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Enrico Rava, Ottobre 2000: note di copertina del cd " Mattia's Walk & Tribute to Maynard Ferguson "___ A questo punto della mia vita ho ascoltato tanta di quella musica e tanti di quei musicisti che non mi stupisco più di niente (o quasi). Devo però confessare che quest’ estate, a Barga Jazz, quando ho sentito per la prima volta le prove dell’ orchestra e soprattutto quando ho sentito per la prima volta Andrea Tofanelli guidare la sezione di trombe dall’ alto della stratosfera con swing, autorevolezza e con un suono grande come una casa, sono rimasto letteralmente senza parole e con una gran voglia di conoscere meglio questo musicista per il quale la tromba incomincia là dove per la maggior parte dei trombettisti finisce. Infatti Andrea dà il meglio di sè dal do acuto in poi, e nel suo caso il "poi" significa che ha ancora a disposizione un’ altra ottava e mezza (e anche di più...) e non con dei fischi o degli effetti incontrollati ma con delle note reali, piene, chiare e precise come sciabolate, con un fraseggio articolato e coerente, con assoluta padronanza delle dinamiche, con un grande cuore ed una notevolissima espressività. A Barga abbiamo lavorato insieme quattro giorni ed ho avuto modo di apprezzare sempre di più le doti musicali ed umane di Andrea, il suo grande amore per la musica e per il suo strumento. Ho avuto modo di ascoltarlo sia in orchestra come prima tromba (ruolo che interpreta in modo eccezionale ed insolito, essendo al tempo stesso prima tromba, acutista e solista) che in jam session come improvvisatore e mi ha incantato per il controllo dello strumento in zone proibite ai più e per la freschezza della sua ispirazione, il tutto accompagnato da una modestia piuttosto rara. Per questi motivi sono molto contento di scrivere queste poche righe di presentazione di questo CD che ci fa conoscere Andrea anche nella veste di compositore e di leader. Ruoli che svolge con molta intelligenza e con grande consapevolezza dei propri mezzi e delle proprie caratteristiche. La musica che ci viene offerta è infatti ideale per esaltare le qualità di Tofanelli, il cui modo di suonare è senz’ altro più vicino al mondo della musica latina o al Gillespie "cubano", o se vogliamo ad Arturo Sandoval, che non al jazz di Miles Davis o di Chet Baker. In un certo senso, infatti, questo non è un disco di jazz in senso stretto, pur essendo ricco di ottimi jazzisti e di interventi solistici ad alto livello. Si tratta piuttosto, secondo me, di una musica a cavallo tra il jazz e la musica latina sull’ onda di Paquito D’ Riveira o di Sandoval. Musica di puro divertimento ma ricca d’ ispirazione, pensata per mettere in evidenza il virtuosismo e le peculiarità di Tofanelli, e che non mancherà di affascinare tutti gli amanti della tromba.

BrunoTommaso Settembre 2000: note di copertina del cd " Mattia's Walk & Tribute to Maynard Ferguson "___ Sono tanti i motivi per apprezzare la musica di questo disco: innanzi tutto la freschezza, il brio, la gioia di vivere e quindi di suonare nonchè la voglia di trasmettere vitalità e sentimenti senza indugi o barriere intellettualistiche. E poi la bella lezione di professionalità, cosa di non poco conto di questi tempi se si considera quanto il patrimonio di competenze, la duttilità e la disponibilità a mettersi in gioco siano utili e talvolta indispensabili per la realizzazione di progetti artistici nelle più variegate direzioni. Ben vengano quindi strumentisti, mi correggo, musicisti della statura di Andrea Tofanelli che tra l'altro ha saputo circondarsi di compagni d'avventura di tutto rispetto come Mauro Grossi, Roberto Martinelli e Mauro Negri, la piacevole scoperta Betancourt e le formidabili sezioni ritmiche che si alternano nelle esecuzioni. Certamente il virtuosismo di Tofanelli colpisce e a qualcuno potrà sembrare esageratamente funambolico: e perché no? La Costituzione italiana non proibisce di saltare le mezze misure e se un giovane artista ha voglia di esagerare è bene che lo faccia : avrà tempo per trovare momenti più cogitabondi, e non è escluso che già non emergano. Nella realtà dei fatti, dietro questa apparente spensieratezza si percepisce studio, passione, dedizione e sacrificio che messi insieme ci regalano un vero catalogo di generi intorno al fantasmagorico mondo che oscilla tra jazz e cultura latino-americana, con brillanti tratti di colore e di accuratezza poliritmica, per terminare con l'interessante composizione di Shorty Rogers deliziosamente riproposta in versione non fotocopiata ma al tempo stesso con una valenza che potremmo rischiare di definire filologica. Bravo Andrea!

Davide Ielmini, Settembre 2000: note di copertina del cd " Mattia's Walk & Tribute to Maynard Ferguson "___ Per chi fa del jazz una professione, il nome di Andrea Tofanelli rappresenta da tempo un punto di riferimento. Basti pensare alle sue presenze nell’ orchestra che ogni anno si cimenta a Barga al concorso per i migliori arrangiamenti: è lì che Bruno Tommaso lo ha voluto ed è lì che lo ha più volte premiato per le doti artistiche che sarebbe improprio definire standard. Ed è sempre sul quel palco che Enrico Rava è riuscito a cancellare dal viso le linee da maestro severo per concedere ad Andrea un sorriso da amico. Forse da ammiratore (o da talent-scout?). Ma Tofanelli vuol dire anche Jovanotti (faceva parte della sezione fiati che accompagnava il cantante nel tour "Lorenzo-L’ Albero 1997"), Demo Morselli, Mediaset e RAI (in "Francamente me ne infischio" di Adriano Celentano). Nel 1996, poi, lo chiama Peter Erskine e gli affida il ruolo di prima tromba nell’ orchestra che sarà al suo fianco in tournée. Un musicista poliedrico questo Tofanelli, non fosse altro per la sua duplicità: uomo di spettacolo (lo si sente da come affronta il percorso musicale) con una magnifica predisposizione ad "addolcire" le composizioni anche più pretenziose, e artista più dell’ essere che dell’ apparire, ispirato dai grandi maestri del jazz e del latin jazz, come Arturo Sandoval. Ma non solo: non viene infatti negato un piccolo spazio alle contaminazioni giovanili dell’ acid jazz, alle quali Tofanelli imprime una ragione artistica solida che evita inconvenienti. Tofanelli sdrammatizza, diverte, coinvolge, trascina. Anche e soprattutto quando decide di registrare (dal 1956 nessuno l’aveva più fatto nella sua versione originale) l’ iperbolico "Maynard Ferguson", un toccasana per polmoni, gola e labbra. Un brano che è difficile non considerare come l’ incubo di tutti i trombettisti: una prova, se volete, di conservatorio. Fatto sta che Andrea non si accontenta dell’ incisione, prende il nastro e lo invia a Ferguson. La riconoscenza non mancherà: Maynard lo inviterà ad un suo concerto in Italia e Tofanelli non si farà attendere salendo sul palco. Probabilmente ad Andrea qualcuno consiglierà un cambio di genere: un tale dotato jazzista non può "perdersi" negli sgambettamenti e nei roteanti bacini di chi chiede la bossanova o il mango. I suoi acuti sono troppo sono troppo mirati e professionali per chi non sopporta il jazz ma adora la danza? No. Tofanelli è un esempio di "chirurgia musicale": assembla la serietà e la dedizione all’ intrattenimento e alla passione popolare. Eppure questo disco farà aprire le orecchie a chi di jazz se ne intende: per gli arrangiamenti e gli interventi di Mauro Grossi o Mauro Negri, per la tempra della Jazz Art Orchestra in "Maynard Ferguson", per la ritmica (che nel latin-jazz è "quasi" tutto) e per le ascensioni di Andrea che, tra colonne d’ aria e pressioni sul bocchino, sono come un cubetto di ghiaccio sulla pelle. Certo, ascoltando il CD non sarà difficile pensare a Cuba, ma l’ isola é più quella di Ry Cooder con il suo Buena Vista Social Club (come spessore artistico dell’ evento) che il paradiso tutto spiagge e bikini ristretti celebrato dai dépliants pubblicitari. Il contrasto che si genera tra prodotto di consumo "commerciabile" e opera d’ arte da fruire in un ascolto "mirato" è il principale punto di forza di Andrea: il saper conciliare, senza troppi compromessi, la forma al contenuto, e quest’ ultimo alle preferenze degli ascoltatori. Che, senza dubbio, potranno scegliere se sfinirsi nei giri dei passi o abbandonarsi a quelli armonici.

Peppe Vessicchio, 2001: note di copertina del disco "Ricordo di Napoli"___ "...grande cuore, straordinaria tecnica e una invidiabile versatilità fanno sì che Andrea Tofanelli primeggi sia che si tratti di una Big-band section sia che si debba "liricheggiare" con una melodia popolare napoletana. Uno strumentista a tutto campo, in possesso di linguaggi appropriati, esempio molto utile per coloro che intendono intraprendere la carriera di musicista a trecentosessanta gradi."

Fio Zanotti, 2001: note di copertina del disco "Ricordo di Napoli"___ Il suono, lo swing e l’estensione sono doti non comuni, che non tutti possiedono. Quando trovi un musicista con tutte queste qualità, non puoi fare a meno di fargli i complimenti. E’ il caso di Andrea Tofanelli, trombettista d’eccezione ormai sempre presente nelle mie sessions. Ed è con immenso piacere che porgo a lui l’augurio di raggiungere un grande e meritato successo.

Jack Bowers – Cadence Magazine, Ottobre 2001: "Mattia's Walk & Tribute to Maynard Ferguson"___ Il trombettista Andrea Tofanelli impiega un nutrito cast di musicisti in questo cd e non ci vuole molto per identificare quale sia il suo modello di riferimento principale nel ruolo che ricopre. Ma nel caso in cui non apparisse subito evidente, il titolo dell’ultimo brano (lo spettacolare concerto "Maynard Ferguson" scritto da Shorty Rogers) spazza via qualsiasi incertezza residua. Tofanelli si é esercitato ovviamente per molti anni nelle sue note acute e le usa con grande effetto in questa formidabile esercitazione di jazz di sapore prevalentemente latin. Anche se non suona il Superbone di Maynard Ferguson, egli riesce comunque a trasformarsi in un'esperta sezione di cinque trombe usando le sovraincisioni. Nella sezione di trombe che lo affianca invece nel concerto "Maynard Ferguson" ci sono altri due trombettisti (F. Bosso ed A. Guzzoletti) e l’ intera Jazz Art Orchestra di Parma condotta da Carlo Gelmini. Questo brano é veramente il punto culminante, ma ci sono anche molti altri momenti significativi in questo, spesso meraviglioso, album. Considerando l’ impressionante tecnica di Tofanelli e il suo suono luminoso, non si resta sorpresi nell’ apprendere che è un musicista con una solida preparazione classica che si é formato lavorando come prima tromba e solista in ogni genere di musica, dall’orchestra classica fino alla big band, collaborando con alcuni dei più famosi nomi del jazz (incluso Maynard Ferguson). Quando uno può avere così tanto talento da lasciare "senza parole" un collega come Enrico Rava dopo una prova d’orchestra, allora ci troviamo veramente di fronte ad un musicista di spessore. Nelle note di copertina Rava paragona il lavoro di Tofanelli su questo album a quello di un altro trombettista notoriamente incline al registro acuto, Arturo Sandoval, e questa é una considerazione assolutamente giusta. Inoltre elogia anche i musicisti che accompagnano il leader e anche qua coglie nel segno, poichè le varie formazioni prestano il loro assiduo e valido supporto in tutte le composizioni del cd. I ritmi variano dal cha cha al bayon, dal samba alla bossa, con un pò di latin funk, acid jazz e perfino una ballad o due come condimento finale, e Tofanelli dimostra di essere maestro in tutto. Ma sono i suoi abbaglianti interventi nel registro sovracuto che lasciano senza fiato, quantunque egli sia anche un acuto e penetrante improvvisatore. La qualità della registrazione potrebbe essere migliorata, ma Tofanelli é superiore a tutto questo e dà un’ulteriore convincente prova, se mai ce ne fosse bisogno, che il talento musicale non conosce confini.

Aldo Gianolio - Musica Jazz, Maggio 2002: "Mattia's Walk & Tribute to Maynard Ferguson"___ C'é una ragione per cui Tofanelli è stato l'unico trombettista italiano ad avere l'onore di suonare con l'orchestra di Maynard Ferguson (a Casalmaggiore nel 2002): la sua tecnica, che si avvicina a quella del maestro statunitense, è strabiliante per la padronanza completa nell'uso dei sovracuti. Questo disco ha la programmatica intenzione di metterli in risalto, riuscendoci pienamente. Accomunati da una certa atmosfera straight ci sono brani di diverso livello, per la maggior parte basati su festosi ritmi latinoamericani (samba, cha cha cha, bossa nova, bayon, mambo). Ma a contare sono soprattutto gli assoli di Tofanelli, alcuni davvero pregevoli.

Luigi Sidero - All About Jazz, 2001: "Mattia's Walk & Tribute to Maynard Ferguson"___ Una tromba esplosiva ed una spiccata predilezione per ritmi latini e caraibici, fanno di Mattia's Walk un concentrato di allegria. Acuti, bisacuti e trisacuti, sono le caratteristiche di Andrea Tofanelli, un trombettista che fa di virtuosismo e potenza l'espressione principale della sua musica, articolando ardite frasi e spingendo sempre più in su, pur mantenendo sempre il pieno controllo dello strumento e del suono. Uno stile di certo non sobrio, ma che affascina per le eccellenti qualità solistiche di Tofanelli, capace di penetrare a fondo lo spirito di una ballad ("For So Many Years" ad esempio), e di "spaccare tutto" in scatenati latin come "Nigerian Marketplace" o "Round Dance". Un jazz molto vicino al Gillespie "cubano" (come fa notare Enrico Rava nelle note di copertina, che esaltano il talento di Tofanelli) trascina, diverte e rapisce, con tanti ed ottimi musicisti sulla scena. Difficile non ubriacarsi nel seguire le iperboliche evoluzioni della tromba !

Steven Loewy - Double Time Jazz, 2001: "Mattia's Walk & Tribute to Maynard Ferguson"___ Il trombettista italiano Andrea Tofanelli chiama questo disco "un tributo a Maynard Ferguson" ed è facile capire perchè. L’Italiano trascina la Jazz Art Orchestra mettendosi in evidenza con la stessa selvaggia esuberanza di alcune eclatanti sortite di Ferguson a metà e tarda carriera. Tofanelli è un maestro di tecnica autoritario, con una tendenza ostinata per la stratosfera. Riguardo al concerto "Maynard Ferguson" scritto da Shorty Rogers, si potrebbe persino giurare che l'italiano é Ferguson stesso da quanto é bravo. E, come nello stile di Ferguson, ci sono eccessi e un pò di enfasi plateali, ma tutto é suonato con grandee positivo divertimento e le sue qualità di showman sono impressionanti. Tofanelli dà a questo cd un gusto cubano, con ritmi in levare e tempi ballabili. Ci sono anche alcuni ottimi assoli poichè Tofanelli ha coinvolto alcuni apprezzabili musicisti della vibrante scena italiana del jazz, quale il clarinettista Mauro Negri e il pianista/arrangiatore Mauro Grossi. La band è scintillante, a volte persino accattivante, e soddisferà tutti quelli che amano il sound latino delle big bands e la tecnica impressionante della tromba.

Adamo Cordati - All About Jazz, Luglio/Agosto 2001: Barga Jazz 2001___ ...Francesco Martinelli, presidente quest'anno della giuria, ha sottolineato l'alto livello complessivo del concorso, e l'impeccabile prestazione dell'orchestra in cui hanno spiccato solisti come Andrea Tofanelli alla tromba, i clarinettisti e sassofonisti Nico Gori e Mauro Negri, Rossano Emili al baritono e Roberto Cecchetto alla chitarra, oltre al collaudato team ritmico di Alessandro Fabbri e Lello Pareti...

Massimo Monti, Produttore MAP: note di copertina del cd "Sound and Images" del Morenghi-Borgazzi Quartet___ ...Notevole è la vena compositiva nelle varie tracce del cd che, come parti dai diversi colori ed atmosfere, riescono a formare un intero, omogeneo quadro di " SUONI ed IMMAGINI". Si riconosce con facilità l'originalità interpretativa, l’esuberanza nei fraseggi tra le note sovrapposte dei fiati e quel "tocco di classe" della tromba di Andrea Tofanelli...

Aldo Gianolio: note di copertina del cd "Sound and Images" del Morenghi-Borgazzi Quartet___ ...in Metropolitan Tribal Dance, Colours e Sound and Images il quartetto si trasforma in sestetto con l'aggiunta del brillante ed estroverso trombettista Andrea Tofanelli, dotato di una tecnica cristallina che a comando e sempre nei momenti opportuni diventa sfavillantemente pirotecnica con piena padronanza nell'esecuzione dei sovracuti...

Alessandro Staiti - All About Jazz: Barga Jazz 2002, Thelonious Monk___ …Venerdì 23 l'orchestra di Barga Jazz interpreta le composizioni originali della sezione B… È la volta poi di "Congressional Roll Call" di Scott Reeves, musicista americano. Si tratta di una composizione molto articolata e complessa - forse perfino complicata - nella sua architettura ritmica, tanto da costringere l'orchestra a un evidente sforzo… Circa a metà, il brano si sposta su atmosfere latine che favoriscono il solo cristallino della tromba di Tofanelli, per poi terminare spostandosi verso il free... ...Subito dopo è la volta della Sezione C…seguito dalla malinconica "Notte di Marzo", con un intenso solo di Tofanelli che risuona nel silenzio totale dell'orchestra… Vince meritatamente la sezione C "Notte di marzo…

All About Jazz: Barga Jazz 2002, Thelonious Monk___ …La Giuria ha comunque segnalato l'altissimo livello della competizione… Tra i solisti, in evidenza la tromba di Andrea Tofanelli…

VareseMagazine, Novembre 2002: recensione dell’ album "Mon Petit Garçon" della cantante italo-francese YuYu___ …Le musiche soddisfano pienamente le aspettative del pubblico più esigente e colto, che sa apprezzare una produzione artistica accurata, dove anche l’elettronica è suonata live in studio. Un album che trasporta raffinatezze degne della miglior Sade in pieno territorio lounge e chill out, viaggiando sui fiati di maestri come Claudio Pascoli (sax), Andrea Tofanelli (tromba e flicorno) e Massimo Zanotti (trombone)...

Alex Sullivan: Il Corriere di Sesto (Mi), Febbraio 2003: "Mattia’s Walk & Tribute To Maynard Ferguson"___ Ebbene, lo confesso: sono stato letteralmente conquistato dal tributo a Maynard Ferguson inciso su questo cd di Andrea Tofanelli, un trombettista e musicista dalla sensibilità interpretativa estrema che, coadiuvata dalla salda preparazione tecnica, ne fa un fenomeno delle note a fiato. Una piacevolissima avventura jazz su ritmi samba, bossanova, latin jazz e un pizzico di cha cha in apertura, per tuffarsi verso l’ epilogo in esaltanti sonorità acid jazz e latin funk. Un disco cover (ma al contempo d’ autore, essendo 6 i brani composti oltre che eseguiti dallo stesso Tofanelli), "cantato" nelle sue 12 tracce dalla magistrale e acutissima tromba di Andrea, che per l’ occasione ha radunato colleghi ed amici della scena jazz del calibro di Nelson Betancourt e Roberto Martinelli, oppure la mitica Jazz Art Orchestra qui diretta da Carlo Gelmini per l’ eccezionale tributo a Maynard Ferguson, in cui Tofanelli é sbalorditivo performer solista. Tanto che, il 7 Maggio del 2000, é stato invitato dallo stesso Ferguson ad esibirsi con la sua Big Bop Nouveau Band al Teatro Comunale Ponchielli di Casalmaggiore (Cr). Un evento, nella sua ricca carriera, che rimarrà indelebile nella memoria degli appassionati del genere.

Alex Sullivan: Il Corriere di Sesto (Mi), Marzo 2003: "Ricordo di Napoli"___ Ci voleva la versatile tromba di Andrea Tofanelli per imbastire, così a regola d’ arte, un omaggio solo strumentale dedicato alla verace tradizione musicale di Napoli. Un disco sicuramente all’ altezza delle migliori colonne sonore da pellicola cinematografica. Le immortali "o Sole mio", "Malafemmena"' "Torna a Surriento", "Voce e’ notte", "Na’ sera e’ Maggio", "Malafemmena", "Reginella" ecc… mai hanno avuto spazio, tutte insieme, all’ interno di una produzione discografica dalla veste così fresca, diretta, per nulla commerciale. Un’ idea geniale, perché a decantare la gloria di composizioni tanto popolari non c’é la solita grassa voce napoletana di melensa melodia e facile presa, ma piuttosto una sfolgorante "prima tromba" pronta a cimentarsi in assoli da brivido, suonando ora con flautata fluidità, ora con energica sferzata "jazz". Una Signora Tromba che all’ occorrenza riesce addirittura a prendere il posto della voce umana, "vocalizzando" decisa quei cari ritornelli nostrani…



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