetto, nessuno mi ha mai dato uno schiaffo". Allude ad altri schiaffi? " Mi hanno fatto fuori nel ‘91, quando avevo soltanto 31 anni ed ero al massimo delle mie capacità. Dicevano che ero vecchio. Balle. Ora i campioni giocano almeno fino a 34 anni. Non posso perdonare". Nemmeno Ferlaino? " No, non lo perdono. Deve venire lui da me. Senza intermediari, senza mandarmi messaggi. Deve chiedermi scusa, perché io l’ho reso famoso in tutto il mondo. E’ diventato ricco, grazie a me, però non ha investito neanche una lira nel futuro della squadra. A queste condizioni sono pronto a incontrarlo". E al pretore Guariniello che cosa racconterà? Risposta: un sorrisetto furbo. Zeman ha ragione? " Ha sbagliato a sparare nel mucchio, a tirare in mezzo questo e quello. Ha fatto un gran casino". Ma l’allenatore della Roma dice la verità o no? "Sì, sì, forse è vero quello che dice. Se ci sono cento denunce, è evidente che qualche fondamento c’è. Ma il cecoslovacco ha sbagliato il modo. E poi a me non la racconta: se un allenatore comincia a perdere quattro partite di fila, è pronto a siringare roba da cavalli ai suoi giocatori pur di farli ricominciare a vincere. Conosco allenatori che dopo due sconfitte di fila, con la panchina vuota, hanno chiesto al medico di rimettere in piedi i giocatori con qualunque mezzo". E la creatina? " La creatina la prendevamo tutti - alza le spalle Maradona -. Tanto non fa nulla. E anche l’efedrina, che mi è costata la squalifica ai mondiali del ‘94, è una scemata. Havelange e Blatter possono prenderne quanta ne vogliono, che tanto continueranno a camminare come vecchietti: non serve a nulla, credete a me". Però ci sono anche gli anabolizzanti, l’epo... "No, l’epo non serve nel calcio, va bene per i ciclisti, che devono fare sforzi prolungati. Io non ne ho mai vista". E’ rimasto amico dei suoi vecchi compagni di squadra? Maradona fa un balzo sulla seggiola viola del gate C11, l’uscita ancora sbarrata verso l’Italia, si raddrizza la coppola blu sulla testa e giura: "Con tutti. Che anni, quegli anni, ricordi Claudia? - si rivolge alla bionda consorte, che sta cercando di telefonare alla moglie di Bruno Giordano e borbotta "eccome" -. Ci vedevamo a pranzo tutti insieme almeno una volta alla settimana. Bruscolotti, Bagni. Carnevale e Careca li avevo voluti io in squadra". Andrà alla festa di Careca per l’addio al Napoli? "Claro que si. Quando sarà? Il 21 gennaio? E’ promesso: sarò al San Paolo quel giorno e forse anche prima". A Natale? "Mi piacerebbe, vorrei tornare a Napoli con le bambine che questa volta sono rimaste a Buenos Aires. Dalma ha 11 anni e già un fidanzatino. Ma io gli pesto i piedi - simula di schiacciare un fastidioso insetto sotto le scarpe da ginnastica . Giannina invece è identica a me". Dalla valigia compare un voluminoso mazzo di foto: "Eccola, alla festa di Halloween - s’incanta il padre -, non è splendida?" e parcheggia due baci sulle guance di carta. Che accoglienza si aspetta a Napoli? " Si fermerà la città, sono sicuro. Mia cognata, la moglie di Ugo, vive lì e mi ha raccontato che anche quest’anno si vendono i pastori Maradona". I che? " Le statuine del presepe con la mia faccia e la maglia del Napoli, la numero 10. Ma quando ci imbarcano? Stasera sarò a Torino, non mi sembra vero. Andrò a cena con Ciro (Ferrara, n.d.r.) e Luciano Moggi. Già sento il sapore del tartufo. Quello bianco, naturalmente. Poi sarò nella città più bella del mondo. Roma. M’incanta Roma, come nessun’altra. Poi viene Budapest". Dimentica ancora Napoli? "No, Napoli è la mia città. Anche se in 7 anni che ci ho vissuto non ho mai visto rimettere a posto una strada. Adesso è più bella? Sono contento, perché è ora di finirla di dire che i napoletani fanno i furbi e non hanno voglia di lavorare. Ma che lavoro c’è a Napoli?". A proposito, che dirà ai napoletani quando Raffaella Carrà la collegherà al megaschermo preparato in piazza del Plebiscito? " Farò il politico, farò proprio un bel discorso, vedrete. Ma so già che mi commuoverò, sarà un’emozione forte rivedere Napoli anche soltanto sullo schermo da uno studio televisivo di Roma. Ma ci imbarcano, finalmente?". No, però la Klm distribuisce ai profughi del volo cancellato un buono per uno spuntino al bar e Maradona reclama invano la pizza da una bionda olandesina che gli indica dei sandwich di pane nero oppure degli hot dog di senape e wurstel.
Poi San Gennaro decide che è arrivato il momento di riportare anche il sangue bollente di Maradona in Italia e, tra un autografo e qualche passo di samba, "El pibe de oro" si dirige all’imbarco. Posto C, lato corridoio, fila numero 26, classe economica del volo AZ 117, destinazione Malpensa. Maradona non sta nella pelle dalla gioia. Passa uno steward con una strana bandierina arancione e lui grida a tutto l’aereo: "Corner, calcio d’angolo!", mentre al suo fianco Claudia Villafanes si addormenta stremata contro il finestrino. Lui abbassa la coppola sugli occhi, ma non si lascia sfuggire il vassoio della colazione. La "mano di Dio" che fece vincere un mondiale all’Argentina agguanta il dolce di cioccolato e nocciole, poi il panino con la scamorza, infine la penna per firmare un paio di dediche anche ai piloti del Super 80 Alitalia. Sta per fare altrettanto sul foglio che gli porge un signore in borghese, all’ingresso del terminal di Malpensa, ma lui lo blocca: "Dobbiamo notificarle questa cartella esattoriale, prego ci segua per la formalizzazione dell’atto".

Bentornato, Diego.

Stefano Russo E_Mail : stefano.russo@yale.edu

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