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Scrivimi
| | "...non ho più neppure una foto delle tante scattate.
Foto di luoghi, di persone, di fatti nel mentre si svolgevano. C'erano foto di volti, che parlavano (a chi sa ascoltarli) più di mille interviste o articoli o anche di mille foto di
devastazione...".
Questo è quello che ho detto, ma non è proprio così: alcune foto sono
rimaste nell'ultimo rollino, ancora nella macchina perché incompleto. Non dicono molto di ciò che ho
visto, ma possono aiutare comunque a farsi un' idea di come e di cosa si viva
ogni giorno in Palestina.

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1. Nablus.
In attesa al check-point. A volte, per l'intero
giorno, senza la certezza di poter poi oltrepassarlo.
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2. Nablus.
E, nel corso dell' attesa, si
assiste al passaggio dei tanks che vanno a cannoneggiare la città
vecchia, "covo di pericolosi terroristi".
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3. Nablus.
Queste macerie rappresentano l'unica traccia
degli edifici, sede di uffici pubblici e quindi simbolo di autonomia,
distrutti dagli israeliani.
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4. Nablus.
E cosa c'è di meglio, per
scaricare la propria rabbia, se non il colpire i simboli del popolo che si
vuole annientare?
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5. Nablus.
Un tank ed un
blindato israeliani hanno fermato due ambulanze, ne hanno fatti scendere
gli occupanti e, dopo aver ritirato i loro documenti, li hanno costretti
ad un'attesa di molte ore, senza alcuna spiegazione.
Solo
la nostra presenza in qualità di osservatori ha contribuito a sbloccare
la situazione: poco dopo il nostro arrivo, infatti, sono stati restituiti
i documenti e sono state fatte ripartire le ambulanze.
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